2007-04-23 16:46:32

Il patriarca maronita, Nassrallah Sfeir, ha lanciato un nuovo appello al dialogo in Libano ed ha invitato a superare le polemiche che infiammano il Paese


Nuovo appello al dialogo del cardinale Nassrallah Sfeir. Durante la Messa presieduta ieri a Bkerke, il patriarca maronita ha invitato tutti a ritrovare la capacità di dialogare per ridare “un soffio di speranza” al Libano. Ormai si polemizza su tutto, ha osservato il cardinale Sfeir, “discutiamo a proposito di ciò che è legale e di ciò che non lo è, sulle nomine agli incarichi della funzione pubblica, sul governo e i suoi componenti”, “su chi è in carica e su come sostituire i dimissionari”. E, ha aggiunto, “litighiamo sul tribunale internazionale. Deve essere istituito nel quadro del capitolo VI o VII?” della Carta dell’ONU, ossia in base ad un accordo nazionale o in base alle norme che prevedono la possibilità dell’uso della forza contro le minacce internazionali al mantenimento della pace? Da qui, l’esortazione del patriarca a superare le polemiche. Intanto, scrive l’agenzia AsiaNews, a Beirut c’è viva attesa per la visita che il segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon, compirà domani a Damasco e durante la quale, tra le questioni principali da affrontare, si dovrebbe discutere dell’istituzione del tribunale internazionale che dovrebbe giudicare i responsabili degli assassini politici commessi in Libano, a partire da quello dell’ex premier, Rafic Hariri. Quanto alla situazione generale del Libano, il patriarca Sfeir è tornato ad esprimere la sua preoccupazione anche per il fatto che il suo attuale sviluppo negativo costringe le forze vive e pacifiche ad abbandonare il Paese e ad emigrare. “Tutto ciò provoca la disperazione dei cittadini, che hanno un grande bisogno di un nuovo soffio di speranza - ha concluso il cardinale Sfeir – e i leader stranieri che vengono a trovarci non sanno più come aiutarci a riprendere una vita normale e accettabile”. (T.C.)








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