La soddisfazione del card. Bertone per "l'operazione trasparenza" dei vescovi polacchi
(13 gennaio 2007 - RV) Tutti i vescovi polacchi si sottoporranno ad una verifica
sul loro passato durante il regime comunista. E’ quanto è stato deciso durante la
riunione straordinaria dell'Episcopato polacco ieri a Varsavia. Un’operazione di trasparenza
che segue alle dimissioni dell’arcivescovo di Varsavia Stanislaw Wielgus dopo aver
ammesso le sue responsabilità nella collaborazione con i servizi segreti del passato
regime comunista polacco. Durante la riunione è stato sottolineato come gli immensi
archivi dell’ex regime, che risultano anche manipolati, siano stati utilizzati finora
solo per aggredire personalità ecclesiastiche. Da Varsavia, Giuseppe d’Amato:
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i vescovi polacchi hanno chiesto di essere esaminati dalla Commissione storica ecclesiastica
nazionale. In tutte le diocesi del Paese verranno create delle commissioni locali
a cui i sacerdoti potranno rivolgersi. Queste le principali decisioni adottate in
seno alla Conferenza episcopale polacca. In marzo verrà costituita una ulteriore Commissione
storica ecclesiastica nazionale, allargata anche a storici e giuristi. L’IPN, l’Istituto
per la memoria nazionale, quello che gestisce tutti gli archivi, fornirà l’ausilio
necessario. L’esito delle verifiche verrà successivamente trasmesso alla Santa Sede.
I sacerdoti che vorranno rivolgersi alla giustizia civile, lo potranno fare come semplici
cittadini polacchi. In un’affollatissima conferenza stampa il vescovo Piotr Libera,
segretario generale della Conferenza episcopale, ha dichiarato che la Chiesa non ha
paura della verità ed è da 2000 anni che lotta contro il peccato. L’arcivescovo Józef
Michalik, presidente della Conferenza episcopale, ha affermato che la Chiesa polacca
è un esempio positivo e ha poi ricordato tutti i martiri del comunismo, a partire
da padre Popieluszko. Il periodo comunista, aveva detto in precedenza il cardinale
di Cracovia Stanislaw Dziwisz, è stato un periodo di persecuzioni brutali. L’episcopato
polacco ha chiesto alla stampa tanta pazienza, le verifiche saranno lunghe e non si
potranno pretendere risultati tanto in fretta. Segnali di solidarietà sono giunti
a Varsavia da altri episcopati.
Da Varsavia, per la Radio Vaticana,
Giuseppe D’Amato ********** E sulle vicende che in questi giorni la Chiesa polacca
sta vivendo, ieri pomeriggio è intervenuto il cardinale segretario di Stato Tarcisio
Bertone, a margine della sua visita alla Presidenza Nazionale dell’Azione Cattolica
Italiana. Ai giornalisti che gli hanno chiesto un parere sulla decisione dei vescovi
polacchi di fare uno screening severo sul passato e di dare tutte le comunicazioni
al Santo Padre, il porporato ha risposto con queste parole:
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R. – Sono contento. La comunicazione è essenziale. Il deficit di comunicazione
in tutti i campi è dannoso, è micidiale, e impedisce di prendere delle decisioni maturate,
fondate anche, e di avere un discernimento soprattutto sulla autenticità o sulla contraffazione
dei cosiddetti documenti. E voglio sottolineare l’importanza di questo per tutti,
non solo per gli ecclesiastici, ma per chiunque sia implicato in atteggiamenti del
passato collaborativi con qualsiasi tipo di regime. Bisogna poter operare un discernimento
della documentazione tra ciò che è autentico e ciò che è invenzione, ciò che è contraffazione,
e che mira a delle strategie destabilizzanti che non sono accettate in nessun campo.
Sarei contento che questo screening si facesse – io l’ho già mandato a dire alle autorità
competenti – anche per tutti i funzionari non solo dei partiti, ma dell’amministrazione
pubblica o per i funzionari che hanno ruoli politici nella società polacca e anche
altrove, negli altri Paesi dell’Europa orientale.
D. – Ma lei non critica
la stampa per aver fatto il suo dovere …
R. – Certo è stupefacente che
i documenti, i dossier, siano accessibili facilmente ai giornalisti e meno accessibili
a chi ne avrebbe il diritto sacrosanto.
D. – E’ possibile dire da adesso
quali sono i tempi della nomina del nuovo arcivescovo di Varsavia?
R. –
Ma scusate, questo è “in mente Dei”! Come fare a dire i tempi! Non posso dire ancora
i tempi. Io sto pregando, sto riflettendo con il Santo Padre e con i collaboratori
e così si vedrà… **********