2007-05-18 14:59:56

Nasce all'insegna dell'apertura il nuovo governo francese dell'era Sarkozy


Il premier francese François Fillon ha scelto il suo governo. Sette dei quindici ministeri sono stati affidati a donne. Numero due dell’esecutivo è l'ex premier Alain Juppè, 61 anni, alla guida dello Sviluppo sostenibile, un maxi ministero che raggruppa anche Trasporti ed Energia. Il servizio, da Parigi, di Francesca Pierantozzi: RealAudioMP3

Una squadra snella, femminile e aperta alla sinistra: ecco il governo di apertura di Nicolas Sarkozy, annunciato questa mattina all’Eliseo dal nuovo segretario generale, Claude Gue’ant. Il premier François Fillon, nominato ieri, sarà alla guida di un esecutivo di 15 ministri, di cui sette donne. E non è la sola novità. Piccola rivoluzione: agli Esteri va il socialista e fondatore di “Médecins sans Frontières”, Bernard Kouchner, il principale simbolo dell’apertura a sinistra voluta da Nicolas Sarkozy. Immediata la reazione del partito socialista, che ne ha decretato l’espulsione. “Kouchner non è più membro del partito”, ha dichiarato il segretario generale, François Hollande. Altra novità di questo governo, la nomina di Rachida Dati, al ministero della Giustizia: magistrato di origini algerine e marocchine, 41 anni, con la Dati è la prima volta che un’immigrata di seconda generazione diventa ministro. Agli Interni un’altra donna, l’ex ministro della Difesa, Micelle Alliot-Marie. Alla Cultura, Christine Albanel, direttrice del Castello di Versailles, che diventa anche portavoce del governo. Segno di un’apertura anche verso il centro, Hervé Morin, l’ex presidente del gruppo parlamentare IDS, il partito di François Bairou, Morin diventa ministro della Difesa. Nella squadra ci sarà anche l’ex capo di gabinetto dell’ex premier socialista Lionel Jospin, Jean-Pierre Juillet, nominato sotto-segretario agli Affari europei. Nel pomeriggio si riunirà il primo Consiglio dei ministri. (Francesca Pierantozzi, da Parigi, per la Radio Vaticana).

Per un commento sul nuovo governo francese, Giada Aquilino ha intervistato Domenico Quirico, corrispondente del quotidiano La Stampa da Parigi: RealAudioMP3

R. – E’ il governo di Sarkozy più che di Fillon. È un governo che il presidente aveva promesso e quindi con delle aperture a sinistra: il ministro degli Esteri, Bernard Kouchner è infatti un “mitterandiano”. Ma non c’è soltanto lui, c’è anche il capo di gabinetto di Lionel Jospin - ultimo primo ministro socialista – a cui è stato affidato un sottosegretariato per l’Europa; c’è Eric Besson che fino a poche settimane fa era il consigliere economico di Ségolène Royal; c’è la concessione femminile, che Sarkozy aveva fatto durante la campagna elettorale per contrastare proprio la Royal. Ci sono i volti nuovi del “sarkosismo”, questo mi sembra il dato più importante: una generazione più giovane. Rachida Dati, ministro della Giustizia, è la figlia di un operaio marocchino e di una collaboratrice domestica, che è diventata magistrato: l’esempio più visibile della integrazione quale la concepisce il nuovo presidente, legata quindi al merito, al lavoro e all’impegno.

 
D. – Che strategia è quella di affidare gli Esteri a Kouchner?

 
R. – La politica estera in Francia la fa il presidente. Diciamo che Bernard Kouchner ha dei punti che possono avvicinarsi alla visione della politica estera di Sarkozy. È per esempio un filoatlantico: è l’unico personaggio di sinistra che è stato infatti favorevole ad un intervento in Iraq.

 
D. – A cosa punterà il ministero dell’Immigrazione e dell’Identità nazionale in un Paese in cui i flussi migratori dall’estero sono una forte realtà?

 
R. – L’idea dell’immigrazione per Sarkozy è quella di una immigrazione scelta, che sia quindi rigidamente regolata. In effetti c’è il grande problema della riconciliazione di Sarkozy con una certa parte della Francia, che è quella delle periferie o meglio di una certa parte di esse, perché le periferie non sono soltanto quelle dei ragazzi che bruciavano le macchine nell’autunno di due anni fa. Ciò rappresenterà certamente uno dei capitoli più impegnativi nei suoi cinque anni di presidenza.

 
D. – Tra i 15 ministeri c’è pure quello dell’Edilizia abitativa, affidato a Christine Boutin, impegnata nella difesa della vita...

 
R. – Quello della mancanza di alloggio è uno degli altri problemi che dovrà affrontare Sarkozy. Della questione dei senza casa in Francia si parla dal 1950: l’Abbé Pierre aveva sollevato il problema nell’immediato dopoguerra.







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