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Sommario del 05/09/2010

Il Papa e la Santa Sede

  • Ogni Pastore è chiamato a trasmettere una ‘sapienza’, che coniughi fede e vita: così il Papa a Carpineto Romano
  • Siate saldi a dispetto di una cultura dell’incertezza: così il Papa all’Angelus parla ai giovani
  • Partecipazione della S. Sede alla vicenda Sakineh: eventuali interventi non in forma pubblica ma per vie diplomatiche: così padre Lombardi interpellato dai giornalisti
  • La libertà religiosa al centro del Congresso dei laici dell’Asia, conclusosi oggi
  • Oggi in Primo Piano

  • Bambini e donne: le priorità in Pakistan ad un mese dall’emergenza alluvione
  • 13 anni fa moriva Madre Teresa di Calcutta: celebrazioni oggi a Roma, Calcutta, Skopje
  • Chiesa e SocietÓ

  • Dal convegno ‘Custodisci questa terra’, appello per uno sviluppo sostenibile
  • “Santificare noi sacerdoti”: l’obiettivo del ritiro annuale dei preti della diocesi cinese di Feng Xiang
  • Continuano le e-conference in Australia: la prossima è sulla figura di Gesù
  • Aperte le iscrizioni al 10.mo corso biennale in Dottrina sociale della Chiesa
  • Celebrata oggi in Cile la Giornata dei Migranti
  • Al XII Religion Today Filmfestival 57 film in rassegna
  • A breve l’inizio delle riprese del Gesù “bollywoodiano”
  • 24 Ore nel Mondo

  • Due morti per raid aerei su Gaza mentre si discute a livello diplomatico sugli insediamenti ebraici
  • Il Papa e la Santa Sede



    Ogni Pastore è chiamato a trasmettere una ‘sapienza’, che coniughi fede e vita: così il Papa a Carpineto Romano

    ◊   Benedetto XVI si è recato stamani a Carpineto Romano, paese natale di Papa Leone XIII. La visita apostolica nella cittadina laziale, in occasione del bicentenario della nascita di Papa Gioacchino Pecci è stata “breve e tutta concentrata” – ha detto il Santo Padre – nella celebrazione eucaristica in cui troviamo tutto: “la Parola e il Pane di vita eterna, che nutrono la fede, la speranza e la carità”. Davanti a migliaia di fedeli Benedetto XVI ha ricordato i doni spirituali lasciati da Papa Gioacchino Pecci e riferendosi al suo imprescindibile contributo nella dottrina sociale della Chiesa, ha sottolineato che “i cristiani, agendo come singoli cittadini, o in forma associata, costituiscono una forza benefica e pacifica di cambiamento profondo”. Il servizio del nostro inviato a Carpineto Romano, Amedeo Lomonaco:

    Davanti ad una piazza gremita, incastonata tra case e monti, il Santo Padre ha ricordato la figura di Leone XIII, nato a Carpineto il 2 marzo 1810. La sua eredità è profondamente legata al primato di Dio. Seguire Cristo – ha affermato il Papa – è “impegnativo” e non può dipendere da “entusiasmi e opportunismi”. Deve essere “una decisione ponderata” presa dopo essersi domandati in coscienza: chi è Gesù per me? “Dio è al di là della nostra portata, e i suoi disegni sono imperscrutabili” ma in Cristo – ha detto il Santo Padre - trovano “risposta le domande dell’uomo di ogni tempo che cerca la verità su Dio”:

    “Pur rimanendo sempre vero che ‘Dio, nessuno lo ha mai visto’ (Gv 1,18), ora noi conosciamo il suo ‘nome’, il suo ‘volto’, e anche il suo volere, perché ce li ha rivelati Gesù, che è la Sapienza di Dio fattasi uomo. Così – scrive l’Autore sacro – gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza” (Sap 9,18)”.

    Questo richiamo fondamentale della Parola di Dio – ha aggiunto il Papa – fa pensare a due aspetti della vita e del ministero del Sommo Pontefice Leone XIII, la grande fede e la profonda devozione:

    “Questo rimane sempre la base di tutto, per ogni cristiano, compreso il Papa. Senza la preghiera, cioè senza l’unione interiore con Dio, non possiamo far nulla, come disse chiaramente Gesù ai suoi discepoli durante l’Ultima Cena (cfr Gv 15,5).

    Le parole e gli atti di Papa Pecci lasciavano trasparire “la sua intima religiosità”. Tra le sue Encicliche e Lettere Apostoliche, come il filo in una collana, “vi sono quelle di carattere propriamente spirituale, dedicate soprattutto all’incremento della devozione mariana”. E in questa “catechesi” che scandisce 25 anni di Pontificato sono custoditi anche i “documenti su Cristo Redentore, sullo Spirito Santo, sulla consacrazione al Sacro Cuore, sulla devozione a san Giuseppe, su san Francesco d’Assisi”:

    “Tutti questi diversi elementi mi piace considerarli come sfaccettature di un’unica realtà: l’amore di Dio e di Cristo, a cui nulla assolutamente va anteposto. E questa sua prima e principale qualità Vincenzo Gioacchino Pecci la assimilò qui, nel suo Paese natale, dai suoi genitori, dalla sua parrocchia”.

    Ma vi è anche un altro aspetto che deriva sempre dal primato di Dio e di Cristo e si riscontra “nell’azione pubblica di ogni Pastore della Chiesa”:

    “Ogni Pastore è chiamato a trasmettere al popolo di Dio non delle verità astratte, ma una ‘sapienza’, cioè un messaggio che coniuga fede e vita, verità e realtà concreta. Il Papa Leone XIII, con l’assistenza dello Spirito Santo, è stato capace di fare questo in un periodo storico tra i più difficili per la Chiesa, rimanendo fedele alla tradizione e, al tempo stesso, misurandosi con le grandi questioni aperte”.

    Prendendo spunto dalla liturgia e dalla lettera di San Paolo nella quale l’apostolo invita un padrone ad accogliere il suo schiavo Onesimo come fratello in Cristo, il Pontefice ha quindi ricordato “la spinta di promozione umana apportata dal cristianesimo nel cammino della civiltà”:

    “La nuova fraternità cristiana supera la separazione tra schiavi e liberi, e innesca nella storia un principio di promozione della persona che porterà all’abolizione della schiavitù, ma anche ad oltrepassare altre barriere che tuttora esistono. Il Papa Leone XIII dedicò proprio al tema della schiavitù l’Enciclica Catholicae Ecclesiae, del 1890”.

    Il Papa si è quindi soffermato sul contesto in cui nacque due secoli fa Papa Gioacchino Pecci. L’Europa risentiva della “grande tempesta napoleonica”, la Chiesa e numerose espressioni della cultura cristiana “erano messe radicalmente in discussione”. La vita quotidiana era “dura e difficile” e intanto “si andava sviluppando l’industria e con essa il movimento operaio”. Quando poi fu eletto al soglio pontificio, Leone XIII sentì il compito di presentare “una lettura complessiva e prospettica della nuova società”. Ed è in questa cornice che prende corpo il magistero sociale di Leone XIII, “reso celeberrimo e intramontabile dall’enciclica Rerum Novarum”:

    “In un’epoca di aspro anticlericalismo e di accese manifestazioni contro il Papa, Leone XIII seppe guidare e sostenere i cattolici sulla via di una partecipazione costruttiva, ricca di contenuti, ferma sui principi e capace di apertura. Un Papa molto anziano, ma saggio e lungimirante, poté così introdurre nel XX secolo una Chiesa ringiovanita, con l’atteggiamento giusto per affrontare le nuove sfide”.

    Salito al Soglio Pontificio nel 1878, dopo la breccia di Porta Pia, Leone XIII - ha detto il Santo Padre - “era un Papa ancora politicamente e fisicamente ‘prigioniero’ in Vaticano, ma in realtà, con il suo magistero, rappresentava una Chiesa capace di affrontare senza complessi le grandi questioni della contemporaneità”. Affrontare le sfide attingendo alla luce del Vangelo significa affidarsi alla Verità. E l’essenziale – ha concluso – è “l’amore di Cristo che rinnova gli uomini e il mondo”.

    Prima della Santa Messa Benedetto XVI è stato accolto al suo arrivo da autorità civili e religiose, tra cui il vescovo di Anagni – Alatri, mons. Lorenzo Loppa, il parroco di Carpineto Romano, don Giuseppe Ghirelli, ed il sindaco. Carpineto, oggi in particolare, è un ponte ideale tra due Pontificati legati a momenti storici diversi, ma accomunati da una visione della società contemporanea illuminata dal messaggio evangelico. Una visita apostolica che per il paese di Carpineto ha anche un alto valore simbolico, come sottolinea al microfono di Amedeo Lomonaco il primo cittadino Quirino Briganti:

    R. - Carpineto Romano in questo caso assume un effetto simbolico straordinario come la città per eccellenza del Pontefice che ebbe la grande capacità di saper coniugare i temi più prettamente religiosi a quelli più di carattere sociale.

    D. - In quest’Anno Leoniano la sfida è quella di trasformare Carpineto in un laboratorio di studi sociali, contestualizzandolo poi nell’epoca contemporanea la questione sociale…

    R. - Noi stiamo cercando di ragionare su questa questione. La complessità del terzo millennio rappresenta una sfida enorme così come rappresentava una sfida enorme la Rivoluzione Industriale per Leone XIII alla fine dell’Ottocento. Quindi attualizzare quel messaggio così forte per fare in modo di essere una città simbolo della questione sociale e dove sviluppare un laboratorio permanente, anche attraverso il nostro Istituto culturale Leone XIII che lavora permanentemente su queste tematiche.

    D. - Infatti, anche se si tratta di contesti profondamente diversi, ci sono delle analogie tra i periodi storici dei Pontificati di Leone XIII e Papa Benedetto XVI. Entrambi questi periodi, ad esempio, sono segnati da profonde e rapide trasformazioni dovute, in un caso, a mutate condizioni di lavoro e, nell’altro, alla globalizzazione. Ci sono quindi delle distanze, ma anche delle convergenze…

    R. - Il tema della globalizzazione e la capacità, appunto, di governo mondiale per evitare che le fasce più deboli e i popoli più deboli vengano schiacciati dalla globalizzazione. Le capacità poi di mettere in campo misure che possano essere realmente solidali vedono proprio nel nostro Pontefice un punto di riferimento. Questa piccola comunità è orgogliosa di aver dato i natali ad un Pontefice come Leone XIII e, dunque, le attenzioni di Benedetto XVI su queste tematiche creano un ricorso storico straordinario.

    D. - Grande impulso ha dato Papa Leone XIII ai temi della formazione e dell’educazione. Come si traducono oggi nel tessuto di Carpineto quegli insegnamenti di Papa Gioacchino Pecci?

    R. – La nostra è una realtà molto associata, con una presenza forte naturalmente del mondo legato alla chiesa locale, ma soprattutto una grande capacità di confronto e di partecipazione. Questo potrebbe essere un po’ l’elemento caratterizzante della nostra comunità, che sente ancora sulla pelle la presenza di Leone XIII. Oggi, i luoghi più importanti e significativi portano il nome di Leone XIII: un segno di grande riconoscenza, di affetto e di rispetto verso un Pontefice e verso il quale abbiamo il compito - come città natale - di promuoverne la figura, il pensiero e le opere.

    Nell’omelia Benedetto XVI ha ricordato come Leone XIII abbia contribuito “all’incremento della devozione mariana, specialmente mediante il Santo Rosario”. La comunità carpinetana è profondamente legata all’Immacolata, Patrona del paese, e anche la visita del Santo Padre è un’ulteriore attestazione di questo legame, come ricorda don Giuseppe Ghirelli, parroco di Carpineto, intervistato da Amedeo Lomonaco:

    R. - Abbiamo invitato ufficialmente il Papa, attraverso il nostro vescovo, durante l’udienza che abbiamo avuto il 12 novembre 2008 per la chiusura di un Anno mariano straordinario che abbiamo celebrato a Carpineto. Una anno dedicato all’Immacolata che è la Patrona di Carpineto Romano. In quella occasione, erano 700 parrocchiani presenti, presentammo insieme al vescovo la richiesta al Papa.

    D. - E poi la conferma è arrivata l’8 dicembre del 2009, giorno della Festa dell’Immacolata Concezione, e alla Madonna il paese di Carpineto è particolarmente legato…

    R. - Sì perché l’Immacolata è patrona di Carpineto Romano per un legame secolare ormai: il 6 dicembre 1657, il Consiglio comunale di Carpineto - il paese era colpito dalla peste bubbonica - decise di raccomandarsi alla Madonna e fece un voto pubblico. Esiste ancora il registro firmato, nel quale i carpinetani si impegnavano a festeggiare il giorno dell’Immacolata l’8 dicembre - duecento anni prima della proclamazione del dogma - a fare digiuno la vigilia e quindi il giorno 7 e a consacrare un giorno durante l’anno all’Immacolata. C’è quindi un legame prezioso con la patrona, l’Immacolata di Carpineto. Io dico sempre che il Papa viene a Carpineto principalmente per merito di due persone: una è l’Immacolata, perché abbiamo presentato la richiesta durante l’Anno mariano straordinario; e l’altra è Leone XIII.

    D. - La visita del Santo Padre si inserisce proprio nell’ambito dell’Anno leoniano che è stato aperto lo scorso 2 marzo ed interamente dedicato alla figura di Papa Gioacchino Pecci…

    R. - Le iniziative sono state molteplici. L’intento grande, in accordo chiaramente con il Comune e con la Diocesi, è quello di aiutare un po’ tutti - i fedeli anzitutto, ma anche tutti gli altri - a scoprire meglio il ricco magistero di Leone XIII.

    D. - Un Papa verso cui i carpinetani nutrono grande affetto. Ci può ricordare come lo chiamano i carpinetani?

    R. - Sì, la memoria di Leone XIII è molto viva qui nel paese perché fino agli anni Quaranta e Cinquanta c’erano persone che lo avevano conosciuto personalmente. In paese lo chiamano, nel nostro dialetto, “jo papa nòstro” (il Papa nostro) e lo sentono veramente molto vicino e molto familiare.

    D. - E con grande affetto la popolazione di Carpineto ora ha accolto il Santo Padre…

    R. - Sì, siamo proprio contentissimi di questo, che è un regalo grande. Papa Benedetto XVI si pone sulla scia degli altri Pontefici, perché Carpineto ha dato i natali a Leone XIII, ma poi è venuto Paolo VI nel ’76, Giovanni Paolo II nel ’91 ed ora Benedetto XVI. I Papa vengono sempre a ricordare “jo papa nòstro” Leone XIII.

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    Siate saldi a dispetto di una cultura dell’incertezza: così il Papa all’Angelus parla ai giovani

    ◊   A dispetto di una “cultura indecisa sui valori di fondo”, il Papa lancia ai giovani una proposta che definisce lui stesso “controcorrente”. Benedetto XVI, rientrato a CastelGandolfo dopo la visita a Carpineto Romano, ha scelto di dedicare la riflessione all’Angelus al messaggio per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù, che avrà luogo a Madrid tra poco meno di un anno. Ha iniziato la sua riflessione scusandosi per il lieve ritardo. Il servizio di Fausta Speranza:

    “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”: è questa l’espressione dell’apostolo Paolo nella Lettera ai Colossesi che Benedetto XVI sceglie per i giovani. E' il Papa stesso a chiedersi: Chi oggi propone ai giovani di essere “radicati” e “saldi”? E dunque richiama con forza a riflettere sulla cultura che sembra dominante: una cultura che definisce “indecisa riguardo ai valori di fondo, ai principi in base ai quali orientare e regolare la propria vita". Il Papa le nuove generazioni, e non solo, sul fatto che “si esalta l’incertezza, la mobilità, la volubilità”. E poi sembra porsi nei panni dei giovani:

    “In realtà, io stesso, per la mia esperienza e per i contatti che ho con i giovani, so bene che ogni generazione, anzi, ogni singola persona è chiamata a fare nuovamente il percorso di scoperta del senso della vita".

    Per questo – spiega – ha scelto l’immagine dell’albero: “Il giovane, infatti, è come un albero in crescita: per svilupparsi bene ha bisogno di radici profonde, che, in caso di tempeste di vento, lo tengano ben piantato al suolo".

    Benedetto XVI parla anche di “valide fondamenta” perché una casa sia sicura. E indica ai giovani le fondamenta per eccellenza:

    “La piena maturità della persona, la sua stabilità interiore, hanno il fondamento nella relazione con Dio, relazione che passa attraverso l’incontro con Gesù Cristo".

    “Un rapporto di profonda fiducia, di autentica amicizia con Gesù – afferma il Papa - è in grado di dare ad un giovane ciò di cui ha più bisogno per affrontare bene la vita":

    “Serenità e luce interiore, attitudine a pensare positivamente, larghezza d’animo verso gli altri, disponibilità a pagare di persona per il bene, la giustizia e la verità".

    “Se nessun uomo è un’isola, - aggiunge il Papa - tanto meno lo è il cristiano, che scopre nella Chiesa la bellezza della fede condivisa e testimoniata insieme agli altri nella fraternità e nel servizio della carità".

    Poi i saluti nelle varie lingue: in francese un pensiero all’inizio delle attività scolastiche e all’importanza della conoscenza di Dio. In inglese un riferimento alla messa celebrata in mattinata a Carpineto con l’augurio che il magistero di Papa Leone XIII continui a ispirare una società fondata sugli insegnamenti di Cristo. In spagnolo il richiamo alla prossima GMG a Madrid. In polacco, l’invito a riflettere sul messaggio scelto per la GMG. Infine un saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare il gruppo di cresimandi di Santorso di Schio. “Un saluto speciale alla comunità di Castel Gandolfo, che oggi celebra la festa del patrono San Sebastiano”.

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    Partecipazione della S. Sede alla vicenda Sakineh: eventuali interventi non in forma pubblica ma per vie diplomatiche: così padre Lombardi interpellato dai giornalisti

    ◊   La Santa Sede segue la vicenda di Sakineh con attenzione e partecipazione. E’ quanto ha dichiarato il direttore della Sala Stampa vaticana, interpellato dai giornalisti dopo che si è parlato di un appello rivolto dal figlio della donna iraniana alla comunità internazionale e al Vaticano. Padre Lombardi ha sottolineato che “è nota la posizione della Chiesa contraria alla pena di morte”, e che “la lapidazione è una sua forma particolarmente brutale”. Padre Lombardi ha ricordato che quando alla Santa Sede è richiesto in modo appropriato di intervenire su questioni umanitarie presso autorità di altri Paesi, “come è avvenuto molte volte in passato, usa farlo non in forma pubblica, ma attraverso i propri canali diplomatici”.

    Per quanto riguarda gli ultimi sviluppi della vicenda di Sakineh Mohammadi Ashtiani, condannata in Iran alla lapidazione per adulterio e complicità nell’assassinio del marito, bisogna riferire che secondo il suo avvocato l’esecuzione rischia di essere questione di ore. La Corte Suprema iraniana non ha ancora formalmente accolto il ricorso contro la condanna. (A cura di Fausta Speranza)

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    La libertà religiosa al centro del Congresso dei laici dell’Asia, conclusosi oggi

    ◊   Con una solenne celebrazione eucaristica, si è concluso stamani il Congresso dei laici cattolici dell’Asia, ospitato da Seoul, in Corea del Sud. A presiedere la Messa, nella cattedrale della città, è stato l’arcivescovo di Seoul, cardinale Nicholas Cheong Jinsuk. Tanti i temi trattati dal Congresso, dedicato alla proclamazione di Cristo in Asia. Ma qual è stata la questione più rilevante dei lavori? Isabella Piro lo ha chiesto al cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, che ha organizzato l’evento:

    R. - Attualmente il problema più grave - segnalato da molti delegati al Congresso - riguarda la limitazione o addirittura la negazione della libertà religiosa e il fondamentalismo integralista che generano delle vere e proprie persecuzioni religiose. In Asia oggi purtroppo ritornano i martiri. Molti cristiani asiatici vivono impauriti perché minacciati. Questo Congresso è stato un’occasione provvidenziale per esprimere nei loro confronti la nostra solidarietà e la nostra profonda comunione nella fede. Inoltre, per molti partecipanti, questo Congresso è stato come una salutare boccata di ossigeno, un dono di speranza: “Non siete soli e dimenticati, la Chiesa universale è con voi”. C’è da dire, però, che la vita della Chiesa in Asia non è fatta solo da problemi e sfide! Nonostante le molteplici difficoltà, la Chiesa in Asia vive e cresce, diventa sempre più missionaria. E questo è stato motivo di grande gioia per tutti i partecipanti. Ecco dunque la grande consegna di questo Congresso a tutti i fedeli laici dell’Asia: essere messaggeri significativi e persuasivi della vera e grande speranza, Gesù Cristo!

    D. - Parliamo di dialogo interreligioso: qual è il ruolo dei laici in un contesto come quello asiatico, in cui il fondamentalismo è in crescita?

    R. - Il contributo dei fedeli laici in questo ambito è addirittura indispensabile! Essi si trovano in prima linea, impegnati laddove vivono, in una specie di “dialogo di vita quotidiana”. La testimonianza di una carità evangelica, capace di chinarsi in maniera disinteressata su ogni sofferenza umana - indipendentemente dall’appartenenza religiosa - e l’apertura alla collaborazione costruttiva per il bene comune delle comunità locali di appartenenza possono fare veramente dei miracoli! Durante il Congresso abbiamo ascoltato molte testimonianze in questo senso. Vale la pena sottolineare che non deve esserci contrapposizione tra l’annuncio di Cristo e il dialogo con le altre religioni: occorre, infatti, che questi due elementi mantengano il loro legame intimo e, al tempo stesso, la loro distinzione, per cui non vanno né confusi, né strumentalizzati, né giudicati equivalenti come se fossero intercambiabili.

    D. - Possiamo comunque dire che il bilancio di questo Congresso è un bilancio positivo?

    R. - Questo Congresso è stato veramente un grande dono per tutta la Chiesa che vive e svolge la sua missione in Asia. Credo che ciascun delegato, al termine di questo Congresso, sia più forte nella speranza, più ricco di amore per la Chiesa che vive in questo continente, più impegnato nella sua missione. Molti hanno scoperto con una chiarezza nuova la bellezza di essere cristiani. Allora, questo Congresso non può terminare qui, ma deve continuare come fermento evangelico nella vita di tutti i partecipanti.

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    Oggi in Primo Piano



    Bambini e donne: le priorità in Pakistan ad un mese dall’emergenza alluvione

    ◊   Ad un mese dall’inizio dell’emergenza la situazione in Pakistan diventa di giorno in giorno più drammatica. Particolarmente difficile è la situazione dei bambini: secondo Save the Children, quasi 2 milioni e mezzo di minori non sono stati ancora raggiunti dagli aiuti alimentari di cui hanno disperatamente bisogno. L’Organizzazione è impegnata in una corsa contro il tempo con più di 600 tra medici e operatori umanitari attivi in 4 province, dove ha raggiunto in 30 giorni 300.000 persone con soccorsi sanitari e distribuzione di aiuti. Salvatore Sabatino ne ha parlato con Michele Prosperi, responsabile comunicazione di Save The Children Italia:

    R. – Sono ancora più di due milioni e 400 mila i bambini che stanno disperatamente attendendo il cibo. Cibo senza il quale difficilmente riusciranno a sopravvivere. Si tratta veramente di una corsa contro il tempo.

    D. – A preoccupare maggiormente è il loro stato di salute…

    R. – Sono centinaia di migliaia i casi di diarrea acuta. La diarrea acuta causa una disidratazione che, di fatto, può essere letale anche nel giro di poche ore se non viene curata e se non si interviene in modo opportuno. La situazione, quindi, è critica rispetto alle malattie, rispetto all’assenza di cibo, perché risultano anche parecchi casi di bambini che non ce l’hanno fatta a resistere e sono morti di stenti. A questo s’aggiunge, e non lo dobbiamo dimenticare, un altro motivo di preoccupazione: 100 mila donne sono in stato avanzato di gravidanza e partoriranno entro i prossimi 30 giorni.

    D. – Per loro è stato messo a punto un piano speciale?

    R. – In questo caso l’intervento – soprattutto di Save The Children – è di garantire le condizioni igieniche minime di sicurezza per poter predisporre il parto ed evitare le conseguenze peggiori, che possono anche essere estreme per la vita delle partorienti ed anche per quella dei nascituri.

    D. – Voi siete impegnati con 600 persone tra medici ed operatori umanitari nel Paese. Quali sono le richieste da parte della popolazione?

    R. – Dobbiamo pensare che soltanto il 20 per cento della popolazione in tutte le aree colpite è stata raggiunta, in questo momento, dai soccorsi. Una prima emergenza, la priorità assoluta, quindi, è raggiungere nel minor tempo possibile tutte le comunità che sono ancora isolate e che non sono state raggiunte da nessun tipo di aiuto. Dove invece siamo già arrivati con le nostre equipe mobili, le cliniche mobili e la distribuzione degli aiuti, la priorità è assolutamente quella di evitare la diffusione delle malattie e di garantire un’alimentazione minima.

    D. – Cosa fare nel concreto per aiutare la popolazione pakistana?

    R. – E’ attivo – e sarà attivo fino al 27 settembre – il numero di telefono 45504, al quale è possibile chiamare da cellulari oppure da rete fissa Telecom per donare due euro e sostenere gli interventi di Agire, che raggruppa le principali Ong italiane presenti in Pakistan, tra cui Save The Children. E’ davvero molto importante il sostegno ed un sostegno immediato, perché è fondamentale arrivare in tempo affinchè questi milioni di bambini possano avere la possibilità di farcela.

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    13 anni fa moriva Madre Teresa di Calcutta: celebrazioni oggi a Roma, Calcutta, Skopje

    ◊   Dopo l'apertura delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita, i luoghi più significativi della vita di Madre Teresa di Calcutta tornano ad ospitare nuove cerimonie, in particolar modo oggi, giorno in cui ricorre la festa liturgica della Beata, scomparsa il 5 settembre 1997. Il servizio di Alessandro De Carolis:

    Calcutta, Skopje, Roma, senza contare le innumerevoli iniziative religiose e non solo con le quali il mondo si è mobilitato per ricordare i 13 anni della nascita al cielo della “madre dei poveri”. La chiesa romana di San Gregorio al Celio vedrà stasera, alle 19, il prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il cardinale Ivan Dias, presiedere la celebrazione della Messa in memoria di Madre Teresa: Messa preceduta ieri sera da una Veglia di preghiera impreziosita dall’esecuzione dell’Oratorio della Beata Teresa di Calcutta, composto dal maestro Marcello Bronzetti. Ma è la città di Pristina, capoluogo del Kosovo, uno dei fulcri delle celebrazioni del 2010. A nome del Papa, oggi è l’arcivescovo di Bar in Montenegro, mons. Zef Gashi, a presiedere il solenne rito di dedicazione di una nuova Chiesa al nome di Madre Teresa: con lui sull’altare saranno anche mons. Dodë Gjergji, amministratore apostolico di Prizren, e i vescovi dell’Albania, con i fedeli di tutte le parrocchie del Kosovo riuniti in un pellegrinaggio nazionale a fare da corona a questo avvenimento. Lo stesso mons. Gashi, ne ha parlato con il responsabile del Programma albanese della nostra emittente, don Davide Djudjaj:

    R. – E’ un’occasione molto felice, perché possiamo davvero celebrare questo avvenimento in un clima di libertà religiosa e in circostanze abbastanza buone. E poi perché tramite un rappresentante – in questo caso la mia persona – sarà avvertita anche la presenza del Santo Padre. E’ una cosa molto importante per la nostra gente, per i nostri fedeli e questo sarà per noi un incoraggiamento, un gesto di fiducia che stimolerà in tutti un comportamento più intenso per il futuro della Chiesa nel Kosovo.

    D. – Eccellenza, i genitori di Madre Teresa sono nativi del Kosovo. In che modo, Madre Teresa insegna a superare le divergenze, le differenze, e a ritrovarsi poi su quei valori intramontabili e indispensabili per costruire una nuova società, un nuovo tessuto di convivenza tra religioni ed etnie?

    R. – Dopo un decennio di guerra, dopo tante ingiustizie, sacrifici, odio, speriamo che questa festa e la stessa figura di Madre Teresa – come Nobel per la pace, come una suora che ha fatto molto in tutto il mondo – sia un’occasione privilegiata per cominciare a costruire una società fondata sulla convivenza tra la gente, proprio grazie all’esempio che ci ha dato Madre Teresa.

    Questi stessi sentimenti sono condivisi da padre Lush Gjergji, biografo della Beata, che al microfono di don Davide Djudjaj parla dell’intramontabile eredità di Madre Teresa lasciata alla sua gente e non solo:

    R. – Per i cristiani, prima di tutto, lei è una testimone davvero straordinaria dell’amore di Cristo per l’uomo, e soprattutto per l’uomo sofferente. Dunque, una sofferenza motivata e offerta. Il nostro popolo e la nostra Chiesa da duemila anni hanno subito diversi martirii, ci sono diverse ferite, storiche e attuali. Madre Teresa ha trovato la medicina per sanare tutto, le ferite del corpo e dell’anima: l’amore. Per tutti gli uomini di buona volontà Madre Teresa rappresenta una maestra e una madre, perché lei ha molto da dire e da dare al mondo intero nel senso del dialogo interetnico, interreligioso, della riconciliazione, del perdono. Lei diceva: piccole cose con grande amore; se non possiamo fare altro che sorridere sorridiamo e con questo sorriso diamo un segnale all’altro che lo apprezziamo, gli vogliamo bene e lo vogliamo aiutare.

    Anche Skopje, in Macedonia – città natale dell’Angelo dei poveri – la ricorda con una Messa solenne nella cattedrale del Sacro Cuore, presieduta dal vescovo mons. Kiro Stojanov. In Albania, invece, la Messa nella memoria di Madre Teresa è presieduta nella cattedrale di San Paolo dall’arcivescovo di Tirana-Durazzo, Rrok Kola Mirdita, mentre a Scutari è l’arcivescovo Angelo Massafra a officiare l’Eucaristia nel nome di Madre Teresa. Ovviamente, al centro di queste celebrazioni internazionali sono l’India e Calcutta. Una Messa solenne è stata celebrata nel Collegio di St. Xavier di Calcutta dal nunzio apostolico in India, l’arcivescovo Salvatore Pennacchio. Nella città che vide la giovane suora tendere per prima la mano ai più poveri dei poveri, oggi c’è il cuore della Congregazione femminile delle Missionarie della Carità. Ma dal carisma femminile scaturirono anche alcuni rami maschili, tra i quali nel 1984 quello dei Missionari della Carità Contemplativi, fondati da Madre Teresa assieme al sacerdote indiano, padre Sebastian Vazhakala, attuale superiore generale dell’Istituto. Fabio Colagrande lo ha intervistato:

    R. - Madre Teresa è madre di tutti, madre per gli indù, per i musulmani, per i cristiani di tutte le religioni. E questo perché è Madre Teresa, è una persona sopra ogni religione, ogni bandiera. Quando qualcuno arrivava alla Casa, la Madre non chiedeva a quale religione appartenesse: serviva tutti in egual modo, senza considerare niente, solo la fede in Dio. Tutti considerano Madre Teresa una persona speciale, proprio perché la sua opera, che è stata opera di Dio, è stata un’opera di amore e di carità.

    D. - Com’è cambiata in India la situazione sociale, economica e sanitaria rispetto all’epoca in cui Madre Teresa iniziò la sua missione?

    R. - E’ cambiato molto, anche perché i ricchi hanno cominciato a condividere con i poveri molto più rispetto a prima. Condividendo con i poveri hanno trovato la loro gioia, la loro felicità e una maggiore realizzazione nella loro religione, perché la religione indù invita ad aiutare i poveri. La condivisione di Madre Teresa ha aiutato molto, perché per lei erano tutti uguali. Madre Teresa ha insegnato a vivere non “ieri”, non “domani”, ma l’oggi. Madre Teresa diceva sempre: “Che cosa posso fare? Ma lo devo fare oggi”. (Montaggi a cura di Maria Brigini)

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    Chiesa e SocietÓ



    Dal convegno ‘Custodisci questa terra’, appello per uno sviluppo sostenibile

    ◊   “I cristiani devono avere uno sguardo attento sul creato ed essere pronti a far sentire la propria voce davanti agli abusi sull’ambiente”. Con questo invito mons. Franco Agostinelli, vescovo di Grosseto, è intervenuto questa mattina nel Monastero di Siloe, a Poggi del Sasso, al convegno sul tema “Custodisci questa terra. Dallo sviluppo sostenibile allo sviluppo responsabile”, promosso da Coldiretti e dall’Associazione culturale per la salvaguardia del creato, Greenaccord. “La terra è la nostra casa – ha continuato il presule - quindi ognuno di noi deve sentire questa responsabilità da vicino. Il nostro impegno per uno sviluppo responsabile parte dal quotidiano avendo il coraggio anche di denunciare alle istituzioni eventuali sprechi ambientali”. E durante l’incontro, che si è svolto in occasione della quinta Giornata per la salvaguardia del creato promossa dalla Conferenza episcopale italiana loscorso primo settembre, si è posta una grande attenzione all’educazione delle giovani generazioni, affidata non solo ai genitori ma anche alla scuola, agli educatori parrocchiali e alla società. “È molto importante – ha spiegato Alfonso Cauteruccio, segretario generale di Greenaccord – far capire ai ragazzi che i grandi cambiamenti climatici sono legati anche ai nostri comportamenti quotidiani. Fare la raccolta differenziata, ridurre l’uso di acqua corrente, andare a piedi o usare la bicicletta quando è possibile, evitare l’auto, sono piccole accortezze che proteggono l’ambiente e il loro futuro”. Stefano Masini, responsabile ambiente e territorio della Coldiretti, ha ricordato, invece, l’importanza di favorire un consumo di prodotti a “chilometro zero”, cioè del territorio, perché, non viaggiando, hanno un impatto climatico inferiore a quelli che provengono da Paesi lontani. (A cura di Marina Tomarro)

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    “Santificare noi sacerdoti”: l’obiettivo del ritiro annuale dei preti della diocesi cinese di Feng Xiang

    ◊   “Dobbiamo consolidare la fede di noi sacerdoti attraverso gli insegnamenti della Chiesa sulla spiritualità, sulla vita e sul sacerdozio stesso”: con queste parole, riportate dall’agenzia Fides, mons. Luca Li Jing Feng, vescovo della diocesi di Feng Xiang, nella provincia dello Shaan Xi, Cina continentale, ha inaugurato il ritiro annuale dei sacerdoti che si è tenuto dal 23 al 31 agosto scorsi. “L’obiettivo del ritiro – ha spiegato il presule ai 32 sacerdoti presenti – è santificare i sacerdoti, per poter poi santificare il prossimo”. La diocesi di Feng Xiang è suddivisa in quattro decanati e 30 parrocchie, conta 20mila fedeli, 38 sacerdoti e 60 religiose di tre diverse congregazioni femminili. La diocesi nasce come missione francescana e ancora oggi è animata dai devoti del Santo di Assisi. (R.B.)

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    Continuano le e-conference in Australia: la prossima è sulla figura di Gesù

    ◊   Si terrà il 16 settembre al Broken Bay Institute’s di Melbourne, in Australia, ma sarà seguita via internet dalla comunità in ogni angolo del Paese, la prossima e-conference nazionale “Jesus the Christ: fully human, truly divine”, il cui oratore principale sarà padre Gerald O’Collins. Il modello comunicativo delle e-conference in Australia, scrive la Fides, è stato adottato nel 2009 e costituisce un modo nuovo di far partecipare le comunità cattoliche dell’Australia a dibattiti all’avanguardia con rinomati oratori internazionali e locali. Negli appuntamenti precedenti si erano trattati i temi dell’Anno Paolino, di San Luca e di Maria-Prima discepola. (R.B.)

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    Aperte le iscrizioni al 10.mo corso biennale in Dottrina sociale della Chiesa

    ◊   Inizieranno il 2 ottobre le lezioni del decimo corso biennale in Dottrina sociale della Chiesa, promosso dalla Fondazione Centesimus Annus-Pro Pontifice in collaborazione con il Centro interdisciplinare della Pontificia Università Lateranense, a Roma. Dignità della persona, destinazione universale dei beni, solidarietà, sussidiarietà, bene comune, pluralismo sociale e partecipazione sono le fondamenta della Dottrina sociale della Chiesa e gli argomenti affrontati durante il corso. Si tratta della “grammatica comune” per i costruttori di pace: così il segretario generale della Fondazione, Massimo Gattamelata nel corso della presentazione del nuovo biennio. Il corso di studi si rivolge ai soci fondatori, ai membri della Fondazione, ma anche ai professionisti con ruoli di responsabilità nel campo della Pastorale del lavoro, ma anche ai giovani che vogliono impostare la loro vita lavorativa e personale secondo i principi della dottrina sociale della Chiesa. Le lezioni sono strutturate in moduli a cadenza mensile e le iscrizioni, da inviare per posta elettronica, sono limitate a 25 partecipanti che al termine del corso discuteranno una tesina presso la Pontificia Università Lateranense conseguendo, così, il diploma universitario in Dottrina sociale della Chiesa. (R.B.)

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    Celebrata oggi in Cile la Giornata dei Migranti

    ◊   All’insegna dello slogan “Una mensa per tutti” è stata celebrata oggi in Cile la Giornata dei Migranti, preparata dalla parrocchia della Madonna di Pompei a Santiago, in collaborazione con l’Istituto cattolico del Cile per i Migranti (Incami) e con il Dipartimento arcidiocesano dell’immigrazione. Il programma della giornata, come riferisce la Fides, a Santiago è stato molto ricco: dopo la Messa officiata dal vescovo ausiliare della città, mons. Cristiàn Contreras, cui hanno preso parte le varie comunità nei loro abiti tradizionali e nel corso della quale hanno offerto prodotti tipici delle loro culture, c’è stato un momento in cui i migranti hanno reso omaggio al Cile per il Bicentenario dell’indipendenza. “Abbiamo deciso di aderire e partecipare alla Missione continentale – è la testimonianza del presidente dell’Incami, Enrique Troncoso, che ha spiegato la scelta dello slogan – noi pensiamo che il Cile sia una mensa per tutti e ciò significa anche una tavola aperta a chi viene da fuori. Il fatto di sedersi intorno alla stessa tavola è un momento di comunione”. La Giornata dei Migranti venne istituita da Benedetto XV nel 1914 e il Cile, che ha una popolazione di 16 milioni di persone, di cui oltre 350mila immigrati provenienti soprattutto da Perù, Argentina, Bolivia, Ecuador, Spagna, Usa, Brasile, Germania e Cina, ha scelto di celebrarla ogni anno la prima domenica di settembre. (R.B.)

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    Al XII Religion Today Filmfestival 57 film in rassegna

    ◊   Sono 57, su 195 esaminati, i film ammessi al XII Religion Today Filmfestival, che si svolgerà tra l’8 e il 21 ottobre fra Trento, Roma, Bolzano, Bassano e Nomadelfia, con un’anteprima in programma a Teggiano Policastro il 2 ottobre. Tra i film in rassegna, documentari, cortometraggi e lungometraggi che affrontano il tema delle religioni e del dialogo e qualche pellicola proveniente dai grandi circuiti, come “Lourdes” di Jessica Hausner, premiato a Venezia nel 2009. Quest’anno, come criterio di selezione, la commissione ha usato quello dell’impegno nell’approfondimento del tema religioso in relazione alla sfera sociale, ma tra i titoli anche pellicole che si occupano di disabilità in relazione alle diverse religioni, disagio e testimonianze di dialogo interreligioso e richiami al tema della pace. Il tema dell’anno è “Viaggi della fede. Viaggi della speranza”, sia in relazione al tema del pellegrinaggio, sia in relazione al fenomeno della migrazione. I film selezionati, infine, arrivano da tutti e cinque i continenti e danno un affresco di realtà all’interno di diverse religioni come il cristianesimo cattolico, ortodosso e protestante, l’ebraismo, l’induismo, l’islam, il buddismo, lo sciamanesimo e il taoismo. (R.B.)

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    A breve l’inizio delle riprese del Gesù “bollywoodiano”

    ◊   Un Gesù in versione “bollywoodiana” sarà quello affrontato dal regista indiano Singeetham Srinivas Rao che a breve inizierà a Gerusalemme le riprese di un film che analizza la figura di Cristo da un punto di vista inedito. La pellicola, come tutte quelle a carattere religioso girate in India, utilizzerà attori bambini per sottolineare l’innocenza, la santità e la divinità del personaggio di cui si parla. Tra le anticipazioni fornite dall’agenzia Misna, l’uscita del film, prevista per il prossimo anno, inizialmente in quattro lingue: inglese, telegu, hindi e malayam. La colonna sonora, poi, comprende sette canzoni devozionali. In India su oltre un miliardo di abitanti, ci sono 25 milioni di cristiani. (R.B.)

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    24 Ore nel Mondo



    Due morti per raid aerei su Gaza mentre si discute a livello diplomatico sugli insediamenti ebraici

    ◊   In Medio Oriente sempre in primo piano la ripresa dei negoziati diretti fra israeliani e Palestinesi. Il tema oggi è stato al centro della consueta riunione del Consiglio dei ministri israeliano, che non ha ancora sciolto il nodo cruciale dello stop degli insediamenti ebraici chiesto dalla controparte. Intanto nelle ultime ci sono stati nuovi raid dell’aviazione israeliana sulla striscia di Gaza. Eugenio Bonanata:

    Caccia israeliani in azione in risposta ai lanci di razzi da parte di estremisti palestinesi. Lo scenario si è ripetuto in nottata. Due raid hanno colpito tunnel utilizzati per il contrabbando, il terzo contro una base delle brigate Ezzedin Al-Qassam, il braccio armato di Hamas. Il bilancio è di tre vittime e due feriti. I vertici dell’esercito israeliano hanno confermato l’accaduto, spiegando che uno dei tunnel sarebbe servito per un attentato contro il territorio ebraico. In questo clima il premier Netanyahu ha detto che non è stata ancora risolta la questione della moratoria degli insediamenti, chiesta dai palestinesi nell’ambito dei negoziati. Le parti dovranno incontrarsi il nuovamente il prossimo 14 settembre e il primo ministro ha ribadito di essere ottimista, chiedendo al paese di elaborare risposte nuove in vista di soluzioni pratiche. Sul versante Palestinese il portavoce del Presidente Abu Mazen ha respinto duramente le critiche avanzate dal leader iraniano Ahmadinejad che, all’indomani della ripresa dei colloqui aveva definito Abu Mazen “un ostaggio degli israeliani”, che non ha il diritto di negoziare per conto del popolo palestinese.

    In Iraq 8 morti per un duplice attentato
    In Iraq duplice attentato suicida contro un centro di reclutamento dell’esercito nella parte orientale di Baghdad. Il bilancio provvisorio è di 8 morti e 25 feriti. Si tratta della stessa base colpita lo scorso 17 agosto da un grande attacco che provocò 59 vittime. Stamani il primo kamikaze si è fatto saltare in aria a bordo di un minibus. Subito dopo è entrato in azione il secondo, che era a piedi.

    Afghanistan
    In Afghanistan i talebani hanno liberato un giornalista giapponese rapito lo scorso mese di aprile, mentre le autorità parigine hanno fatto sapere che sono in “buone condizioni” i due reporter francesi sequestrati a dicembre. Sul terreno intanto ha provocato una quarantina di feriti un’esplosione avvenuta ieri sera in un mercato di Ghazni, nella zona sud-est del Paese.

    Guatemala
    In Guatemala almeno 20 vittime nelle ultime 24 ore a causa di frane provocate dalle forti piogge di questi giorni. Il capo dello Stato Alvaro Colom ha decretato lo stato di emergenza in tutto il Paese, già duramente colpito lo scorso mese di maggio dalla tempesta Aghata. Secondo le prime stime l’ondata di maltempo ha provocato danni dai 350 ai 500 milioni di dollari.

    Spagna Eta
    Il gruppo separatista basco Eta ha annunciato un nuovo cessate-il-fuoco nella lotta armata. Lo ha fatto in un video trasmesso dall'emittente britannica Bbc in cui esponenti della formazione affermano che “non faranno attacchi armati” nella loro campagna per l’indipendenza del Paese basco. Il filmato non precisa tuttavia se si tratti di una tregua “permanente o temporanea”.

    Politica italiana
    C’è attesa per l’intervento del presidente della Camera Fini in programma oggi alla Festa del Tricolore a Mirabello, dove, secondo le previsioni, annuncerà le sue intenzioni nella crisi nei rapporti con il Presidente del Consiglio Berlusconi. Per il ministro Maroni da quello che succederà oggi “dipende probabilmente il futuro del governo e della maggioranza”. Ieri intanto il premier ha precisato che il processo breve non sarà incluso nel documento programmatico in 5 punti sul quale il governo chiederà la fiducia in Parlamento. Sempre ieri, dopo che il presidente del Senato, Schifani, è stato contestato alla festa del PD a Torino, è intervenuto il capo dello Stato Napolitano per "deplorare ogni forma di contestazione aggressiva".

    Belgio: empasse politica
    Prosegue l’empasse politica in Belgio. Il re Alberto II ieri sera ha annunciato di aver dato incarico ai presidenti di Camera e Senato di rilanciare i negoziati tra le forze politiche per la formazione di un nuovo esecutivo. La decisione dopo il fallimento dei colloqui condotti dal leader socialista Di Rupo, che ha rimesso il suo mandato nelle mani del sovrano.

    Moldova
    Urne aperte in Moldova per il referendum sulla riforma costituzionale che prevede l’elezione diretta del Capo dello Stato. La modifica permetterebbe di superare lo stallo politico creatosi dopo le elezioni della primavera del 2009, vinte dalla coalizione liberal-democratica che tuttavia non ha i numeri per eleggere il presidente della Repubblica a causa del boicottaggio dei comunisti. Il quorum per la validità della consultazione è pari a un terzo degli elettori: almeno la metà deve esprimersi a favore perché passi la riforma. In tal caso, le elezioni parlamentari e presidenziali potrebbero svolgersi nello stesso giorno, probabilmente il 14 novembre.

    Attentato in Daghestan
    Attentato suicida contro una base militare in Daghestan, nel Caucaso russo. Il bilancio è di almeno 5 vittime e di 39 feriti. E’ avvenuto la notte scorsa nell’area del poligono di tiro della struttura, dove l’attentatore si è fatto saltare in aria a bordo della sua auto. Tra i feriti anche il ministro per la Politica Nazionale.

    Darfur
    Almeno 6 persone sono morte nel Darfur durante scontri avvenuti la notte fra venerdì e sabato in un campo profughi della regione sudanese. Lo hanno fatto sapere fonti delle Nazioni Unite, mentre il Movimento di Liberazione del Sudan – il principale gruppo ribelle dell’area – parla di una decina di vittime provocate dall’intervento della polizia in due distinti campi profughi.

    Francia-Immigrazione
    Mobilitazione sabato in tutta la Francia contro le misure in tema di immigrazione adottate dal governo. In piazza, secondo gli organizzatori, c’erano 100 mila persone. Molto più basse, invece, le stime fornite dalle forze dell’ordine. Le autorità parlano di un fallimento. Diverse le manifestazioni che si sono svolte in molte città europee. Domani a Parigi l’arrivo del presidente della Commissione Europea, Barroso, e di alcuni ministri degli Interni dei Paesi del Vecchio Continente.

    Marea Nera
    Il pozzo petrolifero che ha originato la Marea Nera nel Golfo del Messico “non rappresenta più una minaccia”. Il responsabile delle operazioni di contenimento nell’area, l’ammiraglio Allen, ha precisato che è stato eliminato il rischio di nuove fughe di petrolio grazie alla nuova valvola di sicurezza inserita ieri nella struttura. Al via, inoltre, in settimana la trivellazione di un nuovo pozzo ausiliario che dovrebbe sigillare definitivamente il giacimento. (Panoramica internazionale a cura di Eugenio Bonanata)

    Bollettino del Radiogiornale della Radio Vaticana Anno LIV no. 248

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