2009-11-07 12:33:30

Il Papa ai religiosi italiani: proseguite con rinnovato slancio la missione dell'annuncio del Vangelo. Messa del cardinale Bertone per l'Assemblea Cism


Un incoraggiamento “a proseguire con rinnovato slancio la vostra importante opera a servizio della diffusione del Vangelo”: è questo il saluto che, attraverso le parole del cardinale Tarcisio Bertone, è giunto questa mattina ai partecipanti alla 49.ma Assemblea della Cism, la Conferenza che riunisce i superiori maggiori d’Italia, che si è chiusa oggi a Torino. Nel capoluogo piemontese, il segretario di Stato ha presieduto la Messa per i religiosi nella Basilica di Santa Maria Ausiliatrice, fatta erigere da San Giovanni Bosco, fondatore della famiglia Salesiana alla quale appartiene il cardinale Bertone. Il servizio di Alessandro De Carolis:RealAudioMP3

Cosa vuol dire sollevare i poveri dalla miseria, in un’epoca di crisi economica che “produce” nuovi poveri? Per i religiosi di ogni Congregazione appare una sfida immane, se non fosse per la fede che li sostiene. Ed è un richiamo a tutte le forme di sobrietà che costituiscono, o lo dovrebbero, lo stile di vita di un consacrato. Il cardinale Bertone ha sviluppato l’omelia della Messa sulla falsariga suggerita dal titolo dell’Assemblea della Cism: “Povertà e comunione dei beni in un mondo globalizzato - per una testimonianza credibile dei consacrati”. Il consacrato “che vive il distacco se pure nell'uso intelligente dei beni realizza - ha affermato il segretario di Stato - il primato all'essere più che dell’avere, che è la modalità più feconda di autorealizzazione e di creatività”. Né, ha osservato ancora, “subisce passivamente le proposte allettanti di un diffuso consumismo, ma sa fare a meno delle cose quando queste soffocano i valori del Regno e rendono infruttuoso l'apostolato”. Lo stesso comportamento che adottò don Bosco - e nel 2009 si celebrano i 150 anni dei Salesiani - quando si trattò di costruire la Basilica torinese dedicata a Maria Ausiliatrice, sintetizzabile in questo suo motto: “Saper cominciare con poco, osare molto quando si tratta del bene, andare avanti affidandosi al Signore”. Uno spirito che ha orientato gli ultimi lavori della Cism, come spiega il riconfermato presidente dei Superiori maggiori, don Alberto Lorenzelli:

 
R. - Oggi, l’umanità vive una situazione così. Povertà, disagio, mancanza dei beni e molte volte anche altri tipi di povertà più moderne: quelle culturali, quelle affettive, quelle spirituali. Ecco: la condivisione è mettere a disposizione tutte le nostre energie, tutte le nostre risorse, sia personali che comunitarie, al servizio dell’uomo.

 
D. - In che modo la crisi economica mondiale ha condizionato il modo di fare missione, di servire concretamente i poveri?

 
R. – Ciò che sembrava una crisi finanziaria, oggi invece ha una ricaduta molto più grande. E allora le richieste sono perché le famiglie non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, molti perdono il posto di lavoro, le sacche di povertà bussano spesso alla porta dei religiosi.

 
D. – Si dice sempre che un periodo di crisi è anche un periodo privilegiato di creatività. Dal punto di vista pastorale, è emerso qualche spunto nuovo per far fronte a questa situazione?

 
R. – Noi vogliamo riprendere proprio questa grande sfida ed essere come i nostri Santi fondatori che hanno sempre visto nei momenti di difficoltà una risorsa e una sfida da raccogliere. Io credo che nel Dna della vita religiosa ci sia il segno della Provvidenza alla quale dobbiamo in qualche modo affidarci, ma che dobbiamo sollecitare. Il dono della gratuità che è quell’impegno di disponibilità che i religiosi possono mettere, e poi la lettura dei tempi che viviamo per dare risposte immediate. Io credo che in questo momento i religiosi stiano dando risposte. Penso soprattutto al fenomeno dell’interculturalità e dell’immigrazione; penso al campo della sanità proprio sugli ultimi, quelli dove molte volte le istituzioni non riescono a dare risposte e invece la creatività dei religiosi ha aperto nuove prospettive; il mondo dell’educazione: nell’emergenza educativa i religiosi stanno dando risposte positive.







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