2008-02-21 12:43:12

Prudenza e moderazione: il richiamo del Papa a tutte le parti coinvolte nella crisi del Kosovo, ricevendo l’ambasciatore serbo per le Lettere credenziali


La crisi nel Kosovo: il Papa richiama le parti coinvolte alla prudenza e alla moderazione, nel discorso rivolto all’ambasciatore serbo presso la Santa Sede, Vladeta Janković, ricevuto stamane in Vaticano per la presentazione delle Lettere Credenziali. Il servizio di Roberta Gisotti:RealAudioMP3


Ha premesso Benedetto XVI che la Santa Sede dà grande valore ai rapporti diplomatici con la Serbia, da qui “l’incoraggiamento a continuare gli sforzi per costruire un futuro di pace, prosperità, riconciliazione e pacifica coesistenza nella regione, cosicché la Serbia e i suoi vicini cerchino di prendere il loro posto adeguato all’interno dell’Europa”. Quindi il monito del Papa: “Pochi Paesi nel continente europeo sono sfuggiti alle devastazioni della guerra nell’ultimo secolo, e tutti possono imparare la lezione del recente passato”. Poi il richiamo a lavorare per “un futuro più sicuro”, ricordando “che l’identità e la ricca tradizione culturale” della Serbia, così come di tutte le Nazioni europee, è profondamente radicata nell’eredità della fede cristiana”. “Conosco – ha detto Benedetto XVI - quanto profondamente il popolo serbo abbia sofferto nel corso dei recenti conflitti”, così pure le altre nazioni dei Balcani colpite dai tristi eventi nell’ultima decade. La Santa Sede condivide “il fervido desiderio che la pace che è stata raggiunta porti stabilità durevole nelle regione”. Da qui il richiamo a “tutte le parti interessate” - riferendosi all’attuale crisi del Kosovo - ad agire con prudenza e moderazione, e a cercare soluzioni che favoriscano mutuo rispetto e riconciliazione”.

 
Per altro verso “la posizione geografica della Serbia – ha osservato il Santo Padre - al confine tra la cristianità orientale ed occidentale le dà un’opportunità unica di promuovere il dialogo ecumenico, mentre la sua familiarità con l’Islam, attraverso il suo incontro con l’impero ottomano e attraverso la presenza di molti musulmani oggi nella regione apre ricche possibilità per il progresso nel dialogo interreligioso. Ambedue questi processi – ha rilevato ancora il Papa - sono di estrema importanza per stabilire una più grande reciproca comprensione e rispetto tra i popoli e le nazioni nel mondo moderno”

 
Da parte sua l’ambasciatore serbo, ha detto di sperare nel sostegno della Santa Sede nelle sue aspirazioni di integrazione europea, rivendicando “lo stesso trattamento che è stato accordato ad ogni altro Paese cristiano libero, indipendente e democratico, il che significa – ha rimarcato il diplomatico di Belgrado – che la sua integrità territoriale e sovranità, inclusa la provincia meridionale del Kosovo, deve essere rispettata”.







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