2010-02-04 15:08:18

Somalia: allarme di Medici Senza Frontiere per gli scontri che coinvolgono donne e bambini


Intensi scontri e bombardamenti indiscriminati stanno nuovamente colpendo Mogadiscio. Ne dà notizia oggi l’organizzazione umanitaria “Medici Senza Frontiere”, che nel suo ospedale nel quartiere di Daynile, fra il 29 gennaio e il 2 febbraio ha ricoverato 89 persone con ferite d'arma da fuoco. Ben 66 di loro donne e bambini. “Il numero delle donne e dei bambini feriti che abbiamo curato in così poco tempo non può essere considerato un danno collaterale”, dice il capo missione Axelle de la Motte St. Pierre. “La situazione a Mogadiscio è terribilmente complessa e tutte le parti in causa sono responsabili di un gran numero di feriti e morti. Il bombardamento indiscriminato sulle aree densamente popolate è totalmente inaccettabile”. Nel 2009, circa la metà dei 1.137 pazienti con ferite d’arma da fuoco curati da Msf era costituita da donne e da bambini sotto i 14 anni. Di qui la richiesta a tutte la parti coinvolte, incluso il Governo federale di transizione (Tfg) della Somalia, la Missione di peacekeeping dell’Unione Africana (Amison) e i gruppi di opposizione, di “intraprendere tutte le misure possibili per minimizzare i rischi sulla popolazione civile attraverso una reale applicazione dei principi di distinzione e di proporzionalità volti a garantire la protezione dei civili ed evitare attacchi indiscriminati”. (R.G.)







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