2009-11-17 15:17:36

I vescovi argentini difendono una norma del Codice civile che impedisce i matrimoni gay, criticata da un giudice


I vescovi dell’Argentina, in una dichiarazione del Comitato permanente, hanno definito un “grave allontanamento dalle leggi” che regolano la vita del Paese la sentenza di un giudice che ha dichiarato incostituzionale il Codice Civile poiché vieta il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Dall’altra parte, i presuli, ritengono che la decisione del Capo del governo della città di Buenos Aires che ha bloccato la possibilità di appellare questo verdetto “sia una leggerezza”. Il verdetto del giudice è considerato da parte dell’Episcopato una “decisione illegale” e quella del capo del governo cittadino “una decisione politica”. Ad ogni modo, osservano i vescovi, nei due casi si tratta di “segni di grave leggerezza che creano un serio precedente legislativo sia per l’Argentina sia per l’America Latina. “La crisi di valori che colpisce la nostra società, scrivono i presuli argentini, fa addirittura dimenticare la stessa origine della parola matrimonio". Già nel Diritto romano infatti il termine stabiliva il vincolo al diritto di ogni donna a procreare figli riconosciuti espressamente all’interno della legalità. Dunque la parola ‘matrimonium’ si riferisce in primis e giustamente a quella specifica qualità di ‘madre’ che la donna acquisisce tramite l’unione coniugale. Spesso, prosegue il documento episcopale, il termine è stato erroneamente associato con il sacramento cattolico che porta lo stesso nome senza tener conto che il vocabolo, esprime appunto una realtà già sancita nel diritto romano molto prima che il cristianesimo facesse la sua comparsa nella storia dell’umanità”. Infine il documento, che porta la firma di sette vescovi tra cui quella dell’arcivescovo di Buenos Aires, cardinale Jorge Mario Bergoglio, sottolinea che la discussa e discutibile decisione del giudice in questione “potrebbe essere considerata contraria a diversi Trattati internazionali che hanno rango costituzionale dal 1944 come, ad esempio, la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo (art. 16); il Patto Internazionale dei diritti civili e politici (art. 23 comma 2) e la convenzione America dei diritti dell’uomo (art. 17 comma 2 ss); strumenti giuridici dai quali si evince che solo il matrimonio formato da persone di sesso differente è costituzionale”. (A cura di Luis Badilla)







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