Missione umanitaria in Nord Corea nello spirito di misericordia di Papa Francesco
In tempi di crisi e di alta tensione fra Corea del Nord e del Sud, c’è una porta aperta
alla speranza: padre Gerard Hammond, il missionario cattolico di Maryknoll, che nella
Caritas Corea è direttore dei programmi per la Nordcorea, ha preparato una missione
umanitaria in Corea del Nord e confida che “avrà luogo nelle prossime settimane”.
Padre Hammond, che ha all’attivo oltre 50 viaggi in Nord Corea negli ultimi 20 anni,
spiega a Fides che “si tratta di un viaggio per consegnare cibo e medicine, soprattutto
ai malati di tubercolosi, organizzato grazie all’assistenza della Ong cristiana americana
Eugene Bell Foundation”. Le autorità del Nord, annuncia il missionario a Fides, “non
hanno frapposto ostacoli e presto attendiamo il benestare ufficiale”. “E’ un ottimo
segnale, anche se il nostro viaggio – precisa il sacerdote – non ha alcuno scopo o
valore politico, ma è una esperienza di prossimità verso la popolazione denutrita
e malata”. “La nostra opera è di carattere umanitario: incontriamo tante persone,
funzionari governativi e gente comune, e cerchiamo di instaurare buone relazioni:
nel contesto asiatico, il fatto stesso di ‘essere in relazione’ è un passo fondamentale.
Tantopiù in un Paese che tende ad autoisolarsi”. Pur essendo un viaggio di natura
“sociale”, “il nostro approccio – spiega padre Hammnd – ha un carattere profondamente
spirituale: per me è come pellegrinaggio, un incamminarsi per incontrare il Cristo
povero, sofferente, malnutrito, portando ciò che è più importante, come ci ricorda
Papa Francesco: la misericordia e l’amore di Dio”. Il missionario, in questa fase
di crisi bilaterale, ricorda una parola-chiave: riconciliazione: “In passato vi erano
diverse iniziative in tal senso, come gli incontri tra famiglie divise fra Nord e
Sud Corea. E’ tempo di rimetterle in campo”. Non fa mistero, il missionario di origini
americane, di notare che “alcune esercitazioni militari congiunte fra Sud Coree e
Stati Uniti possono essere state percepite come una provocazione dal nuovo leader
Kim Jong-un”, che comunque “è un leader giovane che, in tal modo, ha bisogno di tratteggiare
il suo profilo sulla scena interna e internazionale. Ma nessuno – nota – davvero nessuno
ha interesse che scoppi una guerra, tantopiù una guerra nucleare”. Anche le grandi
potenze come Cina e Usa – è certo il sacerdote – “faranno valere il loro peso strategico
per disinnescare l’escalation”. “Ringraziamo Papa Francesco per le sue parole di
pace e per le sue preghiere per la Corea”, aggiunge. “Viviamo qui, nella penisola
coreana col suo stesso cuore e il suo stesso spirito di misericordia. Lo invitiamo
a venire in futuro in Corea e sogniamo la sua presenza fra noi”, conclude padre Hammond.
(R.P.)