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Sommario del 25/09/2010

Il Papa e la Santa Sede

  • Il Papa ai vescovi brasiliani: dal perdono nasce il vero rinnovamento della Chiesa e della società
  • La Beatificazione di Chiara "Luce" Badano. Le testimonianze del postulatore, mons. Maritano, e del medico oncologo, Ferdinando Garetto
  • La pastorale dei pellegrinaggi e santuari al centro del Congresso mondiale in programma a Santiago de Compostela. Intervista con l'arcivescovo Vegliò
  • I Paesi ricchi e il dovere di aiutare quelli più poveri: una riflessione di padre Lombardi
  • Oggi su "L'Osservatore Romano"
  • Oggi in Primo Piano

  • Medio Oriente: diplomazia al lavoro a poche ore dalla scadenza della moratoria sugli insediamenti israeliani
  • Inception: fantascienza e thriller nell'ultimo film di Christopher Nolan
  • Il commento di padre Bruno Secondin al Vangelo della 26.ma domenica del Tempo oridnario
  • Chiesa e SocietÓ

  • Verso il 17.mo Congresso latinoamericano e dei Caraibi della Caritas
  • Al parlamento di Bruxelles una conferenza ecumenica sulla povertà in Europa
  • Emergenza in India: 100 nuovi casi di febbre dengue in un giorno a New Delhi
  • Dall’Ecpat corso on line per operatori del turismo contro gli abusi sui minori
  • Cei, lunedì 27 settembre apertura del Consiglio permanente
  • Il cardinale Bagnasco sui temi dell'occupazione: "Cercare un'intesa tra imprese e lavoratori"
  • “Scienza e fede”: mons. Zimowski apre il 10.mo congresso nazionale AFaR
  • "Radio Sol Mansi" in America per narrare la sua testimonianza di dialogo interreligioso
  • Msf al Festival "Internazionale a Ferrara": dibattiti e mostre sulle crisi dimenticate
  • Ieri a San Giovanni in Laterano celebrazione del mandato agli operatori pastorali diocesani
  • La vita della famiglia nei passaggi critici: convegno internazionale alla Cattolica
  • 24 Ore nel Mondo

  • Disarmo nucleare e Sud Sudan in discussione all'Onu
  • Il Papa e la Santa Sede



    Il Papa ai vescovi brasiliani: dal perdono nasce il vero rinnovamento della Chiesa e della società

    ◊   Abbiamo bisogno del perdono per rinnovare noi stessi e la nostra società: è quanto sottolineato da Benedetto XVI nel discorso ai vescovi brasiliani della regione Leste 1, che comprende lo Stato di Rio de Janeiro. Il Papa ha inoltre ribadito l’attenzione che la Chiesa deve riservare alle giovani generazioni. L’indirizzo d’omaggio è stato rivolto da mons. Rafael Llano Cifuentes, vescovo emerito della diocesi di Nova Friburgo e presidente della regione Leste 1. Il servizio di Alessandro Gisotti:

    “O núcleo da crise espiritual do nosso tempo…”
    “Il nucleo della crisi spirituale del nostro tempo – ha affermato il Papa – ha le sue radici nell’oscuramento della grazia del perdono”. Quando questo non viene riconosciuto come “reale ed efficace”, ha soggiunto, si tende a liberare la persona dalla colpa. Ma, nel suo intimo, ha osservato, le persone sanno che questo tipo di libertà non è vera, che il peccato esiste e che noi siamo peccatori. Il Papa ha anche rilevato che alcune correnti della psicologia vorrebbero cancellare il senso della colpa. D’altro canto, ha aggiunto, Gesù è venuto a salvare non quelli che si sono liberati da sé pensando di non aver bisogno di Lui, ma quanti sentivano di essere peccatori e di aver bisogno di lui:

    “A verdade é que todos nós temos necessidade d’Ele…”
    “La verità – ha ribadito – è che tutti abbiamo bisogno” del Signore, come di uno Scultore divino che rimuove le incrostazioni che si posano sull’immagine di Dio che è inscritta dentro di noi. “Abbiamo bisogno del perdono”, ha detto ancora, quale fondamento di una vera riforma, che rinnovandoci nel nostro intimo, rinnova anche la nostra comunità. Solo con il perdono, è stata la sua riflessione, torneremo somiglianti a Cristo e come San Paolo potremo allora dire: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”:

    “Somente a partir desta profundidade de renovação…”
    “Solamente a partire da questa profondità di rinnovamento dell’individuo – ha soggiunto Benedetto XVI – nasce la Chiesa”. Ed ha messo l’accento sulla gioia che deriva da questa purificazione. Una gioia che deve trasparire dalla Chiesa, contagiando il mondo, giacché la Chiesa è “la giovinezza del mondo”. Proprio i giovani sono stati l’altro tema forte del discorso del Papa ai vescovi brasiliani:

    “Rica de um longo passado sempre vivo…”
    “Ricca di un lungo passato sempre in essa vivente”, ha detto il Papa richiamando il Concilio Vaticano II, la Chiesa è “la vera giovinezza del mondo”. Guardatela, ha detto rivolgendosi ai giovani e “voi ritroverete in essa il volto di Cristo, il vero eroe, umile e saggio, il profeta della verità e dell'amore, il compagno e l'amico dei giovani”. Benedetto XVI ha ricordato quanto il suo predecessore Giovanni Paolo II tenesse alla gioventù. In particolare, ha rammentato la toccante immagine dei giovani in fila al Circo Massimo, nell’anno 2000, per andarsi a confessare. Per convincere il mondo che la Chiesa è giovane, ha concluso, è dunque necessario puntare sui giovani di oggi.

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    La Beatificazione di Chiara "Luce" Badano. Le testimonianze del postulatore, mons. Maritano, e del medico oncologo, Ferdinando Garetto

    ◊   Migliaia di persone si preparano a celebrare oggi la Beatificazione della venerabile Serva di Dio, Chiara "Luce" Badano, la giovane spentasi nel 1990 all'eta di 19 anni dopo una lunga malattia e dopo aver dato prova di una profonda autenticità di vita cristiana. La solenne liturgia sarà celebrata tra circa due ore al Santuario romano della Madonna del Divino Amore, presieduta dall'arcivescovo Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. stasera, in Aula Paolo VI, lo spettacolo ispirato alla vita della nuova Beata. Ma quali erano i tratti caratteristici della personalità di Chiara Luce Badano? Mons. Livio Maritano, vescovo emerito di Acqui, e promotore della causa di Beatificazione, ne parla in questa intervista di Isabella Piro:

    R. – Una fede nell’amore di Dio: “Dio mi ama immensamente”. Di qui, la necessità di ricambiarlo: fare la volontà di Dio. L’ascolto della Parola di Dio l’ha conquistata fin da quando utilizza il Vangelo donatole in occasione della Prima Comunione. Poi, lo sviluppo della valorizzazione della Parola di Dio e dell’Eucaristia: sono state quelle le fonti principali della sua formazione, dando un esempio di serenità, di pace, di perseveranza che il Signore ha ricambiato dandole il centuplo, cioè la certezza del Paradiso, quella felicità per cui conclude la vita mettendo la mano sul capo della mamma e dicendo: “Ciao, mamma, sii felice perché io lo sono!”.

    D. – Chiara aveva il soprannome di “Luce”, che le era stato dato da Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari: perché?

    R. – Rispecchiava l’azione dello Spirito Santo su di lei. La luminosità del suo sorriso, dei suoi occhi, della sua disponibilità agli altri, del suo apostolato, del suo impegno nel donare tutto quello che aveva per i bambini dell’Africa, cosa che fede ripetutamente: i regali della Prima Comunione, poi quelli dei 18 anni e effettivamente poco dopo il 2000 abbiamo potuto realizzare due centri nel Benin proprio servendoci dei suoi primi doni per l’Africa.

    D. – Mons. Maritano, cosa l’ha spinta a promuovere il processo di Beatificazione di Chiara?

    R. – La certezza che fosse una ragazza veramente impegnata nella sua graduale santificazione, nell’apostolato che svolgeva, nella testimonianza di fede incrollabile, una fiducia incrollabile in Dio! L’amore così vicino a Gesù Cristo per cui tutto diventava l’occasione di un dialogo con lei: tutto questo mi assicurava un livello di virtù non comune! Non potevo tenere chiuso in una piccola diocesi, come quella di Acqui con 150 mila abitanti, una testimonianza così importante: di giorno in giorno si moltiplicano le risonanze della sua statura morale e spirituale. Tantissime persone mi hanno detto: “Mi ha cambiato la vita!”.

    D. – A distanza di 20 anni dalla sua morte, cosa ci dice oggi, Chiara?

    R. – Dice l’attualità dei valori per i quali lei è vissuta, quindi un messaggio per i giovani. Un’espressione sua: “Vorrei passare loro la fiaccola, come alle Olimpiadi, perché la vita è una sola e vale la pena di spenderla bene”. Può essere una bella testimonianza per animare i giovani a santificare il tempo dello studio come il tempo del gioco, dello sport, in unione con Gesù: e tutto questo da un senso di gioia, di apertura alla vita e di apertura alla vita soprannaturale.

    D. – Mons. Maritano, lei ha conosciuto personalmente Chiara Badano: c’è un episodio che lei vuole ricordare ai nostri microfoni?

    R. – Io ho visitato, nella mia vita, tantissimi malati, ma il discorso normale con i malati era sentire come va la salute, come va la malattia, eccetera. Con lei no, perché con lei bisogna subito orientarsi nel parlare della Chiesa: era innamorata della Chiesa, perché non si può non essere innamorati quando si vuole immensamente bene a Gesù.

    Ma per una testimonianza sulla vita di Chiara Luce Badano, Fabio Colagrande ha intervistato il dott. Ferdinando Garetto, medico oncologo, esperto di cure palliative, che ha l’ha conosciuta e che ha collaborato come consulente alla sua Causa di Beatificazione:

    R. - L’ho conosciuta quando ero stato a Torino. Mi ricordo che sono stato nella sua stanza pochi minuti e sono uscito di lì con due impressioni. Una: che splendore! Nei suoi 17 anni, la sua simpatia, la sua forza anche. L’altro pensiero: cosa sarà di questo sorriso, quando la malattia andrà avanti, quando capirà? Ma Chiara non si è mai fermata. Noi che le siamo stati accanto, a un certo punto, sentivamo che non potevamo fare a meno di andare a trovarla nella sua stanza perché entravamo lì e vedevamo la certezza dell’amore di Dio. Senza tante parole ma solo per il clima che c’era, sentivamo che dovevamo essere alla stessa altezza sua e vivere per qualcosa di grande. Chiara ci ha segnati per tutta la vita anche solo con quel sorriso e quella stretta di mano.

    D. - Come medico oncologo, cosa pensa del modo in cui Chiara Badano ha vissuto la sua malattia?

    R. - Soprattutto, Chiara è una grande risposta al grande interrogativo delle cure palliative. Una volta che abbiamo controllato il dolore, che abbiamo controllato i sintomi, resta la grande domanda del morire: quale può esserne il senso, quale può esserne il significato. Chiara vive questa dimensione. Perché rifiuta la morfina (una cosa che non capivo in certi momenti)? Perché aveva qualcosa di più grande per cui vivere. Me l’ha spiegato - pensi - un mio collega non credente. Quando gli ho raccontato di Chiara, mi ha detto: ma sai perché poteva rifiutare la morfina? Perché lei aveva trovato un senso, un significato più grande in quel dolore. E il dolore in cui trovi il senso e il significato, è già vinto.

    D. - Che significato ha per lei questa giornata, la giornata della Beatificazione di Chiara Badano?

    R. - E’ un’emozione travolgente! Io sono già qui al Divino Amore: vedere arrivare anche tanti giovani da tutto il mondo e pensare che tutto è iniziato, per me, in quella stanzetta di ospedale in cui eravamo veramente in tre o quattro a incontrare Chiara. D’altra parte, da subito noi ci siamo accorti che eravamo entrati in una straordinaria avventura dell’amore di Dio e che, quindi, potevamo aspettarci qualunque cosa da quest’avventura. Certo, non avremmo pensato questo, ma anche questo lo sentivamo proprio un tutt’uno con la “Chiaretta” che abbiamo conosciuto 17.enne in un sorriso e in una stretta di mano.

    D. - C’è qualcos’altro che vuole aggiungere: un ricordo, un episodio, qualcosa legato a Chiara?

    R. - L’ultima volta che l’ho vista aveva perso l’uso delle gambe. Corro in ospedale chiedendomi: adesso cosa sarà di questo sorriso? Entro in stanza, lei mi vede, avevo i libri sottobraccio, mi guarda con un sorriso splendido, luminoso, mi dice: "Come va il tuo esame?". Come se contasse solo quello. Chiara - mi sembra - ci ha fatto capire che abbiamo una vita sola e possiamo viverla per qualcosa di grande. Ai giovani Chiara dice che non è necessario ammalarsi e morire per farsi santi: basta spendere bene questa vita che abbiamo e viverla fino in fondo.

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    La pastorale dei pellegrinaggi e santuari al centro del Congresso mondiale in programma a Santiago de Compostela. Intervista con l'arcivescovo Vegliò

    ◊   A diciotto anni dal primo congresso mondiale di Roma, il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, in collaborazione con l’arcidiocesi di Santiago de Compostela, organizza un secondo appuntamento internazionale dedicato alla pastorale dei pellegrinaggi e santuari, che si svolgerà a Santiago dal 27 al 30 settembre prossimo. Un Messaggio di Benedetto XVI per gli organizzatori e i partecipanti sarà letto in apertura, lunedì 27, nella Cattedrale di Santiago. L’incontro, che riunisce 250 partecipanti da 75 Paesi, si potrà seguire attraverso il sito web in quattro lingue al'indirizzo www.congresoperegrinaciones2010.com. Sugli obiettivi del congresso ascoltiamo l’arcivescovo Antonio Maria Vegliò, presidente del dicastero per i migranti e gli itineranti, al microfono di Fabio Colagrande:

    R. - Dopo il primo congresso mondiale, che si svolse a Roma nel 1992 e che fu un’esperienza forte di comunione ecclesiale, desideriamo ora fare un bilancio dell’attività specifica nell’ambito della pastorale dei pellegrinaggi e dei santuari. Nel frattempo, nell’arco di diciotto anni, tra il 1996 e il 2007, sono stati realizzati cinque incontri dei responsabili pastorali d’Europa, tre riunioni dei delegati dell’Asia e una per il Medio Oriente e l'Africa del Nord. Si sono svolte inoltre quattro riunioni sulla situazione delle cosiddette “Città Santuario”. Tutti incontri nei quali sono state affrontate questioni di comune interesse tra autorità civili e religiose. In particolare, tra gli obiettivi che ci poniamo in questo secondo Congresso mondiale, c'è quello di studiare il profilo di coloro che compiono il pellegrinaggio, verificando le risposte che trovano nei luoghi di fede e le risorse di cui questi dispongono. Infatti, di fronte alle svariate motivazioni che spingono le persone a mettersi in cammino, altrettanto diversificata dovrebbe essere la risposta ecclesiale che viene offerta nei luoghi di pellegrinaggio. La condivisione delle esperienze, tra gli oltre 250 partecipanti del Congresso, permetterà di ampliare gli orizzonti e migliorare la qualità dell’accoglienza e della sollecitudine pastorale. Vogliamo anche offrire strumenti utili di ispirazione specialmente ai Paesi emergenti e incoraggiare quelli sofferenti per mancanza di libertà. Nel contempo, vi è l'impegno di sostenere con fiducia e apprezzamento tutti i delegati e l'importante opera che svolgono nei differenti continenti. Un'attenzione particolare verrà riservata alla necessità di adeguarsi agli attuali ritmi e ai nuovi mezzi di comunicazione imposti dalla tecnologia L'occasione dell'Anno Santo Compostelano sembra poi offrire la cornice ideale all'incontro fraterno e allo scambio di mutuo arricchimento.

    D. - Perché come tema è stato scelto un versetto di San Luca – “Egli entrò per rimanere con loro” – che riguarda il racconto di Emmaus?

    R. - L'icona dei discepoli di Emmaus, nella quale sono riflessi gli aspetti caratteristici della vita cristiana, ci ha offerto lo schema per lo svolgimento dei lavori del Congresso: il cammino, i pellegrini, la Parola, la celebrazione, la carità, il ritorno. Su questi argomenti, i partecipanti esporranno le loro esperienze maturate in realtà e tradizioni differenti, fra popoli e culture anche distanti. Ma comune fra le diverse tipologie di pellegrini è la sete d’infinito, oppure il desiderio di rendere grazie, la riflessione su difficoltà o fragilità, la celebrazione di una ricorrenza per intere famiglie, il desiderio dei migranti di onorare l’immagine del loro Patrono o di ritrovare forme di religiosità popolare tipiche della loro tradizione. Per tanti, è il luogo dove chiedere perdono e quindi occasione per la confessione. Lo spirito dell’universalità della Chiesa deve rispondere a tutti.

    D. - Che significato assume la circostanza che il Congresso si svolga a Santiago nel contesto dell'Anno Santo Compostelano 2010 ?

    R. - Durante le celebrazioni per l’Anno Santo Compostelano - che ricorre ogni volta che la festa dell'Apostolo Giacomo cade di domenica - Santiago accoglie una grande affluenza di pellegrini. Ci è parso il luogo più indicato per ospitare il congresso dei pellegrinaggi, anche tenendo conto che fra circa un mese, il 6 e 7 novembre, lo stesso Santo Padre, Benedetto XVI sarà qui in Spagna per festeggiare l'evento e si farà pellegrino sulle orme di San Giacomo.

    D. - Come può migliorare la pastorale dell'accoglienza nell'ambito dei pellegrinaggi e santuari?

    R. - Direi che deve apparire chiaro che questa pastorale ricopre un ambito importante nella vita della Chiesa. Bisogna far crescere la consapevolezza che il pellegrinaggio riveste il ruolo di grande risorsa di fede e di cultura, per cui vale la pena di migliorare continuamente le strutture d’accoglienza e offrire mezzi adeguati all'assistenza pastorale di chi si avvicina al luogo di fede, forse con il desiderio di rispondere alle domande fondamentali della vita o anche soltanto per ammirare il patrimonio storico e artistico che il santuario custodisce. In tal modo saranno giustamente apprezzati gli aspetti architettonici, gli elementi decorativi e le produzioni artistiche che rendono affascinanti e accoglienti i santuari. Ciò a complemento delle celebrazioni liturgiche e delle manifestazioni della devozione popolare, che favoriscono la riscoperta della spiritualità cristiana e la familiarità con la dimensione trascendente dell'esistenza, da un lato, e la divina Rivelazione, dall'altro. Sarà importante approfondire la bella riflessione del Santo Padre, che, nel Messaggio all'Arcivescovo di Santiago de Compostela in occasione dell'apertura dell'Anno Santo Compostelano 2010, ha scritto che il pellegrinaggio al santuario è "un'opportunità particolare affinché i credenti riflettano sulla loro genuina vocazione alla santità di vita, s'impregnino della Parola di Dio, che illumina e interpella, e riconoscano Cristo, che va loro incontro, li accompagna nelle vicissitudini del loro camminare per il mondo e si dona a loro personalmente, soprattutto nell'Eucaristia. Ma anche quanti non hanno fede, o forse l'hanno lasciata sfiorire, avranno un'occasione particolare per ricevere il dono di 'Colui che illumina ogni uomo, affinché abbia finalmente la vita'".

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    I Paesi ricchi e il dovere di aiutare quelli più poveri: una riflessione di padre Lombardi

    ◊   L'attuale crisi economica mondiale ha fatto emergere per paradosso la capacità dei Paesi più ricchi di saper provvedere a esborsi economici ingenti, pur in un periodo di gravi ristrettezze, allo scopo di salvare il sistema bancario nazionale e internazionale. Se questo è stato possibile, perché quando si tratta di aiutare i Paesi più poveri quelli ricchi lamentano sempre scarsità di risorse? Su questa contraddizione, rilevata anche da Benedetto XVI durante il suo recente viaggio in Gran Bretagna, si concentra l'editoriale del nostro direttore generale, padre Federico Lombardi:

    “Troppo grandi per fallire”. Nel suo ormai famoso discorso alla Westminster Hall di Londra, il Papa ha ricordato un'espressione diventata corrente nel corso della recente crisi economica, quando i governi sono intervenuti massicciamente e tempestivamente per salvare istituzioni finanziarie molto importanti giunte sull’orlo del fallimento. Si è ritenuto necessario intervenire con lo stanziamento di somme enormi - ricordava il Papa - perché queste istituzioni erano “troppo grandi per fallire”. L’economia dei Paesi interessati ne sarebbe rimasta pesantemente danneggiata. Il Papa intendeva dire: se si è stati capaci di tali interventi per salvare grandi istituzioni finanziarie, perché non lo si è quando si tratta dello sviluppo dei popoli della terra, della fame, della povertà ? Questo sì che è veramente un obiettivo troppo grande perché lo si possa fallire!

    In questa luce va visto il recente vertice di New York sugli “Obiettivi del Millennio”. Se ne daranno certamente valutazioni diverse. L’impresa è ciclopica e chiama alla collaborazione non solo i governi, ma tutte le forze attive della società, sia nel mondo sviluppato sia in quello in via di sviluppo. Per parte sua vi si impegna anche la Chiesa nelle sue articolazioni, alla luce di una prospettiva spirituale e morale, consapevole e attenta ai valori fondamentali, ben delineata nella enciclica Caritas in veritate. Come riaffermava a New York il cardinale Turkson, presidente del Consiglio per la Giustizia e la Pace: la persona umana deve essere al centro della ricerca per lo sviluppo, non deve essere vista come un peso, ma come parte attiva della soluzione.

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    Oggi su "L'Osservatore Romano"

    ◊   Il perdono ricostruisce l'uomo e favorisce il rinnovamento della società: il Papa ai vescovi della regione Leste I della Conferenza episcopale brasiliana in visita “ad limina”.

    La luce di Chiara: in prima pagina, un fondo del vice direttore sulla giovane focolarina, morta ventenne, beatificata oggi pomeriggio.

    Il Papa delle sorprese: in cultura, anticipazione dell'intervento di monsignor Georg Ganswein, segretario particolare del Pontefice, che oggi pomeriggio riceve il ventisettesimo Premio Capri San Michele per la Sezione Immagini Verità, per l'opera “Benedetto XVI urbi et orbi. Con il Papa a Roma e per le vie del mondo”.

    L'esotico devoto: Sandro Barbagallo recensisce la mostra su Paul Gauguin alla Tate Modern di Londra.

    Un lampo di vita tra fede e ragione: l'arcivescovo Gianfranco Ravasi ricorda Marilena Amerise, collaboratrice de “L'Osservatore Romano” e del Pontificio Consiglio della Cultura, morta, a 33 anni, nel 2009.

    Caro come l'oro: in rilievo, nell'informazione internazionale, il forte aumento del prezzo del grano e di altri cereali che sta colpendo i Paesi in via di sviluppo.

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    Oggi in Primo Piano



    Medio Oriente: diplomazia al lavoro a poche ore dalla scadenza della moratoria sugli insediamenti israeliani

    ◊   Febbrile impegno della comunità internazionale per il Medio Oriente. A poche ore dalla scadenza di domani della moratoria sugli insediamenti israeliani, gli Stati Uniti aumentano la pressione sulle parti per giungere ad una soluzione concordata, ma il presidente palestinese, Abu Mazen, non sembra intenzionato a voler accettare alcun compromesso. Non si rischia, però, di ridurre tutta la questione solo a questo aspetto? Giancarlo La Vella ne ha parlato con Marcella Emiliani, docente di Sviluppo del Medio Oriente all’Università di Bologna:

    R. – Il problema delle colonie ebraiche nei Territori occupati è il cuore della trattativa. Ora, come più volte denunciato, non solo dai palestinesi, il problema degli insediamenti è cruciale, non solo per il loro numero, ma anche per il luogo dove questi insediamenti vengono moltiplicati. Vanno ad incunearsi regolarmente dentro aree densamente popolate da palestinesi, rendendo estremamente difficile un’eventuale restituzione del territorio ai palestinesi stessi.

    D. – Vista da parte israeliana, perché è così importante la questione?

    R. – A livello politico, la questione delle colonie in Israele divide molto. Forse, solo su Gerusalemme c’è un consenso abbastanza vasto, per estendere le colonie stesse, ma non su tutta la Cisgiordania. Per quello che riguarda la parte dei coloni irremovibili dai territori, è chiaro che qui scatti una simbologia biblica, per cui tutta la terra che va dal Libano fino al Tigri, all’Eufrate e addirittura al Sinai, sarebbe ebraica. Ci sono coloni, però, con cui non si può trattare, ma esistono anche coloni che non hanno questo tipo di motivazione e che con incentivi economici o altri provvedimenti potrebbero essere convinti a ricevere.

    D. – Siamo ormai purtroppo abituati a vedere risolvere le questioni internazionali più sulla base degli interessi economici strategici in gioco, più che sull’intenzione di tutelare i diritti umani dei singoli o delle popolazioni. E’ la stessa cosa, anche per la crisi israelo-palestinese?

    R. – La crisi israelo-palestinese ha una valenza strategica altissima, nel senso che lo stesso presidente americano Obama è conscio del fatto che se riuscisse davvero a portare la pace tra israeliani e palestinesi, tutta la politica in Medio Oriente ne uscirebbe estremamente distesa. Certo, siamo stanchi di sentir parlare del conflitto israelo-palestinese e arabo-israeliano che ha più di 60 anni. E’ altrettanto vero, però, che è il nodo di tutta la conflittualità mediorientale. Puntare quindi a questa pace riamane cruciale.

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    Inception: fantascienza e thriller nell'ultimo film di Christopher Nolan

    ◊   Christopher Nolan ha vinto una sfida importante: uscito con clamore negli Stati Uniti, Inception, il suo ultimo film, un azzardo visionario e complesso che congiunge la fantascienza al thriller, ha incassato oltre 750 milioni di dollari. Ieri è uscito sugli schermi italiani, con l’incognita del pubblico, che può amare o odiare una storia faticosa e affascinante, in cui il protagonista entra nei sogni altrui per rubare segreti o innestare idee. Il servizio di Luca Pellegrini:

    (musica)

    I sogni non son più desideri che diventano realtà, è passato il tempo di Cenerentola. Le musiche sono i frastornanti e cupi accordi dei fiati di Hans Zimmer, non le dolci liriche di un cartone animato. Le notti sono diventate ingannevoli e, come scrive Tibullo, i sogni si prendono gioco di noi. Poco probabile che Christopher Nolan si sia ricordato, nella faticosa e testarda gestazione di Inception, durata ben dieci anni – nel mezzo il grande successo di Batman – del personaggio di Disney o del poeta latino. Ma nel suo dormiveglia è certo che abbia lentamente preso forma la sua ossessiva idea, diventata poi uno dei film più ingannevoli e complessi della storia, a dir poco faticoso, anche se di forza attrattiva inossidabile nella sua durata d’oltre due ore. Si immagina che il ladro di idee e segreti, Leonardo Di Caprio, con semplici fili elettrici e qualche droga, riesca a insinuarsi, insieme a un affiatato gruppo di compari dottissimi di scienza e di tecnica, tra le pieghe del nostro notturno subconscio, per rubare segreti o per iniettare idee. Così, l’unica parte rimasta davvero privata, intangibile e ben difesa, della nostra vita oggi esposta a ogni tipo di palcoscenico mediatico e svilita nelle più diverse forme di visibilità, soccombe e cede, lasciandosi penetrare da ingannatori fraudolenti. Nel mondo futuribile di Nolan, in cui i piani, come nei sogni, si moltiplicano, concedendo ai naviganti del subconscio la possibilità di penetrare a più livelli onirici per completare il loro nuovo “viaggio allucinante”, facendo perdere al pubblico le poche logiche narrative rimaste, tutto cambia, si sfalda, si ricostruisce, città e natura, interni e gravità, governato dall’architettura libera dell’immagine che soltanto il sogno crea, e in modalità illimitata. Non mancano inseguimenti e sparatorie, perché questo rimane pur sempre un audace thriller fantascientifico, dove tempi diversi da sogno a sogno – un secondo che diventa un minuto – concedono diverse consistenze temporali all’azione. E poi vicende private che entrano nell’inconscio – la storia d’amore pregressa e tragica del protagonista - e l’esplodere di nuove regole di comportamento, imprevedibili. Vale la pena, con Nolan regista così insidioso, lasciarsi andare al fascino delle emozioni visive, capire poco delle reali intenzioni dei personaggi e delle loro mete, riflettere sul fatto che il furto industriale del futuro si è spostato dalle banche alle menti degli oligarchi, e temere se sarà davvero così. Nel frattempo, si avrà qualche fremito al canto della prossima ninna nanna, quando, dopo aver chiuso gli occhi, tutto può succedere.

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    Il commento di padre Bruno Secondin al Vangelo della 26.ma domenica del Tempo oridnario

    ◊   Nella 26.ma domenica del Tempo ordinario, il Vangelo presenta il brano di Luca nel quale Gesù racconta ai farisei la parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro. Alla fine, descrivendo la richiesta che il ricco Epulone rivolge ad Abramo perché mandi ai suoi fratelli una persona risorta ammonirli, Gesù fa dire ad Abramo:

    “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”.

    Su questo brano del Vangelo, ascoltiamo il commento del carmelitano, padre Bruno Secondin, docente di Teologia spirituale alla Pontificia Università Gregoriana:

    Il povero ha un nome in questa parabola, Lazzaro; ma il ricco no: perché non sono le ricchezze che fanno la dignità vera di una persona, il suo egoismo cieco lo rende disumano, indegno anche del nome. Il povero Lazzaro però era invisibile agli occhi del ricco Epulone: egli ha fatto finta di non vederlo. Far finta di non vedere, ignorare, è terribile quanto umiliare, colpire, scacciare. È peccato contro la solidarietà, la condivisione, la fraternità.

    La chiusura del cuore del ricco e dei suoi parenti è ulteriormente sottolineata dal dialogo fra il ricco, finito nei tormenti infernali e Abramo che ha accolto il povero Lazzaro: solo un miracolo, qualcosa di scioccante, risveglierebbe la coscienza dei parenti. Non la Parola dei Profeti, non le indicazioni della legge della solidarietà.

    La terra oggi sembra piena di poveri lazzari, che devono mendicare qualche briciola del benessere di nazioni ricche ed egoiste, le quali poi fanno finta di non vederli, o se li vedono li cacciano via in malo modo. E caso mai anche li deprèdano del poco che hanno, ulcerandoli ancor più. Vi sono strutture di peccato sociale che non possiamo accettare. Come si può far finta di nulla?

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    Chiesa e SocietÓ



    Verso il 17.mo Congresso latinoamericano e dei Caraibi della Caritas

    ◊   Almeno centottanta rappresentanti dell’America Latina, dei Caraibi e della Regione del Nord America (Usa e Canada), ma anche tanti membri della Caritas internationalis e di altre Caritas. Saranno loro i protagonisti del 17.mo Congresso Latinoamericano e dei Caraibi della Caritas e del quarto Incontro continentale della pastorale sociale-Caritas, dall’11 al 16 ottobre a Pilar, in provincia di Buenos Aires, in Argentina. Un evento all'insegna dello slogan "In Cristo costruiamo un’unica America per tutti", rende noto l’Agenzia Fides. "Vogliamo spalancare le porte della nostra casa e dei nostri cuori per riceverli, sapendo che siamo uniti da una comune vocazione: essere testimoni e profeti di speranza nella regione", ha detto mons. Fernando Bargalló, presidente della Pastorale Sociale-Caritas della Regione dell'America Latina e dei Caraibi e della Caritas Argentina, riferendosi a questo incontro che si è realizzato l'ultima volta tre anni fa ad Haiti. La Pastorale Sociale-Caritas svolge un importante lavoro a livello di progetti per sostenere lo sviluppo di coloro che vivono in condizioni di povertà e di esclusione. L'obiettivo del Congresso è dunque "andare verso una comune identità e missione della Caritas nel continente, attraverso la conversione pastorale, per affrontare le sfide attuali allo scopo di costruire un’unica America per tutti”. In preparazione, di questo Congresso, si sono tenute delle riunioni chiamate "Argentinitos", dove i responsabili nazionali di ogni Pastorale Sociale-Caritas si sono riuniti per area (Bolivariana, Caraibi, America Centrale Messico e Panama - Camexpa - e Cono Sud), per valutare i progressi compiuti durante l'ultimo periodo e capire quali saranno i prossimi passi in vista delle sfide presenti nella regione. (L.G.)

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    Al parlamento di Bruxelles una conferenza ecumenica sulla povertà in Europa

    ◊   Combattere insieme la povertà e l’esclusione sociale in Europa, attraverso un documento di raccomandazioni comuni alle istituzioni europee e agli Stati membri. Attorno a questo scopo ruoterà la Conferenza ecumenica dal titolo “Nuove strade per la solidarietà: un impegno comune per combattere la povertà e l’esclusione sociale”, in calendario il 30 settembre al parlamento europeo a Bruxelles. Tante le organizzazioni curatrici dell’iniziativa: Eurodiaconia (federazione di 33 organizzazioni cristiane diffuse in 21 Paesi), Caritas Europa (che riunisce 48 Caritas), Cec (Conferenza delle Chiese europee) e Comece (Commissione degli episcopati dell’Unione europea). A Jerzy Burzek, presidente del parlamento europeo, sarà affidato il compito di aprire l’incontro. “Dieci anni fa – ricordano i promotori citati dall'agenzia Sir – l’Ue si impegnò per lo sradicamento della povertà”, ma dati recenti segnalano 84 milioni di persone a rischio povertà, il 17% della popolazione europea. Nel giugno 2010, il Consiglio europeo si è dato l’obiettivo di portare fuori dalla povertà 20 milioni di persone entro il 2020. Alla conferenza interverranno membri del parlamento europeo, della Commissione e rappresentanti delle diverse Chiese e organizzazioni. Tra questi, mons. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e vicepresidente della Comece e Heather Roy, di Eurodiaconia, rappresentanti ortodossi della Cec e cattolici della Caritas. (L.G.)

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    Emergenza in India: 100 nuovi casi di febbre dengue in un giorno a New Delhi

    ◊   È emergenza umanitaria in India, dove prosegue inarrestabile l’epidemia di febbre dengue che sta interessando il Paese, in particolare a New Delhi. Circa 100 i nuovi casi di infezione sono stati registrati solo ieri nella capitale, dove tra circa una settimana si terranno i Giochi del Commonwealth. Lo riporta l'agenzia di stampa Pti. Il numero totale delle persone colpite dal virus trasmesso da una zanzara secondo fonti ufficiali è di oltre 2.700, mentre il bilancio delle vittime accertate al momento è fermo a cinque. L'epidemia sta suscitando inoltre molta preoccupazione tra i circa settemila atleti provenienti da una settantina di ex colonie britanniche che parteciperanno all'evento sportivo. Nei giorni scorsi, molti atleti hanno rinunciato a partecipare alle gare; defezioni, cui si è aggiunta oggi quella del tuffatore britannico, Peter Waterfield. I Giochi del Commonwealth, si stanno rivelando un incubo organizzativo per l'India. Oltre al diffondersi dell'epidemia, resta alta la minaccia terroristica, resa più forte dalle tensioni nel Kashmir. Attorno ai giochi sono emerse poi diverse accuse di corruzione nel comitato organizzatore e di impiego di materiali scadenti per gli impianti e si è verificato più di un imprevisto, compresi alcuni crolli. (L.G.)

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    Dall’Ecpat corso on line per operatori del turismo contro gli abusi sui minori

    ◊   Un corso on line per la protezione dei bambini dallo sfruttamento sessuale durante i viaggi. A lanciare la proposta è l'Ecpat (End Child Prostitution, Pornography And Trafficking), che il prossimo lunedì 27 settembre presenterà a Roma il corso, rivolto in particolare agli operatori del turismo. Chi commette questi reati, infatti, si serve spesso di servizi e strutture turistiche, sia nei loro Paesi d'origine sia nelle località turistiche. Per questo motivo – riferisce l’agenzia Sir – Ecpat ha pensato di rivolgersi agli operatori del turismo, che svolgono un ruolo fondamentale nel prevenire lo sfruttamento sessuale dei bambini. Domande, giochi di ruolo e video saranno gli strumenti di un percorso interattivo attraverso il quale sarà possibile capire chi è il turista sessuale e quali sono i Paesi verso cui si muove. Verranno proposte inoltre numerose “situazioni tipo” per albergatori, guide turistiche, agenzie di viaggi e tour operator, che nel loro lavoro potrebbero venire a contattato col turista sessuale e con il minore sfruttato. Il corso, lanciato contemporaneamente da altre quattro Ecpat d'Europa, sarà attivo dal giorno stesso della presentazione. Ogni operatore potrà svolgerlo in poco tempo da solo, quando vorrà e in qualsiasi sede. Saranno diffusi anche i dati dell’Osservatorio nazionale per l’applicazione della legge 269/98 e del codice di condotta nel settore turistico. (L.G.)

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    Cei, lunedì 27 settembre apertura del Consiglio permanente

    ◊   Si aprirà lunedì prossimo, 27 settembre, con la prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, il Consiglio episcopale permanente della Cei. Nel corso dei lavori – informa l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali citato dall’agenzia Sir – verrà approvato il programma dell’Assemblea generale dei vescovi italiani, che si terrà ad Assisi dall’8 all’11 novembre e verranno stabilite le modalità di pubblicazione degli Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020, dedicati all’“emergenza educativa”. Particolare attenzione – si legge in una nota – sarà dedicata al tema delle offerte per il sostentamento del clero, in vista del loro rilancio. Sarà inoltre approvato il messaggio per la Giornata per la vita del 2011 e saranno fornite le informazioni sulla 46.ma Settimana sociale dei Cattolici italiani, in programma a Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre. Il Consiglio permanente procederà infine all’elezione dei membri delle Commissioni episcopali per il prossimo quinquennio. La conferenza stampa per la presentazione del comunicato finale, alla quale parteciperà mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, si terrà venerdì 1 ottobre 2010 a Roma, presso la Sala Marconi della Radio Vaticana.

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    Il cardinale Bagnasco sui temi dell'occupazione: "Cercare un'intesa tra imprese e lavoratori"

    ◊   Un'intesa tra Confindustria e sindacati è auspicabile ''per il bene sia dei lavoratori che delle imprese e perchè cresca il Paese nel suo insieme''. Lo ha sottolineato il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, presente oggi al convegno di Confindustria a Genova sul tema "Occupazione e competitività". In questa occasione, sindacati e imprese si sono confrontati alla ricerca di un accordo su produttività, occupazione e contratti. ''Mi pare che la disponibilità ci sia'', ha dichiarato il cardinale Bagnasco.

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    “Scienza e fede”: mons. Zimowski apre il 10.mo congresso nazionale AFaR

    ◊   Sarà la lettura magistrale sul tema “Scienza e Fede” di mons. Zygmunt Zymowski, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari, ad aprire il decimo Congresso nazionale AFaR (Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca), in programma a Brescia dal 27 al 29 settembre prossimi, dal titolo “Scienza e fede: scelta di vita”. L'iniziativa vedrà riuniti circa 300 operatori delle strutture sanitarie Fatebenefratelli d’Italia e d’Europa. Il ministro italiano della Salute, Ferruccio Fazio, aprirà poi i lavori scientifici, intervenendo sul “Ricerca e sanità pubblica”. Il congresso vedrà protagonisti diversi temi dell’attualità scientifica: tra questi, le neuroscienze, l’organizzazione sanitaria, il rischio clinico e l’economia sanitaria, ma anche la recente Giornata mondiale dell’Alzheimer. Attenta e presente è anche l’attività degli organizzatori: l’Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca, costituita il 22 marzo 1994, intende promuovere e realizzare attività di Ricerca corrente e sperimentale in campo biomedico e di sanità pubblica, mentre l’AFaR promuove in modo specifico l’utilizzo e l’applicazione di ricerche sull’ottimizzazione delle risorse e sull’umanizzazione delle prestazioni in rapporto a patologie degli apparati sensoriali, alla riabilitazione psichiatrica e dell’invecchiamento cerebrale. L’AFaR, inoltre, svolge in materia funzioni di collegamento e di riferimento fra gli Istituti Fatebenefratelli, italiani ed europei dello stesso Ordine S. Giovanni di Dio. (L.G.)

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    "Radio Sol Mansi" in America per narrare la sua testimonianza di dialogo interreligioso

    ◊   “Le radio locali quale strumento di pace in Guinea Bissau”. È il tema sul quale è stato invitato a intervenire a New York padre Davide Sciocco, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime), da anni attivo nella piccola realtà del Paese africano, dove ha fondato e dirige Radio Sol Mansi. “La radio – dichiara il missionario all’agenzia Misna – è lo strumento di comunicazione più importante e diffuso in Guinea Bissau e Radio Sol Mansi si è subito distinta per aver scelto una strada di dialogo e di toni pacati. Parliamo di pace, ricordiamo che in Guinea Bissau non ci sono solo conflitti, ma questo non significa non denunciare le ingiustizie o le violazioni dei diritti umani, né nascondere la cronaca quotidiana. Usiamo lo strumento della verità come paradigma della nostra comunicazione”. All’Università di Providence, padre Davide illustrerà gli usi e gli abusi delle radio e il ruolo positivo che la radio può assumere nel suggerire forme di convivenza e di confronto, all’insegna del dialogo interreligioso. “Da tempo – sottolinea – collaboriamo con la Radio coranica: loro ospitano nostri programmi, noi i loro e i giornalisti di entrambi seguono comuni corsi di formazione. Un’alleanza che sta spingendo anche le altre radio a non guardare se si è musulmani o cristiani, di quella o di quell’altra etnia, con effetti benefici sul dibattito politico e su chi ci ascolta”. (L.G.)

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    Msf al Festival "Internazionale a Ferrara": dibattiti e mostre sulle crisi dimenticate

    ◊   Tante letture delle crisi dimenticate. Sono quelle che propone Medici senza frontiere (Msf), per il secondo anno consecutivo come associazione partner del Festival “Internazionale a Ferrara”, organizzato dal 1 al 3 ottobre prossimi dalla rivista Internazionale e dal Comune di Ferrara. Msf, infatti, curerà una serie di dibattiti sull’azione umanitaria, presentazioni di libri, mostre fotografiche e proiezioni di film: tanti modi diversi per “porre attenzione e accendere un riflettore sulle crisi umanitarie e sulle vittime di guerre, malattie e catastrofi naturali”, come spiega Sergio Cecchini, direttore della Comunicazione di Msf Italia. “È una straordinaria finestra sul mondo – racconta – grazie alla quale possiamo proporre momenti di riflessione e conoscenza su alcuni dei contesti e dei temi più complessi e delicati in cui lavoriamo”. Tanti i dibattiti che si alterneranno nel corso della manifestazione: dalle nuove strategie per combattere la malnutrizione infantile al rapporto tra soccorso umanitario e protezione dei civili, ai nuovi modi per raccontare le crisi umanitarie. Tra questi ci sono la mostra "Starved for attention: il cibo non basta" e quella di foto e illustrazioni "Il fotografo" - Fotografie e illustrazioni per raccontare l’Afghanistan di ieri e di oggi - ma anche il film "Living in emergency: storie di medici senza frontiere". Significativa poi, la mostra fotografica “Crisi dimenticate”, un progetto Msf e Ied (Istituto europeo di design - sezione Arti visive di Milano) che racconta per immagini le crisi umanitarie attraverso l’obiettivo di dieci grandi fotografi. La manifestazione sarà anche un’occasione per presentare il libro “Un anno con Medici Senza Frontiere - Rapporto annuale delle attività 2009”. Tra gli appuntamenti in calendario, inoltre, la presentazione dei testi “Malnutrizione. Quando il cibo non basta”, e “L’accesso ai farmaci essenziali nei paesi in via di sviluppo” e la proiezione di “Living in emergency. Storie di medici senza frontiere” e di “Diritti. Aiutare, soccorrere, proteggere: i civili nel mirino”. (L.G.)

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    Ieri a San Giovanni in Laterano celebrazione del mandato agli operatori pastorali diocesani

    ◊   “Tu sarai profeta di salvezza, Tu porterai la mia Parola e risplenderai della mia luce”. Accompagnato dalle parole di questo canto, ieri sera nella Basilica di San Giovanni Laterano a Roma, il cardinale vicario, Agostino Vallini, ha consegnato il mandato di testimoni del Vangelo agli oltre 300 operatori pastorali della diocesi di Roma. “La nostra responsabilità è grande – ha spiegato il porporato ai presenti – avendo il dono della fede, non possiamo tenerlo solo per noi, ma dobbiamo diffonderlo, dobbiamo aprire le porte alla speranza a chi l’ha perduta, perché la presenza di Dio cambia profondamente la vita di ognuno di noi”. E il cardinale Vallini ha invitato a vivere e far entrare il messaggio evangelico soprattutto nella quotidianità, nei quartieri dove il disagio si sente maggiormente, ma anche nelle scuole, negli uffici per realizzare una vera e rinnovata missione cittadina. “A volte vi sentirete pecore in mezzo ai lupi – ha concluso – cioè troverete difficoltà, ma non vi scoraggiate. Ricordate che a voi è stata data la forza dello Spirito Santo. Cristo ci invita a guardare oltre l’immediato. Solo così come i 72 discepoli del Vangelo tornerete nelle vostre case pieni di gioia”. (M.T.)

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    La vita della famiglia nei passaggi critici: convegno internazionale alla Cattolica

    ◊   Disegnare l’immagine della famiglia oggi, nei suoi delicati momenti di transizione. È questo l'obiettivo del convegno internazionale “Family transitions and families in transition”, in programma dal 29 settembre al 2 ottobre prossimi a Milano. Si tratta del quinto convegno organizzato dall’associazione interdisciplinare di studi e ricerche sulle relazioni familiari Esfr (European society on family relations) e promosso dal Centro di Ateneo studi e ricerche sulla famiglia dell’Università Cattolica. Tanti i temi sul tavolo: dall’essere coppia all’essere genitori, dalla famiglia tradizionale alla rottura con una separazione o alla condizione dopo un lutto, dalla giovinezza all’età adulta, ma anche dall’avere al perdere il lavoro e dal vivere nel proprio Paese d’origine alla condizione di immigrato. Passaggi critici della vita familiare ma anche momenti di passaggio di tutta la comunità sociale. A confrontarsi su questi temi saranno circa 400 tra i massimi esperti internazionali della famiglia provenienti da 31 Paesi del mondo (Europa, Stati Uniti, Cina, Giappone, India, Sud Africa, Brasile). Il convegno trova le sue motivazioni nell’idea che le “transizioni”, ovvero i momenti di passaggio da una condizione ad un’altra, sono vissute oggi in modo sempre più individuale e hanno perso i rituali che un tempo le caratterizzavano, come il momento giusto per il matrimonio, per avere figli, per diventare adulti. Per questo, sono diventate un processo più lungo e molto spesso delicato che necessita di uno studio specifico per comprenderne le difficoltà e le risorse. In particolare, il convegno vedrà la partecipazione anche di alcuni esperti di psicologia e sociologia europei e statunitensi su tematiche relative ai mutamenti della famiglia. In programma anche una tavola rotonda dal titolo “Raising a news generation: a challenge for the family in today’s Europe”, che focalizzerà l’attenzione sui figli come futura generazione familiare. (L.G.)

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    24 Ore nel Mondo



    Disarmo nucleare e Sud Sudan in discussione all'Onu

    ◊   Al Palazzo di Vetro dell’Onu, a New York, continuano i lavori della 65.ma Assemblea Generale e gli incontri a margine. Ieri, sono stati affrontati due importanti temi: il disarmo nucleare ed il referendum sull’autodeterminazione del Sud Sudan previsto per gennaio 2011. Tra gli interventi anche quello del presidente Usa, Barack Obama. Da New York, Elena Molinari:

    Il disarmo atomico non ha fatto abbastanza progressi: è la conclusione cui sono giunti ieri il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon e molti leader di Paesi occidentali, al termine di una riunione a margine dell’assemblea generale. "Tutti noi crediamo che la macchina del disarmo dovrebbe fare di più e più alla sveltà", ha dichiarato Obama e poi, a soli due giorni dal summit contro la povertà, ha sottolineato la sproporzione tra quanto viene speso per le armi e per lo sviluppo. Più tardi, durante un vertice di alto livello sul Sudan, il segretario generale ha ammonito che il referendum del 9 gennaio sulla secessione del Sud del Paese deve avvenire 'senza intimidazioni'. Barack Obama, che con la sua partecipazione al vertice ha mandato un forte segnale al Sudan, ha detto poi che il voto deve avvenire in 'modo pacifico e alla data annunciata, perché sono in gioco le sorti di milioni di persone'. Durante l’incontro è stato anche approvato un documento che impegna le due parti a fare tutti gli sforzi possibili per assicurare un referendum pacifico, credibile, puntuale e libero e che rifletta la volontà popolare.

    Attesa per l’incontro a New York tra Hillary Clinton e Abu Mazen
    Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, incontrerà nelle prossime ore a New York il presidente dell'Autorità palestinese Abu Mazen. Al centro dei colloqui la questione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Da parte israeliana si è parlato ieri di un possibile prolungamento della sospensione di nuove colonie e di un possibile “compromesso” ma oggi il ministro israeliano dell'Ambiente Gilad Erdan, un esponente della corrente nazionalista del Likud, in una intervista a radio Gerusalemme, ha detto che si concluderà domani la moratoria di dieci mesi nei progetti edili delle colonie in Cisgiordania escludendo prolungamenti. Da parte loro, membri della delegazione palestinese presenti a New York hanno ribadito “l'assoluto rifiuto” di Abbas a una soluzione basata su un compromesso sugli insediamenti israeliani.

    Nuovo attacco talebano alle truppe Nato in Afghanistan
    Non si placano le violenze in Afghanistan: nella giornata di ieri uno scontro tra truppe dell’Isaf e sospetti talebani nell’est del Paese ha provocato più di trenta morti, tutti sospetti collaborazionisti. Nella stessa regione, un ordigno artigianale scoppiato sul ciglio della strada ha ucciso due militari delle forze Nato. Non si arrestano tuttavia i tentativi dei talebani di colpire obiettivi Nato anche al di fuori dal Paese: in Beluchistan, regione pakistana al confine con l’Afghanistan, due autobotti Nato cariche di carburante e dirette a Kandahar sono state colpite: è rimasto ucciso uno dei due autisti.

    Attacco contro una moschea: due fedeli musulmani uccisi
    Due fedeli musulmani sono stati uccisi stamattina in un attacco armato contro una moschea nella provincia centrale pachistana del Punjab. Altri sette sono stati feriti. Secondo quanto riferiscono i media locali, un gruppo di uomini ha sparato contro la folla in una moschea nella città di Bahawalpur, a 400 chilometri a sud ovest di Lahore. Sempre oggi, un missile lanciato da un drone americano ha ucciso tre insorti nelle zone tribali del nordovest del Pakistan, vicino alla frontiera afghana.

    Clima teso tra Serbia e Kosovo per la partecipazione ad una cerimonia
    Rischia di aprirsi una nuova crisi diplomatica in Kosovo tra la Serbia e le autorità di Pristina. L’occasione, questa volta, è data dalla cerimonia di investitura del patriarca ortodosso serbo Irinej che si terrà il 3 ottobre nel monastero di Pec, in Kosovo. Le autorità di Belgrado hanno annunciato la loro presenza al completo affermando che dalla cerimonia saranno escluse le autorità del Kosovo. Dura la replica di Pristina che minaccia di non permettere l’ingresso del governo Serbo sul proprio territorio se saranno esclusi dalla cerimonia religiosa.

    La Fao denuncia: aumentano i prezzi dei cereali fino all’80%
    Durante un incontro intergovernativo tenutosi ieri nella sede centrale della Fao a Roma, è stato presentato il rapporto su “Prospettive per i raccolti e situazione alimentare”. Il documento presenta una situazione drammatica sul fronte della produzione e della vendita dei cereali: a causa dei diversi cataclismi che hanno devastato diverse zone di produzione cerealicola nel mondo, oltre a una riduzione mondiale della produzione di tutti i cereali, sono stati segnalati aumenti vertiginosi dei prezzi che vanno dal 55% del grano americano all’80% di quello europeo. Grave è l’impatto sulle economie dei paesi in via di sviluppo, fortemente dipendenti dall’importazione di generi alimentari, dove sono già aumentati i prezzi al dettaglio con una media del 7-8 per cento causando la riduzione del numero di persone in grado di acquistare beni alimentari di prima necessità.

    L’Ue prevede sanzioni contro gli squilibri macroeconomici nell'eurozona
    Il Commissario europeo agli Affari economici, Olli Rehn, presenterà la settimana prossima una proposta che prevede sanzioni contro gli squilibri macroeconomici nell'eurozona. Lo scrive il settimanale tedesco "Der Spiegel" in un articolo che verrà pubblicato lunedì. Già giovedì scorso lo stesso Rehn aveva annunciato a Londra che avrebbe presentato una proposta che prevede nuovi metodi di monitoraggio di questi squilibri. Secondo lo Spiegel, la proposta - che Rehn presenterà mercoledì - prevede anche che gli Stati con deficit o surplus cronici nella bilancia delle partite correnti paghino una multa annuale pari allo 0,1% dei propri Pil. Secondo Rehn, prosegue infatti lo Spiegel, questi Paesi mettono in pericolo la stabilità della zona Euro. Durante un suo intervento a Londra, il commissario Ue aveva parlato anche di una “tabella degli indicatori economici e finanziari” per poter lanciare un “early warning” sugli squilibri. La proposta, sottolinea lo Spiegel, introduce “un nuovo principio di prudente conduzione dell'economia”.

    Dopo 4 anni di moratoria, esecuzione capitale in California
    Non si ferma negli Stati Uniti il dibattito sulla pena di morte in seguito alle ultime due esecuzioni avvenute nelle ultime ore in Virginia e in Georgia. Dopo la programmazione di tre nuove condanne in Texas è adesso il turno della California dove è prevista la prima condanna dopo 4 anni. Il servzio è di Marco Onali:

    Sono due le persone giustiziate negli Stati Uniti negli ultimi due giorni. Teresa Lewis e Brandon Rhode sono stati uccisi rispettivamente in Virginia e in Georgia mentre nel mondo si levavano diverse voci di protesta. Così dopo che il Texas ha programmato tre condanne in tre settimane per il prossimo ottobre, la California ha dato il via alla ripresa delle esecuzioni. È quanto stabilito dal giudice Jeremy Fogel che ha autorizzato l'esecuzione di un uomo condannato alla pena di morte per aver stuprato e ucciso una ragazzina di 15 anni nel 1982. Si è così posto fine a una moratoria durata oltre quattro anni. La moratoria era stata decisa perché il metodo di uccisione, un’iniezione letale di tre sostanze diverse, era considerato “inadeguato” e “crudele” e gli operatori del settore “inadeguatamente” formati. Da oggi i condannati potranno scegliere tra due opzioni: o, come è stato finora, il cocktail di farmaci, o una sola sostanza letale. Nel primo caso si iniettano tre veleni che, prima, sedano il condannato, poi rilassano i muscoli paralizzando il diaframma e infine ne bloccano l’attività cardiaca. La soluzione unica prevede invece un’overdose di anestetico che permetterebbe, secondo gli esperti, una morte meno dolorosa e più dignitosa, anche se più lenta.

    Elezioni domani in Venezuela: un test per la politica del presidente Chavez
    Prova elettorale per il presidente venezuelano Hugo Chavez. Le elezioni di domani per il rinnovo del Parlamento sono un vero e proprio test per il presidente Chavez, da 11 anni al potere e interessato a un nuovo mandato per il 2012. Finora il leader bolivariano ha vinto tutte le sfide elettorali ed è convinto che questa volta non rappresenterà un’eccezione. L’opposizione si presenta determinata a sconfiggere Chavez. Il servizio di Francesca Ambrogetti:

    Gli ultimi sondaggi attribuiscono al governo la vittoria, ma con uno stretto margine. L’opposizione è riuscita a mettere insieme, nella coalizione, un tavolo di unità democratica: 120 partiti di diverse ideologie che puntano sullo scontento provocato dall’inflazione, la violenza e la corruzione ed affermano che Chavez sta tentando di trasformare queste elezioni in un plebiscito sulla sua leadership personale. Il presidente certo non si è risparmiato: ha partecipato a tutti i comizi possibili, ha pronunciato discorsi infuocati con tutte le risorse della sua retorica ed ha perfino lanciato un’offerta di elettrodomestici a prezzi scontati. Si prevede un alto astensionismo che l’opposizione spera giochi a suo favore. ‘Nessuno di quelli che vogliono mettere fine all’era Chavez resteranno a casa’, ha detto l’esponente del tavolo dell’unità democratica.

    Annunciata svolta nell’economia cubana: al via l’iniziativa privata
    Cambio di rotta nella politica economica cubana. Dopo anni di statalismo e di recenti tentativi, si registrano le prime aperture concrete ad iniziative di libero mercato. Sono state infatti varate nuove norme che permettono l’assunzione di privati in 178 attività economiche, quali l’istruzione, la ristorazione, la pastorizia e la contabilità. Alle nuove attività sarà applicato un regime tributario particolare che obbligherà al pagamento delle imposte sui redditi personali, sulle vendite e i servizi offerti e l'assunzione di manodopera. Al vaglio delle autorità anche un progetto di legge che permetterà la concessione di crediti a neo imprenditori.

    Continuano le violenze nella Repubblica caucasica del Daghestan
    Continuano le violenze nella Repubblica russa del Daghestan, nel Caucaso del nord. Dopo che nelle scorse ore un attacco tra forze governative e ribelli islamici aveva causato la morte di questi ultimi, ieri un kamikaze che cercava di raggiungere l’area dello scontro si è fatto esplodere tra la folla causando la morte di più di 20 persone. La guerriglia nel Caucaso, mosaico di etnie e gruppi religiosi che lottano contro le forze governative russe per la sovranità e l’indipendenza delle proprie regioni, ha provocato negli ultimi anni migliaia di vittime e non accenna a trovare una soluzione di pace.

    A casa il capitano del peschereccio cinese, ma Pechino chiede scuse ufficiali a Tokyo
    Continua lo scambio di note tra i ministeri degli Esteri di Cina e Giappone. Dopo la liberazione del capitano del peschereccio cinese tenuto in ostaggio per 16 giorni dalle autorità nipponiche, arriva oggi la richiesta ufficiale del governo di Pechino che chiede a Tokyo scuse ufficiali e un compenso per l’incidente. Secca la risposta del portavoce del ministero degli Esteri giapponese che ha bollato come “infondata e insensata” la richieste avanzate dalla Cina. È intanto arrivato a casa, nella provincia del Fujian, nella Cina sud-orientale, il capitano della nave, Zhan Qixiong; accolto dai suoi concittadini in un clima di festa. Non ha rilasciato dichiarazioni. (Panoramica internazionale a cura di Fausta Speranza e Marco Onali)

    Bollettino del Radiogiornale della Radio Vaticana Anno LIV no. 268

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