2007-05-04 16:29:03

Presieduta dal cardinale Bertone, nella Basilica di San Pietro, l’ordinazione del nuovo vescovo della diocesi di Cassano allo Jonio, Vincenzo Bertolone


“Essere vescovo significa rimettersi ogni volta in cammino e farsi compagno dell’uomo di oggi”: è quanto ha sottolineato ieri pomeriggio, nella Basilica Vaticana, il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, durante la celebrazione per l’ordinazione episcopale di mons. Vincenzo Bertolone, nuovo vescovo della diocesi calabrese di Cassano allo Jonio. Il presule, originario di San Biagio Platani, comune in provincia di Agrigento, è un religioso della Congregazione dei Servi dei Poveri e per anni, a Palermo, ha svolto il suo ministero all’orfanotrofio maschile “Boccone del Povero”. Il servizio di Tiziana Campisi: RealAudioMP3
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“Umilmente nella luce del tuo volto”: ha scelto questo motto il nuovo vescovo di Cassano alloo Jonio, Vincenzo Bertolone. Il cardinale Tarcisio Bertone, che lo ha consacrato, ha precisato che ora il presule “è ministro di unità e di comunione”, “con i sacerdoti e i religiosi, con i laici impegnati, con le autorità civili, con le comunità locali, con le associazioni professionali e con ogni bisognoso che domanda aiuto”:

 
“Il vescovo non è e non deve essere un uomo solo: è in compagnia del Signore e insieme a Lui nella Chiesa è il promotore dei ministeri e il coordinatore di tutte le forze che sono finalizzate all’opera della salvezza. Secondo l’icona di Emmaus essere vescovo significa rimettersi ogni volta in cammino e farsi compagno dell’uomo di oggi, giovane o adulto che sia”.

 
Il porporato ha spiegato che compito del vescovo è quello di aiutare “i cristiani e gli uomini di buona volontà a non considerare la loro vita limitata alla fase terrena, spesso contraddittoria e irta di difficoltà”. “Leggendo positivamente i segni dei tempi - ha proseguito il cardinale Bertone - egli non si stanca di annunciare la speranza di un futuro nuovo, di una terra rinnovata, in cui ogni lacrima sarà asciugata, e Dio sarà tutto in tutti”. Quindi il porporato ha aggiunto:

 
“Il vescovo è il primo dispensatore dei misteri di Dio nella Chiesa particolare a lui affidata, è la guida, il promotore e il custode di tutta la vita liturgica. In ogni celebrazione eucaristica egli offre se stesso insieme con Cristo. Quando, poi, questa celebrazione avviene con il concorso e la partecipazione attiva dei fedeli, il vescovo appare sotto gli occhi di tutti qual è, ossia come il Sacerdos et Pontifex, poiché agisce nella persona di Cristo e nella potenza del suo Spirito”.

 
“Economo della grazia divina per l’edificazione della Chiesa”: questo è il vescovo, ha detto ancora il cardinale segretario di Stato, che al termine della sua omelia ha invocato su mons. Vincenzo Bertolone la preghiera del Beato Giacomo Cusmano, fondatore della famiglia religiosa di cui il neovescovo fa parte:

 
“Ci uniamo così alla preghiera di augurio che il Beato Giacomo Cusmano dedicherebbe oggi a questo suo seguace che diventa vescovo: ‘Sia grande il suo coraggio quanto la speranza nel divino aiuto, per trionfare degli ostacoli che si oppongono alle opere di Dio’”.
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