2004-11-16 16:57:56

ARGENTINA: DOCUMENTO


BUENOS AIRES –Per approfondire la pastorale socialeè il titolo del documento pubblicato nei giorni scorsi dalla Conferenza episcopale argentina nel quale i vescovi chiedono ai cittadini di avviare “una profonda conversione” per superare la crisi che ha investito un paese “le cui radici più profonde sono morali e culturali”. “I politici hanno il preciso compito di fare risorgere l’Argentina abbandonando levecchie pratichee avendo come unico fine disinteressato il bene comune” scrivono i presuli. “Purtroppo è più facile vedere gente che si arricchisce alle spalle della propria patria, che non cittadini desiderosi di un nuovo corso. Per questo esortiamo la comunità a vivere con spirito di giustizia, verità e solidarietà”. La Conferenza episcopale prende poi in esame il documento della Pontificia Università Argentina intitolatoBarometro del debito sociale nazionale: “E’ una indagine che mette in evidenza la gravità della situazione, considerato che è a rischio la dignità della persona” rilevano i presuli. Segue il problema della “equa distribuzione della terra”: “E’ preoccupante la concentrazione dei beni in poche mani, così come inquieta la situazione degli aborigeni e il degrado ambientale. Migliaia di argentini stanno lasciando la campagna per andare ad abitare nelle periferie più povere delle grandi città”. Infine il giudizio dell’arcivescovo di Resistencia e Presidente della Commissione episcopale della pastorale sociale, mons. Carmelo Giaquinta: “Anche se in Argentina si registrano piccoli segnali di ripresa, per uscire da questo momento di impasse ci vorranno molti anni”. Il documento è stato licenziato a margine della 88esima Assemblea plenaria e, durante la conferenza stampa conclusiva, sono state anticipate alcune iniziative che i vescovi hanno deciso di promuovere di comune accordo. Il Presidente del Consiglio episcopale per gli affari economici e arcivescovo di Mendoza, mons. José Maria Aranciba, ha rivelato che a breve partiràLa Chiesa ha bisogno del tuo aiuto, una campagna di sensibilizzazione rivolta ai fedeli per sostenere tutte le attività. “L’obiettivo è anche quello di smentire le voci che vedono una Chiesa ricca, forte anche di un pingue finanziamento dello Stato. In realtà percepiamo circa 12 milioni di pesos e il 5/7 per cento di questa cifra viene impiegata per il servizio di evangelizzazione, il culto e la carità” ha spiegato mons. Aranciba.

(Aci 15 nov. – DIONISI)







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