2008-02-06 15:14:05

Messaggio per la Quaresima dell'arcivescovo di Lima


La Quaresima è tempo propizio per ricordare che “la misericordia deve essere slancio anche per seminare la pace”: è quanto afferma l’arcivescovo di Lima, cardinale Juan Luis Cipriani Thorne che in un suo messaggio sottolinea come la carità cammini insieme alla giustizia. Invitando i fedeli a “vivere adeguatamente il periodo quaresimale”, il porporato rileva che in queste settimane “la Chiesa ci spiega la vicinanza del momento più alto della Redenzione, cioè, la passione, morte e risurrezione di Cristo, dunque il passaggio dal peccato alla vita”. Si tratta - ha aggiunto il cardinale - di “saper cogliere la ricchezza e importanza del momento” e poter così “seminare nei nostri cuori questa straordinaria dimensione” che offre la Quaresima: “la misericordia, la giustizia illuminata dalla carità”. “Un’azione decisa da parte nostra può far sì che la misericordia ci dia slancio per seminare la pace nell’ambito familiare, sociale, nonché nelle dimensioni del lavoro, del tessuto sociale e della politica sia interna sia internazionale. Nella sua omelia di domenica scorsa, il porporato ha anche riflettuto a lungo sulle Beatitudini ricordando che “sono un codice della morale evangelica”. “Non va mai dimenticato, ha spiegato, che spesso ciò che in questo tempo appare come un fallimento e una condanna, non è altro che la strada per camminare verso il regno dei cieli”. Il porporato ha parlato anche dell’importanza e dell’attualità della Dottrina sociale della Chiesa poiché i suoi insegnamenti “possono illuminare le risposte che ciascuno deve dare a partire della morale della Chiesa”. Le meditazioni quaresimali dell’arcivescovo di Lima sono proseguite nel suo popolare programma radiofonico “Dialogo di fede” durante il quale ha richiamato l’attenzione dei fedeli sugli elementi forti della quaresima: la penitenza, il digiuno e l’elemosina. “Ricordatevi - ha concluso - che la penitenza ci aiuta a sottomettere il disordine del peccato, l’elemosina è anche un antidoto alla frenesia dell'accumulare a tutti costi e forse a rubare; infine, il digiuno, ci insegna a sopportare la fame come sano esercizio del dominio degli istinti”. (A cura di Luis Badilla)







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