2007-04-27 14:32:43

Presentate ai media le linee-guida del Sinodo dei vescovi convocato dal Papa per l'ottobre 2008 sul tema della Parola di Dio


Si è svolta stamane nella Sala Stampa della Santa Sede, la presentazione ai giornalisti dei Lineamenta del prossimo Sinodo dei vescovi, il primo convocato da Benedetto XVI, che si terrà in Vaticano nell’ottobre 2008 e tratterà del tema della Parola di Dio in rapporto alla vita e alla missione della Chiesa. Ma, su richiesta dei giornalisti, il segretario generale del Sinodo, l’arcivescovo Nikola Eterović, si è soffermato con dovizia di particolari anche sulla riforma del Sinodo stesso, così come emerge da un recente documento ufficiale vaticano. Per i particolari, il servizio di Alessandro De Carolis. RealAudioMP3

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A quarant’anni dalla Dei Verbum, la Costituzione del Vaticano II che rifletté sulla Rivelazione divina e sui modi di trasmetterla, la Chiesa rileva tuttora “fenomeni di ignoranza” sulla dottrina della Rivelazione stessa, un “notevole distacco di molti cristiani dalla Bibbia, “un permanente rischio di un uso non corretto” della Sacra Scrittura. Sono alcuni dei motivi che hanno spinto i vescovi di tutto il mondo a chiedere al Papa un Sinodo che trattasse della “Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”. Lo ha ribadito questa mattina il segretario generale del Sinodo dei vescovi, l’arcivescovo Nikola Eterović, durante la conferenza stampa di presentazione dei Lineamenta, ovvero delle linee-guida lungo le quali si sta sviluppando la preparazione della XII Assemblea generale del Sinodo, che si svolgerà dal 5 al 26 ottobre del prossimo anno. Benedetto XVI, anche nella sua veste di esperto teologo, ha molto a cuore il tema della riscoperta della Parola di Dio e in molte circostanze, ha ricordato il segretario generale del Sinodo, ha insistito sulla necessità di “promuovere una pastorale robusta e credibile della Parola di Dio” per un rinnovamento che sia non solo teologico, ma anche liturgico e catechistico. Una necessità, ha rilevato mons. Eterović, diretta non solo ad aumentare la consapevolezza del popolo cristiano, ma anche a meglio favorire i rapporti ecumenici, interreligiosi e con il mondo delle scienze. Soffermandosi su un dato, quello della diffusione della Bibbia, mons. Eterović ha osservato:

“Noi cristiani – parlo anche a nome di altri fratelli nella fede – non siamo ancora soddisfatti, perché secondo l’Alleanza biblica universale del 2004, la Bibbia sarebbe stata tradotta per intero o parzialmente in 2.355 lingue, mentre le lingue del mondo sarebbero fino a 6.700, di cui 3.000 quelle principali. Dunque, la Bibbia neanche parzialmente è ancora tradotta in tutte le lingue del mondo”.

Mons. Eterović ha poi riaffermato che alla Chiesa “spetta il compito d’interpretare la Parola di Dio”, con il contributo delle scienze umane ma evitando i “rischi dell’interpretazione arbitraria e riduttiva” delle Scritture, con le possibili derive di letture fondamentalistiche o ideologizzate. E lo stesso ha fatto mons. Fortunato Frezza, sottosegretario del Sinodo, soffermandosi in particolare sull’aspetto dell’approfondimeto teologico della Bibbia:

“L’unità interiore della Scrittura e i metodi di studio, come l’esegesi storico-critica o l’esegesi canonica (…) sono strumenti adeguati alla ragionevolezza della ricerca da una parte, ma anche dichiaratamente intesi all’adesione a lettera e spirito della Rivelazione scritta. La Bibbia, Libro di libri, nella sua veste umana non può essere né esposta ad un superficiale volontarismo, che offenderebbe e la ragione e la fede, né defraudata della sua interiore consistenza”.

Infine, il tema della riforma del Sinodo dei vescovi, sollecitato dai giornalisti in Sala Stampa. Sulla scorta di quanto pubblicato sul volume n. 10 dell’Acta Apostolicae Sedis del 6 ottobre 2006, mons. Eterović ha rivelato che la Segreteria generale del Sinodo sta preparando una pubblicazione bilingue, in latino ed in italiano, che riporta alcune delle novità volute dal Papa, alcune delle quali già sperimentate nel Sinodo sull’Eucaristia del 2005, come la riduzione da 4 a 3 delle settimane di durata dei lavori, o la facoltà di intervento libero concessa ai padri sinodali al termine di ogni assise giornaliera. Ma, modifiche a parte, non si può parlare – ha detto mons. Eterović - di vera riforma per ciò che concerne la possibilità, per il Sinodo, di oltrepassare la propria funzione consultiva, a servizio del Papa, per approdare ad una funzione deliberativa:

“L’aggiornamento dell’ordinamento del Sinodo dei vescovi si imponeva dopo 40 anni della sua esistenza e il motivo principale era un po’ di armonizzare le norme del Sinodo con il nuovo Codice di diritto canonico e con i Canoni delle Chiese cattoliche orientali, ovviamente riflettendo sulla prassi sinodale che si è sviluppata durante questi 40 anni. Non c’è una novità vera e propria in quanto già l’Apostolica sollicitudo del Servo di Dio, Paolo VI, parla negli stessi termini quando dice che al Sinodo dei vescovi ‘spetta per sua natura il compito di dare informazioni e consigli. Potrà anche godere di potestà deliberativa quando questa gli sarà stata conferita dal Romano Pontefice al quale spetta, in tal caso, ratificare la decisione del Sinodo’.

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