2010-07-02 14:31:25

Pakistan: la Chiesa di Lahore a sostegno dei sufi colpiti dal terrorismo


“Noi condanniamo questo attacco. È doloroso vedere che persone che testimoniano un islam moderato, come la comunità sufi, siano preda della violenza. È doloroso vedere anche quanto perfino la popolazione delle grandi città è ormai vulnerabile e un obbiettivo del terrorismo, senza alcuna difesa”. È quanto riferisce ad AsiaNews il dott. Peter Jacob, segretario nazionale di Giustizia e Pace a Lahore, sull’attacco suicida al santuario sufi Data Ganj Bakhsh, il più grande e il più riverito del Pakistan, che ha causato la morte di 42 persone e il ferimento di altre 175. “Lahore – continua Jacob - è guidata dal partito islamico Pakistan Muslim League-Nawaz (Pml-n), ed è il più forte dell’opposizione. Noi pensiamo che il governo dovrebbe prendere misure adeguate per fermare le violenze che avvengono ormai verso tutte le persone moderate, siano esse musulmane, ahmadi, sufi. Il programma dei talebani è chiaro; noi vorremmo che il governo agisse subito per contrastarlo”. Secondo molti osservatori, il governo del Punjab non è deciso nella lotta contro i talebani e nel garantire sicurezza ai cittadini. Quasi un mese fa i talebani hanno colpito due moschee Ahmadi sempre a Lahore, mostrando di essere presenti in forza nella città. Ma tutto questo non ha portato a un incremento della sicurezza. Secondo i media locali, le telecamere al santuario sufi non funzionavano e i poliziotti di guardia, dopo la prima esplosione suicida, hanno pensato che ci fosse una festa con i fuochi d’artificio. Raza Rumi, esperto pakistano di sufismo, scrive sul suo sito web: “Questo è un attacco barbaro e deve servire come un allarme. Il santuario di Data Saheb non è solo un posto affollato come un altro. Esso rappresenta un millennio di islam sufi tollerante, che è messo sotto attacco diretto dai puritani [fondamentalisti]. L’anno scorso vi sono state minacce e il governo ha chiuso il luogo per uno o due giorni. Questa volte il peggiore degli incubi è divenuto realtà”. Anche Rumi chiede un maggiore impegno del governo: “per quanto tempo ancora saremo solo spettatori mentre la nostra grande città viene distrutta pezzo per pezzo, culturalmente e fisicamente? È tempo per una decisa e concreta azione, per un colpo su tutti i gruppi terroristi che operano nel Paese - e specie nel Punjiab – nella più totale impunità”. Secondo informazioni raccolte da AsiaNews, la comunità sufi del Pakistan aveva organizzato nei mesi scorsi una serie di incontri nelle moschee del Paese per chiedere a tutti i musulmani di fermare la diffusione del credo fondamentalista dei talebani. Il sufismo è una forma di islam mistico diffuso nell’Asia del sud e in quella centrale, predicata da pellegrini ed eremiti. Esso però è giudicato eretico dall’islam sunnita più ortodosso. I talebani del Pakistan sono invece fautori dell’islam più duro, wahabita, che vuole distruggere tutte le forme di islam moderato o eretico (sciiti, sufi, ahmadi, ecc…). (R.P.)







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