2010-11-27 14:01:42

India: i cristiani di Orissa stanno perdendo la fiducia nella giustizia


La scarcerazione su cauzione di Manoj Pradhan, tra i principali imputati al processo per i pogrom avvenuti nel 2008 in Orissa ha fatto perdere ai cristiani la speranza di ottenere giustizia. Mons. Lucas Kerketta della diocesi di Sambalpur, afferma all'agenzia AsiaNews che “i giudici dell’Orissa sembrano essere molto indulgenti verso le persone che hanno eseguito la peggiore violenza anti-cristiana degli ultimi anni, con centiniaia di morti, 56mila sfollati case e chiese distrutte” . Manoj Pradhan, deputato del Bharatiya Janata Party (Bjp) e membro del gruppo estremista Sangha Parivar, in settembre era stato condannato in primo grado a sei anni di carcere per l’omicidio di Vikram Nayak, cristiano ucciso durante i pogrom del 2008. Lo scorso 22 novembre la corte d’appello ha optato per il rilascio su cauzione. "Tutte le persone sanno che Pradhan è stato uno dei personaggi chiave degli attacchi contro i cristiani a Kandhamal – sottolinea mons. Kereketta - Se i tribunali continuano a concedere libertà su cauzione e ad assolvere i detenuti, i cristiani perderanno la loro fiducia nel processo giudiziario e nello Stato ". Secondo padre Nicalas Barla, avvocato e attivista per i diritti umani, che assiste in giudizio i cristiani di Kandhamal, gli avvocati e i giudici dei tribunali dell’ Orissa sono "di parte" e ignorano il grido di giustizia dei cristiani. “Tuttavia – afferma padre Nicalas - i cristiani di Kandhamal andranno avanti. Abbiamo in programma - aggiunge - di fare appello all’Alta corte per i casi che abbiamo perso nei tribunali d’appello di grado inferiore. I processi qui a Kandhamal sono ormai inutili, dato che i detenuti sono stati quasi tutti liberati su cauzione”. Intanto, fuori dai tribunali di Kadhamal continuano le violenze. Lo scorso 25 novembre Manoj Sahu, leader nazionalista indù dell’Orissa è stato ucciso a Bramanigaon (Kandhamal) da un commando di maoisti del Naxal mentre si recava alla fermata dell’autobus sotto casa sua. L’uomo era tra gli organizzatori del primo pogrom anticristiani iniziato il 24 dicembre 2007 a Bramanigaon, avvenuti in seguito all’omicidio del leader nazionalista indù Swami Laxamnanda Swarsati, anch’egli ucciso dai maoisti. (R.P.)







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