2009-11-22 14:54:17

L'arcivescovo di Tirana: la nostra Chiesa vive un periodo di rinascita in tutta la società


La Chiesa albanese vive una seconda primavera. Una rinascita che arriva dopo cinquant’anni di regime comunista e di ateismo di Stato, che cercò di sradicare del tutto la fede arrestando, torturando e uccidendo sacerdoti e laici cattolici, distruggendo chiese e icone, bruciando testi sacri, vietando ogni manifestazione di culto. In un’intervista a Sir Europa, mons. Rrok Mirdita, arcivescovo di Tirana-Durrës e presidente della Conferenza episcopale dell’Albania (Cea), da testimonianza della ritrovata vitalità della comunità cattolica nel Paese balcanico. Negli anni della persecuzione , racconta l’arcivescovo, “la Chiesa cattolica non solo è stata perseguitata e oppressa, ma è stata completamente annullata. Basta ricordare che il clero cattolico, quasi nella sua interezza, scomparve: molti sacerdoti vennero fucilati, altri internati nei campi di lavoro forzati e nelle carceri, alcuni di essi sono sopravvissuti con gravi conseguenze”. Per mons. Mirdita, “è un miracolo che la Chiesa abbia comunque superato quella persecuzione selvaggia e sistematica che aveva come obiettivo finale l’eliminazione di ogni simbolo cristiano, finanche la stessa cultura cattolica”. Negli ultimi anni, afferma mons. Mirdita, “la Chiesa ha vissuto un periodo di rinascita che è visibile anche nella società. Anch’essa, infatti, dopo un totale collasso per la dittatura, si è risollevata nei suoi diversi settori. Tutto ciò ha superato di gran lunga le nostre aspettative”. In Albania, prosegue l’arcivescovo, “la Chiesa è particolarmente impegnata nell’istruzione. Attualmente, abbiamo scuole a tutti i livelli. Tutte le nostre istituzioni scolastiche, gestite nella maggior parte da religiosi e religiose, sono molto apprezzate anche dalle autorità politiche, ministeriali e culturali del Paese”. Nelle scuole cattoliche, nota il presidente dei vescovi albanesi, “c’è sempre un grande afflusso; le famiglie hanno fiducia indipendentemente dalla religione”. Sempre nel campo dell’educazione, un importante impegno è rappresentato dalla pastorale universitaria. In modo particolare, nelle grandi città, come Tirana, Scutari e Durazzo. “Nei giovani universitari c’è grande sete di Dio e della Chiesa”. Il presule ricorda anche che “la povertà rimane ancora una sfida combattuta dalla Caritas nazionale e delle diverse diocesi”. Molte speranze sono rivolte all’ingresso nell’Unione Europea, per il quale l’Albania si è candidata ufficialmente nei mesi scorsi. “Geograficamente e culturalmente ci sentiamo parte dell’Europa”, dice infine mons. Mirdita, tuttavia “rimangono ancora dei passi istituzionali da compiere”. (M.G.)







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