2009-11-22 14:20:23

A Nazareth, migliaia di fedeli alla Beatificazione di Suor Marie-Alphonsine Ghattas. Il Papa all'Angelus: un segno di fiducia per la Terra Santa


Come ricordato da Benedetto XVI all'Angelus, oggi la città di Nazareth ha vissuto una giornata di festa con la Beatificazione di Suor Marie-Alphonsine Ghattas. Migliaia di fedeli hanno partecipato al rito, affollando la Basilica dell'Annunciazione. La cronaca, da Nazareth, di Sara Fornari:RealAudioMP3

Al canto dell’Alleluia, alle 11 di questa mattina, ora locale, nel tripudio festoso dei fedeli che hanno gremito la Basilica dell’Annunciazione superiore e inferiore, è stata scoperta l’immagine della nuova e seconda Beata araba di Terra Santa, suor Marie-Alphonsine Ghattas, umile figlia di Gerusalemme. La solenne Messa, con rito di Beatificazione, è stata presieduta dal patriarca di Gerusalemme dei latini, mons. Fouad Twal, e concelebrata da diversi vescovi cattolici delle Chiese orientali di Terra Santa. Era inoltre presente il prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, l’arcivescovo Angelo Amato, che ha letto la lettera apostolica di Beatificazione in latino. Dopo la sua lettura - e quella in arabo del vicario generale del patriarcato latino mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo - un caloroso applauso, durato alcuni minuti, ha risuonato nella Basilica mariana per eccellenza, a Nazareth, in onore della “confidente della Vergine Maria e amica del Cielo”, com’è stata appellata la Beata dal patriarca latino. Madre Maria Alfonsina è la prima ad essere beatificata in questa terra, come ha ricordato mons. Twal. Alla solenne celebrazione eucaristica anche hanno partecipato circa 150 suore della Congregazione del Rosario, le figlie spirituali di Maria Alfonsina, ma molte di esse non hanno ottenuto il permesso di venire dai Paesi in cui svolgono il loro apostolato.

 
Nella sua omelia, il patriarca latino ha definito il Decreto di beatificazione “un Vangelo, una buona novella per tutti noi”, e nel ringraziare mons. Angelo Amato, delegato del Pontefice, ha espresso gratitudine verso il Santo Padre stesso, che con la Beatificazione di Madre Maria Alfonsina “rinnova la nostra Chiesa invitandoci alla gioiosa speranza che noi tutti possiamo diventare santi come lei”. “Caratteristica fondamentale della Congregazione del Rosario fu e sarà sempre”, ha detto mons. Twal, “quella di essere il braccio destro del Patriarcato latino nelle scuole, parrocchie e istituzioni della diocesi e negli altri Paesi arabi”. Presente alla celebrazione eucaristica con la sua famiglia anche Natalie, la ragazza di Gerusalemme che nel maggio del 2003 ricevette il miracolo di scampato pericolo di morte per intercessione della beata. La giovane, dopo molti minuti di apnea, fu tratta fuori per ultima da un pozzo nero, una cloaca apertasi in giardino, sotto il tavolo intorno al quale festeggiava un compleanno insieme a dieci amiche musulmane.

Madre Maria Alfonsina è stata fondatrice della prima Congregazione religiosa femminile della Terra Santa, quella delle Suore del Rosario. Nata a Gerusalemme nel 1843, decise di consacrarsi a Dio a soli 14 anni. Si dedicò all’educazione di bambine e giovani e portò avanti la sua missione in diverse città della Galilea, dove fondò anche nuove case per religiose e scuole. Ma che cosa emerge dalla biografia di Maria Alfonsina? Tiziana Campisi lo ha chiesto a padre Vito Tomás Gómez, domenicano, postulatore della Causa di beatificazione:RealAudioMP3

R. - Mandata a Betlemme, ebbe una parte importante nel progresso spirituale dei suoi abitanti. A 30 anni, la Vergine Maria le chiese di fondare la Congregazione del Rosario con giovani arabe. Questa richiesta fu per lei causa di grande sgomento, perché era consapevole della sua inadeguatezza a compiere un’opera così grande, perciò preferì attendere ed esitò molto prima di muovere i primi passi.

 
D. - Quali tratti colpiscono della personalità di Maria Alfonsina?

 
R. - Maria Alfonsina si distingueva per una profonda pietà e per la sua salda adesione alla fede cattolica. Fondò associazioni come quella delle Madri Cristiane. In ogni luogo dovette affrontare grandi difficoltà, ma il suo cuore era sempre traboccante di pace e di gioia. Era una donna saggia, modesta, fedele in ogni circostanza, tanto che nessuno si rese conto del ruolo che aveva avuto perfino nella fondazione della Congregazione. Volle sempre essere una semplice suora. Possiamo dire che dalla meditazione dei misteri attingeva nutrimento e luce per la sua venerazione a Maria e per la sua ricerca di conformità al Cristo. Aveva una fiducia illimitata nella Provvidenza divina. Spesso si rifugiava nella Vergine Maria e otteneva per sua intercessione grazie straordinarie che indirizzavano le anime verso Dio. Visse da santa e, possiamo anche dire, santamente morì, mentre recitava il Rosario con alcune compagne.

 
D. - A Maria Alfonsina si deve la fondazione della prima Congregazione di religiose autoctona della Terra Santa. In che modo, oggi, questa Congregazione prosegue l’opera iniziata da Maria Alfonsina?

 
R. - La Congregazione del Santo Rosario lavora nelle scuole - scuole non soltanto per ragazze cristiane, ma anche per ragazze musulmane - ed è presente attualmente in quasi tutta la Palestina e anche in altri Paesi del mondo arabo. Questa Congregazione posiede un vero zelo apostolico, aperto a tutte le persone anche se non hanno la stessa mentalità, la stessa religione, la stessa fede.







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