2009-11-09 15:32:09

Filippine: decapitato un insegnante rapito a Mindanao


La testa di Gabriele Canizares, è stata trovata oggi a Jolo (a Mindanao) dalla polizia. Canizares era insegnante e preside di una scuola elementare rapito lo scorso 20 ottobre a Patikul (Sulu) da un commando 12 uomini armati. I rapitori, collegati agli estremisti islamici di Abu Sayyaf, avevano chiesto nei giorni scorsi un riscatto di 30 mila euro. La notizia ha fatto aumentare i timori per la vita di padre Sinnott, missionario colombano rapito lo scorso 11 ottobre a Pagadian (Zamboanga; Mindanao) in condizioni analoghe a quelle di Canizares. Padre Patrick O’Donoghue, responsabile dell’istituto di San Colombano, sottolinea la necessità delle autorità di stabilire delle trattative con i rapitori. Infatti egli avverte sui rischi della massiccia operazione armata ipotizzata da esercito e polizia che metterebbe a serio rischio la vita del missionario. “Per ora io non sono in trattative con nessuno – afferma il sacerdote ripreso dall'agenzia AsiaNews - neppure la Chiesa ha finora avuto contatti con i rapitori. Ma non conosco nessuno che abbia finora stabilito un dialogo con i rapitori di padre Sinnott. Speriamo che i sequestratori considerino l’età e i problemi di salute del missionario – continua P. O’Donoghue – e ci auguriamo che venga liberato quanto prima”. A quasi un mese dal rapimento, le autorità non hanno ancora stabilito un reale contatto con i rapitori. Questi hanno chiesto un riscatto di 2 milioni dollari per la liberazione di padre Sinnott attraverso un video diffuso il 31 ottobre. Nel filmato il missionario, che ha 79 anni e soffre di gravi problemi cardiaci, tiene in mano un giornale datato 22 ottobre e dichiara di essere ancora in buona salute. Principali sospettati del rapimento sono per ora i terroristi di Abu Sayyaf e i ribelli del Milf (Moro Islamic Liberation Front). Il Milf ha sempre respinto tutte le accuse offrendo la sua collaborazione per liberare il sacerdote. Intanto il responsabile delle operazioni militari Benito de Leon, afferma che forze polizia ed esercito filippino hanno circondato i confini della provincia di Lanao del Sur, possibile covo dei rapitori. Egli assicura che “per non minare i fragili dialoghi in corso tra governo e Milf non partirà nessuna operazione senza il benestare del governo centrale e dell’unità di crisi di Zamboanga”. (R.P.)







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