2007-05-28 08:24:26

Domenica tre giugno la canonizzazione di Simone da Lipnica


Il prossimo tre giugno Benedetto XVI ascriverà nell’Albo dei Santi padre Simone da Lipnica, un francescano polacco morto nel 1482. Con noi a parlarcene padre Luigi Perugini, confratello del nuovo Santo:

D. - Vuole presentarci un breve profilo di Simone da Lipnica?
 
R. - Simone nacque a Lipnica Murowana, nella Polonia meridionale intorno agli anni 1435-1440. Fin da piccolo mostrò un carattere precocemente maturo e pio, una naturale predisposizione alla preghiera e un tenero amore alla Madre di Dio trasmessogli dalla propria famiglia. Incline allo studio, nel 1454 si iscrisse alla famosa Accademia Jagellonica di Cracovia. Proprio in quegli anni era presente in città San Giovanni da Capestrano, che con la santità della vita e il fervore delle sue prediche, attirava molti giovani alla sequela di Francesco di Assisi. Anche Simone, con giovanile entusiasmo, chiese di essere accolto nel convento francescano di Stradom nel 1457. La vita penitente, austera, intessuta di preghiera dei francescani, fu l’humus nel quale si preparò alla professione religiosa e al sacerdozio, ricevuto intorno al 1460. Per circa venti anni si dedicò alla predicazione popolare, manifestando con chiarezza i doni di sapienza e di grazia di cui lo Spirito lo aveva arricchito. Si preparava a questo ministero con lunghe ore di preghiera e con profondo studio delle sacre Scritture. Nel 1463, primo tra i Frati Minori, ebbe l’incarico di predicatore ufficiale della cattedrale del Wawel a Cracovia. Le fonti più antiche lo definiscono “predicator ferventissimus”. Nell’anno 1478 venne per breve tempo in Italia, per partecipare al capitolo generale di Pavia. Si fece pellegrino alla tomba di S. Bernardino da Siena, all’Aquila, alle tombe degli Apostoli a Roma. Poi proseguì per la Terra Santa. Fr. Simone coronò la sua vita virtuosa con una straordinaria testimonianza di amore per gli ammalati ed i sofferenti. Imperversando la peste, che si era manifesta a Cracovia il 15 agosto 1482, seppe trasformare quel tempo di morte e di dolore in un tempo propizio per la carità. Affiancò i confratelli francescani nell’opera di soccorso agli appestati, moltiplicò la sua presenza al capezzale dei moribondi, passò ovunque confortando, amministrando i sacramenti e annunciando la consolante Parola di Dio. Fu inevitabile che anch’egli rimanesse contagiato dal male, vittima della sua stessa dedizione. Mori il 18 luglio 1482, con gli occhi fissi sulla Croce, chiedendo per sé la più umile delle sepolture.

D. - In quale contesto e’ vissuto e in che maniera ha espletato la sua missione?

R. - L’esperienza spirituale del nuovo Santo si inquadra nell’opera riformatrice dell’Ordine Francescano, promossa da san Bernardino da Siena e introdotta in Polonia da San Giovanni da Capestrano. Questa riforma si proponeva una più rigorosa osservanza della Regola di San Francesco, cioè una rinuncia ai privilegi in materia di povertà, una vita di preghiera ritirata negli eremi, una predicazione di carattere popolare. Ad imitazione di San Bernardino da Siena e San Giovanni da Capestrano, anche il Beato Simone da Lipnica diffuse la devozione al Nome di Gesù, per disporre l’uditorio all’accoglienza della Parola predicata. In occasione dei suoi sermoni invitava il popolo ad invocare quel Nome santo, per tre volte ad alta voce, ottenendo frutti di penitenza, e sincere conversioni.

D. - Quale è stato il suo carisma?

R. - Il Beato Simone da Lipnica è passato alla storia della santità serafica col titolo di “Salutis omnium sitibundus” cioè “Assetato di salvezza per tutti”. Consapevole di essere, in virtù della sua vocazione francescana, dono ai fratelli, li servì instancabilmente, spezzando per loro il pane della Parola di Dio nelle continue e affollate predicazioni, e aggiungendo a questo il pane materiale della carità per i poveri ed indigenti.

D. - Vuole raccontarci un episodio significativo della sua vita?

R. - Nel 1478 il Beato Simone ebbe la gioia di coronare un suo sogno: compiere un pellegrinaggio in Terra Santa. In quell’anno si trovava infatti in Italia ed era per lui più facile raggiungere i luoghi santi. Visse questa esperienza in spirito di penitenza, da vero amante della passione di Cristo, con la nascosta aspirazione di versare il proprio sangue per la salvezza delle anime, se così fosse piaciuto a Dio. Emulo di San Francesco nel suo amore per i Luoghi santi, nell’eventualità di essere catturato dagli infedeli, prima di intraprendere il viaggio volle apprendere a memoria la regola dell’ Ordine « per averla- diceva - sempre davanti agli occhi della mente ».

D. - Quale messaggio lascia al mondo d’oggi?

R. - Possiamo affermare che il nuovo Santo seppe coniugare in maniera eroica, l’impegno tra evangelizzazione e testimonianza della carità, compito di ogni cristiano. Il grande amore alla Parola di Dio, lo condusse a riconoscere Cristo in ogni fratello, soprattutto i più poveri e sofferenti: quelli che incontrava alla porta del suo convento, o che affollavano le chiese e le piazze per ascoltarlo, quelli infine che furono vittime della pestilenza. L’Ordine dei Frati Minori, che si prepara a celebrare l’VIII centenario della sua fondazione, che si compirà nel 2009, gioisce particolarmente per la Canonizzazione del Beato Simone da Lipnica, perché, riconosce in lui un autentico seguace di San Francesco e un interprete autorevole della povertà, dell’umiltà e della letizia lasciateci in eredità dal Santo Fondatore.
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NB.- L’intervista è disponibile sul netia anche in inglese con padre Sean Collins (irlandese); in spagnolo con padre Francisco Manuel Romero (messicano); in polacco con padre Ernest Karol Siekierka (polacco).



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PADRE SIMONE DA LIPNICA
Profilo biografico

Il Beato Simone nacque a Lipnica Murowana, nella Polonia meridionale intorno agli anni 1435-1440. I suoi genitori, Gregorio e Anna, seppero dargli un’educazione sana, ispirata ai valori della fede cristiana e, nonostante la modesta condizione, si preoccuparono di assicurargli un’adeguata formazione culturale. Simone crebbe con un carattere pio e responsabile, ricco di una naturale predisposizione alla preghiera e un tenero amore alla Madre di Dio.

Nel 1454, si trasferì a Cracovia, per frequentare la famosa Accademia Jagellonica. Proprio in quegli anni San Giovanni da Capestrano, entusiasmava la città con la santità della sua vita e il fervore delle sue prediche, attirando alla vocazione francescana una folta schiera di giovani generosi. L’8 settembre 1453 il santo italiano aveva anche fondato, a Cracovia, il primo convento dell'Osservanza, intitolato a S. Bernardino da Siena da poco canonizzato. Per tale motivo i Frati Minori di quel convento furono detti dal popolo “Bernardini”.

Nell’anno 1457, anche il giovane Simone, affascinato dall’ideale francescano, preferì, acquistare la perla preziosa del vangelo, tralasciando un avvenire ricco di successo. Pertanto chiese di essere accolto, con altri dieci suoi colleghi studenti, nel convento di Stradom.

Sotto la sapiente guida del maestro di noviziato, P. Cristoforo da Varese, religioso eminente per dottrina e santità di vita, Simone abbracciò con generosità la vita umile e povera dei Frati Minori, giungendo al sacerdozio intorno al 1460. Esercitò il primo ministero nel convento di Tarnów, dove fu guardiano della fraternità. Successivamente, si stabilì a Stradom (Cracovia), dedicandosi instancabilmente alla predicazione, con parola limpida, piena di ardore, di fede, e di sapienza, che lasciava intravedere la sua profonda unione con Dio e lo studio prolungato della Sacra Scrittura.

Come San Bernardino da Siena e San Giovanni da Capestrano, Fr. Simone diffuse la devozione al Nome di Gesù, ottenendo la conversione di innumerevoli peccatori. Nel 1463, primo tra i Frati Minori, occupò l'ufficio di predicatore nella cattedrale del Wawel. Per questa sua dedizione alla predicazione evangelica le fonti antiche gli conferirono il titolo di “predicator ferventissimus”.

Desideroso di rendere omaggio a San Bernardino da Siena, ispiratore della sua predicazione, il 17 maggio 1472, con alcuni confratelli polacchi, giunse a L'Aquila per partecipare alla solenne traslazione del corpo del santo nel nuovo tempio eretto in suo onore. Nuovamente fu in Italia nel 1478 in occasione capitolo generale di Pavia. Ebbe modo, allora, di poter soddisfare l’intimo desiderio di visitare le tombe degli Apostoli a Roma, e prolungare poi il pellegrinaggio in Terra Santa. Visse questa esperienza in spirito di penitenza, da vero amante della passione di Cristo, con la nascosta aspirazione di versare il proprio sangue per la salvezza delle anime, se così fosse piaciuto a Dio. Emulo di San Francesco nel suo amore per i Luoghi santi, nell’eventualità di essere catturato dagli infedeli, prima di intraprendere il viaggio volle imparare a memoria la regola dell’Ordine « per averla sempre davanti agli occhi della mente».

L’amore di Simone per i fratelli si manifestò in maniera straordinaria nell’ ultimo anno della sua vita, quando scoppiò a Cracovia una epidemia di peste. Dal luglio 1482 al 6 gennaio 1483 la città fu sotto il flagello della malattia. Nella desolazione generale, i Francescani del convento di San Bernardino, si prodigarono instancabilmente nella cura degli ammalati, da veri angeli consolatori.

Fr. Simone, ritenne quello un “tempo propizio” per esercitare la carità e per portare a compimento l’offerta della propria vita. Ovunque passò confortando, recando soccorso, amministrando i sacramenti, e annunciando la consolante Parola di Dio ai moribondi. Presto fu contagiato. Sopportò con straordinaria pazienza le sofferenze della malattia e, prossimo alla fine, espresse il desiderio di essere sepolto sotto la soglia della chiesa, perché tutti potessero calpestarlo. Nel sesto giorno di malattia, il 18 luglio 1482, senza temere la morte e con gli occhi fissi sulla Croce, rese l'anima a Dio.

Il culto “ab immemorabili” reso al Beato Simone, passato alla storia della santità serafica col titolo di “Salutis omnium sitibundus”, fu confermato dal Beato Innocenzo XI il 24 febbraio 1685.

La causa per la sua canonizzazione, ripresa dal Santo Padre Pio XII il 25 giugno 1948, giunge oggi alla sua felice conclusione, in seguito al riconoscimento delle sue virtù eroiche e della guarigione prodigiosa avvenuta a Cracovia nel 1943 e attribuita all’intercessione del Beato. I rispettivi Decreti furono promulgati dal Santo Padre Benedetto XVI il 19 dicembre 2005 e il 16 dicembre 2006.

Simone da Lipnica seppe coniugare mirabilmente l’impegno tra l’evangelizzazione e la testimonianza della carità, che scaturì dal suo grande amore per la Parola di Dio e per i fratelli più poveri e sofferenti. L’Ordine dei Frati Minori, alla vigilia della Celebrazione dell’VIII centenario della sua Fondazione (1209-2009), saluta in lui un autentico testimone della povertà, dell’umiltà e della semplicità, nonché della gioia di essere tutto del Signore e di essere insieme dono per la vita dei fratelli.








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