2011-12-31 14:35:06

Veglia di preghiera in Piazza San Pietro per la pace e la famiglia


Nel segno della famiglia e della pace: appuntamento stasera, alle 23.30, in Piazza San Pietro, accanto al Presepe, per la Veglia di preghiera promossa dal Movimento dell’Amore familiare di don Stefano Tardani. L’iniziativa sarà aperta dal cardinale Giovanni Lajolo, presidente emerito del Governatorato dello Stato Città del Vaticano, e si protrarrà fino alle ore 7 di domani. Analoghi incontri si terranno in contemporanea anche all’Aquila e a Milano. Al microfono di Federico Piana, la riflessione del promotore della Veglia, don Stefano Tardani:RealAudioMP3

R. – E’ un appuntamento tradizionale, anche dopo il cenone, anche con gli amici, a qualsiasi ora della notte, fino alle sette del mattino del primo gennaio: chi vorrà, potrà venire e troverà questo ambiente di preghiera, di raccoglimento; potrà accendere un lumino rosso davanti al Presepe ed esprimere una preghiera per la pace e l’unità nelle famiglie e anche tra i popoli. Direi che è un altro modo di iniziare il nuovo anno e in comunione spirituale con tanti fedeli, un po’ dovunque, ma uniti attorno al Presepe della Santa Famiglia in modo particolare in questa unità spirituale che tutti ci lega, in Piazza San Pietro, al centro della cristianità. Quest’anno, poi, avremo anche per la prima volta a Milano la stessa veglia: cioè, le famiglie del Movimento dell’amore famigliare, che organizzano qui a Roma, organizzano anche nella Basilica di San Lorenzo Maggiore, dove avverrà la veglia con il vescovo ausiliare mons. Mario Delpini. Per il secondo anno si svolgerà anche all’Aquila, nella chiesa degli Angeli Custodi a Paganica …

D. – Don Stefano, per quale motivo è importante pregare per le famiglie, in questo momento storico particolare che stiamo vivendo?

R. – Di tante necessità che si accavallano, di tutti i generi, dal punto di vista sociale, politico, economico, con le difficoltà, non dobbiamo mai perdere di vista la centralità della nostra vita, il senso della nostra vita che è l’impegno dell’amore, del dono. Il Bambino Gesù è il nostro Redentore, il Salvatore dell’umanità, che ci raccoglie tutti con attenzione, e chiedendo amore, affetto: perché questo fa un bambino. Intorno alla famiglia, alla Vergine Maria e a San Giuseppe, è un dono che Dio fa all’umanità, di ritrovare le radici della nostra vita, del nostro sentire, del nostro esistere. E questo significa abbattere un po’ le barriere e ritrovare le cose più essenziali, più importanti della nostra vita. E appunto, la dimensione spirituale della nostra vita. Ecco perché è importante ed essenziale la preghiera.

D. – Quindi, don Stefano, per la famiglia la preghiera è fonte di vita …

R. - … e questo è possibile soltanto se nella preghiera ritroviamo il volto di Dio che si fa uomo, che si fa vicino a noi insegnandoci a recuperare queste dimensioni umane della bontà, della gratuità, della solidarietà, della comprensione, della compassione. E vogliamo iniziare il nuovo anno con la preghiera e con la benedizione del Signore. (gf)







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