2008-02-04 15:49:58

Acceso dibattito nel Colorado per imporre anche alle organizzazioni cattoliche una legge che vieta le assunzioni in base al credo religioso


A rischio le attività della Caritas nello Stato americano del Colorado, a causa di una legge che vieta ogni discriminazione nelle assunzioni di personale sulla base del credo religiose e dell’orientamento sessuale. Il testo, in sede di approvazione al Parlamento lo scorso anno, era stato però emendato per dispensare le organizzazioni religiose e quello no-profit. Ma in seguito si è acceso un aspro dibattito per abolire l’emendamento. Il presidente della Caritas dell’arcidiocesi di Denver Christopher Rose ha difeso i diritti della Chiesa cattolica, “di aiutare i poveri ed i sofferenti”, compito che non spetta soltanto al Governo, ma da secoli anche alle comunità religiose”, che spesso lo assolvono “meglio e con meno risorse”; e quindi “l’effetto reale della legge” secondo Rose sarebbe “di eliminare l’impegno religioso dalla pubblica piazza, stroncando le organizzazioni di servizio”. Gli ha fatto eco l’arcivescovo di Denver Charles Joseph Chaput, sostenendo che le “organizzazioni cattoliche sono liete di collaborare con il Governo e vogliono cooperare con tutte le persone di buona volontà, ma non a costo della loro identità religiosa”. Il presule ha spiegato che “la Caritas “non ha alcuna interesse per una filantropia generica; al contrario, è uno strumento di ministero sociale cattolico”. E, “quando non potrà più avere la libertà di cui ha bisogno per essere ‘cattolica’, porrà fine ai suoi servizi". Nel dibattito è intervenuto anche il cardinale Paul Josef Cordes, presidente del Pontificio Consiglio Cor Unun, sostenendo che “teologicamente, l’attività caritativa e le buone azioni dei fedeli sono sempre legate alla proclamazione della Parola e nessuno deve spezzare questo legame”. (R.G.)







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