2007-04-12 09:47:42

A Roma l'assemblea dell'USMI: necessario un ritorno al Vangelo "sine glossa"


Si è aperta oggi a Roma, presso la Pontificia Università Urbaniana, la 54.ma Assemblea Nazionale dell’USMI, l’Unione Superiore Maggiori d’Italia, che rappresenta le oltre 600 Congregazioni femminili presenti nel Paese. L’incontro si svolge sul tema ‘La vocazione religiosa tra le vocazioni ecclesiali’. Al centro dei lavori dunque non figura solo la situazione della vita religiosa femminile come spiega al microfono di Giovanni Peduto la vicepresidente dell’USMI, suor Giuseppina Alberghina: RealAudioMP3
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 R. - Ci sembra, come USMI, di non dover insistere più solo sulla situazione della vita religiosa femminile, ma sulla dimensione vocazionale della intera compagine ecclesiale, che è comunque una situazione critica, anche per le altre vocazioni cristiane, sia quelle al matrimonio che presbiterali. E’ la vita cristiana che ha bisogno di ritornare alla freschezza della vita nuova, iniziata con il Battesimo. E’ una crisi non solo di quantità, ma di qualità che segnala l’esigenza di un ritorno al Vangelo “sine glossa” come direbbe Francesco d’Assisi. In questa situazione la vita religiosa, non solo femminile, se ritornerà alle fonti, potrà svolgere un ruolo emblematico di segno e di richiamo alle forti esigenze scaturite dal Battesimo per tutti i discepoli del Signore.
 
D. - Come mai gli istituti sorti tra '800 e '900 accusano un progressivo calo di vocazioni?

 R. - Ci pare che la forma “congregazionale” della vita religiosa, che ha svolto un ruolo importantissimo nel rispondere alle emergenze sociali ed ecclesiali negli scorsi due secoli, è chiamata ad evolversi in forme più rispondenti all’emergenza di oggi: forme più trasparenti e più capaci di trasmettere l’esperienza di Cristo alle nuove generazioni. C’è oggi una prossimità da vivere nella compagnia dei nostri contemporanei e nella testimonianza di fede nell’adesione a Cristo morto e risorto, in particolare di fronte al senso del vivere e del morire, del patire e del gioire, del costruire la città terrena in vista della città celeste. Il tema della vita nuova e della nuova creazione, legato al Battesimo, qui tocca l’escatologia che è un incontro tra l’azione di Dio e la maturazione del mondo verso il suo fine.
 
D. - In questa società che evolve rapidamente quale ruolo potete svolgere?

 R. - In questo senso il ruolo dei religiosi e delle religiose nella Chiesa richiede sempre più di essere un segno non equivoco che anticipi la nuova creazione. Per questo riteniamo importante recuperare il carisma comune della vita religiosa, che sta alla base dei carismi delle diverse famiglie religiose, che è appunto l’affermazione del primato di Dio, del primato dell’Amore gratuito e incondizionato di Dio per tutti i suoi figli. E’ all’adorazione e alla memoria di Dio che la vita religiosa deve dedicare sempre più le sue energie.
 
D. - Rispondono oggi le persone di vita consacrata alle attese del mondo?

 R. - Rispondono nella misura in cui soddisfano con la loro vita all’attesa di Dio, al bisogno di spiritualità e di trascendenza, al recupero del silenzio e della vita interiore, capisaldi di un nuovo umanesimo, quello fondato sulla divina umanità di Cristo, a noi partecipata nel mistero della Pasqua e dei sacramenti scaturiti dal cuore trafitto di Cristo.
 
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