Cile: 'Hogar de Cristo' impegnata nella ricostruzione dopo il terremoto
Il terremoto che ha colpito il Cile alla fine dello scorso febbraio, si è abbattuto
in particolare in una delle aree più povere del Paese. Tra gli edifici distrutti figurano
anche una ventina di centri dell’ 'Hogar de Cristo', l’organizzazione no profit più
grande del Cile, fondata dal gesuita padre Alberto Hurtado nel 1944 e gestita dalla
Compagnia di Gesù. “Trovandoci già sul posto - ha detto il direttore, padre Agustín
Moreira - ci siamo subito attivati per raccogliere cibo, vestiario e coperte”. Con
circa 4.000 impiegati, 8.000 volontari e 60.000 persone assistite ogni giorno, 'Hogar
de Cristo' – sottolinea la Fides - ha potuto usare la sua vasta rete di contatti per
la distribuzione del materiale. Passata l'emergenza e con il governo che ha preso
in carico la gestione della situazione, l'organizzazione ha lanciato la seconda fase
della campagna per ricostruire gli edifici e ampliare la sua attività in zona. Campagna
che costerà circa 20 milioni di dollari. "Offriamo dei microcrediti in modo che le
persone possano organizzarsi in gruppi di 8/10 persone. Se restituiscono il denaro
possono ricevere un altro credito e un altro ancora. Così gradualmente si affrancano
dalla povertà. Siamo l'unica organizzazione su grande scala - ha spiegato padre Moreira
- che presta denaro ai poveri". Come tutti gli anni, nel mese di agosto si celebra
il Mese della Solidarietà in memoria di Sant’Alberto Hurtado, che morì il 18 agosto
1952. Proprio in tale giorno sarà celebrata la “Giornata nazionale della Solidarietà”.
'Hogar de Cristo', insieme con altre organizzazioni ecclesiali, invita la comunità
a promuovere azioni di solidarietà nei confronti dei più poveri ed esclusi della società.
Le necessità più urgenti riguardano l’area dell’educazione iniziale, le persone che
vivono in strada e i centri comunitari delle zone danneggiate dal terremoto. Nel mese
della solidarietà sono in programma seminari di studio, concerti, iniziative per la
sensibilizzazione verso gli emarginati. (A.L.)