Libro del Papa "Gesù di Nazaret": anticipati alla stampa alcuni capitoli
Cresce l’attesa in tutto il mondo per il prossimo arrivo nelle librerie della seconda
parte del libro di Benedetto XVI dedicata a “Gesù di Nazaret”. Il volume, edito nella
versione italiana dalla Libreria Editrice Vaticana, giunge a quattro anni dalla prima
parte pubblicata nel 2007 dalla Rizzoli, riprendendo il racconto della vita di Gesù.
L’opera sarà presentata giovedì 10 marzo nella Sala Stampa vaticana dal cardinale
Marc Oullet e dal prof. Claudio Magris, ma già oggi sono state distribuite alla stampa
alcune anticipazioni del libro. Il servizio di Roberta Gisotti:
Il racconto
della vita di Gesù riprende laddove il teologo Joseph Ratzinger lo aveva interrotto
nel primo volume: un percorso iniziato dal Battesimo nel Giordano fino alla Trasfigurazione
sul Tabor per arrivare nel secondo libro alla Passione, alla morte e alla Resurrezione
di Cristo. Prosegue il viaggio di Benedetto XVI sulle orme di Gesù per ricoprirne
ancora una volta l’umanità e la divinità e comprenderne la Verità. 380 le pagine del
libro nella versione italiana, nove i capitoli, oltre una premessa, un epilogo sulle
prospettive e una ricca bibliografia.
Dall’ingresso in Gerusalemme alla fine
del Tempio, alla profezia e l’apocalisse nel discorso escatologico di Gesù, si arriva
al terzo capitolo dedicato alla lavanda dei piedi, dove troviamo anche “Il mistero
del traditore”. “Gesù in quell’ora - scrive il Papa – si è caricato del tradimento
di tutti i tempi, della sofferenza che viene in ogni tempo dall’essere traditi, sopportando
così fino in fondo le miserie della storia”. Mentre “chi rompe l’amicizia con Gesù,
chi si scrolla di dosso il suo ‘dolce giogo’, non giunge alla libertà, non diventa
libero, ma diventa schiavo di altre potenze”; così Giuda che pure compie un primo
passo verso la conversione : ‘ho peccato’ dice ai suoi commilitoni, cerca di salvare
Gesù e ridà il denaro, dopo il tradimento “non riesce più a credere ad un perdono.
Il suo pentimento diventa disperazione”. Ma un pentimento – spiega il teologo – che
non riesce più a sperare, ma vede solo il proprio buio, è distruttivo e non è un vero
pentimento”, che porta in sé “la certezza della speranza – una certezza che nasce
dalla fede nella potenza maggiore della Luce fattasi carne in Gesù”. Nel quarto capitolo
il Papa parla della Preghiera sacerdotale di Gesù per poi soffermarsi sull’Ultima
Cena ed approfondire il tema controverso della datazione nei Vangeli sinottici e nel
Vangelo di Giovanni. “Una cosa è evidente – osserva il Papa - nell’intera tradizione:
l’essenziale di questa cena di congedo non è stata l’antica Pasqua, ma la novità che
Gesù ha realizzato in questo contesto: anche se questo convito di Gesù con i Dodici
non è stata una cena pasquale secondo le prescrizioni rituali del giudaismo, in retrospettiva
si è resa evidente la connessione interiore con la morte e resurrezione di Gesù: era
la Pasqua di Gesù”.
Il libro prosegue con i capitoli del “Getsemani” e de “Il
processo a Gesù”, che si chiude con “Gesù davanti a Pilato” che alla domanda: ‘Dunque
tu sei re?’, risponde ‘Tu lo dici: io sono re’. Per questo io sono nato e per questo
sono venuto nel mondo: per dare testimonianza di verità”. Ma che cos’è la verità?,
s’interroga il teologo Ratzinger. “Pilato ha accantonato questa domanda come irrisolvibile
e, per il suo compito impraticabile”. “Anche oggi – rileva il Papa -nella disputa
politica come nella discussione circa la formazione del diritto, per lo più si prova
fastidio per essa. Ma senza la verità l’uomo non coglie il senso della vita, lascia,
in fin dei conti, il campo ai più forti.” Alla fine vinse in Pilato “l’interpretazione
pragmatica del diritto” la verità sacrificata alla forza pacificante del diritto.
La pace per Pilato fu “più importante della giustizia” ma “che la pace, in ultima
analisi, non può essere stabilita contro la verità, doveva manifestarsi più tardi”
conclude il Papa. Si arriva quindi al racconto della Passione, alla Crocefissione
e deposizione di Gesù nel sepolcro e al capitolo ultimo sulla Resurrezione dalla morte
e sul suo significato storico, per concludere la narrazione sulle prospettive riassunte
nelle parole “E’ salito al cielo, siede alla destra del Padre e di nuovo verrà nella
gloria”.