2010-02-02 15:31:30

Nigeria: giudizio positivo della Chiesa sul meeting di Abuja sulla crisi di Jos


“È stato un incontro positivo e proficuo” dice all’agenzia Fides mons. Ignatius A. Kaigama, arcivescovo di Jos, che ha partecipato ad un incontro nella residenza presidenziale di Abuja, con il vicepresidente della Nigeria, Goodluck Jonathan, sugli incidenti scoppiati il 17 gennaio a Jos, la capitale dello Stato di Plateau. Al meeting hanno partecipato, oltre al Governatore dello Stato di Plateau e a diverse personalità locali, anche alcuni importanti esponenti nazionali, tra cui mons. John Onaiyekan, arcivescovo di Abuja e Presidente della Christian Association of Nigeria (Can), organo che riunisce le principali confessioni cristiane della Nigeria. Mons. Kaigama descrive con queste parole a Fides il meeting: “Abbiamo avuto un incontro molto franco e diretto, nel quale ognuno ha potuto esprimere l’amarezza, la rabbia e i timori della propria comunità, che sia cristiana o musulmana. In questo modo abbiamo compreso meglio le reciproche posizioni e le cause profonde della crisi. Posso affermare che dal dibattito è emerso che la religione non è affatto la causa degli scontri. Le cause reali delle tensioni e delle violenze sono sociali, politiche, etniche, economiche e persino di scontri tra personalità diverse. Quando si attacca una chiesa o una moschea lo si fa perché entrambe sono il simbolo più evidente della comunità che si vuole colpire, ma non in quanto luogo di culto”. Nel suo intervento il Vicepresidente Jonathan (che di fatto esercita le funzioni di Capo dello Stato perché il Presidente Umaru Yar'Adua è ricoverato da novembre in un ospedale all’estero) ha sottolineato che lo Stato di Plateau è uno Stato-cerniera che serve da collegamento tra il nord musulmano e il sud cristiano e che “sebbene in passato vi siano stati alcuni conflitti sociali di minore entità, quello che abbiamo visto di recente è alquanto imbarazzante e dobbiamo esaminare insieme come mettere fine a tutto questo”. Al termine dell’incontro è stato creato un comitato di 15 personalità (tra le quali mons. Kaigama) per cercare una soluzione definitiva alla ricorrenti crisi dello Stato di Plateau. Mons. Kaigama esprime a Fides una prima valutazione su quale contributo possono offrire i leader religiosi al problema: “I capi religiosi devono impedire che quando si manifestano delle tensioni tra le comunità, la religione venga strumentalizzata. Bisogna intervenire subito per cercare di riportare la pace, evitando di usare un linguaggio che inciti gli animi, e invece predicando la pace e la riconciliazione”. (R.P.)







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