2010-02-24 15:00:12

L'Onu: in aumento la vendita sul web e l'uso tra i giovani di stimolanti e tranquillanti


Cyberfarmacie e droghe di sintesi, questi i due elementi centrali del rapporto 2009 pubblicato dall’Organismo internazionale per il controllo dei narcotici (Incb) dell’Onu. Di qui l’appello ai governi nazionali affinché mettano in pratica misure specifiche per arginare la pericolosa diffusione delle nuove sostanze di sintesi, come la cosiddetta droga dello stupro. Tra i dati più allarmanti: in Francia, Italia e Polonia tra il 10 e il 18% degli studenti consuma abitualmente eccitanti e tranquillanti senza alcun controllo medico. Ma quanto è esteso il fenomeno dello smercio di sostanze psicotrope su Internet? Stefano Leszczynski lo ha chiesto a Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento delle politiche antidroga della Presidenza del Consiglio.RealAudioMP3

R. - Il fenomeno è effettivamente esteso e comporta una certa gravità non solo per le cyberfarmacie ma anche per tutta una serie di altri siti e portali che distribuiscono addirittura sostanze stupefacenti. Ormai è un business enorme.

 
D. – Un dato anche molto preoccupante è quello del consumo di tranquillanti da parte degli studenti, addirittura si stima tra il 10 e il 18 per cento…

 
R. – Purtroppo è così, i tranquillanti, i sedativi ipnotici, questa classe di farmaci che in qualche modo sedano le persone sono tra i più venduti al mondo in assoluto. Il ricorso, ultimamente, anche di giovani a questi farmaci spesso tra l’altro avviene in associazione, per esempio, con sostanze alcooliche o addirittura con sostanze stupefacenti.

 
D. – Uno dei problemi è quello che riguarda le sostanze che non sono previste dalle convenzioni internazionali…

 
R. – Intanto bisogna individuarle e non è semplicissimo perché appunto molte di queste sostanze vengono vendute sotto mentite spoglie, nel senso che vengono vendute e reclamizzate come deodoranti ambientali o come alcuni detersivi o cose di questo genere però in realtà poi l’uso che se ne fa è un uso inalatorio, respiratorio: quindi vengono fumate o addirittura vengono mangiate o vengono assunte per altre vie. Questo tipo di sostanze, che sono di sintesi e sono a volte simili ai cannabinoidi, sono di difficile individuazione perché non risultano nei cosiddetti cataloghi, negli archivi delle sostanze già censite.

 
D. - Quali sono le motivazioni che spingono i consumatori ad acquistare questo tipo di prodotti?

 
R. – Le motivazioni sono le più disparate. La maggior parte delle sostanze utilizzate e comprate in internet sono di tipo stimolante. Diventa difficile capire esattamente la motivazione perché comunque sono persone che hanno bisogno di utilizzare farmaci per affrontare problemi normali della vita, del lavoro, delle relazioni, con i pari, con la famiglia, piuttosto che altro tipo di relazioni sociali.

 
D. – Diventa a questo punto molto importante agire sulla domanda?

 
R. – Le nostre risposte devono essere multidimensionali: cioè, si agisce sicuramente sulla domanda con delle azioni di prevenzione, con delle azioni sociali che devono essere molto precoci. La prevenzione va cominciata con i ragazzi ma soprattutto con i genitori dei ragazzi quando questi bambini hanno 6, 8 anni perché quando noi arriviamo all’appuntamento col primo spinello a 12, 13 anni e questi non hanno le 'armi' o - come diciamo noi – 'lo zaino di autodifesa' sulle spalle per poter dire 'no' è già tardi. Il ruolo del Dipartimento è proprio questo. Noi come Dipartimento delle politiche antidroga, in seno alla Presidenza del Consiglio dei ministri, abbiamo anche il cosiddetto compito di coordinamento interministeriale: cioè, vuol dire che si tenta di mettere d’accordo e di coordinare le politiche che vanno dalla prevenzione, quella che si fa nelle scuole piuttosto che nelle famiglie, fino alla repressione che si fa invece con le Forze dell’ordine.







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