2013-04-12 09:30:12

Il Consiglio Mondiale delle Chiese chiede la fine delle tensioni nella penisola coreana


Il segretario generale del Consiglio Mondiale delle Chiese (Wcc), reverendo Olav Fykse Tveit, in un messaggio ha chiesto di «porre fine alle crescenti tensioni nella penisola coreana e ha esortato le parti coinvolte ad attivarsi immediatamente al dialogo di pace, di riconciliazione e riunificazione». Per il Wcc, la situazione nella penisola coreana è di crescente preoccupazione non solo per l’impatto per i suoi membri della Corea del Sud, ma anche per la federazione cristiana in Corea del Nord, con la quale il Wcc ha sviluppato il dialogo e le relazioni a lungo termine. Dal 30 ottobre all’8 novembre prossimo il Wcc ha in programma la 10.ma Assemblea nella città sudcoreana di Busan. L'appuntamento si svolge una volta ogni sette anni e riunisce i cristiani di tutto il mondo in uno degli incontri ecclesiastici più diversificati. «Non abbiamo in programma di svolgere la nostra assemblea in altri luoghi se non a Busan — ha detto il reverendo Tveit — e il tema dell’assemblea è “Dio della vita, guidaci alla giustizia e alla pace”. La penisola coreana in questo momento ha bisogno di un messaggio di giustizia e di pace. Il fatto che l’assemblea si terrà in Corea del Sud — ha aggiunto il segretario del Wcc — è dal nostro punto di vista l’espressione della speranza della Chiesa in tutto il mondo e delle Chiese in Corea per il perseguimento della pace e della riconciliazione nel Paese. La pace nella penisola coreana è possibile senza ostilità». Già in una precedente dichiarazione circa la situazione nella penisola coreana, Tveit aveva sottolineato che vi era la necessità di un più forte impegno, di una soluzione diplomatica e di cooperazione tra le due Coree invece di atti ostili che minano il futuro dei due Paesi. Per Tveit è indispensabile un ritorno al dialogo. «Per il bene di tutta la regione asiatica, in particolare per quelli che vivono nella penisola coreana, il Wcc e le sue Chiese membro chiedono la fine delle costanti minacce e intimidazioni che, se non controllate, potrebbero tradursi in una catastrofica situazione che nessuno vuole. Chiediamo preghiere per tutte le Chiese della Corea del Sud e del Nord. Siamo vicini — ha concluso il segretario del Wcc — ai nostri fratelli e alle nostre sorelle delle Chiese membro della Corea del Sud, che nel corso degli ultimi 60 anni hanno lavorato insieme al Wcc per avvicinarsi alle Chiese in Corea del Nord con l’obiettivo di cercare la riunificazione e la riconciliazione. Invitiamo tutti i cristiani a pregare per la penisola e perché venga fatta la volontà di Dio riguardo alla giustizia e alla pace». (I.P.)







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