2017-09-04 07:39:00

Brasile: giorno di digiuno e preghiera per "Grido degli esclusi"


Il 7 settembre, giorno in cui il Brasile festeggia l'indipendenza, si svolgerà in tutto il paese la 23° edizione dell’iniziativa denominata “Il grido degli esclusi”, che quest'anno ha come motto "Per i diritti e la democrazia, la lotta è ogni giorno" e per tema "La vita in primo luogo", con l’obiettivo, secondo il Coordinamento nazionale, di attirare l'attenzione della società sull'urgenza dell'organizzazione e della lotta popolare nel contesto in cui il Paese vive oggi. L'iniziativa è nata dalla realtà ecclesiale brasiliana nel 1995, per approfondire l'argomento della Campagna di Fraternità di quell'anno e rispondere alle sfide sollevate nella 2.a Settimana sociale brasiliana, tenutasi nel 1994.

Il Presidente della Commissione episcopale pastorale per la Trasformazione dell'azione sociale della Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb), mons. Guilherme Antônio Werlang, vescovo di Ipameri, durante la presentazione dell’iniziativa ha dichiarato: “Viviamo tempi difficili. I diritti e i progressi democratici realizzati negli ultimi decenni, frutto di mobilitazione e lotte, sono minacciati. L'adeguamento fiscale, le riforme del lavoro e delle pensioni stanno riducendo i diritti dei lavoratori per favorire gli interessi di mercato. Il sistema democratico stesso è in crisi, lontano dalla realtà vissuta dalla popolazione”.

Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale del Brasile, in vista della Giornata, ha pubblicato un messaggio, ripreso dall'agenzia Fides, con il titolo “La vita in primo luogo”, in cui esorta ancora una volta le persone di buona volontà “a mobilitarsi pacificamente in difesa dei diritti e della dignità del popolo brasiliano, proponendo ‘la vita in primo luogo' ”. “La società brasiliana è sempre più perplessa – scrivono i Vescovi - di fronte alla profonda crisi etica che ha portato a decisioni politiche ed economiche che, prese senza la partecipazione della società, implicano la perdita dei diritti, esacerbano situazioni di esclusione e penalizzano il popolo brasiliano povero”.

Il Consiglio Permanente, considerato “il grave e prolungato momento triste vissuto dal Paese, suggerisce alle comunità che, a questa data, dovrebbero essere aggiunti due elementi importanti della spiritualità cristiana per accompagnare le riflessioni e le azioni sulla realità brasiliana: un giorno di digiuno e di preghiera per il Brasile”. (S.L.)








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