Bruxelles: confronto Ue-Chiese su ruolo dei cittadini per la "casa comune"
Comunità religiose presenti in Europa e rappresentanti delle istituzioni comunitarie
si sono seduti ieri attorno a un tavolo del palazzo Berlaymont, sede della Commissione
a Bruxelles, per l’incontro annuale tra Ue e chiese definito dall’art. 17 del Trattato
di Lisbona, entrato in vigore nel 2009. Per l’edizione di questo 2013, Anno europeo
dei cittadini, è stato scelto proprio il tema “Mettere i cittadini al cuore dell’Europa
in un periodo di trasformazione”. Si parla, come ha chiarito un portavoce della Commissione,
della partecipazione attiva degli europei alla costruzione della “casa comune”, dei
diritti fondamentali delle persone, del ruolo della società civile, della realizzazione
di un dibattito ampio sul futuro dell’Europa con il contributo delle comunità religiose
e il loro specifico apporto etico, spirituale e caritativo. Le istituzioni dei Ventisette
- riporta l'agenzia Sir - sono rappresentate dal presidente della Commissione, José
Manuel Barroso, da quello del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, e dal vice presidente
dell’Euroassemblea, László Surján. Le chiese (confessioni cristiane, islam, ebraismo,
induismo), sono rappresentate da una ventina di dignitari. La delegazione della chiesa
cattolica comprende mons. Manuel Clemente, vescovo di Porto, mons. Jean Kockerols,
vice presidente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea),
e mons. Youssef Soueif, arcivescovo dei maroniti di Cipro e componente della Comece.
Gli incontri tra Ue e comunità religiose si svolgono informalmente dai primi anni
del nuovo secolo, ma nel 2008 hanno assunto la forma attuale. Il primo summit era
dedicato alla difesa del Creato (tema “Abbiamo bisogno di una conversione ecologica”);
nel 2009 si era affrontato il nodo della crisi economica (“Per riprendersi dalla crisi,
politica e società dovrebbero rivedere i loro sistemi di valori”). Nel 2010 - primo
appuntamento ufficiale dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona - era stato
discusso il nodo dell’indigenza (“La povertà è una sfida che l’Unione europea e le
Chiese devono affrontare insieme”). Il summit del 2011, anno della “primavera araba”,
si era concentrato sul tema: “I rappresentanti religiosi e le istituzioni europee
fanno causa comune per la democratizzazione e la pace nel sud del Mediterraneo”. Infine,
lo scorso anno, l’incontro aveva in agenda “La solidarietà intergenerazionale richiede
il sostegno dell’Ue e degli Stati membri al fine di superare la crisi economica e
demografica”. (R.P.)