2010-02-20 14:54:19

Scontri in Afghanistan: nuove vittime tra i soldati Nato. Sulla missione cade il governo in Olanda


In Afghanistan, si contano altre vittime tra i soldati della Nato impegnati nella maxi operazione denominata Mushtarak (Insieme) lanciata sabato scorso. Sale così a 6 il bilancio dei caduti tra i militari dell’Forza Internazionale di Assistenza alla sicurezza (Isaf). Proprio sul prolungamento della missione nel Paese asiatico, è caduto nella notte il governo del primo ministro olandese, Jean Peter Balkenende. I particolari nel servizio di Roberta Rizzo:RealAudioMP3

 
I combattimenti nella provincia meridionale di Helmand, dove da oltre una settimana è in corso l'operazione militare congiunta tra forze afghane e della Nato, continuano ad essere difficili. Nell'operazione, denominata “Moshtarak”, un importante capo talebano è stato ucciso nel sud dell’Afghanistan. Ma si contano nuove vittime anche tra i militari del contingente internazionale. Intanto, lo scontro politico sul futuro della missione militare con la Nato nel Paese asiatico ha aperto una crisi di governo in uno dei Paesi fondatori dell'Unione Europea. In Olanda, il primo ministro democristiano, Jan Peter Balkenende, ha annunciato la scorsa notte la caduta della coalizione tra il suo partito (i cristianodemocratici) e il partito laburista: non è stato trovato l’accordo sul prolungamento della missione in Afghanistan. La Nato aveva chiesto all’Olanda di lasciare il contingente fino all’agosto del 2011. Richiesta sostenuta dal centrodestra che ha trovato, però, la ferma opposizione del partito laburista. I militari olandesi dispiegati in Afghanistan sono circa duemila, la maggioranza si trova nella regione di Uruzghan. La missione all’interno della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) è cominciata nel 2006 ed è stata prolungata nel 2008. E’ costata la vita a ventuno soldati.

Pakistan. Raid aereo su un covo talebano: 30 le vittime
Trenta ribelli sono rimasti uccisi in un raid aereo dell'aviazione pakistana nel Sud Waziristan, al confine tra Afghanistan e Pakistan. Secondo quanto annunciato in una nota dai militari, il raid è stato compiuto sulle montagne di Shawal con l'obiettivo di colpire un covo dei “terroristi”. Intanto, nuovi attentati kamikaze si sono verificati nel nord-ovest del Paese. Un ufficiale di polizia è stato ucciso e altri sei agenti sono rimasti feriti in attacchi suicidi contro due commissariati.

Marocco. Minareto crolla sui fedeli: 41 vittime
È di almeno 41 morti e 76 feriti il bilancio provvisorio del crollo del minareto di una storica moschea di Meknes, nel centro del Marocco. Il minareto è crollato quando l'imam stava per cominciare il sermone. Nella moschea erano presenti 300 fedeli riunitisi per le preghiere del venerdì. Secondo le autorità locali, sarebbero decine le persone intrappolate sotto le macerie. Si tratta della tragedia più grave di questo genere avvenuta nel Paese africano. A provocare il crollo, si pensa siano stati gli effetti delle piogge torrenziali cadute negli ultimi giorni.

Colpo di Stato in Niger. I golpisti revocano il coprifuoco
Circa 10 mila persone hanno partecipato questa mattina a una manifestazione nelle capitale del Niger, Niamey, a sostegno dei militari che due giorni fa scorso hanno rovesciato il presidente Mamadou Tandja. Oggi, la giunta militare che ha preso il potere ha decretato la fine del coprifuoco e riaperto le frontiere. I golpisti, che si fanno chiamare Supremo consiglio per la restaurazione della democrazia (Csrd), hanno annunciato che la situazione è “sotto controllo” e si dicono disposti a rilasciare alcuni dei ministri arrestati. Promettono, inoltre, di creare un “consiglio consultivo” per una gestione “collegiale” del potere. Il presidente deposto, Mamadou Tandja, resta nelle mani dei militari. Intanto, ieri anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, e il responsabile Ue per la politica estera, Catherine Ashton, hanno condannato il golpe e chiesto il ritorno alla democrazia.

Speranze in Mali per gli ostaggi europei
Ore di attesa e speranza per la sorte degli ostaggi rapiti alla fine dello scorso anno tra Mali e Mauritania da un gruppo terroristico legato ad Al Qaeda. Le autorità maliane hanno infatti liberato quattro terroristi appartenenti alla sezione di Al Qaeda che opera nel Maghreb. In questo modo, si è risposto ad una delle condizioni che i terroristi avevano posto negli ultimatum per la liberazione degli ostaggi, tra cui il francese Pierre Camatte e l’italiano Sergio Cicala e sua moglie. Per Camatte, l’ultimatum scade oggi, mentre per Cicala il primo marzo. Se la liberazione del francese dovesse aver luogo, le speranze per gli italiani potrebbero farsi più vive. Tuttavia, secondo alcune fonti, il rilascio dei coniugi Cicala sarebbe condizionato alla scarcerazione di alcuni militanti islamici in Mauritania.

Iran. Rasmussen: “Si fermi sul nucleare o la Nato dovrà difendersi”
“Al momento dovuto noi prenderemo le decisioni necessarie per difendere i Paesi della Nato”. Così si è espresso oggi il segretario generale della Nato, Fogh Rasmussen. Intanto, la guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, nega che Teheran stia preparando armi nucleari. Sempre più concreta resta l’ipotesi di nuove sanzioni da parte delle Nazioni Unite. Secondo gli Stati Uniti, il dossier emanato dall’Aiea, l'Agenzia internazionale per l’energia atomica, è una prova chiara che Teheran non rispetta gli accordi internazionali. Mosca si dice allarmata, mentre Parigi vuole le sanzioni.
 
Russia. Esplosioni in Inguscezia
È di due morti e 28 feriti il bilancio di una serie di esplosioni avvenute a Nazran, in Inguscezia. Tra le vittime, numerosi agenti di polizia. In base alla ricostruzione del Ministero dell’interno, la prima esplosione è avvenuta mentre alcuni poliziotti perquisivano una casa abbandonata. Le altre hanno coinvolto gli agenti accorsi sul posto come rinforzi. La portavoce del comitato locale di indagine, Svetlana Gorbakova, ha spiegato che nella regione caucasica le forze di sicurezza da tempo sono impegnate in una guerra di logoramento contro i ribelli islamici.

Medio Oriente. Gaza: sei palestinesi feriti dal fuoco israeliano
Almeno sei palestinesi sono rimasti feriti questa mattina dal fuoco dell'artiglieria israeliana nel sud della Striscia di Gaza. Ad affermarlo sono state fonti mediche e le forze di sicurezza palestinesi. Secondo fonti, tra militanti palestinesi e i soldati israeliani appostati nei pressi del confine tra la città di Khan Younis, nella Striscia di Gaza, e Israele è esploso uno scontro iniziato dopo che i militari israeliani hanno aperto il fuoco ferendo leggermente due militanti.

Ucraina. Tymoshenko ritira ricorso per brogli elettorali
Il premier ucraino, Yulia Tymoshenko, ha ritirato il ricorso contro i risultati del ballottaggio delle presidenziali del 7 febbraio scorso. L'annuncio è stato dato dalla stessa ex leader della rivoluzione arancione davanti alla Corte amministrativa suprema a Kiev. "Ritiriamo il nostro ricorso, non vedo più alcun senso ad andare avanti", ha dichiarato. La Tyomoshenko aveva contestato i dati che la davano indietro di 3,5 punti rispetto al filorusso, Viktor Yanukovich, e aveva chiesto la ripetizione del voto denunciando brogli. Ma gli osservatori internazionali avevano dato un giudizio positivo sul voto. A questo punto non ci sono più ostacoli per l'insediamento di Yanukovich, già fissato per giovedì prossimo.

India. Muore studente sudanese ferito in attentato a Pune
È salito a 12 morti il bilancio dell'attentato compiuto il 13 febbraio scorso a Pune, in India. Uno studente sudanese ricoverato in ospedale è morto questa mattina per le conseguenze delle ferite riportate nell'esplosione all'interno del ristorante “German Bakery”, hanno reso noto funzionari locali. Il giovane, Amjad Elgajoli, 21 anni, è la quarta vittima straniera dell'attacco rivendicato dal gruppo Lashkar- e-Taiba Al Alami (LeT-international). Oltre al sudanese, sono rimasti uccisi l'italiana Nadia Macerini, uno studente iraniano ed un cittadino nepalese. Sessanta le persone ferite, la metà delle quali sono ancora ricoverate in ospedale.

Triplice attentato in Rwanda
Un morto e 18 feriti. È il tragico bilancio di un triplice attentato avvenuto ieri a Kigali, capitale del Rwanda. Negli attacchi simultanei sono state lanciate granate contro una stazione degli autobus, un ristorante e un edificio che ospita diversi negozi. Tutti luoghi pubblici particolarmente frequentati durante il fine settimana. Secondo Radio Rwanda, almeno cinque feriti si troverebbero in condizioni gravi.

Italia. Passa alla Camera il decreto emergenze
È stato approvato dalla Camera il decreto legge emergenze. Ora la norma, che non prevede più la trasformazione della Protezione civile in Spa, passerà al Senato dove ci sono circa dieci giorni per convertire il decreto prima che decada. Ma lo scontro tra maggioranza ed opposizione sul capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, continua. Questi ha affermato di essere un tecnico e non un politico, denunciando che su di lui è stato gettato soltanto fango.(Panoramica internazionale a cura di Roberta Rizzo e Federico Catani)

 
Bollettino del Radiogiornale della Radio Vaticana Anno LIV no. 51

 
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