2008-02-06 15:28:22

I vescovi del Canada chiedono al governo di facilitare le procedure per il rilascio dei visti ai rifugiati iracheni


I vescovi del Canada hanno rivolto un accorato appello al primo ministro, Stephen Harper, affinché il governo riservi “un’ attenzione particolare ai cristiani iracheni” che chiedono un visto per entrare nel Paese. In una lettera al capo dell’esecutivo, il presidente della Conferenza episcopale canadese, mons. James Weisberger, denuncia come “i cristiani che vivono in Iraq subiscano una spirale di violenza che non cessa di aggravarsi”. Da due anni, infatti, “i cristiani sono vittime di omicidi, rapimenti e minacce di ogni tipo e non hanno alcuna protezione dalla milizia e dalle autorità politiche”. Estremisti cercano di convertirli con la forza all’Islam e non possono più professare la loro fede; quelli che decidono la strada dell’esilio - prosegue il presidente della Conferenza episcopale del Canada - “possono a giusto titolo essere considerati dei veri e propri rifugiati politici”. “Di fronte all’inerzia e all’indifferenza di alcuni – si legge quindi nel documento - il Canada può aiutare ad alleviare il dolore delle persone vittime di ingiustizie e rappresaglie assurde”. La lettera chiede quindi di facilitare le procedure per il rilascio dei visti e di aumentare le quote riservate ai rifugiati iracheni , come si è fatto durante la guerra del Kosovo e in Sierra Leone. La Chiesa canadese, insieme con altre organizzazioni umanitarie, si sta mobilitando per aiutare i rifugiati cristiani iracheni. Come ha confermato in questi giorni l’arcivescovo latino di Baghdad, mons. Jean Benjamin Sleiman, la loro emigrazione si sta trasformando in un vero e proprio esodo. (L.Z.)







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