Concordate le condizioni di risarcimento per gli espropri fatti alla Chiesa ceca da
parte del governo comunista
Stilata la bozza di accordo fra la Chiesa della Repubblica Ceca e lo Stato circa l’Atto
di compensazione alle Chiese e alle società religiose da parte della Repubblica Ceca.
Sono anche state stabilite le condizioni di risarcimento per tutti i beni espropriati
alla Chiesa dal governo comunista a partire dal febbraio 1948. Ne da notizia l’agenzia
Sir. I beni in questione, come edifici e terreni, non potranno essere restituiti poiché
oggi destinati ad altri usi, ma le due commissioni di Chiesa e Stato, congiuntamente,
hanno stimato il valore del risarcimento per una somma di 3 miliardi di euro, pagabile
a rate in 60-70 anni, nonché il ritorno agli enti religiosi delle loro proprietà.
Al tavolo delle trattative hanno preso parte, oltre alle due commissioni di Chiesa
e Stato, anche altri 16 gruppi religiosi presenti nel Paese. La soluzione, fra l’altro,
era stata già prospettata lo scorso 24 ottobre nel corso di un incontro fra mons.
Jan Graubner, presidente della Conferenza episcopale ceca, Pavel Cerny, presidente
del Consiglio ecumenico delle Chiese e Vaclav Jehlicka, ministro della Cultura. Nell’occasione
il viceministro Jaromir Talir Jehlicka aveva consegnato a mons. Graubner una proposta
di legge sulle modalità dell’accordo di risarcimento e anche la Commissione ecclesiastica
ne aveva presentata una. (C.C.)