2007-05-07 14:24:15

Assegnato il premio Gwangju 2007 per i Diritti Umani a Lenin Raghuvanshi, attivista indiano che lotta per la dignità dei Dalit


Il premio Gwangju 2007 per i Diritti Umani è stato assegnato a Lenin Raghuvanshi, 37 anni, fondatore del People’s Vigilance Committee on Human Rights (PVCHR) e simbolo per milioni di Dalit che in India lottano per la dignità. Il lavoro di Raghuvanshi segna, infatti, un cambiamento nel movimento indiano per i diritti umani, essendo lui uno dei pochi attivisti ad affermare che la discriminazione in base alla casta va contro i principi democratici. “In questi anni – racconta Raghuvanshi ad AsiaNews – mi ha molto coinvolto e preoccupato la situazione dei bambini emarginati. Nel 1993, con Swami Agnivesh ho fondato il Bachapan Bachao Andolan (Save the Childhood Movement) e nel 1996 è nato il PVCHR, per rieducare i bambini costretti a lavorare”. A Varanasi, in Uttar Pradesh, una delle regioni più tradizionaliste e segregazioniste dell’India, con scarse risorse e in poco tempo Raghuvanshi ha portato il problema degli emarginati davanti ai tribunali nazionali e internazionali. Nel 2004, per dar voce agli emarginati, è nato il People-friendly village: in un progetto sperimentale, Raghuvanshi ha adottato tre villaggi e un sobborgo dove riaprire le scuole elementari, abolire il lavoro forzato, rendere obbligatoria l’istruzione per le ragazze e diffondere un’educazione non tradizionale. In 45 villaggi situati in vaste aree rurali, inoltre, dove non esiste educazione elementare, il PVCHR ha aperto centri educativi per bambini. Raghuvanshi ha comunque incontrato diversi ostacoli durante il suo percorso. Nel 1996, le forze paramilitari lo hanno malmenato durante una manifestazione in favore dei bambini sfruttati e per l’assegnazione delle terre di Gram Sabha ai Dalit senza terra. Questo caso di violenza venne rilevato da Amnesty International. La cerimonia di consegna del Gwangju 2007 è prevista per il prossimo 18 maggio. (R.M.)







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