Vissuto nel III secolo, San Lorenzo, di cui oggi ricorre la memoria liturgica, è indicato
dai Padri della Chiesa come esemplare diacono. Lo zelo da lui riservato al servizio
della comunità cristiana lo ha infatti indotto a donarsi totalmente per amore dei
fratelli accettando il martirio. Il servizio di Tiziana Campisi:
“Era
ministro del sangue di Cristo e … per il nome di Cristo, versò il suo sangue… Amò
Cristo nella sua vita, lo imitò nella sua morte”: così descriveva in una omelia
il vescovo di Ippona – Sant’Agostino – il giovane diacono che, secondo la tradizione,
venne condannato alla graticola al tempo di Valeriano. Correva l’anno 258 quando l’imperatore
decretò restrizioni per i cristiani e, convinto che la Chiesa possedesse molte ricchezze,
fece arrestare Lorenzo, che come diacono ne amministrava le donazioni. Gli fu chiesto
di consegnare i beni della comunità cristiana e per tutta risposta lui presentò al
prefetto dell’Urbe malati, storpi ed emarginati. “Ecco, i tesori della Chiesa sono
questi”, disse.
Sono diversi i Padri della Chiesa
che su San Lorenzo hanno pronunciato toccanti sermoni; tra le fonti più ricche Sant’Ambrogio,
che nel “De Officiis” racconta nei dettagli la storia del diacono e di lui scrive:
“Illuminò il mondo con la luce da cui fu egli stesso avvolto e riscaldò d’amore i
cuori dei fedeli con le fiamme fra cui consumò il suo martirio”. E ancora Sant’Agostino,
riferendosi alle parole pronunciate da Lorenzo davanti al prefetto di Roma, spiega:
“Le necessità dei bisognosi sono le grandi ricchezze dei cristiani, se riusciamo a
comprendere dove dobbiamo mettere in serbo quanto possediamo. I poveri sono davanti
a noi; se avremo messo in serbo là, non avremo perdite. Non abbiamo il timore che
altri rubi: infatti, a conservare è colui che ha dato, né possiamo trovare custode
migliore, né chi sia più fedele alla promessa. Perciò, intenti a riflettere su questo,
decidiamoci senz’altro per l’imitazione dei martiri, se vogliamo trarre vantaggio
dalle solennità che celebriamo”.
Alla venerazione
del diacono la tradizione ha legato le pioggia di stelle della notte del 10 agosto,
“i fuochi di San Lorenzo”. Le scie luminose provocate del passaggio degli asteroidi
della costellazione di Perseo nell’orbita terrestre e visibili nel giorno in cui Lorenzo
subì il martirio, vengono viste come le scintille della graticola sulla quale il diacono
sarebbe stato arso o le lacrime da lui versate prima della morte. Insomma, guardando
le stelle, stanotte San Lorenzo ricorda, a quanti credono in Cristo, che solo se muore,
una volta caduto sulla terra, il chicco di grano produce molto frutto.
Nota
come la notte delle stelle cadenti, quella di San Lorenzo non è più la notte in cui
è possibile osservare meglio le scie luminose lasciate nell’atmosfera della Terra
dagli asteroidi. Gli astronomi, spiegano infatti, che a causa di alcuni fenomeni celesti,
la pioggia di stelle è visibile soprattutto la notte fra il 12 e il 13 agosto. Al
microfono di Eliana Astorri, Franco Gabici, direttore del Planetario
di Ravenna, spiega in che cosa consista esattamente il fenomeno delle stelle cadenti:
R.
– In questo periodo, la Terra sta attraversando l’orbita di una cometa. Anche in novembre,
però, ci sono degli attraversamenti che danno origine a spettacoli molto belli di
stelle cadenti. Il fenomeno delle stelle cadenti è un fenomeno che si verifica tutte
le volte che la Terra attraversa l’orbita di una cometa. Siccome queste orbite sono
ricche di gas e di polveri, che poi erano i costituenti delle code delle comete, tutti
questi materiali entrano dentro la nostra atmosfera e noi vediamo in cielo queste
scie luminose, di fronte alle quali esprimiamo desideri. Questo non è molto scientifico,
però è molto suggestivo e molto poetico.
D. – Non
sono stelle, allora...
R. – Assolutamente, anzi,
sono oggetti piccolissimi e quando dico piccolissimi, intendo dire dell’ordine del
milligrammo. Quindi, polvere, particelle di gas. Immaginate piccoli granelli di sabbia,
che, però, entrano dentro l’atmosfera a grande velocità generando, nell’impatto, tutta
una serie di fenomeni, fra i quali c’è anche questo aspetto luminoso, di cui noi vediamo
in cielo le tracce. Tanta gente chiede: “Ma queste stelle cadenti dove vanno a finire?”
Vengono consumate letteralmente nell’alta atmosfera, per cui a terra non arriva nulla,
perché sono oggetti talmente piccoli che vengono tutti bruciati e consumati ad un’altezza
stimabile intorno ai 100 km. E’ un po’ come quando noi sfreghiamo un fiammifero e
il fiammifero si accende. Qualcosa del genere succede per queste piccole particelle
che entrano dentro all’atmosfera con una velocità pari ai 200 km all’ora. Quindi,
sono abbastanza veloci. Questo induce il fenomeno della luminosità.
D.
– Ma quante tonnellate di polvere di meteoriti cadono ogni anno?
R.
– E’ un numero molto, molto rilevante. Sono centinaia e centinaia le tonnellate di
polvere invisibile e impalpabile che pure si deposita sulla superficie terrestre.