2010-02-09 15:19:06

Simposio internazionale in Vaticano per i 25 anni del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari


500 delegati ed esperti da 35 Paesi di tutto il mondo sono riuniti oggi e domani in Vaticano, per partecipare al Simposio internazionale promosso dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, nell’ambito delle celebrazioni per il 25.mo della nascita del Dicastero, che si chiuderanno l’11 febbraio, festa della Beata Vergine Maria di Lourdes, dal cui Santuario oggi pomeriggio giungeranno nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma le reliquie di Santa Bernadette, accolte dal cardinale Bernard Francis Law, arciprete della Basilica Liberiana, alla presenza del sindaco capitolino Gianni Alemanno. Il servizio di Roberta Gisotti: RealAudioMP3

Ad aprire i lavori del Simposio, nell’Aula nuova del Sinodo, il presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, l’arcivescovo Zygmunt Zimowski che ha portato il suo saluto alla variegata platea di personalità ecclesiastiche e politiche, cardinali e vescovi, ambasciatori e ministri, insieme ad accademici, operatori sanitari, volontari, studenti e rappresentanti di altre religioni, tutti chiamati a riflettere sul significato della sofferenza umana, a partire dalla Lettera pastorale di Giovanni Paolo II, “Salvifici Doloris”, una ‘perla’ da scrutare con rinnovato interesse, ha esortato il presule: 
"A 25 anni di distanza, è doveroso ma anche proficuo soffermarsi a rileggere con la dovuta attenzione il documento pontificio e chiedersi quali siano state l'ampiezza e l'efficacia del suo impatto reale sulla vita della Chiesa nella sua varia ed articolata struttura, in rapporto alla pastorale del mondo della sofferenza, della malattia e della salute. Inoltre, diventa imperativo dopo un quarto di secolo fare il raffronto tra le sfide di ieri, cui intendeva rispondere la "Salvifici Doloris", il cammino finora percorso, e le problematiche odierne e future del mondo sanitario, cui i credenti di oggi come quelli di domani sono chiamati a confrontarsi correttamente alla loro fede in Cristo". 
A prendere quindi la parola è stato l’arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura:
 
"Il dolore, si dice in questa Lettera, è essenziale alla natura dell'uomo; è inseparabile dall'esistenza terrena dell'uomo. Detto in altri termini, il dolore spiega l'identità nostra di creature; il dolore è la nostra carta d'identità, è la nostra specificità. Perché? Perché rappresenta il limite della creatura, che è di sua natura finita, che di sua natura è anche colpevole. C'è anche il gioco della libertà; quindi ci sono due volti nel dolore, nel soffrire: il volto della sofferenza fisica, psicologica e il volto della sofferenza morale, del dolore morale, del male morale".
 
Ad arricchire il dibattito, la mattinata si è chiusa con una Tavola Rotonda sulla concezione del dolore e della sofferenza nella religione ebraica, induista, islamica e buddista, cui hanno partecipato Gianfranco Di Segni, Arvind K. Singhal, Abdelah Redouane e Huei Kai.







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