2008-02-04 15:51:19

Una mostra a Perugia celebra la pittura rinascimentale del Pintoricchio


A 550 anni dalla nascita di Pinturicchio, maestro della pittura rinascimentale umbra, si è aperta il 2 febbraio al Palazzo dei Priori di Perugia una mostra monografica a lui dedicata. L’esposizione sarà visitabile fino al 29 giugno e offre ai visitatori quasi l’intero corpus delle opere realizzare dal Pintoricchio. Il servizio è di Paolo Ondarza:RealAudioMP3


(musica)

 
Esponente della nuova cultura di Quattrocento – Cinquecento, che alla conoscenza delle tre arti sorelle – pittura, scultura e architettura – sommava poesia, musica e letteratura, Bernardino di Betto di Biagio, detto "Il Pintoricchio", ha origini familiari modeste ma il fervore culturale della Perugia a lui contemporanea lo porta presto ad essere tra i protagonisti dell’arte dell’Italia centrale. Il nomignolo che i contemporanei gli diedero racconta il disprezzo di chi a inizio carriera lo descriveva “piccolo e di poco aspetto”, se paragonato al divin pittore “Il Perugino”. La curatrice Vittoria Garibaldi:

 
“Purtroppo, Pintoricchio ha subito un parere negativo di Vasari che lo ha praticamente cancellato dalla storia dell’arte per quasi tre secoli; ma oggi, lo possiamo veramente rimettere in pieno al suo giusto posto all’interno dei grandi, cioè tra i grandi della storia dell’arte”.

Attento alla natura nelle vedute, studioso della luce che dona vita agli oggetti e con un occhio ai coevi pittori nordici:

“Pintoricchio è un insieme amalgamato dal ricordo dell’antica Roma, dalla conoscenza dei maestri fiamminghi, dalla conoscenza della pittura fiorentina e romana e in modo particolare del suo alunnato sia con Perugino ma anche all’interno delle botteghe miniatorie dell’Umbria”.

Viaggiando tra Umbria e Lazio è presto eletto a Roma “pittore del Papato”: dipinge la cappella Bufalini all’Aracoeli, decora gli appartamenti Borgia, istoria le pareti di Santa Maria del Popolo. Sale, infine, sui ponteggi della Sistina a fianco dei grandi maestri toscani. Un’esperienza memorabile ...

“Il cantiere della Sistina era un crogiuolo di grandi menti e di grandi artefici e quindi è stata veramente per lui una grande scuola da cui ha appreso e a cui sicuramente ha dato!”.

Spello conserva un indiscusso gioiello e capolavoro del Pintoricchio: la “Cappella Baglioni”. Ma è a Siena che il pittore raggiunge le massime vette con gli affreschi della Libreria Piccolomini tanto ammirati da Raffaello. In mostra gran parte delle sue opere:

“Sono particolarmente affascinata, forse dal suo capolavoro umbro, che è la Pala di Santa Maria dei Fossi, una pittura ricchissima di colori, di fascino, di armonie, ma anche di dettagli. Riuscire a combinare insieme la storia antica e la quotidianità di tutti i giorni”.
 
In vecchiaia, la gloria abbandona Pintoricchio: muore ricco ma solo, l’11 dicembre 1513. Lo ricordarono come un artista “sordo, piccolo e di poco aspetto” ma che seppe essere grande.







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