Il Consiglio Mondiale delle Chiese chiede la fine delle tensioni nella penisola coreana
Il segretario generale del Consiglio Mondiale delle Chiese (Wcc), reverendo Olav Fykse
Tveit, in un messaggio ha chiesto di «porre fine alle crescenti tensioni nella penisola
coreana e ha esortato le parti coinvolte ad attivarsi immediatamente al dialogo di
pace, di riconciliazione e riunificazione». Per il Wcc, la situazione nella penisola
coreana è di crescente preoccupazione non solo per l’impatto per i suoi membri della
Corea del Sud, ma anche per la federazione cristiana in Corea del Nord, con la quale
il Wcc ha sviluppato il dialogo e le relazioni a lungo termine. Dal 30 ottobre all’8
novembre prossimo il Wcc ha in programma la 10.ma Assemblea nella città sudcoreana
di Busan. L'appuntamento si svolge una volta ogni sette anni e riunisce i cristiani
di tutto il mondo in uno degli incontri ecclesiastici più diversificati. «Non abbiamo
in programma di svolgere la nostra assemblea in altri luoghi se non a Busan — ha detto
il reverendo Tveit — e il tema dell’assemblea è “Dio della vita, guidaci alla giustizia
e alla pace”. La penisola coreana in questo momento ha bisogno di un messaggio di
giustizia e di pace. Il fatto che l’assemblea si terrà in Corea del Sud — ha aggiunto
il segretario del Wcc — è dal nostro punto di vista l’espressione della speranza della
Chiesa in tutto il mondo e delle Chiese in Corea per il perseguimento della pace e
della riconciliazione nel Paese. La pace nella penisola coreana è possibile senza
ostilità». Già in una precedente dichiarazione circa la situazione nella penisola
coreana, Tveit aveva sottolineato che vi era la necessità di un più forte impegno,
di una soluzione diplomatica e di cooperazione tra le due Coree invece di atti ostili
che minano il futuro dei due Paesi. Per Tveit è indispensabile un ritorno al dialogo.
«Per il bene di tutta la regione asiatica, in particolare per quelli che vivono nella
penisola coreana, il Wcc e le sue Chiese membro chiedono la fine delle costanti minacce
e intimidazioni che, se non controllate, potrebbero tradursi in una catastrofica situazione
che nessuno vuole. Chiediamo preghiere per tutte le Chiese della Corea del Sud e del
Nord. Siamo vicini — ha concluso il segretario del Wcc — ai nostri fratelli e alle
nostre sorelle delle Chiese membro della Corea del Sud, che nel corso degli ultimi
60 anni hanno lavorato insieme al Wcc per avvicinarsi alle Chiese in Corea del Nord
con l’obiettivo di cercare la riunificazione e la riconciliazione. Invitiamo tutti
i cristiani a pregare per la penisola e perché venga fatta la volontà di Dio riguardo
alla giustizia e alla pace». (I.P.)