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Sommario del 18/09/2010

Il Papa e la Santa Sede

  • Il Papa nella Cattedrale di Westminster: dolore e vergogna per lo scandalo degli abusi. Il saluto ai giovani: il vostro cuore è per amare
  • Una democrazia non emargina la fede e rispetta la coscienza dei credenti: così il Papa a Westminster Hall
  • Gli incontri ecumenici. Il Papa: testimoniare insieme il Vangelo, liberi dai conformismi del nostro tempo
  • L'arcivescovo di Canterbury: previsioni sbagliate sulla visita del Papa. Accoglienza calorosa
  • L'affetto della gente per le strade di Londra
  • Comunicato congiunto sull'incontro tra le delegazioni del Vaticano e del governo britannico
  • La veglia ad Hyde Park alla vigilia della Beatificazione del cardinale Newman
  • L'arcivescovo di Birmingham: la visita del Papa, opportunità per una nuova evangelizzazione
  • Padre Lombardi: un viaggio oltre le aspettative
  • Oggi su "L'Osservatore Romano"
  • Oggi in Primo Piano

  • Proclamata Beata la religiosa spagnola Purísima de la Cruz: si fece povera con i poveri
  • Il commento di padre Bruno Secondin al Vangelo della Domenica
  • Chiesa e SocietÓ

  • Pakistan: la Chiesa invoca più solidarietà per contrastare l'estremismo
  • Mons. Cheenath: pochi aiuti per le vittime delle violenze anticristiane in Orissa
  • India. Calunnie contro un presule e Madre Teresa: la condanna dei vescovi
  • Guatemala: appello del vescovo di Escuintla per gli sfollati a causa delle inondazioni
  • Ecuador: i diritti dei migranti al centro della settimana della mobilità umana
  • Usa: l'opinione pubblica contraria alla ricerca sulle staminali embrionali
  • Africa: ridotte le infezioni da HIV del 25%
  • L’Onu segnala nuovi incidenti in mare per i migranti in fuga dal Corno d’Africa
  • Nigeria: messaggio della Conferenza episcopale per i 50 anni del Paese
  • Tanzania: rete ecumenica per la difesa dell’acqua pubblica
  • Libano: inaugurato nuovo progetto Unicef contro l'abbandono scolastico
  • Taiwan: secondo raduno nazionale dei volontari delle Pontificie Opere Missionarie
  • Sri Lanka: la Fiera del libro di Colombo coinvolgerà tutte le parrocchie dell'arcidiocesi
  • La Diocesi di Hong Kong lancia la Giornata dell’Educazione
  • L’arcivescovo di Dublino preoccupato per i tagli alla sanità irlandese
  • Messa per i pellegrini dell'Oftal nella Grotta delle Apparizioni a Lourdes
  • Roma: pellegrinaggio del corpo di Santa Maria Goretti nella parrocchia a lei dedicata
  • 24 Ore nel Mondo

  • Al voto in Afghanistan nonostante le violenze dei talebani
  • Il Papa e la Santa Sede



    Il Papa nella Cattedrale di Westminster: dolore e vergogna per lo scandalo degli abusi. Il saluto ai giovani: il vostro cuore è per amare

    ◊   Dolore, umiliazione, rinnovamento: sono i sentimenti espressi oggi dal Papa, durante la Messa a Westminster Cathedral, sulla dolorosa vicenda degli abusi sui minori nella Chiesa. Il Papa ha dedicato la sua omelia alla sofferenza umana che trova redenzione nella morte e Risurrezione di Cristo. Quindi, ha salutato i giovani delle diverse diocesi inglesi e i fedeli gallesi che non hanno potuto incontrare il Papa nella loro terra. Presenti alla celebrazione, tra gli altri, anche il primate anglicano Rowan Williams e l’ex premier britannico, Tony Blair. Il discorso di benvenuto è stato pronunciato dall’arcivescovo di Westminster, mons. Vincent Nichols, che ha definito il viaggio apostolico un grande dono per i fedeli del Regno Unito. Prima della Messa, gli incontri con il premier britannico Cameron, con il vicepremier Clegg e l'acting leader dell'opposizione Harman. Da Londra, il servizio del nostro inviato Alessandro Gisotti:

    (Canti)

    Nello spirito del motto del viaggio, “Il cuore parla al cuore”, Benedetto XVI da Westminster Cathedral si è rivolto direttamente a quanti soffrono, ha parlato al cuore di quanti uniscono i loro sacrifici a quelli del Signore. Il pensiero del Papa è andato innanzitutto alle “immense sofferenze causate dall’abuso dei bambini, specialmente nella Chiesa e da parte dei suoi ministri”:

    “Above all, I express my deep sorrow to the innocent victims…”
    “Esprimo – ha detto – soprattutto il mio profondo dolore alle vittime innocenti di questi inqualificabili crimini, insieme con la speranza che il potere della grazia di Cristo, il suo sacrificio di riconciliazione, porterà profonda guarigione e pace alle loro vite”:

    “I also acknowledge, with you, the shame…”
    “Riconosco anche con voi – ha soggiunto – la vergogna e l’umiliazione che tutti abbiamo sofferto a causa di questi peccati”. Dal Papa l’invito ad offrirle al Signore “con la fiducia che questo castigo contribuirà alla guarigione delle vittime, alla purificazione della Chiesa ed al rinnovamento del suo secolare compito di formazione e cura dei giovani”. Benedetto XVI ha dunque espresso la sua “gratitudine per gli sforzi fatti per affrontare questo problema responsabilmente” e ha chiesto a tutti i fedeli di mostrare la propria “sollecitudine per le vittime e la solidarietà” verso i sacerdoti.

    Il Papa aveva iniziato la sua omelia prendendo spunto dal grande Crocifisso che domina la navata della Cattedrale dedicata al Preziosissimo Sangue:

    “The crucified Lord stands above and before us as…”
    “Il Signore crocifisso – ha affermato – sta sopra di noi come la sorgente della nostra vita e della nostra salvezza”. “Le braccia spalancate del Signore – ha detto ancora – sembrano abbracciare questa chiesa intera innalzando verso il Padre le schiere di fedeli che si raccolgono attorno all’altare del sacrificio eucaristico”. Ed ha così ricordato i martiri di ogni tempo e quanti “ancora oggi soffrono discriminazioni e persecuzioni per la loro fede cristiana”. “Il grande crocifisso che qui ci sovrasta – ha aggiunto – ci ricorda che Cristo” unisce “quotidianamente i nostri sacrifici, le nostre sofferenze, i nostri bisogni”.

    Quindi, ricordando la figura di Newman e il Concilio Vaticano II, ha auspicato che i laici si impegnino “a lavorare strenuamente per difendere quelle verità morali” che illuminate dal Vangelo “stanno alla base di una società veramente umana, giusta e libera”:

    “How much contemporary society needs this witness...”
    “Quanto ha bisogno la società contemporanea di questa testimonianza!”, ha detto. “Quanto abbiamo bisogno, nella Chiesa e nella società – ha ribadito – di testimoni della bellezza della santità, testimoni dello splendore della verità, testimoni della gioia e libertà che nascono da una relazione viva con Cristo!”.

    Una delle più grandi sfide che dobbiamo affrontare oggi, ha concluso è “come parlare in maniera convincente della sapienza e del potere liberante della parola di Dio ad un mondo che troppo spesso vede il Vangelo come un limite alla libertà umana, invece che come verità che libera le nostre menti e illumina i nostri sforzi per vivere in modo saggio e buono”.

    (Cori – applausi dei giovani)

    Dopo la celebrazione della Messa, il Papa si è recato sul sagrato per benedire i giovani che hanno gremito la piazza davanti la Cattedrale e che lo ho hanno accolto con grande entusiasmo. Benedetto XVI ha invitato i ragazzi a guardare dentro il proprio cuore, a trovare piena realizzazione nell’infinito amore divino:

    “We were made to receive love, and we have...”
    “Siamo stati fatti per ricevere amore – ha detto – e di fatto ne abbiamo”. Ogni giorno, ha aggiunto, “dovremmo ringraziare Dio per l’amore che abbiamo già ricevuto, per l’amore che ci ha resi ciò che siamo, l’amore che ci ha mostrato cosa è davvero importante nella vita”. Siamo stati fatti anche “per donare amore” per farne “la realtà più solida della nostra vita”.

    Tuttavia, ha constatato, amare è difficile, “i nostri cuori possono facilmente essere induriti dall’egoismo, dall’invidia e dall’orgoglio”:

    “I ask you to look into your hearts each day to find…”
    “Vi chiedo – è stata l’esortazione del Papa ai giovani – di guardare dentro il vostro cuore ogni giorno, per trovare la sorgente di ogni amore autentico”. Gesù, li ha incoraggiati, “è sempre là, aspettando tranquillamente che possiamo raccoglierci con lui ed ascoltare la sua voce”. Anche fra le occupazioni e lo stress quotidiano, ha concluso, “abbiamo bisogno di dare spazio al silenzio, perché è nel silenzio che troviamo Dio” e che “scopriamo chi siamo veramente”. Il Papa è quindi rientrato nella Cattedrale per salutare i fedeli gallesi, che sono venuti a Londra per esprimergli il proprio affetto.

    Il Pontefice ha benedetto un mosaico di San Davide, patrono del popolo gallese ed ha acceso la candela della statua della Madonna di Cardigan. “Che la luce di Cristo – è stata la sua esortazione – continui a guidare” i passi del popolo gallese “e a plasmare la vita e la cultura della nazione”.

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    Una democrazia non emargina la fede e rispetta la coscienza dei credenti: così il Papa a Westminster Hall

    ◊   Una vera democrazia non emargina la religione, ma promuove la collaborazione tra fede e ragione: è quanto affermato ieri da Benedetto XVI nello storico discorso a Westminister Hall, rivolto alla società civile britannica. Un intervento appassionato che è stato seguito con grande attenzione da parte dello straordinario uditorio, che comprendeva, tra gli altri, gli ultimi primi ministri britannici da Margareth Thatcher in poi. Un clima di rispetto e partecipazione che è stato anche sottolineato dalla baronessa Hayman, speaker della “House of Lords”, nel saluto di ringraziamento al Papa. Da Londra, il servizio del nostro inviato, Alessandro Gisotti:

    Fede e ragione dialoghino per il bene della nostra civiltà. Da Westminster Hall, cuore della democrazia britannica, Benedetto XVI ha levato un vibrante appello a non escludere la religione dalla sfera pubblica. In questo luogo, scrigno di una storia lunga quasi mille anni, il Papa ha dunque offerto un’appassionata riflessione sul rapporto tra fede e bene comune. Il Pontefice ha svolto il suo ragionamento, partendo dalla luminosa figura di San Tommaso Moro, che scelse di servire Dio prima del suo sovrano, anche a costo della vita:

    “The dilemma which faced More in those difficult times…”
    “Il dilemma con cui Tommaso Moro si confrontava, in quei tempi difficili – ha detto il Papa – la perenne questione del rapporto tra ciò che è dovuto a Cesare e ciò che è dovuto a Dio”, mi offre l’opportunità di riflettere “sul giusto posto che il credo religioso mantiene nel processo politico”.

    Ha constatato che “le questioni di fondo che furono in gioco nel processo contro Tommaso Moro, continuano a presentarsi, in termini sempre nuovi, con il mutare delle condizioni sociali”:

    “Each generation, as it seeks to advance the common good…”
    “Ogni generazione – ha detto il Papa – mentre cerca di promuovere il bene comune, deve chiedersi sempre di nuovo: quali sono le esigenze che i governi possono ragionevolmente imporre ai propri cittadini?”

    Tali questioni, ha osservato, “ci portano direttamente ai fondamenti etici del discorso civile”. Ed ha avvertito che “se i principi morali che sostengono il processo democratico” si fondano, solo “sul consenso sociale, allora la fragilità del processo si mostra in tutta la sua evidenza”. E’ qui, ha affermato, che “si trova la reale sfida per la democrazia”.

    “The inadequacy of pragmatic, short-term solutions to complex…”
    “L’inadeguatezza di soluzioni pragmatiche, di breve termine, ai complessi problemi sociali ed etici – ha detto il Papa – è stata messa in tutta evidenza dalla recente crisi finanziaria globale”.

    Vi è, ha aggiunto, “un vasto consenso sul fatto che la mancanza di un solido fondamento etico dell’attività economica abbia contribuito a creare la situazione di grave difficoltà nella quale si trovano ora milioni di persone nel mondo”. Ciò, ha aggiunto, vale anche per la politica:

    “The central question at issue …”
    “La questione centrale in gioco, dunque, – ha detto il Papa - è la seguente: dove può essere trovato il fondamento etico per le scelte politiche?”. Benedetto XVI ha risposto soffermandosi sul ruolo della religione nel dibattito politico che, ha sottolineato, “non è tanto quello di fornire” delle norme e ancora meno “di proporre soluzioni politiche concrete, cosa che è del tutto al di fuori della competenza della religione”, bensì piuttosto di “aiutare nel purificare e gettare luce sull’applicazione della ragione nella scoperta dei principi morali oggettivi”. Un ruolo “correttivo” della religione nei confronti della ragione, ha riconosciuto, che “non è sempre bene accolto, in parte poiché delle forme distorte di religione, come il settarismo e il fondamentalismo, possono mostrarsi esse stesse causa di seri problemi sociali”.

    A loro volta, ha proseguito, “queste distorsioni della religione emergono quando viene data una non sufficiente attenzione al ruolo purificatore” della ragione:

    “This is why I would suggest that the world of reason…”
    “Per questo – ha detto – vorrei suggerire che il mondo della ragione ed il mondo della fede” hanno bisogno l’uno dell’altro e “non dovrebbero avere timore di entrare in un profondo e continuo dialogo, per il bene della nostra civiltà”. La religione, ha ribadito, non è per i legislatori “un problema da risolvere, ma un fattore che contribuisce in modo vitale al dibattito pubblico nella nazione”.

    In tale contesto, ha dunque espresso la propria “preoccupazione di fronte alla crescente marginalizzazione della religione, in particolare del Cristianesimo”, anche “in nazioni che attribuiscono alla tolleranza un grande valore”:

    “There are those who argue that the public celebration…”
    “Vi sono alcuni – ha notato – che sostengono che la voce della religione andrebbe messa a tacere, o tutt’al più relegata alla sfera puramente privata”. Vi sono alcuni, ha soggiunto, secondo i quali “la celebrazione pubblica di festività come il Natale andrebbe scoraggiata”, in base alla “discutibile convinzione che essa potrebbe in qualche modo offendere coloro che appartengono ad altre religioni o a nessuna”.

    Ancora, ha ricordato, c’è chi ritiene che i cristiani impegnati in politica dovrebbero “in determinati casi, agire contro la propria coscienza”:

    “These are worrying signs of a failure to appreciate not…”
    “Questi – è stato il monito del Papa – sono segni preoccupanti dell’incapacità di tenere nel giusto conto” il “ruolo legittimo della religione nella sfera pubblica”. Di qui l’invito “a cercare vie per promuovere ed incoraggiare il dialogo tra fede e ragione ad ogni livello della vita nazionale”.

    Il Papa ha riconosciuto questa disponibilità alla cooperazione nell’invito senza precedenti a parlare a Westminster Hall. Ed ha rammentato che il governo britannico e la Santa Sede si sono impegnati in molti ambiti, dal commercio equo al finanziamento allo sviluppo e alla difesa dell’ambiente.

    Per questo, si è detto certo che, nel Regno Unito, vi siano molti campi in cui “la Chiesa e le pubbliche autorità possono lavorare insieme per il bene dei cittadini”:

    “For such cooperation to be possible, religious bodies…”
    “Affinché questa cooperazione sia possibile – ha detto – le istituzioni religiose”, legate alla Chiesa cattolica, “devono essere libere di agire in accordo con i propri principi” e “convinzioni, basate sulla fede e sull’insegnamento ufficiale della Chiesa”. In questo modo, ha concluso, “potranno essere garantiti quei diritti fondamentali, quali la libertà religiosa, la libertà di coscienza e la libertà di associazione”.

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    Gli incontri ecumenici. Il Papa: testimoniare insieme il Vangelo, liberi dai conformismi del nostro tempo

    ◊   100 anni fa nasceva il movimento ecumenico moderno: da allora sono stati compiuti “notevoli progressi verso questo nobile obiettivo”, ma “molto ancora rimane da fare”. Lo ha ricordato Benedetto XVI nel suo saluto al termine dei Vespri celebrati ieri sera nell’Abbazia di Westminster e dopo l’incontro con l’arcivescovo di Caterbury a Palazzo Lambeth a Londra. Il servizio di Roberta Gisotti.

    Ciò che desidero lasciarvi questa sera – ha detto il Papa rivolto ai leader delle confessioni cristiane - “è una parola di incoraggiamento”, “in fedeltà al mio ministero di vescovo di Roma e successore di san Pietro, incaricato di una cura particolare per l’unità del gregge di Cristo”.

    “Dear friends, we are all aware of the challenges…”
    “Cari amici – ha aggiunto – siamo tutti consapevoli delle sfide e delle benedizioni, delle delusioni e dei segni di speranza che hanno contraddistinto il nostro cammino ecumenico”.

    “At the same time, with evangelical realismo….”
    “Allo stesso tempo – ha proseguito - “con evangelico realismo, dobbiamo anche riconoscere le sfide che ci stanno davanti, non solamente sulla via dell’unità dei cristiani, ma anche nel nostro impegno di proclamare Cristo ai nostri giorni.” Ciò comporta, “in una società che è divenuta sempre più indifferente e persino ostile al messaggio cristiano”, “una gioiosa e convincente testimonianza” e un’obbedienza alla volontà del Signore “libera dal conformismo intellettuale o dal facile adattamento allo spirito del tempo.”

    Benedetto XVI, si è detto anche convinto - parlando con l’arcivescovo di Canterbury, il dr. Rowan Williams, - che “l’unità voluta di Cristo per i suoi discepoli giungerà solo come risposta alla preghiera, mediante l’azione dello Spirito Santo, che senza sosta rinnova la Chiesa e la guida alla pienezza della verità”.

    Il Papa ha poi osservato che la multiculturalità crescente nella società “reca con sé l’opportunità di incontrare altre religioni”, aprendo “la possibilità di esplorare” insieme a credenti di altre fedi, “vie per essere testimoni della dimensione trascendente della persona umana e della chiamata universale alla santità.”

    “Ecumenical cooperation……”
    “La collaborazione ecumenica in questo ambito - ha concluso - rimane essenziale per promuovere la pace e l’armonia in un mondo che cosi spesso sembra a rischio di frammentazione.”

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    L'arcivescovo di Canterbury: previsioni sbagliate sulla visita del Papa. Accoglienza calorosa

    ◊   Sulla celebrazione ecumenica e sulla visita del Papa, in generale, ascoltiamo il commento dell’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, al microfono della nostra inviata Philippa Hitchen:

    R. – The main thing I want to say...
    La cosa principale che voglio dire è che è stata un’occasione estremamente felice e l’accoglienza che il Papa ha avuto dai vescovi anglicani, dalla gente in strada e naturalmente a Westminster Hall è stata enormemente positiva. E certamente la preghiera ecumenica della sera nell’Abbazia è stata intensamente commovente per tutti i presenti.

    D. – Questo viaggio ha superato le aspettative?

    R. – I think one of the nice things…
    Penso che una delle cose belle sia stata proprio la percezione che molte delle previsioni fatte siano risultate sbagliate. Nel senso che questa è stata un’occasione davvero benedetta e la gente è uscita per le strade per manifestare la sua fede.

    D. – Può dirci nulla dell’incontro privato con il Papa, se avete discusso anche dei problemi nei rapporti tra anglicani e cattolici?

    R. – Those are issues that get...
    Quelle sono questioni che vengono discusse per consuetudine nei nostri dialoghi ufficiali e penso che sia un peccato dedicare il nostro tempo in privato parlando solo delle difficoltà. Quindi, abbiamo parlato dei cristiani in Terra Santa con un occhio al prossimo Sinodo. Abbiamo parlato di alcune delle grandi aree di conflitto dove stiamo cercando di lavorare insieme; di come le gerarchie anglicane e cattoliche abbiano lavorato insieme in Sudan, testimoni e portatori di pace, e di come sia urgente rafforzare tutto questo. Abbiamo parlato dell’argomento quindi di come impegnarsi in un dialogo razionale con il mondo laico.

    D. – Sì, entrambi avete parlato del bisogno di una maggiore cooperazione, perché la percezione nella società rimane quella di grandi divisioni e punti di vista contrastanti tra le due Chiese. Deve rappresentare una grande preoccupazione per voi?

    R. – Conflict always makes a better headline...
    Il conflitto è sempre una storia migliore per un titolo di giornale che non l’armonia. Ma come molte persone mi hanno detto in questa occasione, quando si pensa a quanto questo sarebbe stato totalmente inimmaginabile 40 o 50 anni fa, anche agli inizi del Concilio Vaticano II, chiaramente qualcosa è accaduto - e parte di questo qualcosa è un ritorno alle radici, qualcosa di cui il Papa ed io abbiamo parlato in privato - sono alcuni dei nostri entusiasmi teologici in comune - l’eredità dei Padri e di nuovo il pregare insieme al sacrario di Edoardo il Confessore, guardando indietro all’epoca in cui i confini non erano quelli che ci sono ora tra i cristiani – e tutto questo è parte penso di un quadro molto positivo. E penso sia un peccato che il mondo veda solamente le liti o le piccole cose negative mentre l’immenso peso della preghiera quotidiana, della comprensione, dell’amore e dell’amicizia che c’è tra noi passa inosservato.

    D. – La visita di Giovanni Paolo II nel 1982 è stata vista come un grande passo avanti verso la riconciliazione. Cosa auspica da questa visita a Lambeth?

    R. – My prayer…
    La mia preghiera e la mia speranza per questa visita è che aiuti a promuovere la fede in questo Paese e aiuti la gente a riconoscere le tante persone assolutamente comuni che credono in Dio, credono nella vita sacramentale della Chiesa e fondano la propria vita su tutto ciò.

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    L'affetto della gente per le strade di Londra

    ◊   Gli incontri di ieri al St Mary's University College, a Westminster Hall e la celebrazione ecumenica all'Abbazia di Westminster, nonché la Messa di questa mattina nella Cattedrale di Westminster, sono stati momenti davvero intensi. E tutta la visita a Londra è stata caratterizzata da grande affetto per il Papa: così, diversamente da quanto previsto da alcuni, sono state tante le persone scese per le strade della capitale a salutare Benedetto XVI. Il nostro inviato Alessandro Gisotti ha raccolto alcune testimonianze:

    R. - So many people from all countries…
    Così tante persone da tutti i Paesi, di tutte le religioni, sono venute qui. Sono così emozionata. E’ un evento così emozionante. C’è tanta felicità, tanta unità in questo posto oggi. E’ come vedere tanti amici che prima non conoscevo, perché Papa Benedetto XVI ha così tanti amici!

    R. - It’s so overwhelming…
    E’ una cosa così intensa stare qui per la visita del Santo Padre. Sono venuta dall’Irlanda la scorsa notte, quindi sono davvero eccitata di vedere il Santo Padre qui in Inghilterra. E’ valsa la pena.

    R. - This is so important…
    E’ così importante la visita del Papa e dà ai cattolici di questo Paese grande sicurezza. Ho potuto vedere la gente parlare di argomenti di morale. Anche i non cattolici, i nostri amici anglicani, parlavano di quello che il Papa aveva detto. Prima le persone evitavano l’argomento. Penso che i cattolici si sentiranno più sicuri nel dire quello in cui credono e penso che anche gli anglicani si sentiranno più felici di condividere tutto ciò.

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    Comunicato congiunto sull'incontro tra le delegazioni del Vaticano e del governo britannico

    ◊   Ieri sera, dopo la celebrazione a Westminster Abbey, si è tenuta, alla Lancaster House di Londra, una cena di lavoro che ha riunito le delegazioni del governo britannico e della Santa Sede - guidate rispettivamente dal ministro degli Esteri William Hague e dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone - per confrontarsi su una serie di temi di interesse comune. In un comunicato congiunto, viene sottolineato l’impegno britannico e vaticano a porre fine alla povertà e al sottosviluppo. Si auspica inoltre, alla vigilia del vertice di New York sulla tematica, che vengano intensificati gli sforzi per raggiungere gli Obiettivi del Millennio nella consapevolezza che deve essere fatto di più per affrontare le sofferenze inutili causate da fame, malattie e analfabetismo. Una forte leadership politica e il rispetto per l'etica delle comunità locali – si sottolinea - sono necessarie per la promozione del diritto alla vita, al cibo, alla salute e allo sviluppo per tutti. Il governo britannico e la Santa Sede, si legge ancora nella nota, condividono anche la convinzione che sia urgente affrontare il problema del cambiamento climatico, agendo a tutti livelli, dai governi ai singoli cittadini, in particolare per ridurre le emissioni dei gas serra, mettendo in moto una transizione verso un'economia globale a basso livello di carbonio e aiutando i Paesi poveri e vulnerabili ad adattarsi agli impatti del cambiamento climatico che sono ormai inevitabili. Le due delegazioni hanno infine riconosciuto l’importante ruolo svolto dalla fede per costruire una società forte, generosa e tollerante. La visita di Benedetto XVI – conclude il comunicato - ha offerto l'opportunità di sviluppare un profondo scambio di vedute tra la Santa Sede e il governo britannico, mentre la discussione tra le due delegazioni ha fornito una base utile per entrambe le parti in vista di nuove iniziative su aree di interesse comune.

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    La veglia ad Hyde Park alla vigilia della Beatificazione del cardinale Newman

    ◊   Tutta Londra si appresta a vivere un momento di grande intensità con la veglia di stasera ad Hyde Park, alla vigilia della Beatificazione del cardinale Newman. Su questo evento che raccoglierà migliaia di fedeli, tra cui tantissimi giovani, il nostro inviato Alessandro Gisotti ha intervistato padre Carmelo Di Giovanni, parroco della Chiesa di St. Peter, cuore della comunità italiana nella capitale inglese:

    R. - Abbiamo una settantina di giovani che andranno ad Hyde Park. Andranno con gioia ed ognuno porterà un banner della sua parrocchia di provenienza. Sarà un evento, perché sarà tutta la Chiesa inglese a partecipare e non soltanto la nostra diocesi di Westminster. Saranno presenti tutte le diocesi dell’Inghilterra e del Galles. Sarà un evento strepitoso e veramente bello, caratterizzato dai canti e dalla preghiera. Ci farà riflettere, abbiamo bisogno di fermarci un momento e riflettere. Credo che per i giovani sarà un’occasione bella e propizia. Essendoci poi anche molti stranieri, perché Londra è un crocevia di Chiese di tutte le parti del mondo e di diverse etnie, avrà un impatto molto forte: saranno presenti dal Vietnam al Giappone, alla Corea, alle Filippine e a tutti i Paesi dell’Est.

    D. - Farà un certo effetto Hyde Park: un parco nel cuore di Londra, una moltitudine di fedeli che prega e che si raccoglie con il Papa…

    R. - Un segno molto forte. Chiaramente ognuno di noi lo vedrà poi dal suo cuore e indubbiamente ognuno di noi gli darà il suo obiettivo, il suo significato e lo vedrà così come se l’aspetta nel suo cuore. Per noi sarà chiaramente un momento di fede, rappresenterà un messaggio forte del Vangelo, della speranza. Anche qui, purtroppo, abbiamo vissuto momenti molto brutti che hanno caratterizzato la Chiesa riguardo alla pedofilia, ma noi non dobbiamo avere paura di nulla. Mi auguro anzitutto che dalla Chiesa inglese, insieme ai protestanti e agli anglicani, possa venire qualcosa. Sono certo che il Signore sta preparando, pian piano, uno strada nuova per la Chiesa inglese.

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    L'arcivescovo di Birmingham: la visita del Papa, opportunità per una nuova evangelizzazione

    ◊   Intanto, mentre stasera si concluderà la tappa londinese del viaggio apostolico con la Veglia di Hyde Park, cresce l’attesa a Birmingham dove domani mattina, al Cofton Park, il Papa celebrerà la Messa di Beatificazione del cardinale Newman. Su questo evento, il nostro inviato Alessandro Gisotti ha intervistato l’arcivescovo di Birmingham, mons. Bernard Longley:

    R. – Penso che questa Beatificazione sarà molto importante per la Chiesa in Inghilterra. Per la gente è anche molto importante l’esempio del cardinale Newman, come pastore e sacerdote specialmente qui, a Birmingham. Il cardinal Newman ha deciso di stare qui con i migranti dei suoi tempi, i migranti irlandesi poveri. Questo fatto parla alla società di oggi nel nostro Paese.

    D. – Una fede ragionevole è il cuore dell’opera del cardinale Newman ma anche di Benedetto XVI. Questo viaggio secondo lei potrà dare nuova forza a questo binomio fede-ragione?

    R. – La visita del Santo Padre rappresenta per noi, per la Chiesa cattolica in Inghilterra, un’opportunità molto importante. La gente qui cerca la verità della vita e può vedere nell’opera del cardinale Newman una via piena di speranza. Il Santo Padre presenterà il cardinale Newman come un esempio contemporaneo della nostra società, un esempio molto importante per noi.

    D. – Quali frutti daranno questa Beatificazione e la visita del Papa ai fedeli della sua diocesi di Birmingham?

    R. – Credo che la Beatificazione sia un’opportunità molto importante per una nuova evangelizzazione qui in Inghilterra, specialmente con i sacerdoti e la gente della diocesi di Birmingham. Noi dobbiamo cogliere questo momento.

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    Padre Lombardi: un viaggio oltre le aspettative

    ◊   Per un bilancio del viaggio del Papa, giunto alla sua penultima giornata, Alessandro Gisotti ha intervistato il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, che si è soffermato innanzitutto sull'omelia del Papa nella Cattedrale di Westminster:

    R. - E’ stata un’omelia estremamente ampia. Un’omelia dedicata a questa liturgia del Sangue Prezioso di Cristo, cui è dedicata la Cattedrale, sotto questa Croce immensa che domina la navata, a cui il Papa si è ispirato. Il Papa ha parlato dell’Eucaristia, perché questo è il Sangue di Cristo e il Corpo di Cristo che ci viene donato, della sua forza nel generare la Chiesa, nel dare la forza ai martiri e a tutte le testimonianze della Chiesa. Ha avuto anche un passaggio, che naturalmente è quello che avrà poi più eco nei media, molto forte e molto intenso, a proposito del problema degli abusi sessuali nei confronti dei giovani da parte di membri del clero o collaboratori delle attività della Chiesa. Il Papa ha ripetuto e ribadito quello che è il suo atteggiamento, la sua lettura di questi fatti terribili, parlando di un dolore, di un rincrescimento molto profondo; parlando di partecipazione al dolore delle vittime e del desiderio di contribuire al risanamento e alla riconciliazione profonda nella loro vita ha parlato anche naturalmente degli impegni per fare giustizia, per punire i colpevoli, per attuare da parte della Chiesa tutte le forme di impegno e di collaborazione necessarie per riportare l’ordine e la serenità, ma anche la fiducia nei confronti della Chiesa. Quindi una sintesi molto rapida, ma molto efficace di tanti concetti che egli ha già detto su questo tema, ma che devono essere ridetti ogni volta per le persone che egli incontra e in particolare nella società del Regno Unito che attendeva questa parola.

    D. - Siamo praticamente alla metà del viaggio e spesso giornalisticamente si usa il termine “storico”, forse abusandone un po’ troppo, ma davvero per l’intensità dei momenti che si susseguono, peraltro uno dopo l’altro, questa è davvero una visita memorabile…

    R. - Siamo ormai a ben più della metà del viaggio: tantissimi eventi di grandissima importanza hanno già avuto luogo. Credo che in particolare per quanto riguarda il rapporto con la società del Regno Unito e con la Chiesa anglicana, il pomeriggio di ieri sia stato particolarmente memorabile. Questo discorso alla Westminster Hall è certamente un fatto che rimarrà negli annali dei rapporti tra la Chiesa cattolica e il Regno Unito e la sua società. Certamente anche i momenti di preghiera della comunità cattolica, fedele con il Papa sono stati festosi sia quello della sera di giovedì a Glasgow, sia quello di questa mattina qui nella Cattedrale di Londra. Attendiamo ancora il compimento di questi incontri di fede e di queste feste della fede con la veglia di stasera e la beatificazione di domani a Birmingham. Molti momenti belli anche con i giovani, come questo all’uscita della Cattedrale nella Messa di questa mattina è stato particolarmente festoso, ma sono stati ripetuti i momenti di incontro come quello con la scuola ieri mattina. I giovani hanno capito beni i messaggi molto semplici, ma anche molto forti del Papa: “Siate Santi e vivete l’amore, a partire dall’amore di Cristo!”.

    D. - Da ultimo vediamo la gioia del Papa, che con grande affetto risponde a questa accoglienza forse anche al di sopra delle aspettative, nonostante voci di preoccupazione giunte anche ieri con alcuni arresti in una operazione anti-terrorismo. Una grande gioia, questo lo vediamo…

    R. - Sì. Il Papa non può non essere contento dell’accoglienza e, diciamo così, del successo da un punto di vista esteriore di questa visita che, però, significa soprattutto un ascolto interiore, una disponibilità a riceverlo come persona e per il messaggio che porta. Questo è quello che il Papa desidera, cioè - come ha detto già nell’aereo - essere “trasparenza di Cristo”, cioè portare un messaggio positivo che è quello che ci viene dal Vangelo del Signore. Questo sta avvenendo, direi, molto bene e anche al di sopra delle attese per quanto riguarda la gioia nell’ascolto. Ci sono alcune manifestazioni di dissenso, alcune manifestazioni che erano abbondantemente previste e che sono molto più limitate di quanto ci si faceva forse credere in certi momenti dell’attesa. Il momento degli arresti di ieri mattina che sono stati di carattere - ritengo - semplicemente preventivo, senza particolari motivi di preoccupazione, non ha modificato assolutamente, per nulla, né lo svolgimento, né lo spirito dell’attuazione del viaggio da parte del Papa e da parte di tutti i suoi collaboratori.

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    Oggi su "L'Osservatore Romano"

    ◊   In prima pagina, un editoriale del direttore sul viaggio del Papa nel Regno Unito.

    Quanto è rischioso essere bambini: in rilievo, nell'informazione internazionale, un rapporto dell'Unicef che denuncia che ventimila piccoli muoiono ogni giorno a causa dell'indigenza e delle malattie.

    La pace e le miniere: Pierluigi Natalia sul blocco dell'attività estrattiva nell'est congolese.

    Le legislative afghane, segnate dalle violenze talebane.

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    Oggi in Primo Piano



    Proclamata Beata la religiosa spagnola Purísima de la Cruz: si fece povera con i poveri

    ◊   “È la seconda beatificazione in Spagna nel giro di una settimana, la conferma che questa resta una terra fecondissima di Santi contemporanei”: così il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, mons. Angelo Amato, presenta Suor Maria dell’Immacolata Concezione, nota come Madre Purísima de la Cruz, beatificata questa mattina a Siviglia. Ascoltiamo mons. Amato nel servizio di Roberta Barbi:

    “Madre Purísima de la Cruz diede testimonianza eroica delle virtù cristiane soprattutto in quattro campi: carità, prudenza, povertà e umiltà. Nell’esercizio del suo apostolato di carità verso i poveri ella ha parlato soprattutto con il linguaggio muto ma efficace dell’esempio”.

    “I poveri sono i nostri signori”: seguiva alla lettera Suor Maria dell’Immacolata Concezione l’insegnamento di Sant’Angela della Croce, la fondatrice delle Suore della Compagnia della Croce di Siviglia che l’accolsero a soli 19 anni come novizia. Lei, madrilena e benestante di nascita, poteva avere una vita sociale piena di agi, ma scelse di assistere i malati e di servire gli ultimi, e sposò la povertà, in tutte le sue espressioni, perfino nelle cure mediche per il tumore che la riportò alla Casa del Padre nel 1998. Anche da Madre Superiora, ruolo che rivestì per quattro volte con il permesso della Santa Sede, teneva per sé i compiti più umili, come quello di pulire i servizi igienici: “Nella casa di Dio non ci sono uffici bassi, tutti sono alti”, diceva, e il suo impegno nel lavoro faceva parte della virtù della povertà. Ancora mons. Amato:

    “La nostra Beata rimane un valido esempio della fecondità dell’obbedienza al carisma di fondazione di Sant’Angela della Croce: farsi poveri con i poveri per guardagnarli a Cristo. Ella fu eroica nell’incentivare la vita interiore delle Consorelle, ponendo l’accento sull’importanza della vita spirituale nutrita di preghiera, di silenzio, di obbedienza, di carità e di servizio ai poveri”.

    Madre Purísima de la Cruz diceva alle sue consorelle di non aspettare l’aiuto degli altri, ma di lottare con tutti per mantenere il carisma. Fu questa sua capacità di conservare intatto lo spirito dell’Istituto a far fiorire le vocazioni nella Congregazione, anche nella difficile fase che seguì il Concilio Vaticano II. Perseverare nella tradizione, questo il consiglio della Madre Superiora alle religiose per intraprendere un cammino di Santità, quella Santità che il popolo di Siviglia le riconosceva già in vita e testimoniò con maggior forza dopo la sua morte. Mons. Amato:

    “Madre Purísima può essere chiamata la 'Madre Generale del Postconcilio', perché attuò il vero rinnovamento voluto dal Vaticano II e cioè: fedeltà al Vangelo; fedeltà a Gesù Cristo; fedeltà a Maria, come Regina e Madre della Compagnia della Croce; fedeltà alla Chiesa e al Papa; fedeltà a Sant’Angela della Croce; fedeltà alla Regola e alla sane tradizioni. Fedeltà ai valori non alle mode. Fedeltà alla sostanza non alle apparenze”.

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    Il commento di padre Bruno Secondin al Vangelo della Domenica

    ◊   In questa 25.ma Domenica del Tempo ordinario, la liturgia ci propone il passo del Vangelo in cui Gesù racconta la parabola dell’amministratore disonesto che, una volta scoperto, si fa amici i debitori con quanto ha rubato, venendo perfino lodato dal padrone. Gesù spiega così la parabola:

    “I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne”.

    Su questo brano del Vangelo, ascoltiamo il commento del padre carmelitano Bruno Secondin, docente di Teologia spirituale alla Pontificia Università Gregoriana:

    Questa volta Gesù ci lascia sconcertati, almeno al primo impatto: perché fa l’elogio di un amministratore che riesce a crearsi amici manipolando i bilanci del suo padrone. Sembra di leggere qualcosa che incontriamo spesso anche oggi... Ma Gesù in realtà non intende proprio farne un modello a motivo della disonestà, ma per la capacità di reagire, di trovare una via di uscita comunque nelle difficoltà. Cioè si è dato da fare e non si è arreso, certo ha peggiorato la situazione dal punto di vista dell’onestà, ma si è garantito futuri amici. Quindi non per la disonestà è modello, ma per l’intraprendenza: appunto su questo aspetto Gesù vuole richiamare l’attenzione. Perché “i figli della luce” a volte sono poco inventivi, poco creativi nel trovare soluzioni nuove per diffondere il bene, per creare forme di solidarietà positiva, per contrastare le prepotenze e il malaffare. L’attaccamento al denaro è causa di molti mali, continua Gesù: non perché esso sia uno strumento cattivo, ma perché se ti prende il cuore (e molto spesso succede!) ti avvelena la vita con le sue ossessioni. Effetti devastanti che tutti abbiamo sotto gli occhi. Apriamoli bene prima che cadiamo nella stessa trappola.

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    Chiesa e SocietÓ



    Pakistan: la Chiesa invoca più solidarietà per contrastare l'estremismo

    ◊   La fatica negli aiuti, la corruzione, le discriminazioni, l’opportunismo dei gruppi fondamentalisti islamici: per affrontare tutti i problemi emersi nella vasta operazione di emergenza umanitaria nel Pakistan alluvionato, “è necessario un ulteriore sforzo di solidarietà internazionale”, dice all’agenzia Fides padre Mario Rodrigues, direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Pakistan. “Abbiamo bisogno del maggiore aiuto possibile, per l’emergenza e per la riabilitazione. Oggi anche la stagione della semina autunnale sembra che andrà perduta, con grave sofferenza della popolazione: l’economia agricola del paese è in ginocchio e questo porterà all’insicurezza alimentare, alla fame per milioni di persone”, spiega il sacerdote. Uno sforzo della comunità internazionale e dei donatori è urgente anche “per contrastare l’opportunismo dei gruppi estremisti islamici che si stanno dedicando alle operazioni di carità e di assistenza degli sfollati. Se questi gruppi avranno la possibilità e l’opportunità di supplire alla carenza delle istituzioni, diverranno sempre più forti”, ammonisce padre Rodrigues. “Non possiamo abbandonare a se stessi milioni di fratelli in difficoltà e nella miseria più nera. L’esistenza di una serie di problemi nelle operazioni di assistenza umanitaria non può diventare una giustificazione per essere egoisti e sottrarsi alla solidarietà”, ribadisce don Paolo Cristiano, sacerdote della Comunità di Sant’Egidio, appena rientrato da un missione di aiuto in Pakistan. Nel contempo le Nazioni Unite hanno lanciato ieri un nuovo appello per il Paese, chiedendo 2,1 miliardi di dollari per sostenere le necessità di oltre 15 milioni di sfollati, ha detto Valerie Amos, Sottosegretario generale per gli Affari Umanitari, all’indomani di una missione in Pakistan. L’azione internazionale, che abbraccia 483 progetti delle Nazioni Unite, della Organizzazione per le Migrazioni e di 156 Ong internazionali e locali, toccherà i seguenti settori: agricoltura, gestione e coordinamento dei campi profughi, aiuti alimentari e acqua, fornitura di tende, riabilitazione delle comunità, istruzione, sanità e logistica. (R.P.)


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    Mons. Cheenath: pochi aiuti per le vittime delle violenze anticristiane in Orissa

    ◊   La visita nello stato indiano dell’Orissa compiuta dal vicepresidente della “Commissione Nazionale per le Minoranze Religiose”, H.T. Sangliana, ha suscitato un forte disappunto fra la comunità cattolica locale che, a due anni dalle violenze anticristiane, esprime forti preoccupazioni circa la capacità delle autorità indiane di fare fronte ai bisogni dei sopravvissuti. Sangliana, che ha visitato lo Stato fra il 14 e il 16 settembre, si è recato anche nel distretto di Kandhamal, epicentro delle violenze compiute da estremisti indù fra dicembre 2007 e agosto 2008. Sangliana, ricevuto dalle autorità civili dell’Orssa, ha riferito al Primo Ministro dello stato, Naveen Pattnaik, la sua soddisfazione per “il buon lavoro di riabilitazione delle vittime, compiuto dal governo locale”. Sangliana ha negato che i cristiani fuggiti dal distretto di Kandhamal in seguito alle violenze non possono tornare per le minacce e la paura di nuove violenze, affermando che si tratta di una loro libera scelta. Di tutt’altra opinione la delegazione cristiana, guidata dall’arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, mons. Raphael Cheenath, che ha incontrato il vicepresidente Sangliana esponendogli le preoccupazioni delle vittime. “Apprendiamo con disappunto che, secondo Sangliana, la situazione a Kandhamal è normale, non vi sono problemi, e che il governo avrebbe fatto molto per le vittime”, ha detto mons. Cheenath. La missione di Sangliana in Orissa, ha continuato, non si differenzia da altre visite che sono state “solo apparenza” e “mere cerimonie”, senza alcun aiuto sostanziale. Nel memorandum consegnato al vicepresidente – citato dall’agenzia Fides – la delegazione cristiana, che raccoglieva i leader dell’associazione dei sopravvissuti alla violenza di Kandhamal ricorda che, fra le vittime della violenza anticristiana, “il 36% è costituito da giovani sotto i 18 anni, fisicamente e psicologicamente traumatizzati”. “I bambini – si legge – a due anni dalla violenza, restano spettatori silenziosi, e sono totalmente esclusi da ogni aiuto”. Per questo la delegazione chiede specifici programmi e adeguate misure per la riabilitazione dei piccoli, a cominciare dalle esigenze basilari di alimentazione, sanità, istruzione. Il testo afferma, inoltre, che “a due anni dalla violenza vi sono luoghi dove la tensione e l’insicurezza è ancora molto alta, mentre continua la discriminazione operata dai fondamentalisti indù su base religiosa e su base castale”. Come ricorda la Chiesa locale, fra dicembre 2007 e agosto 2008 nel distretto di Kandhamal, gli estremisti indù hanno ucciso 93 persone, bruciato e saccheggiato oltre 6.500 case, distrutto oltre 350 chiese e 45 scuole. Oltre 50mila persone sono fuggite nelle foreste o hanno abbandonato lo Stato, molti sono ancora nei campi profughi. (M.G.)

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    India. Calunnie contro un presule e Madre Teresa: la condanna dei vescovi

    ◊   Il vescovo Raphael Cheenath, dell’Orissa, e il laico cattolico John Dayal come “cospiratori” per l’assassinio del leader indù Swamiji; Madre Teresa come persona che “utilizzava l’assistenza sociale per il proselitismo”: sono alcune delle accuse contenute in un articolo pubblicato dal settimanale “Uday India” (“L’alba dell’India”), con sede a New Delhi, che ha generato sconcerto e disappunto nella Chiesa indiana. L’articolo, dal titolo “Swamiji’s Murder And After” è firmato da Ashok Sahu, politico indiano, noto per le sue posizioni estremiste, del partito nazionalista indù “Baratiya Janata Party”. Secondo l’autore, vi sono forti sospetti che il vescovo e Dayal siano i responsabili dell’eliminazione del leader indù. “Sono solo calunnie che vogliono infangare il nome di un vescovo, di Madre Teresa e della Chiesa. Non siamo sorpresi perché non è la prima volta che i movimenti legati all’estremismo di destra indù lo fanno. Sono accuse del tutto infondate, che nascondono motivi politici”, dichiara in un colloquio con l’agenzia Fides padre Babu Joseph Karakombil, portavoce della Conferenza episcopale. “Ricordiamo che Swamiji è stato ucciso dai maoisti, come ha appurato un'indagine ufficiale e come gli stessi maoisti hanno ammesso. Credo che tali provocazioni vogliano solo continuare a tenere viva una campagna di odio e di tensione in Orissa. Sono dettate da puri motivi politici, che strumentalizzano la religione”, nota il portavoce. Ashok Sahu, politico vicino ai movimenti estremisti indù, è stato già arrestato dalla polizia nell’aprile 2009 per avere tenuto pubblicamente in Orissa un discorso che incitava all’odio religioso e allo scontro sociale. In Orissa, nel distretto di Khandamal, “nonostante i problemi e le resistenze ancora esistenti, siamo nella fase del ritorno dei profughi alle loro case. La Chiesa, in cooperazione con il governo locale, sta completando la costruzione di 3.000 abitazioni per gli sfollati che vogliono solo tornare a una vita normale”, conclude padre Karakombil. (R.P.)

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    Guatemala: appello del vescovo di Escuintla per gli sfollati a causa delle inondazioni

    ◊   Dai primi giorni di settembre le piogge hanno colpito duramente le zone di Escuintla, Suchitepéquez e Retalhuleu, in Guatemala. La solidarietà cristiana è già venuta in aiuto dei più poveri, tuttavia lo sforzo compiuto per aiutare la popolazione non è stato sufficiente. La Commissione della comunicazione della Conferenza episcopale ha contribuito ad informare della situazione in cui si trovano ancora tanti piccoli paesi nelle zone colpite dalle piogge. All’agenzia Fides è pervenuto un dossier che contiene fotografie impressionanti della situazione. A Puerto de San José, per esempio, non c'è uno spazio minimo di terreno del tutto asciutto, anzi, l'acqua del fiume, che scorre a fianco del paese, ha inondato completamente tutte le strade. La Conferenza episcopale del Guatemala ha promosso la diffusione del Messaggio scritto dal vescovo della diocesi di Escuintla, mons. Victor Hugo Palma Paul, in occasione della colletta speciale per gli sfollati della sua diocesi. Il testo ha come titolo "Non lasciatevi scoraggiare nel fare il bene" (2 Tess. 3,13) e chiede a tutti di riflettere, in coscienza, sulle speranze, le gioie, le angosce e le sofferenze di tutti gli abitanti della diocesi, e di agire in modo solidale. “Oltre ai dati completi, a tutti noi noti, - aggiunge il vescovo - vale la pena ricordare che a Puerto de San José sono state 24 le comunità colpite dalle inondazioni, a Iztapa 13 comunità, e diversi comunità a Nueva Concepción e La Gomera. Le alluvioni, la perdita di case e raccolti, i danni alla salute rendono particolarmente difficili le prospettive di vita nel futuro prossimo soprattutto per le donne e i bambini”. La lettera inoltre contiene un'avvertenza importante, in questi momenti difficili, per molti cristiani della zona: “Le recenti catastrofi naturali possono essere erroneamente interpretate come una ‘punizione divina’ o un ‘compimento delle profezie bibliche’. Purtroppo molti errori e le manipolazioni della Sacra Scrittura da parte delle sette fondamentaliste deformano il volto di Dio e aumentano il senso di solitudine degli esseri umani. Al contrario, la vera fede ci porta a riconoscere riguardo alla creazione che "Dio vide che tutto era buono" (Genesi 1, 31): le catastrofi naturali sono parte di un mondo materiale fragile, mai espressione di un mandato divino contro l'umanità”. Il vescovo di Escuintla ricorda a tutti che "come Discepoli Missionari dobbiamo annunciare Gesù Cristo, e ciò significa: azione solidale con i fratelli che soffrono, stabilire misure di prevenzione contro i disastri naturali, prevedere l'impatto dell'attività mineraria ad Escuintla. Infine il vescovo chiede a tutti di preparare il mese del Rosario di ottobre pregando per la vita e per la pace. (R.P.)

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    Ecuador: i diritti dei migranti al centro della settimana della mobilità umana

    ◊   È in corso a Machala, in Ecuador, la settimana della mobilità umana, evento organizzato dalla Pastorale Sociale della Caritas e dalla Pastorale per i migranti dell'Ecuador con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione mondiale sulla sicurezza e la difesa dei diritti dei bambini e degli adolescenti coinvolti nei processi di mobilità. Come riferito dall’agenzia Fides, sono in programma celebrazioni eucaristiche, marce, workshop, cineforum e conferenze che vedono la partecipazione sia della popolazione locale sia dei rappresentanti delle popolazione maggiormente coinvolte nei processi migratori. La manifestazione arriva a due settimane dall’incontro sulla mobilità umana Ecuador-Perù, tenutosi il primo settembre a Guayaquil, che ha affrontato la questione dei migranti e tentato di pianificare azioni concrete a protezione dei diritti delle persone coinvolte nei processi di mobilità tra i due Paesi. (M.O.)

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    Usa: l'opinione pubblica contraria alla ricerca sulle staminali embrionali

    ◊   Gran parte dei cittadini statunitensi è contrario alle sovvenzioni del Governo federale per le ricerche scientifiche sulle cellule staminali che contemplano la distruzione di cellule embrionali umane. È quanto emerge da un un'inchiesta statistica condotta, tra l'8 e il 14 settembre, dall'International Communications Research (Icr) su un campione di circa mille adulti. I risultati, riportati dall'Osservatore Romano, hanno evidenziato che il 47% degli intervistati è contrario all'uso di fondi federali per le ricerche sulle staminali che prevedano l'uccisione di embrioni umani mentre il 38% ha detto di essere favorevole che i fondi servano a sovvenzionare questo tipo di studi. Richard Doerflinger, responsabile del Secretariat Pro-Life Activities, organizzazione che ha commissionato l’inchiesta, ha esortato “i membri del Senato di Washington a tenere conto di quanto pensa la maggioranza dell'opinione pubblica”. Il responsabile del Secretariat of Pro-Life Activities ha poi ribadito che il sondaggio appena effettuato da Irc dimostra che gran parte dell'opinione pubblica vuole che i fondi federali siano spesi “per sovvenzionare ricerche che siano corrette da un punto di vista etico e promettenti dal punto di vista medico”. Sulla questione è intervenuto anche il senatore democratico Tom Harkin, secondo il quale il Senato deve intervenire nel caso che una Corte di giustizia statunitense dichiari illegale l'uso dei fondi federali per le ricerche sulle cellule staminali secondo il regolamento voluto dal presidente Barack Obama e approvato dal Congresso nel marzo 2009. La Irc ha già condotto indagini simili all'attuale nel 2004, 2005 e 2006. I risultati precedenti paragonati a quelli attuali dimostrano che l'opinione della maggioranza dei cittadini statunitensi è progressivamente maturata al riguardo della ricerca sulle cellule staminali e attualmente cresce il numero di coloro che ritengono non eticamente e moralmente più accettabile la distruzione degli embrioni umani. (M.G.)

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    Africa: ridotte le infezioni da HIV del 25%

    ◊   L’Africa inizia a vincere la sfida della lotta all’Aids: il numero di infezioni da virus da immuno deificienza acquisita (Hiv) è diminuito del 25% nei Paesi più colpiti del continente. Lo ha comunicato ieri l’ufficio delle Nazioni Unite che coordina le operazioni di contrasto alla sindrome, l’Unaids, in una nota diffusa dal suo ufficio stampa e ripresa dall’agenzia Fides, sottolineando come ci si trovi dinanzi ad un passo concreto verso la realizzazione del sesto Obiettivo del Millennio. La nota, pur non contenendo dati specifici o cifre assolute, riferisce che, i Paesi maggiormente colpiti dall’epidemia, Costa d’Avorio, Etiopia, Nigeria, Sudafrica, Zambia e Zimbabwe, hanno riportato i maggior successi grazie alle campagne di prevenzione e sensibilizzazione. (M.O.)

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    L’Onu segnala nuovi incidenti in mare per i migranti in fuga dal Corno d’Africa

    ◊   Proseguono senza sosta gli sarchi sulle coste yemenite di immigrati dal Corno d’Africa in fuga da situazioni di conflitto, instabilità, siccità e povertà. A darne notizia è l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) che ha ricevuto un rapporto riguardante un’uccisione e vari annegamenti nel Golfo di Aden, segno che la stagione autunnale dei flussi migratori misti ha avuto inizio. Secondo le informazioni ricevute mercoledì dai nuovi arrivati in Yemen, un uomo etiope sarebbe stato picchiato a morte e gettato in mare dagli scafisti di un’imbarcazione che trasportava 105 migranti e rifugiati africani, per la maggior parte etiopi. La vittima aveva effettuato la traversata sottocoperta in un ambiente soffocante, poi è stato picchiato e rinchiuso nella sala macchine dopo aver supplicato per avere dell’acqua. L’imbarcazione su cui viaggiava ha impiegato 50 ore per arrivare in Yemen dal villaggio somalo di Shimbrale, a est di Bossas. Lunedì due donne somale, una delle quali al quinto mese di gravidanza, sarebbero affogate lungo la costa yemenita nella regione di Shabwa quando gli scafisti hanno fatto sbarcare i passeggeri troppo lontano dalla costa a dispetto delle avverse condizioni del mare. Un’altra persona è dispersa e presumibilmente morta. Secondo i nuovi arrivati, sull’imbarcazione viaggiavano 55 somali, partiti dal villaggio somalo di Suweto, a est di Bossaso, la sera dell’11 settembre. In entrambi i casi e dopo aver trovato i migranti esausti sulla riva, la Society for Humanitarian Solidarity (Shs), partner locale dell’Unhcr, ha fornito ai nuovi arrivati biscotti altamente energetici e acqua, prima di trasferirli al centro di accoglienza di Mayfaa al fine di registrarli, curarli e permettere loro di riposare. Negli ultimi tre mesi, l’Unhcr e i suoi partner nel centro di transito di Bab El-Mandab hanno notato un incremento della mortalità tra i nuovi arrivati etiopi dal Gibuti. Dal mese di giugno, più di 40 cadaveri sono stati scoperti lungo la costa yemenita del Mar Rosso. Inoltre un numero sempre maggiore di nuovi arrivati etiopi soffre di violenti attacchi all’intestino, nausea e disidratazione. I partner dell’Unhcr, la Mezzaluna Rossa e la Shs, hanno trasferito i malati nelle strutture sanitarie. La clinica nel campo di Kharaz, vicino a Bab El-Mandab, ha curato da sola 47 casi del genere. I migranti etiopi hanno iniziato il loro viaggio in mare a Obock, nel Gibuti, e hanno riferito allo staff dell’Unhcr che a Obock la gente muore ogni giorno a causa di gravi forme di diarrea. Finora quest’anno 32.364 migranti e rifugiati africani sono arrivati in Yemen dal Corno d’Africa a bordo di 677 imbarcazioni di scafisti, in fuga da situazioni di conflitto, instabilità, siccità e povertà. Durante questo periodo, circa 50 persone hanno perso la vita in mare nel tentativo di raggiungere lo Yemen – sia per le terribili condizioni sanitarie e igieniche affrontate durante la traversata, sia per i fatali traumi subiti per opera degli scafisti. (M.G.)

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    Nigeria: messaggio della Conferenza episcopale per i 50 anni del Paese

    ◊   "La Nigeria a 50 anni: verso una nazione giusta e prospera”. Così si intitola il messaggio pubblicato dai vescovi nigeriani in occasione del 50.mo anniversario dell’indipendenza del Paese, il prossimo 1° ottobre. Il documento, diffuso ieri al termine della loro seconda plenaria annuale a Ijebu-Ode, nello Stato di Ogun, inizia ricordando che ogni giubileo è un’occasione di ringraziamento per le benedizioni ricevute. E la Nigeria - sottolineano i presuli - ha avuto tante benedizioni, a cominciare dalla sua grande ricchezza di risorse naturali e umane. E tuttavia – osservano - a 50 anni di distanza queste ricchezze non si sono tradotte in sviluppo e benessere per tutti i nigeriani, ma sono state invece dissipate dall’ingiustizia e dalla corruzione che hanno prodotto povertà, disoccupazione, fame, un sistema sanitario ed educativo inadeguato e una generale carenza di infrastrutture. “Per dare nuovo vigore alla Nigeria – sottolinea quindi il messaggio – ogni nigeriano è chiamato a una profonda conversione del cuore, mentre tutti i leader dovrebbero avere il requisito dell’integrità morale per governare”. I vescovi nigeriani si soffermano in particolare sulla necessità di riformare il sistema carcerario e giudiziario, di migliorare la qualità del sistema educativo e sul problema della sicurezza. Essi chiedono quindi a tutti i cittadini nigeriani un sano “spirito di patriottismo “ che – affermano - può essere favorito da un “programma di sviluppo integrato fondato sui principi dei diritti umani, del Bene Comune, della solidarietà e della sussidiarietà, ma anche su una costruttiva collaborazione tra le religioni, in particolare tra musulmani e cristiani. Le prossime elezioni presidenziali saranno un’importante occasione per mettere alla prova questo patriottismo. I vescovi esortano vivamente i cittadini nigeriani a partecipare al voto: “Dobbiamo andare oltre le nostre appartenenze tribali, religiose, partitiche e di sesso per votare con coscienza solo persone oneste, patriottiche e dedite agli altri”. Da parte sua - affermano in conclusione i vescovi della Nigeria - la Chiesa continuerà a dare il suo contributo alla costruzione della Nazione attraverso la predicazione del Vangelo, il suo apostolato e in particolare la formazione dei giovani” e la promozione dei valori morali. (L.Z.)

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    Tanzania: rete ecumenica per la difesa dell’acqua pubblica

    ◊   Un sistema di monitoraggio della spesa pubblica, chiamato Pets, come strumento di controllo da parte della comunità locale che incoraggia le persone a lavorare insieme per esigere che i funzionari pubblici rispondano delle loro azioni. È quanto promosso dalla Norwegian Church Aid (Nca) che opera in Tanzania, battendosi per una gestione responsabile dell’acqua. Mosè Kulaba, membro della Comunione anglicana in Tanzania e funzionario dell’Nca, parlando all’Osservatore Romano, ha spiegato che in Tanzania molti dei problemi che attanagliano la popolazione hanno a che fare con la corruzione, come le aule scolastiche senza banchi o gli insegnanti senza stipendio. A tal proposito Kulaba racconta del villaggio di Ilula, nel sud-est della Tanzania, dove un colonnello dell'esercito in pensione corrotto era funzionario del servizio idrico che controllava l'accesso e la rivendita di acqua alla popolazione locale. “Gli abitanti del villaggio — ha detto Kulaba — si sono organizzati per scoprire ciò che stava accadendo alla loro fornitura di acqua e hanno chiamato a rispondere l'ufficiale corrotto. L'acqua è sempre più oggetto di piccola corruzione”. E proprio a Ilula è stato costituito il comitato “Pets” per cercare di scoprire cosa stava accadendo all'acqua del loro villaggio. “È stata una lotta difficile — ha proseguito Kulaba — che ha richiesto indagini per capire dove andavano a finire i soldi e un'azione per permettere agli abitanti del villaggio di esprimere le loro preoccupazioni e le loro richieste. Rischiando l'arresto, gli abitanti del villaggio si sono spinti fino a cercare di chiudere l'ufficio locale per l'acqua al fine di ottenere un servizio migliore”. Nca appartiene alla Rete ecumenica dell'acqua, un'iniziativa di comunità di organizzazioni e di movimenti cristiani che si sono messi insieme per tutelare e promuovere l'accesso dei cittadini all'acqua in tutto il mondo. In Tanzania, Nca ha lavorato anche con il consiglio nazionale dei musulmani (Bakwata) e con varie Chiese. “È molto importante lavorare con tutte le denominazioni e costruire relazioni. Molti leader politici — ha concluso Kulaba — sono membri di comunità basate sulla fede il che ci offre una possibilità di accesso unica”. (M.G.)

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    Libano: inaugurato nuovo progetto Unicef contro l'abbandono scolastico

    ◊   Ridurre il tasso di abbandono scolastico, è l’obiettivo del nuovo progetto del comitato italiano dell’Unicef in collaborazione con la Brigata Garibaldi e il mistero dell’istruzione libanese, presentato ieri a Shama, in Libano. Come dichiarato dal presidente dell’Unicef Italia, Vincenzo Spadafora, “il progetto è rivolto, per quest’anno, a 1000 studenti compresi tra i 7 e gli 11 anni, fino a coprire i 2000 beneficiari nei tre anni del programma. È inoltre previsto l’utilizzo di ragazzi formati compresi tra i 15 e i 21 anni che svolgeranno il ruolo di tutori e la partecipazione del personale scolastico delle scuole coinvolte”. “La partecipazione della Brigata Garibaldi, presente nel sud nel Paese come parte della Forza di Interposizione in Libano delle , Unifil,” continua Spadafora, “dimostra come forte sia l’impegno italiano in Libano e della grande sensibilità dimostrata dalle truppe”, che monteranno nei prossimi giorni attrezzature sportive nelle scuole. Il progetto avrà un costo di circa 290mila euro, in parte derivanti dalle raccolte effettuate in Italia e in parte derivanti dalle donazioni del 5 per mille. (M.O.)

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    Taiwan: secondo raduno nazionale dei volontari delle Pontificie Opere Missionarie

    ◊   Nei giorni scorsi si è svolto il secondo raduno nazionale dei Volontari delle Pontificie Opere Missionarie, nella città di Kaohsiung, al sud dell'isola di Taiwan. Oltre 110 partecipanti, provenienti da tutta l'isola, hanno avuto la possibilità di conoscere più a fondo le 4 Pontificie Opere Missionarie, per poi ritornare nelle loro rispettive parrocchie ed essere di fermento tra i fedeli. Come sottolinea all’agenzia Fides padre Felice Chech, Camilliano, direttore nazionale delle Pom a Taiwan, si è constatato che per i vari impegni pastorali alcuni parroci non diano il giusto risalto a queste attività. Il volontario cercherà quindi di cooperare con il parroco perché i vari messaggi o celebrazioni proposte dalle Pom siano valorizzati e seguiti possibilmente da un maggior numero di fedeli. I due giorni di incontro dei volontari si sono conclusi con l'Eucarestia celebrata dall'arcivescovo di Kaohsiung, mons. Pietro Liu. In questo periodo continua anche la Campagna per l'adozione a distanza dei seminaristi delle diocesi più povere. A Taiwan le vocazioni, a causa della percentuale minima di fedeli (1% della popolazione) sono poche, quindi si necessita ancora di missionari. Molti di questi provengono ora dal Vietnam, dalle Filippine, dall’India o da qualche altra nazione che registra abbondanza di vocazioni, ma ha difficoltà economiche per assicurare la formazione dei candidati al sacerdozio. Anche questo è un motivo per sentirsi più Chiesa universale ed aiutare le vocazioni più povere. In vista della celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale, in alcune diocesi di Taiwan si stanno preparando le Veglie missionarie, utilizzando anche un sussidio che contiene il Messaggio del Santo Padre e lo schema di una Liturgia della Parola, che è stato distribuito a tutte le parrocchie. (R.P.)

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    Sri Lanka: la Fiera del libro di Colombo coinvolgerà tutte le parrocchie dell'arcidiocesi

    ◊   Domani inizia nella capitale il Book Festival, rassegna letteraria che ogni anno si tiene la fine di settembre nel Bandaranayake Memorial International Conference Hall di Colombo. La fiera durerà fino al 25 settembre e si attendono centinaia di visitatori da tutto il Paese. Sfruttando la curiosità dei lettori anche l’arcidiocesi di Colombo ha organizzato dopo decenni di inattività la sua Press week, che dal 19 al 26 settembre avrà lo scopo di portare un libro nella casa di ciascun cattolico e diffondere la letteratura nelle famiglie. Mons. Malcom Ranjith, arcivescovo di Colombo e principale promotore dell’iniziativa, afferma: “Grazie alle nuove tecnologie oggi molti testi teologici, storici e spirituali legati alla tradizione cattolica sono stati tradotti nella lingua locale, ma sfortunatamente rimangono sempre confinati negli ultimi scaffali delle librerie”. L’arcivescovo - riferisce l'agenzia AsiaNews - sottolinea come molti dei libri che saranno venduti nelle parrocchie sono stati donati da privati, grazie al lavoro di un gruppo di volontari che ha raccolto di casa in casa le varie pubblicazioni. Padre Benedict Joseph, direttore delle comunicazioni sociali dell’arcidiocesi, afferma che l’idea della rassegna è quella di invitare i fedeli a leggere libri, giornali e riviste in diverse lingue ispirati ai valori cattolici. Il sacerdote aggiunge che per l’occasione la casa di registrazione Joe Neth recording studio, organizzerà nelle parrocchie iniziative per sensibilizzare i giovani alla lettura, con programmi di animazione, video e piccoli seminari di letteratura. “Abbiamo ricevuto oltre 34mila testi di autori e tematiche differenti e ora questi libri saranno distribuiti tra le 114 parrocchie dell’arcidiocesi, dove la passione per la lettura purtroppo non è molto diffusa”. Mons. Ranjit confida nell’interesse e nella collaborazione di tutto il clero per la buona riuscita dell’evento e annuncia che si ripeterà ogni anno in parallelo con la Fiera nazionale del libro. (R.P.)

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    La Diocesi di Hong Kong lancia la Giornata dell’Educazione

    ◊   “Conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me”: è questo lo slogan utilizzato dalla diocesi di Hong Kong in occasione della presentazione della Giornata dell’Educazione, indetta per il prossimo 26 settembre e che prevederà la celebrazione di una Messa alla quale sono state invitate a partecipare tutte le parrocchie diocesane. Lo scopo, riporta l’Agenzia Fides, è quello di sensibilizzare genitori e educatori a seguire ed accompagnare la crescita dei ragazzi. “Gli insegnanti devono sempre identificarsi con il buon pastore, affinché possano trasmettere i valori del Vangelo, dell’etica e della morale religiosa” riporta il bollettino diocesano Kong Ko Bao. “Ai genitori spetta invece l’arduo compito di ascoltare e capire i figli, valorizzandone i talenti e proteggendoli, come farebbe il pastore con il suo gregge”. (M.O.)

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    L’arcivescovo di Dublino preoccupato per i tagli alla sanità irlandese

    ◊   In occasione dell’incontro “Living life to the full”, conferenza nazionale sulla salute mentale tenutasi ieri a Dublino, l’arcivescovo di Dublino, mons. Diarmuid Martin, ha manifestato le proprie preoccupazioni sugli ingenti tagli alla sanità pubblica irlandese. “Pur comprendendo le ragioni dei numerosi tagli alla spesa pubblica ed essendo consapevole della durissima crisi che sta attraversando l’Irlanda” afferma mons. Martin “non posso esimermi dal manifestare le preoccupazioni verso i tagli che colpiscono l’assistenza e i servizi dedicati a chi soffre di disturbi mentali”. Il presule, come riportato dall’Osservatore Romano, ha quindi riconosciuto l’importanza del volontariato che può supplire alle mancanze delle istituzioni ma “il rafforzamento del volontariato”, ha dichiarato, “deve essere promosso e indirizzato su ciò che è più necessario e richiede un appropriato quadro politico”. Le preoccupazioni di mons. Martin non hanno poi escluso la questione degli abusi sessuali sui minori. Anche in questo caso ha sottolineato l’importanza delle strutture a sostegno alle vittime, anch’esse inserite nella lista dei tagli, e dell’urgenza di affrontare la questione da parte del parlamento. Ha poi rivolto un pensiero anche agli autori delle violenze: “Sono necessari programmi di riabilitazione e terapia per consentire a queste persone di tornare a essere pienamente responsabili della propria vita. È quindi necessario offrire programmi di sostegno a queste persone e allo stesso tempo proteggere i bambini”. Il presule ha quindi concluso ricordando la serietà con cui la Chiesa d’Irlanda affronta il problema dell’abuso sui minori e riconoscendo l’importanza della prevenzione nei casi di pedofilia attraverso la costituzione di centri di sostegno a coloro che scoprono nel proprio animo una tendenza pedofila. (M.O.)

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    Messa per i pellegrini dell'Oftal nella Grotta delle Apparizioni a Lourdes

    ◊   Un fiume che non sembra aver mai fine. È la processione di barelle e carrozzine che al termine della Messa celebrata da mons. Erminio De Scalzi, vicario della diocesi di Milano, vengono introdotte al luogo più sacro di Lourdes: la Grotta delle Apparizioni. Ed è lì che è possibile cogliere in maniera tangibile la profondità della fede dei malati, dai loro sguardi e dalle mani che toccano quella roccia. È questa una delle immagini che più colpiscono rispetto al tradizionale pellegrinaggio organizzato dall’Oftal (Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes) nel mese di settembre, che vede la presenza presso il Santuario dei Pirenei di quasi 2.500 persone, tra malati, dame, barellieri, medici, infermieri oltre che sacerdoti. Quest’anno un ulteriore segno è dato dalla presenza numerosa (circa 200 persone) di assistiti dalla Fondazione Don Gnocchi, guidati dal presidente generale mons. Angelo Bazzari. Occasione, questa, di ringraziamento - a quasi un anno di distanza - della beatificazione di Don Carlo. Ed ecco, infatti, apparire a fianco del labaro dell’Oftal, quello della Fondazione con il volto sorridente di don Carlo. Come ha ricordato mons. De Scalzi - nel corso della prima cerimonia Oftal, detta dell'accoglienza, in quanto occasione durante la quale viene accolto il personale (in questo caso più di 200), alla prima esperienza di pellegrinaggio a Lourdes – “per molti il pellegrinaggio stesso è un appuntamento irrinunciabile per la propria vita. Per tutti – ha poi proseguito il presule - la Madonna ha in serbo una grazia particolare che forse si scoprirà solo al termine del pellegrinaggio”. I segni di Lourdes, il silenzio, l’ascolto fraterno tra malati e volontari, l'Eucaristia e la confessione: tutti momenti che portano ad interrogarsi rispetto a quale momento della propria esistenza avviene questo pellegrinaggio. Tanti e diversi sono i motivi per i quali si viene a Lourdes, ma per mons. De Scalzi tre sono i doni che ritiene importanti per il proprio cammino: affidare a Maria la propria vita di fede; l’incontro con lo sguardo di chi soffre, che costringe a domandarsi su quel dolore innocente (ed è per questo che a Lourdes l'uomo matura in umanità); infine l'esperienza che a Lourdes si vive in maniera tangibile di riscoperta della Chiesa universale. Nel corso dell’omelia pronunciata durante la Messa nella Grotta, mons. De Scalzi ha tratto spunto dal brano del Vangelo delle Nozze di Canaa per richiamare l'attenzione su Maria, lei che è stata capace ed attenta alle tante necessità, come nel caso del vino, elemento essenziale per la gioia del banchetto nuziale. Spesso oggi i cristiani sono cristiani in chiesa, ma fuori appaiono incoerenti, uguali in tutto e per tutto a chi non crede. Per questo, per mons. De Scalzi, non è l'islam il problema, ma i cristiani che non sono più cristiani. Il più grande miracolo evidente a Lourdes è trovare gioia nel credere anche nel dolore. A Lourdes l’invito di Maria: “Fate tutto quello che vi dirà”. Il suo messaggio a Bernadette è un richiamo a Cristo, suo Figlio. Ecco perché per mons. De Scalzi non è necessario - come oggigiorno spesso avviene - rifugiarsi in devozioni secondarie. Qui a Lourdes tutto porta a una maggiore conoscenza di Gesù. Come avverrà nel pomeriggio di oggi nel corso di uno dei momenti più solenni ed attesi della vita del santuario transalpino, la processione eucaristica che vedrà protagonista l'Oftal ambrosiana. (Da Lourdes, Edoardo Caprino)

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    Roma: pellegrinaggio del corpo di Santa Maria Goretti nella parrocchia a lei dedicata

    ◊   Una festa per Santa Maria Goretti, la “Santa bambina”, attende la parrocchia a lei dedicata, nel quartiere Nomentano di Roma, dove la prossima settimana sarà traslato il corpo della Santa, conservato nel Santuario di Nostra Signora delle Grazie a Nettuno. A 60 anni esatti dalla sua canonizzazione, voluta da Pio XII nel 1950, la figura di Maria Goretti, che a soli 11 anni, il 5 luglio 1902, pagò con la vita la difesa estrema della propria integrità di donna da un tentativo di violenza carnale, è ancora un modello di educazione cristiana vissuta profondamente e di fede matura, nonostante la giovanissima età. Ma quello che rese grande la Santa, fu la forza di perdonare il suo assassino, Alessandro Serenelli, che dopo aver scontato 30 anni di carcere entrò come terziario in un convento di Cappuccini. Le celebrazioni si apriranno lunedì 20 settembre con l’accoglienza del corpo della Santa e la Messa solenne presieduta da mons. Guerino di Tora. Nei giorni successivi, molte saranno le occasioni d’incontro e di confronto con i fedeli, su temi quali la famiglia, il perdono, la forza e il coraggio contro il male, la malattia e la sofferenza, l’Eucarestia e la Santità. Sabato 25 settembre il commiato dalla Santa e festa finale con una pesca di beneficenza e il concerto dei New Trolls. (R.B.)

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    24 Ore nel Mondo



    Al voto in Afghanistan nonostante le violenze dei talebani

    ◊   Al via le operazioni di voto in Afghanistan per le legislative. Diversi gli attacchi dei talebani che hanno provocato almeno una decina di vittime in tutto il Paese. Nonostante il dilagare della violenza i seggi restano aperti. Sentiamo Eugenio Bonanata:

    Oltre il 90 per cento dei 5 mila e 800 seggi ha aperto i battenti. Massiccio il dispiegamento di uomini e mezzi per garantire la sicurezza in tutto il territorio nazionale, presidiato da soldati e polizia locali e da militari dell’ISAF secondo un piano elaborato meticolosamente in questi mesi, che tuttavia non ha impedito le azioni della guerriglia. Come annunciato nei giorni scorsi, i talebani hanno attaccato numerosi seggi – 150 hanno fatto sapere in un comunicato inviato all’agenzia France Presse - proprio per intimorire gli elettori in nome del loro obiettivo che è quello di boicottare la tornata. Nella zona di Herat scoperti telecomandi per far esplodere gli ordigni a distanza. Il presidente Karzai, che ha votato in mattinata a Kabul, parlando di un grande giorno per il Paese, ha chiesto nuovamente agli afgani di fare altrettanto: di scegliere il proprio candidato senza pressioni. Non ci sono ancora dati relativi all’affluenza, definita buona. Nonostante gli attentati e le furiose battaglie in varie parti del Paese – soprattutto nella zona di Herat - in diversi casi sono segnalate lunghe file ai seggi che hanno chiuso proprio in questi minuti. Circa 12 milioni gli aventi diritto chiamati a scegliere tra i 2 mila 500 candidati i 249 deputati della Camera bassa del Parlamento afgano, nella seconda elezione nel Paese dall’inizio dell’invasione americana nel 2001, che ha portato alla caduta del regime talebano. L’altra minaccia di questo appuntamento è rappresentata dai brogli, paventati esplicitamente dall’ONU. Non sono mancate le irregolarità riscontrate dai presidenti di seggio come documenti falsi utilizzati per introdurre finti osservatori. Diverse persone, poi, sono state sorprese mentre cercavano di pulirsi l’inchiostro dalle dita al fine di votare nuovamente.

    Kashmir
    Non si placano le tensioni nel Kashmir indiano scaturite dalla vicenda del rogo del Corano negli Stati Uniti. L’esercito di Nuova Delhi presidia le strade dopo le manifestazioni a sfondo separatista di ieri, che, durante scontri con la polizia, hanno provocato altri tre morti. I giornalisti locali denunciano il “black out” dell'informazione nella regione.

    Onu-Pakistan
    Nuovo appello dell’ONU per aiutare il Pakistan sconvolto dalle alluvioni di questa estate che hanno colpito 20 milioni di persone. Servono 2 miliardi di dollari, ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. Quadruplicata dunque la richiesta iniziale di 460 milioni di dollari. Fino ad ora è stato garantito solo l’80 per cento di questa cifra.

    Iran-Siria
    Le relazioni tra Iran e Siria sono “solide e strategiche”. I due Paesi hanno “lo stesso punto di vista su tutte le questioni”. Sono parole del presidente iraniano, Ahmadinejad, giunto oggi a Damasco per un incontro con il collega siriano Al Assad incentrato sulla situazione nella regione mediorientale. La missione del leader di Teheran prevede anche uno scalo in Algeria prima di arrivare a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite che si apre lunedì. All’appuntamento, tra gli altri, ci sarà anche il presidente statunitense Obama.

    Medio Oriente
    Prosegue la pressione internazionale sul Medio Oriente. In occasione della tappa in Libano e Siria, l’inviato americano nella regione Mitchell ha incontrato i vertici dei due Paesi nel tentativo di coinvolgerli nei negoziati diretti tra Israeliani e Palestinesi. Chiesta la collaborazione di Damasco per evitare il boicottaggio dei colloqui da parte di Hamas. Sul versante Israeliano – oggi in stato di massima allerta per la ricorrenza ebraica dello Yom Kippur – si fa sempre più improbabile l’ipotesi di estendere lo stop dell’espansione degli insediamenti in Cisgiordania, chiesto da Stati Uniti e Unione Europea. La notte scorsa, infine, tre colpi di mortaio, sparati dalla Striscia di Gaza, sono caduti sul territorio dello Stato ebraico senza provocare vittime o danni. L’azione è stata rivendicata da una fazione minore della galassia radicale palestinese.

    Mali
    Offensiva dell’esercito della Mauritania in Mali contro esponenti di al Qaeda nel Maghreb Islamico, sospettati di aver rapito venerdì nel vicino Niger un gruppo di 7 lavoratori stranieri tra cui 5 francesi. Il bilancio è di almeno 12 miliziani uccisi. Secondo fonti militari mauritane le forze francesi non partecipano alle operazioni, iniziate ieri sera nella zona di Timbuctù, ma si sono limitate a fornire notizie di intelligence.

    Onu-Congo
    Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha nuovamente condannato gli stupri di massa avvenuti nell’est della Repubblica Democratica del Congo. In una dichiarazione approvata all’unanimità l’organismo si dice pronto a considerare tutte le misure per fermare le violenze e chiede al governo di Kinshasa di punire i responsabili di tali atti.

    Grecia
    In Grecia continua lo sciopero dei camionisti contro il progetto di privatizzazione del settore previsto dal governo. L’agitazione, giunta al sesto giorno consecutivo, rischia di compromettere la disponibilità di carburante nel Paese dove il clima è sempre più teso. Oggi bombe molotov a Salonicco contro la sede del consolato turco. L’attacco non ha provocato feriti o danni alla struttura. In queste ore il vicepremier greco Pangalos ha affermato che la Turchia mantiene un clima artificiale di tensione nell’Egeo e che Ankara continua a rappresentare una minaccia militare per la Grecia.

    Polonia
    In Polonia liberato il leader dei ribelli ceceni Zakayev, fermato ieri a Varsavia dove era giunto per il congresso mondiale del popolo ceceno. Sull’uomo pende un mandato di cattura internazionale emesso da Mosca, che lo ritiene responsabile di alcuni attentati. Nello stesso tempo, però, beneficia anche dello status di rifugiato politico in Gran Bretagna. Proprio su questo si basa la decisione dei giudici polacchi, che rischia di provocare tensioni con la Russia.

    Elezioni in Svezia
    Elezioni legislative domani in Svezia. La tornata potrebbe sancire lo storico ingresso in Parlamento dell’estrema destra. I sondaggi prevedono, infatti, che il partito dei Democratici in Svezia (SD), per la prima volta nella sua storia, riuscirà a superare la soglia del 4 per cento necessaria per ottenere l’accesso in Parlamento. La formazione rischia dunque di trovarsi in una posizione di forza nel futuro assetto di governo anche perché né la coalizione di centro destra al potere – guidata dal premier uscente Reinfeldt - né i socialdemocratici di Sahlin sembrano in grado di conquistare una vittoria di maggioranza.

    Italia
    In Italia nuove tensioni negli schieramenti politici. Il sottosegretario Miccichè incontra oggi il premier Berlusconi dopo aver annunciato la sua fuoriuscita dal Pdl e la fondazione del Partito del Popolo siciliano. Sul fronte del PD cresce il timore di spaccature all’indomani della presentazione di un documento per il rilancio del partito firmato dall’ex segretario Veltroni. Intanto oggi la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto su Roma capitale approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Lunedì il presidente della Repubblica Napolitano riceverà la cittadinanza onoraria nell’ambito dei festeggiamenti per i 140 anni della proclamazione di Roma capitale d’Italia.

    Messico
    Violente piogge in Messico per l’arrivo dell’uragano Karl, declassato a tempesta tropicale dal Centro nazionale degli uragani degli Stati Uniti. La protezione civile locale ha riferito che due persone, nel centro del Paese, sono morte per una frana che ha sepolto la loro abitazione.

    Marea Nera
    Al via oggi le operazioni per sigillare definitivamente il pozzo di petrolio che ha originato la marea nera nel Golfo del Messico. I responsabili della BP sono riusciti ad intercettare la conduttura principale del greggio attraverso un pozzo supplementare, che sarà riempito di fango misto a cemento. In seguito all’esplosione della piattaforma, avvenuta lo scorso aprile, sono stati riversati in mare quasi 5 milioni di barili di petrolio provocando il peggiore disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti.

    Giappone-Cina
    Ancora tensione tra Giappone e Cina. Oggi un centinaio di manifestanti ha protestato nei pressi dell’ambasciata di Tokyo a Pechino per chiedere la liberazione del capitano di un peschereccio cinese, arrestato la settimana scorsa dalla guardia costiera nipponica in una zona di mare contesa tra i due Paesi. (Panoramica internazionale a cura di Eugenio Bonanata)

    Bollettino del Radiogiornale della Radio Vaticana Anno LIV no. 261

    E' possibile ricevere gratuitamente, via posta elettronica, l'edizione quotidiana del Bollettino del Radiogiornale. La richiesta può essere effettuata sulla home page del sito www.radiovaticana.va/italiano.

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