Il Papa: senza il sale di Gesù siamo insipidi, diventiamo cristiani da museo
I cristiani diffondano il sale della fede, della speranza e della carità: è questa
l'esortazione di Papa Francesco nella Messa alla Casa Santa Marta. Il Papa ha sottolineato
che l’originalità cristiana “non è una uniformità” e ha messo in guardia dal rischio
di diventare insipidi, “cristiani da museo”. Alla Messa - concelebrata con i cardinali
Angelo Sodano e Leonardo Sandri e con l’arcivescovo di La Paz, Edmundo Abastoflor
Montero - hanno preso parte un gruppo di sacerdoti e collaboratori laici della Congregazione
per le Chiese Orientali. Il servizio di Alessandro Gisotti:
Che cos’è il
sale nella vita di un cristiano, quale sale ci ha donato Gesù? Nella sua omelia, Papa
Francesco si è soffermato sul sapore che i cristiani sono chiamati a dare alla propria
vita e a quella degli altri. Il sale che ci dà il Signore, ha osservato, è il sale
della fede, della speranza e della carità. Ma, ha avvertito, dobbiamo stare attenti
che questo sale, che ci è dato dalla certezza che Gesù è morto e risorto per salvarci,
“non divenga insipido, che non perda la sua forza”. Questo sale, ha proseguito, “non
è per conservarlo, perché se il sale si conserva in una bottiglietta non fa niente,
non serve”:
“Il sale ha senso quando si dà per insaporire le cose. Anche
penso che il sale conservato nella bottiglietta, con l’umidità, perde forza e non
serve. Il sale che noi abbiamo ricevuto è per darlo, è per insaporire, è per offrirlo.
Al contrario diventa insipido e non serve. Dobbiamo chiedere al Signore di non diventare
cristiani col sale insipido, col sale chiuso nella bottiglietta. Ma il sale ha anche
un’altra particolarità: quando il sale si usa bene, non si sente il gusto del sale,
il sapore del sale… Non si sente! Si sente il sapore di ogni pasto: il sale aiuta
che il sapore di quel pasto sia più buono, sia più conservato ma più buono, più saporito.
Questa è la originalità cristiana!”.
E ha aggiunto che “quando noi annunziamo
la fede, con questo sale”, quelli che “ricevono l’annunzio, lo ricevono secondo la
propria peculiarità, come per i pasti”. E così “ciascuno con la propria peculiarità
riceve il sale e diventa più buono”:
“La originalità cristiana non è una
uniformità! Prende ciascuno come è, con la sua personalità, con le sue caratteristiche,
con la sua cultura e lo lascia con quello, perché è una ricchezza. Ma gli dà qualcosa
di più: gli dà il sapore! Questa originalità cristiana è tanto bella, perché quando
noi vogliamo fare una uniformità - tutti siano salati allo stesso modo - le cose
saranno come quando la donna butta troppo sale e si sente soltanto il gusto del sale
e non il gusto di quel pasto saporito con il sale. L’originalità cristiana è proprio
questo: ciascuno è come è, con i doni che il Signore gli ha dato”.
Questo,
ha proseguito il Papa, “è il sale che dobbiamo dare”. Un sale che “non è per conservarlo,
è per darlo”. E questo, ha detto, “significa un po’ di trascendenza”: “uscire col
messaggio, uscire con questa ricchezza che noi abbiamo del sale e darlo agli altri”.
D’altro canto, ha sottolineato, ci sono due “uscite” affinché questo sale non si rovini.
Primo: dare il sale “al servizio dei pasti, al servizio degli altri, al servizio delle
persone”. Secondo: la “trascendenza verso l’autore del sale, il creatore”. Il sale,
ha ribadito, “non si conserva soltanto dandolo nella predicazione” ma “ha bisogno
anche dell’altra trascendenza, della preghiera, della adorazione”:
“E così
il sale si conserva, non perde il suo sapore. Con l’adorazione del Signore io trascendo
da me stesso al Signore e con l’annunzio evangelico io vado fuori da me stesso per
dare il messaggio. Ma se noi non facciamo questo - queste due cose, queste due trascendenze
per dare il sale - il sale rimarrà nella bottiglietta e noi diventeremo cristiani
da museo. Possiamo far vedere il sale: questo è il mio sale. Ma che bello che è! Questo
è il sale che ho ricevuto nel Battesimo, questo è quello che ho ricevuto nella Cresima,
questo è quello che ho ricevuto nella catechesi… Ma guardate: cristiani da museo!
Un sale senza sapore, un sale che non fa niente!”.