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Sommario del 18/12/2010

Il Papa e la Santa Sede

  • Il Papa per la Giornata mondiale del malato: si investa sempre di più nelle strutture sanitarie
  • Benedetto XVI alla Biblioteca Apostolica Vaticana: chi indaga il vero sia a servizio di un mondo più umano
  • Mons. Mennini nominato nunzio in Gran Bretagna: rinsaldare le relazioni tra Chiesa cattolica e anglicana
  • Altre nomine
  • Messaggio del Papa ai vescovi del Camerun per il 120.mo di evangelizzazione del Paese
  • Libertà religiosa e pace: editoriale di padre Lombardi
  • Inaugurato in Piazza San Pietro l'alberto di Natale donato dal comune di Luson
  • Oggi su "L'Osservatore Romano"
  • Oggi in Primo Piano

  • Dal Consiglio europeo di Bruxelles nuove misure per la stabilità dell'Eurozona
  • Giubileo per Napoli. Il cardinale Sepe: ridare speranza ad una città ferita
  • Spot pro-eutanasia su Rai Tre. Mpv: ultimo episodio di una strategia eutanasica
  • L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia propone a Roma il tradizionale concerto natalizio
  • Il commento di padre Bruno Secondin al Vangelo della quarta Domenica d'Avvento
  • Chiesa e SocietÓ

  • Pakistan: nuovo caso di violenza sessuale su una bambina cristiana
  • Salvare Rizana: appello per una donna musulmana condannata a morte in Arabia Saudita
  • Iran: arrestati nove cristiani per attività di evangelizzazione
  • L’Onu critica la Svezia per il rimpatrio da Stoccolma di cinque cristiani iracheni
  • I vescovi del Belgio invitano a un Natale di solidarietà
  • Minori stranieri non accompagnati: 27 raccomandazioni per proteggerli in tutta Europa
  • I guanelliani aprono una casa per giovani disabili a Manila
  • Campagna italiana contro lo spreco nei consumi alimentari
  • Congo: pubblicato il primo numero del Bollettino ufficiale della Conferenza episcopale
  • "Una Luce nella notte": iniziativa di missione organizzata dalle Sentinelle del Mattino
  • 24 Ore nel Mondo

  • Tensione in Costa d’Avorio. Onu e Ue: Gbagbo lasci subito il potere
  • Il Papa e la Santa Sede



    Il Papa per la Giornata mondiale del malato: si investa sempre di più nelle strutture sanitarie

    ◊   Nessun malato si senta dimenticato o emarginato: è l’esortazione di Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata mondiale del malato, pubblicato oggi, che si celebra l’11 febbraio prossimo, memoria della Beata Vergine di Lourdes. Richiamando il tema del Messaggio, “Dalle sue piaghe siete stati guariti”, il Papa sottolinea che risorgendo il Signore ha vinto la sofferenza alla radice. Il servizio di Alessandro Gisotti:

    Se ogni uomo “è nostro fratello, tanto più il debole”, il malato “devono essere al centro della nostra attenzione, perché nessuno di loro si senta dimenticato o emarginato”: è l’accorato appello di Benedetto XVI che nel Messaggio per la Giornata mondiale del malato ribadisce che “la misura dell’umanità” si determina innanzitutto nel rapporto con il sofferente. “Una società che non riesce ad accettare i sofferenti”, afferma riprendendo la Spe Salvi, “è una società crudele e disumana”. Di qui, l’appello alle autorità “affinché investano sempre più energie in strutture sanitarie che siano di aiuto e di sostegno ai sofferenti, soprattutto i più poveri e bisognosi”. Il Papa ricorda con commozione la sua visita alla Sacra Sindone a Torino. Quel volto sofferente, rileva, ci “invita a meditare su Colui che ha portato su di sé la passione dell’uomo di ogni tempo e di ogni luogo, anche le nostre sofferenze, le nostre difficoltà, i nostri peccati”. Riconosce che la sofferenza, rimane “carica di mistero, difficile da accettare e da portare”, un “banco di prova per la fede dei discepoli e per la nostra fede”.

    Eppure, avverte il Papa, “è proprio attraverso le piaghe del Cristo che noi possiamo vedere, con occhi di speranza, tutti i mali che affliggono l’umanità”. Risorgendo, scrive Benedetto XVI, “il Signore non ha tolto la sofferenza e il male dal mondo, ma li ha vinti alla radice”. Alla “prepotenza del Male”, rassicura il Papa, “ha opposto l’onnipotenza del suo Amore”. Riecheggiando San Bernardo, evidenzia che Dio “ha voluto soffrire per noi e con noi; si è fatto uomo per poter com-patire con l’uomo, in modo reale, in carne e sangue”. Condividendo la sofferenza, dunque, il Signore diffonde la sua consolazione, ci rende partecipi dell’amore di Dio.

    Il Papa dedica dunque un passaggio del documento alla prossima Gmg di Madrid, rivolgendo un pensiero particolare ai giovani che “vivono l’esperienza della malattia”. Spesso, riconosce il Santo Padre, “la Passione, la Croce di Gesù fanno paura, perché sembrano essere la negazione della vita”. Ma, “in realtà, è esattamente il contrario!” La Croce, si legge nel Messaggio, “è il ‘sì’ di Dio all'uomo, l’espressione più alta e più intensa del suo amore e la sorgente da cui sgorga la vita eterna”. Dal cuore trafitto di Gesù, soggiunge, “è sgorgata questa vita divina”. Solo il Signore “è capace di liberare il mondo dal male e di far crescere il suo Regno di giustizia, di pace e di amore al quale tutti aspiriamo”. Il Pontefice invita dunque i giovani ad incontrare Gesù nell’Eucaristia e ad essere pronti a servire il Signore nei poveri, nei malati e nei fratelli che hanno bisogno del nostro aiuto.

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    Benedetto XVI alla Biblioteca Apostolica Vaticana: chi indaga il vero sia a servizio di un mondo più umano

    ◊   Lo aveva promesso tre anni fa, al momento della chiusura per una lunga pausa di restauri. E questa mattina Benedetto XVI ha tenuto fede alla sua parola, tornando in visita nella Biblioteca Apostolica Vaticana, rinnovata e riaperta anzitutto per il suo più illustre visitatore. Per circa un’ora, il Papa si è trattenuto nelle sale per osservare il lavoro svolto e ricevere alcuni doni simbolici da parte del cardinale bibliotecario, Raffaele Farina, e dei suoi collaboratori. Il servizio di Alessandro De Carolis:

    Poco più di un mese fa, l’11 novembre, in una lettera al cardinale archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, Raffaele Farina, il Papa aveva messo in risalto le due qualità principali della Biblioteca Apostolica Vaticana: un “luogo eminente della memoria storica della Chiesa” e un “mezzo prezioso” che aiuta il Pontefice nello svolgimento del suo ministero. E oggi, per una intera ora, Benedetto XVI è tornato a toccare con mano lo spessore di queste due qualità, immerso passo dopo passo in quello scrinium di tesori di cultura e di scienza che in modo sistematico, dalla metà del 1400, generazioni di Papi hanno fatto raccogliere e catalogare con rigore e passione. Il Papa ha elevato la sua preghiera a Dio:

    “Grande tu sei, Signore Dio nostro. Ascolta la nostra preghiera e benedici quanti frequenteranno questa Biblioteca apostolica per coltivare le scienze e le arti. Fa' che, da onesti indagatori del vero, illuminati dalla sapienza del tuo Verbo, orientino i loro sforzi alla costruzione di un mondo più umano”.

    Giunto all’ingresso della Biblioteca Apostolica poco prima delle 11 – accolto fra gli altri dal Cardinale Farina, dall’arcivescovo prefetto, Cesare Pasini, e dal viceprefetto, Ambrogio M. Piazzoni – il Papa ha fatto il suo ingresso nell’atrio dominato dal doppio scalone, lungo il quale si erano disposti diversi impiegati, poi salutati dal Pontefice. Quindi la visita è proseguita al piano superiore lungo diverse sale, da quella di consultazione degli stampati a quella di consultazione dei manoscritti, nelle quali Benedetto XVI ha potuto prendere visione sia della rinnovata estetica della Biblioteca dei Papi, sia di alcuni pezzi pregiati di vario genere. Tra quelli di rilievo mostrati al Papa, un incunabolo (cioè un libro realizzato con la stampa a caratteri mobili dell’epoca di Gutenberg), due monete e una stampa antica, due manoscritti e un documento d’archivio. Da un cassetto sono stati mostrati due papiri al Pontefice, il quale in due successive soste all’interno dell’Archivio fotografico e del Laboratorio di restauro ha ascoltato una breve presentazione dei lavori e degli apparati curati da entrambi le sezioni.

    Poco prima, nell’Ufficio del prefetto sono stati mostrati a Benedetto XVI alcuni doni simbolici: una medaglia fusa in bronzo commemorativa della riapertura della Biblioteca Apostolica, coniata da Collezioni Numismatiche e offerta dalla ditta Pessina, l“Agenda 2011” della Biblioteca con raffigurazioni di manoscritti, stampe e medaglie della Biblioteca, rilegata in pelle bianca, e infine una pubblicazione delle Romite ambrosiane dell’Ordine di Sant’Ambrogio ad Nemus, nei presi di Varese, dal titolo “La casa sulla roccia”. In ogni ufficio o sala, il Papa non ha mancato di salutare responsabili, impiegati e collaboratori. In ciascuno – ha spiegato il viceprefetto Ambrogio Piazzoni – accanto agli impegni del lavoro quotidiano convive una chiara coscienza:

    “Naturalmente, la nostra consapevolezza è molto alta per quanto riguarda il nostro servizio al ministero petrino – come l’ha definito lui stesso – specialmente nel senso che conserviamo qui alcuni testi che sono veramente importanti, direi fondamentali, ad esempio per quanto riguarda la storia del testo della Bibbia: noi abbiamo alcuni dei tre manoscritti più antichi. Senza dimenticare, però, che la funzione della Biblioteca non è – strettamente parlando – solamente di carattere religioso: nel senso che, tutto ciò che noi conserviamo, a partire dai manoscritti, ma anche i libri antichi e i libri moderni che abbiamo, sono una testimonianza della cultura dell’umanità in generale, non soltanto della religione cristiana. E quindi, la funzione è ancor più accresciuta in questa apertura a tutto il sapere dell’umanità: quello passato, quello presente e – speriamo – anche quello futuro.

    Nella lettera del novembre scorso, con la quale si complimentava con il cardinale Farina per la riapertura della Biblioteca Apostolica, Benedetto XVI sottolineava la sua “vocazione” alla custodia e alla valorizzazione della cultura prodotto dall’uomo in senso ampio, non solo religioso. Ciò perché, affermava, “nulla di quanto è veramente umano è estraneo alla Chiesa”. Con questi sentimenti, il Pontefice si è congedato al termine della visita:

    “Cari amici, vorrei dire grazie per il vostro lavoro. Nel mio messaggio per la Biblioteca, ho già detto quanto penso circa la necessità e la grande importanza della Biblioteca. Quindi, concludo con la mia benedizione e buon Natale a tutti voi. Grazie!” (applausi)

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    Mons. Mennini nominato nunzio in Gran Bretagna: rinsaldare le relazioni tra Chiesa cattolica e anglicana

    ◊   Benedetto XVI ha nominato nunzio apostolico in Gran Bretagna mons. Antonio Mennini. Nato a Roma il 2 settembre di 63 anni fa, mons. Mennini ha prestato la propria opera nel servizio diplomatico vaticano in Uganda e Turchia, per diventare nel 2000 nunzio apostolico in Bulgaria e nel 2002 rappresentante della Santa Sede presso la Federazione Russa. Amedeo Lomonaco ha chiesto a mons. Mennini come abbia accolto questa nomina in Gran Bretagna:

    R. - Prima di tutto vorrei esprimere i miei sentimenti di gratitudine filiale al Santo Padre per aver pensato alla mia persona, gratitudine che ho avuto modo di rappresentargli anche per iscritto. Mi chiedo se sono all’altezza di questa nuova missione, conoscendo un po’ i problemi che accompagnano la vita sociale ed ecclesiale di quel gran Paese. Al contempo confido molto di potermi ispirare a tutti i discorsi, ai pronunciamenti e alle locuzioni svolte da Sua Santità nella recente visita nel Regno Unito. Poi, anche lì, ci sarà l’opportunità di lavorare sui cammini ecumenici per meglio rinsaldare le relazioni fra Chiesa cattolica, anglicana ed altre denominazioni, perché davvero quest’unità possa compiere qualche passo avanti e non per soddisfazioni personali, di struttura o di organizzazioni, ma perché, come dice appunto il Signore nel Vangelo, “il mondo creda”.

    D. - Proprio compiendo questi passi lungo il solco tracciato dal Papa anche nella recente visita, quali obiettivi si possono concretamente realizzare?

    R. - I rapporti tra Chiesa cattolica e Chiesa anglicana sono ispirati ad una grande comprensione reciproca, alla collaborazione e quindi ad un approfondimento, come forse anche a dei motivi che hanno portato un giorno - ormai lontano - alla separazione fra le due Chiese. Spero che con questi fratelli vescovi della Chiesa cattolica ed anche con i fratelli anglicani, potremo avvicinarci un po’ a queste tematiche.

    D. - Con quale affetto e con quale ricordo si congeda dalla Federazione russa?

    R. - Con tanta nostalgia, perché ho amato tanto questo Paese, ho amato tanto la Chiesa cattolica locale ed anche quella ortodossa. Ho sentito la Russia come se fosse quasi una seconda patria e provo un sentimento di profonda riconoscenza verso il Signore per avermi dato la possibilità di conoscere più da vicino anche la spiritualità delle Chiese orientali.

    D. - Dunque, il riferimento costante e comune è proprio questo: lo slancio ecumenico e quindi l’impegno nel dialogo in un caso con gli ortodossi e, in futuro, con gli anglicani…

    R. - Sì. Spero che sarà veramente possibile, anche con gli anglicani, approfondire questo confronto. Un confronto che deve nascere soprattutto dalla consapevolezza che possiamo ritrovare, insieme, anche un linguaggio più adatto al mondo d’oggi nel segno della nuova evangelizzazione, che il Papa indica come grande meta per tutta la Chiesa cattolica per questo millennio da poco iniziato. (vv)

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    Altre nomine

    ◊   Benedetto XVI ha nominato vescovo di Kottapuram (India) mons. Joseph Karikkassery, finora vescovo tit. di Capo della Foresta ed ausiliare di Verapoly.

    Il Santo Padre ha nominato vescovo ausiliare di Siviglia, in Spagna, il rev. Santiago Gómez Sierra, finora decano del Capitolo Cattedrale di Córdoba, assegnandogli la sede titolare di Vergi. Il rev. Santiago Gómez Sierra è nato a Madridejos, provincia e arcidiocesi di Toledo, il 24 novembre 1957. E’ stato ordinato sacerdote il 18 settembre 1982.

    Il Papa ha nominato il cardinale Ivan Dias, prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni di chiusura dell'Anno Giubilare della Chiesa in Viêt Nam (nel 350° anniversario della creazione dei due primi Vicariati Apostolici e nel 50° anniversario dell'istituzione della gerarchia cattolica), in programma presso il Santuario Mariano di La Vang nei giorni 4-6 gennaio 2011.

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    Messaggio del Papa ai vescovi del Camerun per il 120.mo di evangelizzazione del Paese

    ◊   La Chiesa del Camerun intraprenda il cammino di una nuova evangelizzazione: è l’auspicio di Benedetto XVI in occasione del 120.mo anniversario dell’evangelizzazione del Paese africano. In un messaggio ai vescovi camerunesi, a firma del cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, il Papa si unisce alla gioia dei fedeli e ricorda con gratitudine l’opera apostolica di mons. Henri Vieter dei Padri pallottini, pioniere dell’evangelizzazione del Camerun. Il Santo Padre ha parole di incoraggiamento per i presuli, i sacerdoti e i fedeli laici. Invita inoltre i seminaristi e i religiosi a coltivare una autentica relazione personale con Dio. La Chiesa del Camerun, è il suo invito, si lasci rinnovare dalla Parola di Dio, affinché possa sempre più essere un potente lievito di riconciliazione, di giustizia e di pace.

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    Libertà religiosa e pace: editoriale di padre Lombardi

    ◊   Quando la libertà religiosa è riconosciuta, la dignità della persona umana è rispettata nella sua radice” ma quando è negata “si minacciano la giustizia e la pace”: è quanto afferma con forza Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2011, presentato giovedì scorso nella Sala Stampa vaticana. Il Papa sottolinea che “il fondamentalismo religioso e il laicismo sono forme speculari ed estreme di rifiuto del legittimo pluralismo e del principio di laicità”. Poi lancia un accorato appello a porre fine alle violenze anticristiane nel mondo. Ascoltiamo in proposito il nostro direttore, padre Federico Lombardi, nel suo editoriale per Octava Dies, il settimanale informativo del Centro Televisivo Vaticano:

    “I cristiani sono attualmente il gruppo religioso che soffre il maggior numero di persecuzioni a motivo della propria fede”. E’ una delle affermazioni che più colpiscono nel Messaggio del Papa per la prossima Giornata della Pace, perché molti continuano a vivere nella falsa idea che i cristiani siano generalmente in posizioni di potere e che ad essere discriminati siano generalmente i seguaci di altre religioni, magari per colpa dei cristiani. La documentazione crescente da parte di fonti attendibili costringe invece a correggere questa prospettiva. Ed è giusto ribadirlo. Ma non è questo il centro del Messaggio. Esso – come ogni anno – si rivolge con orizzonte largo al bene di tutta l’umanità, appellandosi alla dignità della persona umana, di ogni persona umana, e rivendicandone un diritto fondamentale. Non è quindi un messaggio solo in favore dei cristiani. E’ un messaggio in favore di tutti, che porta il segno dell’esperienza diretta – anche della sofferenza e della morte – dei cristiani, che rivendicano per tutti il diritto di cercare Dio, riconoscerlo e onorarlo nella loro vita, personalmente e insieme agli altri. Senza il rispetto di questo diritto, di tutti e per tutti, non si può costruire una comunità pacifica. I fanatismi, i fondamentalismi e il secolarismo aggressivo sono nemici della vera pace.

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    Inaugurato in Piazza San Pietro l'alberto di Natale donato dal comune di Luson

    ◊   Una cerimonia suggestiva attesa dai fedeli romani e dai pellegrini, ieri pomeriggio, in Piazza San Pietro, dove si sono accese le migliaia di luci che adornano l’albero di Natale. Un imponente abete rosso, di 93 anni di età, proveniente quest’anno dal Sud Tirolo. Ad inaugurarlo, il cardinale Giovanni Lajolo, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, con il segretario generale, arcivescovo Carlo Maria Viganò. Presenti anche mons. Karl Golser, vescovo di Bolzano-Bressanone e le diverse autorità locali. C’era per noi Linda Giannattasio:

    (voci e applausi)

    Migliaia di luci e una grande stella luminosa, messaggio di pace e di speranza per il Santo Natale hanno illuminato l’imponente albero di Piazza San Pietro, acceso ieri sera tra gli applausi dei tanti che aspettavano con lo sguardo in alto verso la cima dell’abete. Un albero imponente, alto quasi 30 metri, donato quest’anno dal Sud Tirolo, tagliato senza “arrecare danno” nei boschi di Luson, in provincia di Bolzano. Proveniente dal Comune di Luson, il suo legno dopo le feste sarà donato ad associazioni o comunità per la sua lavorazione a scopi benefici. Ad inaugurare la sua accensione, è stato il cardinale Giovanni Lajolo, che ha dato il proprio benvenuto e ha ringraziato la delegazione sudtirolese. “Questo albero di Natale – ha detto - è un simbolo delle radici cristiane del vostro popolo e di quanto sia vivo il suo spirito religioso”. Da piazza San Pietro è giunto poi il saluto di mons. Carlo Maria Viganò, che ha sottolineato come questo albero sia diventato un “simbolo di gioia”, un “segno che annuncia la ormai prossima venuta del Salvatore con la celebrazione del Natale”:

    “Mi piace vedere questo albero e questa grande stella che sta sulla sua cima come la stella cometa che guida noi pellegrini. Sarà visibile da lontano e attraverso i mezzi di comunicazione potranno vederlo in tutto il mondo. E’ un po’ come la luce della cometa che ha guidato i pastori a Betlemme. Mi auguro che sia per tutti voi e per tutti quelli che verranno qui a vedere il Papa come una guida per trovare in mezzo a noi il Cristo fatto uomo. A tutti auguro Buon Natale!”

    Ieri il significato dell’albero e del presepe era stato ricordato anche da Benedetto XVI. Il Pontefice aveva sottolineato come l’albero di Natale arricchisca “il valore simbolico del presepe, che è un messaggio di fraternità e di amicizia”, “un invito all’unità e alla pace”, spiegando come l’albero di Natale e il presepe portino quindi “un messaggio di speranza e di amore” e aiutino a “creare il clima propizio per vivere nella giusta dimensione spirituale e religiosa il mistero della Nascita del Redentore”.

    (canto natalizio)

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    Oggi su "L'Osservatore Romano"

    ◊   La visita di Benedetto XVI alla Biblioteca Apostolica Vaticana.

    Nessun sofferente sia dimenticato o emarginato: il messaggio del Papa per la Giornata mondiale del malato (11 febbraio 2011).


    In rete con “La Razón”: l’edizione settimanale in lingua spagnola de “L’Osservatore Romano” sarà pubblicata, dal 27 dicembre, in formati che ne permettono la lettura su dispositivi portatili, come gli smartphone.

    In rilievo, nell’informazione internazionale, l’Estremo Oriente: il Giappone rinforza la difesa per contrastare la potenza militare cinese.

    Persona e bene comune: in cultura, Elisabetta Galeffi sui gradi e l’essenza della democrazia.

    Un articolo di Matteo Sanfilippo dal titolo “E oltreoceano i paesani si scoprono italiani”: i salesiani e la pastorale per gli emigrati a San Francisco tra il 1897 e il 1930.

    Sulle tracce di un pellegrino vestito di bianco: presentato in anteprima in Vaticano un film documentario su Giovanni Paolo II del regista polacco Jarosław Szmidt.

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    Oggi in Primo Piano



    Dal Consiglio europeo di Bruxelles nuove misure per la stabilità dell'Eurozona

    ◊   In questa settimana, in tema di economia, il Consiglio europeo di Bruxelles ha dato il via libera a un fondo anticrisi non più temporaneo ma permanente, che in sostanza interverrà, a partire dal 2013, non per salvare finanziariamente un Paese, ma per preservare la stabilità dell'intera Eurozona. Si è parlato anche di coinvolgimento degli investitori privati e di eurobond. Di queste due prospettive, partendo dall’apertura ai privati, Fausta Speranza ha parlato con l’economista Alberto Quadrio Curzio:

    R. – E’ un problema molto delicato, in quanto addebitare a chi ha comprato titoli di Stato le eventuali insolvenze di Paesi porterebbe ad una crisi di fiducia drammatica. Segnalo che dalla fine della seconda guerra mondiale a tutt’oggi, nessun Paese sviluppato ha mai rinnegato parzialmente i propri titoli di Stato. E’ successo in qualche Paese emergente, come l’Argentina; ma non è mai successo in un Paese sviluppato. Che sia l’Europa per la prima volta a seguire questa strada, mi sembra davvero inconcepibile.

    D. – Professor Quadrio Curzio, si parla poi di “eurobond”: prospettive positive, perplessità, riserve? Lei che ne dice?

    R. – Io credo che gli eurobond sarebbero utilissimi: si tratterebbe di emettere titoli di Stato – con il termine di concetto Stato tra virgolette – europei, per raccogliere risorse finanziarie sui mercati mondiali, che sono ricchi di risorse finanziarie, anche di quelle dei Paesi emergenti: la Cina, i Paesi del Golfo e altri Paesi. Che cosa fare di queste risorse finanziarie, laddove gli eurobond fossero collocati sui mercati? Io vedo due finalità: da un lato, sostenere gli Stati europei in difficoltà, naturalmente vincolando il sostegno al riordino dei loro conti pubblici; in secondo luogo, porre in essere investimenti in infrastrutture, in ambiente, in ricerche e sviluppo per fare aumentare la dinamica europea e quindi stabilizzare o migliorare i livelli occupazionali, in particolare con riferimento ai giovani. Sarebbe una grande operazione, da un lato per la messa in sicurezza dei conti pubblici dei singoli Stati, e dall’altro per dare impulso allo sviluppo e all’occupazione.

    D. – In questo momento, di certo c’è che gli Stati membri dell’Unione Europea devono guardare meglio ai propri conti ed anche ai debiti, e di certo c’è anche che dalla crisi l’Europa ancora non è uscita. Cos’altro ribadire, professore?

    R. – L’Europa vive una situazione curiosa, perché le sue caratteristiche fondamentali sono quelle di un’economia sana che ha una buona manifattura, una buona agricoltura, un buon comparto dei servizi, è in grado di esportare. Insomma, è un’economia reale sana. Il sistema bancario è certamente un buon sistema; a fronte degli Stati Uniti, entrambi gli aspetti europei – economia reale e sistema bancario – sono migliori. Quello che a mio avviso oggi difetta all’Europa, al di là del controllo dei bilanci pubblici che in verità è già in atto e si irrigidirà in futuro, sono due profili: uno, la coesione interna, quella che si potrebbe definire una forte identità politico-istituzionale, e questo conta molto anche per gli aspetti finanziari. Secondo, i programmi di sviluppo che sono necessari per consolidare i livelli occupazionali e dare occupazione ai giovani. Ebbene, io credo che oggi l’Europa sia – nel suo complesso, come elementi di fondo – molto migliore degli Stati Uniti; quello che manca all’Europa è la forte identità politico-istituzionale che gli Stati Uniti hanno e che l’Europa non ha! (gf)

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    Giubileo per Napoli. Il cardinale Sepe: ridare speranza ad una città ferita

    ◊   Ridare speranza ad una città ferita: questo è uno degli obiettivi del Giubileo per Napoli aperto giovedì scorso dal cardinale arcivescovo Crescenzio Sepe con una grande fiaccolata cui hanno partecipato migliaia di persone: rappresentanti di associazioni e movimenti cristiani, ma anche non credenti, persone impegnate nel sociale, immigrati e cittadini comuni. Ascoltiamo l’intervista di Fabio Colagrande all’arcivescovo di Napoli:

    D. - Eminenza, lei nel discorso di apertura ha ricordato che la città di Napoli è sepolta sotto cumuli d’immondizia, sfregiata dalla malavita, offesa dalla piaga della disoccupazione, abusata dall’illegalità diffusa, usata da quanti l’hanno abbandonata al suo degrado ed ha chiesto proprio un impegno programmatico per ridare la speranza del Giubileo alla città. Ci sono già proposte concrete?

    R. - Sì. Nel discorso ho anche detto che in questo senso noi non partiamo da zero, perché in questi giorni - dopo che è stato fatto l’annuncio del Giubileo - molti si sono offerti per collaborare, per cercare di realizzare dei progetti concreti. Affrontare soprattutto quello che è il dramma dei drammi, se così può essere definita la disoccupazione, la mancanza di lavoro, che possa essere non dico risolto, perché non abbiamo bacchette magiche, ma che certamente si può aiutare ad eliminare, perché questo male affligge un po’ tutta la nostra comunità.

    D. - Lei ha detto anche: “Napoli non è solo spazzatura, non è solo camorra, non è solo traffico caotico. Noi sappiamo che esiste ancora la forza di una fede genuina, della condivisione dell’accoglienza”. Su cosa basa questa sua fiducia di pastore?

    R. - Dalla constatazione che faccio ogni giorno nel contattare non solo i rappresentanti delle istituzioni ma anche la gente. La gente ha tanta voglia, è disponibile a dare tutta se stessa, perché ha un animo aperto. Ma soprattutto, la mia fiducia si basa sulle tante eccellenze che sono presenti a Napoli e che possono realmente far voltare pagina. Dicevo sì che la città è ferita ma non si tratta di una ferita mortale: ci possiamo riprendere, riscrivere una nuova pagina, aprire le nostre porte per far respirare una nuova primavera alla nostra città.

    D. - Concludendo la fiaccolata, giovedì 16 dicembre, lei ha detto anche: “Stasera inizia il tempo di fare rete. Siamo qui perché non vogliamo permettere ad alcuno di rubarci la speranza”. Lei sente forte quest’esigenza di mettere insieme la tanta brava gente che c’è a Napoli e dintorni, che vuole lottare per la dignità ed il decoro del territorio…

    R. - E’ una chiamata alla corresponsabilità. La Chiesa si fa cioè promotrice, ma è anche cosciente che da sola non può risolvere i tanti problemi. Se noi interagiamo, se camminiamo insieme e soprattutto se ci sentiamo attori partecipi ed attivi di questo progetto, allora possiamo incidere non solo su quelli che possono essere progetti ma anche sulla sensibilità di uno stile di vita, di un modo di essere, un modo di pensare e di agire che deve sollevarci dal degrado in cui siamo caduti.

    D. - L’idea di questo Giubileo è stata molto apprezzata dal capo dello Stato, il presidente Napolitano, come anche da Papa Benedetto XVI, che le ha inviato un messaggio proprio per l’apertura del Giubileo. Nel messaggio, il Papa sottolinea l’urgenza della formazione umana e cristiana dei ragazzi e dei giovani, che sono esposti ai rischi della devianza. So che è anche una sua forte preoccupazione…

    R. - Sì. Noi abbiamo avuto un forte sostegno morale sia dal presidente della Repubblica sia dal Santo Padre. Due messaggi fondamentali perché costituiscono certamente la base su cui vogliamo iniziare a costruire. Hanno sostenuto lo spirito ma saranno dei punti di riferimento continui nella nostra programmazione giubilare. E’ tutto incentrato su cosa, in fondo? Su quella che è la sfida educativa, cioè qualcosa che nel magistero di Papa Benedetto XVI - magistero anche dei vescovi italiani - è stato posto al centro come necessità di costruire una città, costruire una persona non sulle sabbie mobili dell’effimero, dell'individualismo o del campanilismo ma sulla roccia, che è Cristo, che dà senso e contenuto a questi valori cristiani, civili e sociali. Quindi, sia l’intervento del presidente della Repubblica sia quello del Santo Padre, per noi, sono stati e saranno una forza per andare avanti con speranza. (vv)

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    Spot pro-eutanasia su Rai Tre. Mpv: ultimo episodio di una strategia eutanasica

    ◊   E’ polemica in Italia per la messa in onda ieri mattina all’interno di uno spazio autogestito su Rai Tre di uno spot pro-eutanasia promosso dall’associazione Luca Coscioni. L’Associazione Scienza e Vita parla di atto illecito e chiede alla tv di Stato di dare uguale voce alle associazioni pro-life. Il Movimento per la Vita definisce lo spot “solo l'ultimo episodio di una strategia eutanasica, mentre l’associazione di telespettatori Aiart chiede l’intervento dell’Agcom e una revisione della logica degli spazi autogestiti. Al microfono di Paolo Ondarza sentiamo il presidente Aiart Luca Borgomeo:

    R. – Uno spazio autogestito non è uno spazio extra legem, cioè non è uno spazio nel quale si possa dire quello che si vuole. E’ uno spazio che, comunque, deve essere gestito rispettando le regole. E fra le regole c‘è anche questo: che pubblicizzare un reato, qual è quello dell’eutanasia, è comunque un comportamento che può essere penalmente perseguito. Mi spiego: il codice penale parla di omicidio volontario e di omicidio del consenziente nell’art. 575, che non è stato eliminato dal nostro codice, quindi è una norma che vale. Al di là di questo aspetto, dal quale non si può prescindere, viene da domandarsi se sia possibile che una materia così delicata debba essere veicolata attraverso uno spot pubblicitario, che finisce per essere ambiguo e può indurre lo spettatore a valutazioni affrettate. Noi allora, come associazione, siamo preoccupati.

    D. – Quindi, la violazione non è tanto nel non aver dato voce a chi non la pensa come chi ha prodotto lo spot, ma proprio l’aver promosso l’eutanasia, che non è accettata legalmente...

    R. – La logica dello spazio autogestito è quella di dare il meno possibile, ai politici, ai partiti e soprattutto alle formazioni culturali e sociali, alle associazioni e così via, la possibilità di avere una tribuna per comunicare cose che altrimenti non avrebbero possibilità di comunicare. Non è il caso dei radicali, che hanno la grande capacità di arrivare sui quotidiani e sulla grande stampa. C’è da rilevare con amarezza che uno spazio facilmente conquistato da formazioni politiche, come sono i radicali, è difficilmente conquistato da associazioni, come testimoniano le tante e tante richieste inevase che la Rai non accoglie. (ap)

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    L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia propone a Roma il tradizionale concerto natalizio

    ◊   Questa sera l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia propone al Parco della Musica di Roma il tradizionale Concerto “natalizio” diretto da Antonio Pappano sul podio dell’Orchestra e del Coro di Santa Cecilia, con repliche lunedì 20 e martedì 21 dicembre. In programma le note di un gioioso Rossini, con le danze del Guglielmo Tell, la rara Cantata di Natale di Arthur Honegger, scritta a pochi anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e il secondo atto de Lo Schiaccianoci di Ciajkovskij, una delle opere “natalizie” più conosciute ed amate dal pubblico. Il servizio di Luca Pellegrini.

    Il Natale è una solennità che da sempre ha avuto la naturale, intrinseca predisposizione ad essere raccontato, meditato, vissuto attraverso la musica, che sola riesce ad esprimerne il senso di mistero e di gioia: dalle stupite esclamazioni dei pastori ai festosi cori degli angeli, alle modulazioni dell’anima della Vergine Madre. Cori, arie e sinfonie porgono il senso di una sospesa attesa, di una grande pace, di un profondo stupore. Tutti accolgono il Natale nel canto, e all’Accademia di Santa Cecilia la tonalità con la quale si celebra quest’anno il Natale è quella del divertissement e della rarità. Il maestro Antonio Pappano ha, infatti, confezionato un programma ricco, curioso e gradevole, per raccontare a suo modo il Natale che si avvicina. Le note sono quelle gioiose di Rossini, intense di Honegger, fiabesche di Ciajkovskij. Tre compositori così diversi che lei, Maestro, ha riunito in una sola serata:

    R. - Ciajkovskij è una scelta abbastanza ovvia per il Natale. Il Natale è un momento per i giovani e per i bambini e un momento per sognare e credo che questa musica sia stata scritta con genialità, ma anche con una semplicità tale da essere capita anche da un bambino; e credo che un bambino possa emozionarsi e divertirsi ascoltandola e creare delle storie anche senza scena. La Cantata di Natale di Arthur Honegger si fa abbastanza raramente, ma Honegger è un compositore che io stimo molto. Il bello di questo pezzo è, infatti, la solennità, l’aria fosca, cupa, senza speranza, che crea però l’atmosfera del momento prima della nascita di Gesù Bambino. Sembra che il mondo sia perso, ma all’improvviso entrano le voci bianche e c’è la luce e questa luce promette l’arrivo del Messia. Il pezzo, a questo punto, si apre e cominciano una serie di canti natalizi – francesi e tedeschi – che sono ben conosciuti, comincia un piccolo festival di canti natalizi.

    D. - Maestro, perché i sentimenti che accompagnano il Natale trovano sempre una così compiuta e originale espressione nella musica?

    R. – La nascita di Gesù ha cambiato il mondo, ha cambiato l’arte, ha cambiato la musica. E’ un fatto nella vita.

    D. - Maestro, il Natale è alle porte: come lo vive uno dei più importanti e acclamati direttori d’orchestra? Ascoltando un cd, leggendo uno spartito, cantando dinanzi al Presepe o godendo finalmente il silenzio di questa Santa Notte?

    R. – Devo dire che questo Natale per me è abbastanza speciale, perché mia cognata e suo marito, con i nipoti, vengono a trovarmi dagli Stati Uniti. Mia moglie ha recentemente perso la mamma e sarà il primo Natale senza di lei. E’, dunque, un momento per stare insieme. Sono sicuro che farò tante cose, ma lo stare insieme sarà la cosa più importante. (ap)

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    Il commento di padre Bruno Secondin al Vangelo della quarta Domenica d'Avvento

    ◊   In questa quarta Domenica di Avvento la liturgia ci presenta il dramma di Giuseppe di fronte alla vicenda di Maria, sua promessa sposa, incinta per opera dello Spirito Santo. Uomo giusto, non vuole accusarla pubblicamente e pensa di ripudiarla in segreto. Ma, in sogno, gli appare un angelo del Signore che dice:

    «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

    Su questo brano del Vangelo, ascoltiamo il commento del padre carmelitano Bruno Secondin, docente di Teologia spirituale alla Pontificia Università Gregoriana:

    Delicata e imbarazzante è certamente la situazione per Giuseppe: la sua fidanzata è inaspettatamente incinta, e lui cerca di trovare una soluzione di buon senso, per salvare dignità e onore di tutti e due. Rispetto e disagio si agitano in lui: anche perché la legge in realtà imponeva una pubblica denuncia contro la donna, con un ripudio formale che la doveva esporre al biasimo sociale. Non si poteva fare un ripudio di nascosto. Nella notte Dio manda un angelo a sciogliere ogni imbarazzo: quel figlio non è frutto di infedeltà, ma dono della fedeltà di Dio stesso, il Dio della vita. È il dono atteso dai secoli per la salvezza del popolo, per una nuova speranza che trasformerà la storia. A Giuseppe è chiesto di essere accanto a quel figlio come “padre” in nome di Dio Padre. Dare forma e volto a Dio Padre, per il buon nome di quella famiglia, per l’equilibrio affettivo e psicologico del bimbo, proteggendolo, educandolo, amandolo come farebbe “Dio padre”. Una grande responsabilità per Giuseppe, ma anche una grande fiducia da parte di Dio. Dio gli ha donato un ruolo unico e originale: offrire il volto e il cuore di una vera “paternità” a sostegno di Colui che sarà il “Dio con noi”, l’Emmanuele. E Giuseppe è stato all’altezza, con umile fedeltà.

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    Chiesa e SocietÓ



    Pakistan: nuovo caso di violenza sessuale su una bambina cristiana

    ◊   Gulfam, bambina cattolica di 9 anni, è stata violentata da un uomo musulmano nel distretto di Tehsil Samundari, nel territorio della diocesi di Faisalabad. La bambina oggi è sotto shock ed è in preda a un trauma fisico e psicologico. Sull’episodio l’Agenzia Fides ha ricevuto un rapporto dalla Chiesa locale, che esprime la profonda preoccupazione per le condizioni delle famiglie cristiane più povere, vittime di discriminazioni, violenze e abusi. “L’episodio - ha dichiarato all’agenzia Fides mons. Joseph Coutts, vescovo di Faisalabad – è terrificante. Ho incontrato le vittime e ho espresso loro il mio conforto”. “Credo – ha aggiunto il presule che occorra studiare una strategia, pastorale e legale, per frenare il fenomeno dell’abuso sulle bambine cristiane”. L’uomo responsabile della violenza è stato arrestato. Ma la famiglia è terrorizzata perché il villaggio è in maggioranza musulmano: I parenti dello stupratore hanno già cercato di intimidire e minacciato la famiglia di Gulfam affinché ritirasse le accuse. Gulfam ora è affidata alle cure di alcune religiose cattoliche. Le stesse suore raccontano fra le lacrime all’agenzia Fides tutto il loro sdegno e la sofferenza per la piccola Gulfam e per altre bambine cristiane abusate dai ricchi musulmani. Secondo il “Centre for Legal Aid Assistance and Settlement” sequestri e violenze sessuali ai danni delle ragazze cristiane e indù sono in crescita nel Paese, spesso al fine di conversioni e matrimoni forzati. La maggior parte dei casi restano impuniti. (A.L.)

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    Salvare Rizana: appello per una donna musulmana condannata a morte in Arabia Saudita

    ◊   Un accorato appello e una raccolta di firme per salvare Rizana Nafeek, giovane donna musulmana srilankese condannata a morte in Arabia Saudita: è l’iniziativa, riferita all’Agenzia Fides, intrapresa da leader religiosi cristiani, musulmani e buddisti, nonché di numerose organizzazioni per la tutela dei diritti umani. L’appello chiede al Re saudita Abdullah la grazia per Rizana Nafeek. Nell’ottobre scorso la Corte Suprema Saudita ha confermato la condanna a morte già emessa nel 2007 da un tribunale, che l’aveva riconosciuta colpevole di omicidio. Rizana è accusata di aver ucciso nel 2005 un bambino di quattro mesi, figlio di una donna saudita nella cui casa la ragazza lavorava come domestica. A Rizana, all’epoca dei fatti 17enne, era stata affidata la cura del neonato, senza alcuna supervisione. Per una serie di circostanze sfortunate, il bambino si è strozzato ed è deceduto mentre veniva alimentato con il biberon. Rizana ha sempre ribadito la propria innocenza, sottolineando che si è trattato di un incidente. Ma è stata accusata di omicidio e, dati i problemi linguistici con l’arabo, ha perfino firmato una confessione. La sentenza è attualmente sospesa, dato un appello alla clemenza inoltrato dagli avvocati al Ministro degli Esteri e al Re saudita. Il Re ha tre opzioni: impartire la grazia, oppure confermare il verdetto di condanna, o ancora ignorare l’appello e congelare la vicenda. La Caritas di Kandy ha lanciato una petizione e una raccolta di firme per salvare Rizana. La campagna, dal titolo “Giustizia per Rizana”, ha già avuto l’adesione di circa mille persone fra cristiani, buddisti, indù e musulmani, che chiedono il rilascio di Rizana. A sostenere la campagna vi è anche la “Asian Human Rights Commission”, che ha lanciato l’appello “Salvate Rizana”, accolto da altre organizzazioni che operano per la tutela dei diritti umani in Sri Lanka e in Asia. Rizana è una delle migliaia di lavoratrici emigrate in Arabia Saudita. Sono circa 1.3 milioni i lavoratori migranti srilankesi impiegati soprattutto in Medio Oriente e in Europa, che garantiscono rimesse per oltre 3 miliardi di dollari, valido sostegno all’economia dello Sri Lanka. (A.L.)

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    Iran: arrestati nove cristiani per attività di evangelizzazione

    ◊   Nove cristiani sono in prigione da tre mesi in Iran senza che sia stata ancora elevata un’accusa precisa nei loro confronti. Lo riferisce AsiaNews. Il giorno del loro arresto, il 19 settembre, la televisione di Stato affermava: “Un gruppo di nove cristiani sono stati arrestati a Hamadan con l’accusa di attività di evangelizzazione”. Fonti locali riportavano dichiarazioni dei servizi di sicurezza, secondo i quali scopo del gruppo era distruggere la Repubblica islamica dell’Iran. Nel testo ci si riferiva varie volte ai nove definendoli “Sionisti cristiani”. I nomi di quattro di loro (di cinque è ignota l’identità) sono Vahik Abrahamian e sua moglie Sonia Keshish Avanessian (armeno-iraniani), Arash Kermanjany e Arezou Teimouri, iraniani di lingua farsi. Le forze di sicurezza secondo il reportage hanno fatto irruzione nella casa di Abrahamian e l’hanno arrestato, con sua moglie e altri due convertiti cristiani che erano suoi ospiti. La casa è stata perquisita, e gli agenti hanno raccolto vari oggetti personali. Più tardi il gruppetto è stato condotto in un luogo sconosciuto. Altri convertiti cristiani sono stati fermati e interrogati a Karaj, Teheran e Hamadan; alcuni di loro sono stati rilasciati dopo aver garantito che avrebbero cessato le attività di evangelizzazione. I quattro arrestati ad Hamad invece sono stati incarcerati nella prigione di Hamadan, nella Quarta sezione, e nella sezione femminile. Tutti sono stati messi in isolamento per quaranta giorni prima di essere trasferiti alla prigione di Hamadan, e in quel periodo non hanno potuto essere contattati dalle famiglie. Ma le autorità giudiziarie nel frattempo non hanno ancora spiegato perché sono stati incarcerati, né hanno elevato accuse specifiche nei loro confronti.

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    L’Onu critica la Svezia per il rimpatrio da Stoccolma di cinque cristiani iracheni

    ◊   Dure critiche al governo svedese da parte della Commissione delle Nazioni Unite per i rifugiati per avere rimpatriato cinque cristiani iracheni che chiedevano asilo in Svezia. I cinque – secondo AsiaNews - facevano parte di un gruppo di almeno 20 persone provenienti dall’Iraq. Migliaia di cristiani hanno cercato un rifugio sicuro fuori dalle frontiere dopo il massacro del 31 ottobre nella cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso. Secondo fonti non ufficiali le autorità motivano il rifiuto adducendo una situazione di relativa maggiore tranquillità nel Paese. “Abbiamo udito molti racconti di persone che fuggono dalle loro case dopo aver ricevuto minacce dirette. Molti dei nuovi arrivati spiegano che hanno lasciato l’Iraq per paura di un attacco, dopo quello che è accaduto il 31 ottobre” ha detto Melissa Fleming, portavoce a Ginevra dell’organismo delle Nazioni Unite. “Alcuni hanno potuto prendere solo poche cose con sé” ha aggiunto la Fleming. La deportazione dei cinque cristiani iracheni è avvenuta una settimana dopo che un terrorista suicida nato in Iraq e residente in Gran Bretagna si è fatto esplodere nel centro di Stoccolma. Al Qaeda ha rivendicato il massacro di Baghdad, e ha dichiarato che i cristiani sono un bersaglio legittimo. Altre uccisioni e episodi di violenza ne sono seguiti, e secondo Fleming circa mille famiglie hanno lasciato Baghdad per la provincia di Ninive cercando una sicurezza relativa nella zona curda. I funzionari dell’Onu in Siria, Giordania e Libano dicono che un numero crescente di cristiani iracheni stanno arrivando, e chiedono aiuto. Nella sola Siria circa 133 famiglie – 300 persone – hanno chiesto lo status di rifugiati da novembre. In Giordania il numero di richieste d’asilo dall’Iraq è raddoppiato in un mese. L’Onu afferma che il rimpatrio dalla Svezia avviene in un momento in cui i funzionari sul posto registrano un crescente numero di casi di attacchi ai cristiani.

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    I vescovi del Belgio invitano a un Natale di solidarietà

    ◊   In un messaggio per il Natale, i vescovi del Belgio invitano i fedeli ad una solidarietà concreta verso i senza tetto ed esortano le istituzioni a operare per trovare una soluzione strutturale ai problemi di asilo e di protezione dei senza fissa dimora. Nel testo – riferisce l’agenzia Sir - i vescovi ringraziano coloro che nelle ultime settimane si sono prodigati per dare una risposta concreta ai bisogni di queste persone in difficoltà e chiedono alle parrocchie di continuare gli sforzi per trovare spazi adeguati per l'accoglienza dei senza tetto e senza fissa dimora. A tale riguardo la Conferenza episcopale belga avverte che la Caritas Internationalis è a disposizione per fornire consigli e informazioni a quanti sono in difficoltà. In questo tempo di Avvento, conclude il messaggio, non è possibile che non si trovi un tetto per queste persone.

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    Minori stranieri non accompagnati: 27 raccomandazioni per proteggerli in tutta Europa

    ◊   Sono 27 le raccomandazioni presentate ieri a Roma durante il convegno promosso dal Consiglio d’Europa, da France Terre d’Asile, Cir e Provincia di Roma per arrivare ad un quadro normativo europeo basato su standard di protezione elevati per i minori stranieri non accompagnati. Nell’incontro, intitolato “Quali politiche europee per i minori non accompagnati”, è stato preso in esame lo studio comparato condotto in 8 Paesi (Spagna, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Ungheria, Italia, Romania e Svezia). Nella ricerca sono messe a confronto le legislazioni di 8 Stati membri dell’Unione Europea e vengono fornite una serie di raccomandazioni in materia di raccolta dati sui minori non accompagnati . Si suggerisce, in particolare, di istituire “uno strumento di raccolta statistica unico, utilizzabile in ogni Paese”. Tra le 27 raccomandazioni, anche quella “di vietare qualsiasi forma di detenzione e di proibire il respingimento dei minori non accompagnati alla frontiera. Si devono inoltre garantire l’accesso alla protezione sociale e “il diritto di soggiorno nel territorio fino alla loro maggiore età”. Altre raccomandazioni riguardano poi la possibilità di acceder con facilità alla procedura del diritto d’asilo assicurando protezione ai minori che cadono vittime della tratta, fenomeno purtroppo in aumento in tutta Europa, come ricordato recentemente da Christine Goosens, rappresentante della attuale presidenza belga dell’Unione Europea. Christopher Hein, direttore del Consiglio Italiano Rifugiati, si è detto infine “molto preoccupato per la chiusura delle frontiere esterne dell’Unione Europea e per le operazioni alle frontiere greche e turche, che avranno un grosso impatto sui minori non accompagnati”. (A cura di Chiara Pagano)

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    I guanelliani aprono una casa per giovani disabili a Manila

    ◊   Una casa semplice per accogliere in un ambiente di famiglia una ventina di ragazzi con disabilità mentale e fisica: è la Guanella Home for Special Children, inaugurata in questi giorni dai guanelliani nella zona di Tandanga Sora a Quezon City, nell’area metropolitana di Manila. “E’ la realizzazione di un sogno – scrive in una nota padre Luigi De Giambattista, superiore di delegazione – e di un progetto che la comunità ha coltivato da lungo tempo, ma che solo ora la Provvidenza ha trasformato in realtà”. Fin dal 1996, spiega un comunicato dei guanelliani, un piccolo gruppi di ragazzi “speciali” hanno trovato accoglienza e cura in alcuni locali adiacenti alla cappella e inseriti nella casa di formazione. “La nuova casa – scrive padre Luigi – può rispondere più adeguatamente e con nuovi spazi e servizi ai loro bisogni”, grazie all'aiuto dei “nuovi samaritani che qui come altrove rispondono alla chiamata del Signore e trovano gioia nel seguire le orme di don Guanella”. La nuova struttura è situata all'interno della stessa area di circa due ettari dove dal 1993 sorgono la Casa Madre dei guanelliani nelle Filippine, il Centro di Formazione e il Guanella Center, il tutto pensato come Tenda aperta della Carità dove i tanti poveri del vicinato trovano attenzione, ascolto, servizi quotidiani di assistenza e solidarietà. L’inaugurazione della Casa, avvenuta nel 17.mo Anniversario dell’apertura della Prima casa guanelliana, è stata presieduta del vescovo ausiliare di Antipolo, mons. Francisco de Leon, che nel febbraio 1989 aveva accolto i guanelliani nel seminario di San Carlos, Manila, durante la loro prima visita esplorativa. (A.G.)

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    Campagna italiana contro lo spreco nei consumi alimentari

    ◊   Una mozione parlamentare di indirizzo per sensibilizzare gli italiani, in particolare i ragazzi, alla sobrietà nei consumi alimentari e contro lo spreco e che porti ad una campagna informativa nelle scuole su questo tema. E’ l'iniziativa alla quale sta lavorando l'Associazione nazionale dietisti (Andid), che invita gli italiani ad essere sobri “nei consumi, anche durante le feste”. Un invito, in vista del Natale, che parte da un dato: con quello che si getta nei Paesi ricchi in termini di alimenti, non solo si azzererebbe il problema della malnutrizione nei Paesi poveri (in 28 nazioni, soprattutto africane, la quota di popolazione che soffre la fame supera il 40%), ma addirittura si “rischierebbe” di portare anche quei Paesi alle soglie della sovra-alimentazione e dell’obesità. E non c'è crisi economica che tenga: con 7 milioni di italiani sotto la soglia di povertà, si buttano infatti al macero ogni anno 4 mila tonnellate di cibo. Uno spreco che aumenta durante le feste natalizie. Questa tendenza, spiega la presidente Andid Giovanna Cecchetto, “è in crescita perché il nostro stile di vita sta inesorabilmente cambiando: si ha sempre meno tempo da dedicare alla preparazione dei pasti, non si recuperano gli avanzi”. Il cibo gettato - rileva inoltre Ambra Morelli, presidente Andid Lombardia - è anche un problema ambientale, sociale ed economico enorme in un momento in cui i prezzi delle materie prime aumentano. “Di fronte a questi dati vogliamo lanciare un messaggio forte - conclude Stefania Vezzosi, del direttivo Andid - invitando gli italiani a considerare il 'non sprecare' come una regola etica e di principio”. (A.L.)

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    Congo: pubblicato il primo numero del Bollettino ufficiale della Conferenza episcopale

    ◊   “Actes de la Cenco et Documents”: è stato pubblicato con questo titolo il Bollettino ufficiale della Conferenza episcopale nazionale del Congo. Presentato giovedì scorso al Centro Interdiocesano di Kinshasa dal segretario generale della Conferenza episcopale, padre Lèonard Santedi, il periodico raccoglierà decisioni, dichiarazioni, messaggi, lettere e altri documenti dell’Episcopato, ma anche i rapporti delle diverse attività delle Commissioni episcopali. “La Chiesa cattolica nella Repubblica Democratica del Congo - ha detto padre Santedi - persegue la sua missione, quella di annunciare a tutti gli uomini e a tutte le donne la Buona Novella della loro salvezza in Gesù Cristo. Per raggiungere pienamente il suo scopo, l’opera di evangelizzazione tende a comunità cristiane i cui membri siano permeati dell’amore di Cristo e del prossimo”. Per il segretario generale della Conferenza episcopale, la creazione, la formazione, e lo sviluppo delle comunità cristiane necessitano di una moltitudine di attività religiose, educatrici, pastorali e sociali e il Bollettino ufficiale della Cenco sarà l’eco di queste attività oltre a rendere alla portata di tutti alcuni documenti del Magistero universale della Chiesa o di altre Chiese locali ritenuti utili per la formazione e la crescita spirituale dei cattolici. Il primo numero del Bollettino include diversi messaggi sul cinquantesimo anniversario di indipendenza del Paese, la presentazione delle iniziative che sono seguite alla seconda Assemblea per l’Africa del Sinodo dei Vescovi svoltasi a Roma nell’ottobre del 2009 e ancora le decisioni pastorali della Cenco. (T.C.)

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    "Una Luce nella notte": iniziativa di missione organizzata dalle Sentinelle del Mattino

    ◊   Questa sera le “Sentinelle del Mattino”, organismo per la formazione dei giovani evangelizzatori propongono un’iniziativa missionaria “Luce nella Notte” dalle ore 17 alle 24 nella Chiesa di San Crisogono in Piazza Sonnino a Roma. I progetti portati avanti dagli organizzatori delle Sentinelle International mirano a risvegliare il compito di evangelizzazione in tutti i battezzati. Per questo molte sono le attività di primo annuncio che portano avanti come ad esempio quella di stasera, che rende i giovani protagonisti e primi artefici dell’evangelizzazione verso i loro coetanei. Una “Luce nella notte” è un’iniziativa nata a Verona nel 1999, ora imitata in tutto il mondo da diverse diocesi. L’esperienza è molto originale, proprio perché frutto di anni di sperimentazioni, tentativi e miglioramenti. Durante la serata saranno a disposizione varie equipe; evangelizzatori all’esterno che annunciano il kerigma attraverso la propria testimonianza; chi invece accoglie in Chiesa accompagna le persone a riconoscere la presenza di Gesù vivo, e poi ci sono coloro che annunciano con la Parola, la musica e il canto. Questa equipe è la voce di Gesù che parla ai cuori. Infine altri intercedono per quanti arrivano in Chiesa: ad ogni coppia viene affidata una persona esterna e si prega insieme in silenzio. E’ data la possibilità di partecipare all’iniziativa a tutti i giovani dai 18 ai 35 anni . (C.P.)

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    24 Ore nel Mondo



    Tensione in Costa d’Avorio. Onu e Ue: Gbagbo lasci subito il potere

    ◊   Sempre delicata la situazione in Costa D’Avorio. I sostenitori del presidente Ouattara, che secondo la commissione elettorale nazionale ha vinto le presidenziali di novembre, sono pronti a nuove manifestazioni. Mentre la comunità internazionale continua a chiedere al capo di stato uscente Gbabo di lasciare il potere. Il servizio è di Eugenio Bonanata:

    L’ultima a rinnovare la richiesta, attraverso una lettera, è stata l’Unione Africana. Ieri lo ha fatto il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban ki-moon, definendo Gbagbo la “parodia della democrazia”. Sulla stessa linea anche il presidente francese, Sarkozy, che ha minacciato di inserire il leader ivoriano nella lista nera dell’Unione Europea che prevede pesanti sanzioni e restrizioni di movimento all’interno dei paesi comunitari. Intanto, la tensione nel Paese africano continua a salire. Dopo la manifestazione di ieri, i sostenitori di Ouattara, che hanno abbandonato l’idea di una marcia verso il palazzo presidenziale di Abdjian, hanno chiesto alla popolazione di essere pronta alla mobilitazione contro Gbabo, minacciando nuove dimostrazioni, stavolta con l’obiettivo di muoversi verso la televisione di Stato. Dall’altro lato, esponenti vicini al capo di Stato uscente hanno invocato chiaramente l’uso delle armi nei confronti degli avversari. Il timore principale è rappresentato da un possibile intervento dell’esercito che, nonostante i tentativi di dissuasione della comunità internazionale, continua a sostenere il suo leader, da parte sua non intenzionato ad abbandonare il potere. Sullo sfondo le preoccupazioni espresse dalle varie agenzie umanitarie delle Nazioni Unite, che in vista di scontri sempre più probabili hanno previsto cinquemila profughi in fuga verso i Paesi confinanti, a partire dalla prossima settimana. Netta la condanna del clima di intimidazione nei confronti dei giornalisti da parte di Reporter Senza Frontiere che, assieme alla Croce Rossa internazionale, punta il dito contro le violenze di due giorni fa costate la vita ad almeno una ventina di persone.

    Cina-Pakistan
    Prosegue la missione in Pakistan del premier cinese, Wen Jiabao. In occasione della visita, Pechino ha annunciato un pacchetto di aiuti di oltre 400 milioni di dollari a favore delle popolazioni pakistane colpite dalle devastanti alluvioni della scorsa estate. Siglati, inoltre, 18 accordi di cooperazione per i prossimi cinque anni nel campo dell’energia, delle tecnologie, delle infrastrutture e della sicurezza per un valore complessivo superiore ai 20 milioni di dollari. Ieri, dopo la tappa in India, il colloquio con il premier pakistano, Gilani. Oggi, invece, Wen Jiabao incontra il partito dell’opposizione e i vertici militari. Domani, infine, in programa il suo intervento al parlamento di Islamabad.

    Coree-Cina
    Appello della Cina per la ripresa di “negoziati responsabili”, in vista della soluzione pacifica nella penisola coreana. Pechino giudica “estremamente precaria” la situazione nella regione, soprattutto a causa della ripresa delle esercitazioni militari annunciate dalla Corea del Sud. "La Cina – si legge in un comunicato del ministero degli Esteri – si oppone ad ogni attività che possa portare ad un aumento delle tensioni".

    Iraq
    Il premier iracheno, Al Maliki, presenterà lunedì la lista dei ministri al parlamento di Baghdad, a distanza di oltre otto mesi dalle elezioni politiche. A diffondere la notizia l’emittente panaranba al Jazira, che ha citato un collaboratore del premier. Si tratta di un momento molto atteso in vista della formazione del nuovo esecutivo, frutto di una lunga negoziazione tra i partiti e conclusasi con la decisione del presidente Talabani, il quale lo scorso 25 novembre ha affidato l’incarico ad Al Maliki. Fondamentale, in queste ore, la rimozione da parte del parlamento del controverso bando politico per tre membri sunniti della coalizione Iraqiya, a causa dei i vecchi legami con il movimento baathista di Saddam Hussein.

    Haiti-Osa
    Ad Haiti, l’Organizzazione degli stati americani (Osa), in missione nel Paese dopo le elezioni, ha chiesto al presidente Preval di non pubblicare i risultati definitivi del primo turno prima di un riconteggio. E' salito intanto a quasi 2500 il numero di vittime per l’epidemia di colera.

    Afghanistan
    Visita a sorpresa, oggi in Afghanistan, della cancelliera tedesca, Angela Merkel, giunta in mattinata a Kabul per incontrare i vertici locali. Tra ingenti misure di sicurezza, la leader di Berlino, accompagnata dal ministro della Difesa Guttenberg e dal capo delle forze armate tedesche, Wieker, si è recata a Kunduz, nel nord, dove ha visitato i militari della Germania nel Paese. Intanto, due soldati delle forze internazionali sono morti nelle ultime 24 ore portando a 699 il numero di militari rimasti uccisi dal primo gennaio del 2010.

    Iran
    La priorità della diplomazia iraniana è di rafforzare le relazioni con Arabia Saudita e Turchia. Lo ha affermato il capo dell’organizzazione per l’energia atomica di Teheran, Salehi, che oggi, nel corso di una cerimonia nella capitale del Paese, ha ufficialmente assunto l’incarico di ministro degli Esteri. Salehi succede a Mottaki, rimosso nei giorni scorsi dal presidente Ahmadinejad per motivi sconosciuti.

    Italia - immigrazione
    L’immigrazione fornisce un “imprescindibile contributo” sia per le famiglie che per le imprese, dunque occorre favorire “l’integrazione fondata sul rispetto reciproco”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, nel suo messaggio diffuso in occasione dell’odierna Giornata internazionale del migrante in cui sostiene anche che bisogna fermare “l’emorragia” di talenti nazionali verso l’estero. Ieri, in una nota, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay, aveva invitato a non criminalizzare i migranti irregolari, una pratica – ha precisato – che rischia di alimentare “ancor più la discriminazione, l’esclusione, lo sfruttamento e gli abusi di migranti ad ogni stadio”.

    Italia maltempo
    Forti disagi in Italia per l’ondata di neve che ha colpito in queste ore la penisola. Particolarmente interessata la rete autostradale, con due vittime nella giornata di ieri. Centinaia gli automobilisti rimasti bloccati nel tratto toscano dell’A1, con ritardi anche nel settore ferroviario e una trentina di voli cancellati a Bergamo. La situazione tende comunque a migliorare. Le temperature sono in rialzo a partire dalla zona meridionale; piogge sono invece previste a cominciare dalla metà della prossima settimana.

    Grecia sciopero
    In Grecia, nuovo sciopero generale di tre ore mercoledì prossimo contro il piano di austerità del governo. L’agitazione culminerà con una grande manifestazione ad Atene. La giornata di mobilitazione è stata indetta dai sindacati pubblici, che, in un comunicato, hanno spiegato che essa coincide con il voto in parlamento sulla finanziaria 2011 e serve a difendere i diritti dei lavoratori contro “le attuali politiche” e “l’inaccettabile comportamento provocatorio” delle autorità.

    Bielorussia - elezioni
    Domani, la Bielorussia è chiamata al voto per le presidenziali. Le previsioni annunciano una netta vittoria per il capo di stato uscente, Lukashenko. L’opposizione ha già denunciato intimidazioni invocando adunate di piazza. Tuttavia, non è riuscita a coalizzarsi contro l’uomo forte di Minsk, al potere da 16 anni. Ce ne parla Giuseppe D’Amato:

    “Quelle di domani sembrano presidenziali davvero scontate. Tutti i sondaggi della vigilia danno il leader bielorusso, Aleksander Lukashenko, nettamente in testa con un grosso margine di vantaggio sulla somma dei voti che dovrebbero ottenere i suoi nove sfidanti messi insieme. Se nel 2006 la competizione poteva considerarsi aperta, poichè l’opposizione era riuscita a nominare un solo candidato, adesso ognuno è andato per conto suo: nel 2008 il fronte antigovernativo non è riuscito ad eleggere nemmeno un suo rappresentante in parlamento. Presidente dal 1994, criticato da Russia, Unione Europea e Stati Uniti, Lukashenko non ha avversari in patria, anche grazie al controllo dei mass media. Gli osservatori dell’Osce hanno già certificato la disparità dell’uso di questi ultimi fra i candidati. In caso di elezioni irregolari, l’Unione Europea ha promesso nuovi aiuti economici alla Bielorussia, che nel frattempo ha strappato a Mosca ulteriori concessioni doganali sulla vendita all’estero del petrolio russo.

    Terrorismo UE-Usa
    Chiuso lo scalo aereo norvegese per di Haugesund per il ritrovamento di un pacco sospetto. La polizia non ha spiegato i motivi della decisione. Ieri, l’iterpol di Bagdhad ha confermato di aver ricevuto informazioni su possibili attentati di Al Qaeda in Europa e negli Stati Uniti durante le festività natalizie. Dalla Germania, invece, il ministro degli Interni tedesco de Maiziere ha ribadito che nel Paese resterà ancora in vigore l’allerta terrorismo deciso scorso mese di novembre. (Panoramica internazionale a cura di Eugenio Bonanata)


    Bollettino del Radiogiornale della Radio Vaticana Anno LIV no. 352

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