2008-02-22 15:22:21

Pakistan: i partiti di Sharif e di Zardari, vedovo di Benazir Bhutto, formeranno un governo di coalizione


“Lavoreremo insieme, Inshallah”, stretta di mano, sorrisi per il flash dei fotografi: i due vecchi leader rivali dei partiti d'opposizione pachistani, si sono accordati oggi per formare un governo di larghe intese per riportare la democrazia nell'unico Paese musulmano dotato di arma atomica. Asif Ali Zardari, vedovo di Benazir Bhutto e leader del Partito popolare pachistano (PPP), e Nawaz Sharif leader della Lega musulmana pachistana-N (PML-N) hanno annunciato di avere raggiunto un accordo sul programma. Hanno anche detto che formeranno i governi federale e provinciale, a conclusione di un incontro di due ore ad Islamabad, il primo dopo le elezioni legislative di lunedi' che hanno segnato la loro vittoria sul partito del presidente Musharraf. Musharraf, il cui partito ha solo 37 seggi, potrebbe cercare di esasperare l'antica inimicizia che negli anni novanta dominava i rapporti tra i due ex premier Benazir Bhutto e Nawaz Sharif. Il marito della Bhutto, Zardari, e' stato incarcerato per due volte da Sharif, per accuse di corruzione per le quali non e' mai stato processato. Nessuno dei due leader ha esplicitamente detto in conferenza stampa che il presidente deve dimettersi. Ma Sharif in questi giorni lo ha ribadito in diverse occasioni.

Iraq
Ennesima serie di attentati oggi in Iraq: un civile iracheno ucciso a Baghdad, in un attentato messo a segno con un carretto trainato da un cavallo e imbottito di esplosivo; due poliziotti uccisi a Tikrit; quattro civili iracheni massacrati da un attentatore suicida in una moschea di un villaggio nei pressi di Falluja, ad una quarantina di km ad est di Baghdad. Inoltre, un marine americano è rimasto ucciso “in azione contro le forze nemiche” nella provincia occidentale irachena di al Anbar. Intanto, il giovane leader radicale sciita iracheno Moqtada Sadr fa sapere di aver deciso di prorogare la sospensione delle attività militari della sua milizia, ‘l’esercito del Mahdi’, già annunciata sei mesi fa. Secondo fonti militari USA, la tregua, annunciata spiegando le necessità di riforma del gruppo ha sensibilmente contribuito al notevole calo della violenza registrato in numerose zone dell'Iraq negli ultimi mesi.
 
Offensiva turca contro basi di curdi in Iraq
Truppe turche sono entrate nella notte nel nord dell'Iraq per un'offensiva terrestre contro i ribelli separatisti curdi che vi hanno le basi. Il presidente turco, Abdullah Gul, ha chiamato questa mattina il presidente iracheno, Jalal Talabani, per spiegargli le ragioni dell'incursione e per invitare contestualmente Talabani ad una visita in Turchia. In sostanza, la Turchia considera l'incursione terrestre turca in corso come “una continuazione di routine nell'ambito degli sforzi della Turchia per mettere fine alle operazioni dell'organizzazione terrorista curda, PKK, a partire dalle loro basi in nord Iraq”. Sul tema è intervenuto il ministro degli Esteri dell'UE, Javier Solana, che ha sottolineato come l'offensiva terrestre delle forze armate turche in Nord Iraq contro i ribelli separatisti curdi del Pkk non sia "la risposta più appropriata" al problema del terrorismo curdo.

Iran
Gran Bretagna, Francia e Germania presentano oggi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite un nuovo progetto di risoluzione che prevede nuove sanzioni contro l'Iran, accusato di non volere abbandonare i propri programmi di arricchimento dell'uranio. Uno dei promotori del progetto, l'ambasciatore francese Jean-Maurice Ripert, ha spiegato che l'obiettivo e' di “avviare discussioni formali per giungere ad una approvazione il più presto possibile, forse già la prossima settimana”. Il testo e' molto simile ad una prima versione messa a punto nelle scorse settimane e che aveva ottenuto l'accordo di massima dei Paesi membri permanenti con diritto di veto del Consiglio di Sicurezza, cioe' USA, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina. La Germania non fa parte del Consiglio di Sicurezza, ma aveva in passato negoziato direttamente con Teheran insieme con Londra e Parigi. Il testo prevede, tra l'altro, il congelamento di beni iraniani all'estero, oltre all'ampliamento di una serie di limiti ai viaggi degli esponenti del regime.

Libano
Il segretario generale della Lega Araba ha rinviato di 48 ore il suo previsto viaggio a Beirut dopo che gli sforzi del suo assistente Hisham Yussef per mediare una soluzione alla crisi politica libanese hanno incontrato nuovi ostacoli: lo riferisce oggi il quotidiano an Nahar. L'agenzia ufficiale NNA, dal canto suo, cita Yussef secondo cui “la spaccatura è ancora ampia” tra la coalizione antisiriana al potere e l'opposizione guidata dal movimento Hezbollah, sostenuta da Siria e Iran. Il Libano, alle prese con la sua peggiore crisi politica sin dai tempi della guerra civile (1975-1990), e' senza capo dello Stato dal 24 novembre, quando è terminato il mandato del presidente Emile Lahud.

Nigeria
E' stato liberato “nella serata di ieri” il manager nigeriano dell'azienda consociata all’ENI che opera in Nigeria rapito il 20 febbraio scorso. Lo si apprende dal sito del Gruppo petrolifero in cui si ricorda che Feyi Dienye, responsabile NAOC delle relazioni con le comunità locali per il distretto di Port Harcourt, “è in buone condizioni di salute”.

In Sri Lanka continuano gli scontri fra esercito e ribelli
Rischia di diventare più pesante in Sri Lanka il bilancio degli scontri del conflitto civile fra le forze governative e guerriglieri delle Tigri per la liberazione dell’Eelam Tamil. I bilanci ufficiali parlano di 92 ribelli Tamil e di tre militari uccisi mercoledì nel nord del Paese. Un comunicato del ministero della Difesa, diffuso ieri sera, ha riferito che gli scontri sono iniziati quando le forze governative hanno distrutto due bunker lungo la linea del fronte che separa l’area controllata dai guerriglieri del nord dal resto dell’isola. Le cosiddette Tigri Tamil, di religione indù, si battono da oltre 30 anni per l’indipendenza della parte nord e nord est dello Sri Lanka. La popolazione del Paese e al 75 per cento di etnia cingalese e di religione buddista. Dall’inizio dell’anno, sono morti nei combattimenti quasi 1.450 ribelli e 83 militari. In totale, si stima che nel Paese siano morte fra le 60 e le 70 mila persone.

Cuba
Il successore di Fidel Castro a capo dello Stato cubano sarà designato domenica a L'Avana dai 614 deputati della nuova Assemblea Nazionale, eletta il 20 gennaio scorso, e avrà il titolo di presidente del Consiglio di Stato. Convocata per le 10:00 locali (le 16:00 in Italia) l'Assemblea, composta da una schiacciante maggioranza di membri del Partito comunista (unico), dovrebbe riunirsi come da tradizione a porte chiuse, sotto la direzione del suo presidente Ricardo Alarcon. Dopo una breve allocuzione, alla quale di solito i giornalisti possono assistere, verranno designati i 31 membri del Consiglio di Stato (il governo cubano) e il suo presidente, cioè il capo dello Stato. L'organismo comprende anche un primo vice presidente e cinque vice presidenti. Il super favorito alla successione di Fidel è suo fratello Raul, 76 anni, numero due del regime e ministro della Difesa dal 1959; dal 31 luglio del 2006 assicura l'interim a causa della malattia di Fidel Castro. Nella generazione dei giovani è emerso Carlos Lage, medico di formazione, 56 anni, uno dei cinque vice presidente.

Riunione CSI a Mosca
Il presidente russo Vladimir Putin ha inaugurato oggi a Mosca il suo ultimo vertice della CSI (Comunità di Stati indipendenti, l'organismo nato sulle ceneri dell'URSS), affiancato dal 'delfino' del Cremlino per le elezioni presidenziali del 2 marzo, Dmitri Medveved. Al summit partecipano i presidenti di Bielorussia, Ucraina, Kazakhstan, Turkmenistan, Tagikistan, Moldavia, Georgia, Azerbaigian, Kirghizistan, Uzbekistan, e Armenia. E' una delle rarissime occasioni in cui sono presenti tutti gli invitati, nonostante 15 precedenti vertici: secondo la stampa russa, e' forte la curiosità di conoscere il successore di Putin e di sapere quale politica perseguirà nei rapporti con le ex Repubbliche sovietiche. Il vertice, a differenza di molti precedenti, non si tiene al Cremlino, ma nella Casa dell'Amicizia, un antico palazzo riadattato a foresteria ufficiale. I temi saranno principalmente economici, ma sicuramente la situazione in Kosovo avrà ripercussioni: quasi ogni Repubblica ha problemi con regioni o minoranze indipendentiste.

Immigrazione clandestina
Maxi sbarco nella notte nell’isola italiana di Lampedusa: 368 immigrati sono giunti sulle coste su un barcone di 18 metri. Tra i clandestini, 5 donne e alcuni minori. Gli immigrati sono stati trasferiti nel centro d'accoglienza dell'isola. (Panoramica internazionale a cura di Fausta Speranza)

 
 Bollettino del Radiogiornale della Radio Vaticana Anno LII no. 53

 

 
E' possibile ricevere gratuitamente, via posta elettronica, l'edizione quotidiana del Bollettino del Radiogiornale. La richiesta può essere effettuata sulla home page del sito www.radiovaticana.org/italiano.







All the contents on this site are copyrighted ©.