La Chiesa celebra oggi la memoria liturgica della Beata Vergine Maria Regina. Ma cosa
significa il titolo di "Regina"? Sergio Centofanti lo ha chiesto ad un esperto
di mariologia, il padre monfortano Stefano De Fiores:
R. –
“Regina” non possiamo prenderlo secondo quello che noi vediamo nelle monarchie, ma
dobbiamo trasferirci nell’ambito spirituale. Ed è la Bibbia che ci dà la risposta,
quando ci fa capire che la regalità, la corona è qualcosa che sta al termine, al traguardo
della nostra vita. “Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita” dice
l’Apocalisse. E anche San Paolo parla della “corona incorruttibile”. Quindi, si tratta
della ricompensa che il Signore ci darà, perchè la corona, anche con la sua forma,
che va al di sopra della testa e che è rotonda, segno di perfezione, indica il successo
di una vita, posta al servizio di Dio. Con la grazia del Signore, Maria ha partecipato
alla regalità di Cristo, vincendo le forze di morte e riuscendo nella vita del Regno.
D.
– Maria Regina perchè umile. Nel Magnificat leggiamo che Dio innalza gli umili e rovescia
i potenti dai troni...
R. – Questa è la chiave di
comprensione del titolo di “Regina”, in modo che sfugga ad ogni trionfalismo. E’ la
serva coronata di gloria, l’umile serva del Signore che viene esaltata al di sopra
degli angeli, per la sua dignità, per la sua riposta plenaria di fede.
D.
– La storia umana è spesso segnata dalla violenza. Maria viene invocata anche come
Regina della pace...
R. – La pace è la sintesi di
tutti i beni messianici e Maria è Colei che calpesta il “dragone” cioè le forze del
male, che moltiplicano le loro risorse per andare contro la compagine del bene, che
si concentra in modo particolare nella Chiesa. Maria ci difende dalle insidie del
nemico, perchè la sua regalità consiste innanzitutto nel debellare le forze del male.
Anche noi con il Battesimo dobbiamo essere dominatori del male di Satana e Maria è
Colei che ci aiuta in questa lotta, in cui Cristo dà un colpo mortale a Satana che,
quindi, non può fare tutto quello che vuole, perchè ormai la sua sorte è segnata dalla
potenza salvifica della Redenzione, come amava dire e ripetere continuamente Giovanni
Paolo II.