2010-02-24 15:02:28

In Colombia aumentano gli attacchi contro le popolazioni indigene


Nel 2009 gli attacchi contro le popolazioni native della Colombia sono aumentati e hanno costretto molte comunità a lottare per la loro stessa sopravvivenza. E’ quanto emerge da un rapporto pubblicato da Amnesty International e intitolato “La lotta per la sopravvivenza e la dignità”. Nel dossier si sottolinea che le violazioni dei diritti umani contro le popolazioni native del Paese latinoamericano chiamano in causa i gruppi della guerriglia, le forze di sicurezza e i paramilitari, responsabili di gravi crimini tra cui omicidi, sequestri, minacce e abusi sessuali. Secondo dati forniti dall’organizzazione nazionale indigena della Colombia, solo nel 2009 sono stati uccisi almeno 114 nativi, tra cui donne e bambini. Inoltre, migliaia di loro sono stati costretti a lasciare le loro terre. Oltre la metà dei nativi assassinati nel 2009 apparteneva alla comunità Awá, che si è impiantata nella riserva indigena di El Gran Rosario, nel dipartimento sudoccidentale di Nariño. Nella zona, che riveste un’importanza strategica per le parti in conflitto, sono presenti guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia, militari dell’esercito di liberazione nazionale, agenti delle forze di sicurezza e narcotrafficanti. Amnesty International chiede a tutte le parti attive nel conflitto di rispettare il diritto delle comunità native a non essere trascinate nelle ostilità e di tutelare i territori in cui vivono e da cui dipendono per il loro sostentamento. Il conflitto armato, che da oltre 40 anni sconvolge la Colombia, ha provocato fino ad oggi decine di migliaia di morti. La maggior parte delle vittime sono civili. (A.L.)







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