2010-02-05 16:34:51

Filippine: i vescovi chiedono ai candidati alla presidenza chiarezza sulla difesa della vita


“I candidati alla presidenza della Repubblica devono esser chiari sulle questioni che toccano il rispetto della vita e della famiglia. Se si definiscono cattolici, non può esserci dicotomia fra la fede e il servizio pubblico a cui sono chiamati”: è quanto afferma in un colloquio con l’Agenzia Fides mons. Paciano Aniceto, arcivescovo di San Fernando e presidente della Commissione Episcopale su Vita e famiglia. La Commissione ha pubblicato, sul finire del 2009, un “Catechismo su famiglia e vita per le elezioni del 2010”, in cui si illustra la posizione della Chiesa e si chiede ai governanti di “coltivare una moralità illuminata dalla fede”, non appoggiando perciò leggi che violino il diritto alla vita e i diritti delle famiglie. Il documento ha generato un ampio dibattito sulla stampa, nell’opinione pubblica e nella politica delle Filippine, in questa “fase calda” della campagna elettorale, in vista delle elezioni presidenziali del maggio prossimo. Il Catechismo, in particolare, ha avuto l’effetto di “costringere” i candidati alla residenza a esprimere un parere favorevole o contrario a un testo di legge in discussione al Congresso Filippino, il “Documento sulla salute riproduttiva” (Reproductive Health Bill). Il progetto di legge intende legalizzare e promuovere nelle Filippine pratiche come l’aborto e la contraccezione fra i giovani come strumenti di controllo delle nascite. Di recente il Congresso Filippino, data la delicatezza della materia e le divisioni nell’opinione pubblica, ha rinunciato a esaminare e votare la legge, rinviandola a dopo le elezioni. La rinuncia del Congresso ha causato forti reazioni sulla stampa che ha duramente attaccato la Chiesa cattolica, accusata dal principale quotidiano filippino, il Philippine Daily Inquirer, di essere "ingiusta e immorale al suo interno", di voler imporre una morale alla nazione, di voler limitare le libertà dei cittadini e impedire il controllo demografico. Mons. Aniceto anticipa all’Agenzia Fides la risposta a questa accuse, che diffonderà in un comunicato pubblico: “Più volte abbiamo condannato ingiustizia e immoralità, nella vita pubblica come nella Chiesa. Più volte abbiamo parlato contro la corruzione e chiesto la trasparenza nella politica, specialmente in vista delle elezioni. Oggi la questione della cosiddetta ‘salute sessuale e riproduttiva’ è nuova nell’agenda politica nazionale, ed esige una risposta chiara della Chiesa e degli uomini pubblici. Intendiamo seguire e presentare al popolo filippino gli orientamenti della dottrina sociale della Chiesa. Vogliamo smascherare le trappole presenti nel testo di legge in discussione al Congresso e le pressioni che, in materia, fanno sulle Filippine alcune agenzie dell’Onu e degli Stati Uniti, favorevoli a mezzi di controllo demografico che violano il diritto alla vita. Vogliamo informare i cittadini su una delicata questione di coscienza che necessita la luce della fede”.







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