2003-12-05 12:28:21

Fame e malnutrizione sono una negazione dei diritti fondamentali della persona


“La fame e la malnutrizione costituiscono una evidente negazione dei diritti fondamentali della persona”.
Così mons. Renato Volante, capo della Delegazione della Santa Sede nel suo intervento alla 32.ma sessione della Conferenza di governo della Fao, in corso a Roma fino al 10 dicembre, in cui ha parlato di sviluppo sostenibile, di una politica più giusta e di una distribuzione delle risorse più equa.

Il servizio di Dorotea Gambardella.

In vista dell’obiettivo della sicurezza alimentare mondiale, mons. Volante ha sottolineato l’importanza di “una solidarietà concreta, fatta di proporzionale apporto alle risorse di bilancio”, e la necessità del “sostegno alle attività artigianali e al settore dell’agricoltura in piccola scala, che costituiscono la realtà economica di base per gran parte dei Paesi in via di sviluppo”. Ma per la Santa Sede, ha detto, “il riferimento a una generica sostenibilità non è sufficiente, se non si collega a quella sostenibilità umana”, da cui deriva innanzitutto “il diritto delle popolazioni rurali a partecipare all’elaborazione dei Piani”. Ancora, ha precisato che la sostenibilità va letta soprattutto nel rapporto tra “uso delle risorse e la loro ricostituzione”. Sono dunque da condannare le attività che recano danno alla biodiversità “riducendo la molteplicità delle specie e limitando quindi i regimi alimentari di interi popoli”. Mons. Volante ha poi parlato della responsabilità che ciascun Paese deve assumersi nella gestione delle cause della malnutrizione determinate dalla volontà umana, quali ad esempio i conflitti e la discriminazione verso le minoranze. “L’assenza di una regolamentazione in tale ambito determina il rischio dell’esclusione dai meccanismi di produzione, di quei Paesi che non possono controllare le proprie risorse”, ha rilevato. A tal proposito “diventa imprescindibile una scelta etica che impegni gli tati a recepire il principio dell’equa condivisione delle risorse del Creato”. Secondo il Capo della delegazione della Santa Sede, “l’obiettivo di dimezzare il numero di persone sottonutrite nel mondo – che peraltro oggi sembra più lontano – non deve indurre a trascurare la restante metà di affamati, che ha un diritto naturale di essere considerata”. Infine circa la relazione tra produzione e commercio, mons. Volante ha dichiarato che i piani per la sicurezza alimentare “non pongono misure discriminatorie verso le risorse e le tecniche di lavorazione delle nuove biotecnologie, ma richiedono piuttosto una maggior diffusione d’informazioni per evitare ogni genere di rischio per la salute umana”.







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