Vienna: rapporto sull'ondata di crimini d'odio contro i cristiani in Europa
«C'è un'ondata di crimini d'odio contro i cristiani e la Chiesa Cattolica in Europa».
Lo afferma in una nota il sociologo torinese Massimo Introvigne, responsabile dell'Osservatorio
della libertà religiosa istituito dal Ministero degli Esteri italiano, citando dati
che l'Osservatorio dell'Intolleranza e Discriminazione contro i Cristiani di Vienna
ha trasmesso all'Osce (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa),
che sta preparando il suo rapporto annuale sui crimini d'odio. «Nel 2011 - spiega
Introvigne - sono stato io stesso rappresentante dell'Osce per la libertà religiosa
e ho organizzato un vertice Osce a Roma, dove si è denunciato il rischio che dalla
semplice intolleranza e discriminazione l'avversione contro il cristianesimo e la
Chiesa passi a esprimersi in veri e propri crimini d'odio, una categoria riconosciuta
e punita dalle convenzioni europee». «Ora - prosegue Introvigne - ci siamo. Il rapporto
presentato all'Osce elenca e documenta 67 casi di crimini d'odio anticristiani in
Europa negli ultimi dodici mesi, che possiamo dividere in tre categorie. Sei casi
si riferiscono ad attacchi vandalici contro chiese di cui sono responsabili gruppi
ultra-fondamentalisti islamici. Quindici casi si riferiscono ad aggressioni fisiche
contro cristiani impegnati nella lotta contro l'aborto o ostili al matrimonio omosessuale.
La grande maggioranza dei casi, 46, è costituita da attacchi genericamente anticristiani
contro chiese, cappelle, statue e qualche volta contro sacerdoti. La casistica è impressionante:
si va da statue della Madonna e di San Giuseppe decapitate a Fréjus, in Francia, il
26 dicembre 2012 a tre chiese bruciate nella stessa notte del 23 dicembre 2012 ad
Amstetten in Austria, dall'incendio di una storica croce del XVII secolo a Strujan,
in Slovenia, nello scorso maggio alla distruzione delle vetrate di diverse chiese
a Duisburg, in Germania, in febbraio». «L'Osce - conclude Introvigne - suona l'allarme
da anni. Questi incidenti sono troppi perché si possa ridurli a semplice teppismo.
È in atto invece una vera campagna di odio contro la Chiesa, che si fa più intensa
in occasione di controversie come quelle sul matrimonio omosessuale in Francia o di
grandi eventi com'è ora il Conclave, che non resta solo al livello degli insulti perché
sempre di più spinge frange estremiste a passare all'azione e perpetrare crimini d'odio».
(A.T.)