Logo 50Radiogiornale Radio Vaticana
Redazione +390669883674 | +390669883998 | e-mail: sicsegre@vatiradio.va

Sommario del 14/12/2010

Il Papa e la Santa Sede

  • Con le date della visita in Germania, si completa il calendario dei viaggi apostolici di Benedetto XVI nel 2011
  • Il Papa offrirà un pranzo ai poveri di Madre Teresa il 26 dicembre e porterà doni ai piccoli ammalati al Gemelli il 5 gennaio
  • Il cardinale Bertone: il malato va amato nel rispetto della sua dignità di persona
  • La rubrica sul Vaticano II: la "Lumen gentium" e l'autocoscienza della Chiesa
  • Oggi su "L'Osservatore Romano"
  • Oggi in Primo Piano

  • Il dramma dei profughi eritrei nel Sinai. Don Zerai: nessuno si muove per salvarli
  • I 60 anni dell'Acnur: servono nuovi strumenti per fronteggiare le migrazioni forzate
  • La morte del diplomatico Usa, Richard Holbrooke, che riportò la pace nei Balcani
  • La Medaglia "Giusto fra le nazioni" al gesuita padre Cubbe: salvò tre bambini ebrei dal nazismo
  • A Milano, il cardinale Tettamananzi al "Natale degli sportivi", tra ragazzi e grandi campioni
  • Pagine scelte della Radio Vaticana dedicate al Rosario raccolte in un libro da Franca Salerno
  • Chiesa e SocietÓ

  • Ban Ki-moon: si devono “tutelare anche i diritti degli irregolari”
  • Epidemia di colera ad Haiti: preoccupante la situazione nelle zone rurali
  • Indonesia: cristiani vittime dell’estremismo islamico chiedono protezione al presidente Susilo
  • Intersos e Acnur insieme per portare aiuto alla popolazione congolese
  • Appello del Consiglio mondiale delle Chiese alla Conferenza Onu sul clima a Cancún
  • Hong Kong: sulla riforma scolastica la diocesi ottiene il dibattito in tribunale
  • Sud Corea: per la Caritas la crisi economica spinge all’avidità e a vivere senza Dio
  • Vietnam: cattolici e buddisti insieme per aiutare i malati di Aids
  • Inghilterra e Galles: un sito della Chiesa cattolica contro gli abusi domestici
  • Terra Santa: pellegrinaggio dei cattolici indiani da Gerusalemme a Betlemme
  • Il Messico ha festeggiato domenica Nostra Signora di Guadalupe
  • Francia: la tv cattolica Kto lancia nuova applicazione mobile gratuita su Iphone e Smartphone
  • I pensieri di Padre Pio ora anche sugli sms
  • Presentato il “Dizionario delle apparizioni della Vergine Maria”
  • 24 Ore nel Mondo

  • Italia: fiducia sul filo di lana al governo Berlusconi. Proteste violente nelle piazze
  • Il Papa e la Santa Sede



    Con le date della visita in Germania, si completa il calendario dei viaggi apostolici di Benedetto XVI nel 2011

    ◊   Il Papa sarà in Germania dal 22 al 25 settembre prossimo: è quanto reso noto oggi dalla Conferenza episcopale tedesca, che aveva già annunciato, circa un mese fa, la visita del Pontefice nella sua terra natale. Con la pubblicazione delle date del viaggio in Germania, si completa, dunque, il calendario dei viaggi apostolici di Benedetto XVI previsti nel 2011. Il servizio di Alessandro Gisotti:

    Nel 2011, Benedetto XVI compirà quattro viaggi internazionali e quattro viaggi in diocesi italiane. Si parte dalla visita pastorale ad Aquileia e Venezia, il 7 e 8 maggio, 26 anni dopo il viaggio di Giovanni Paolo II. Il Patriarca di Venezia, Angelo Scola, annunciando l’evento, l’ottobre scorso, ha espresso gioia e commozione per questo dono del Santo Padre che coincide con la conclusione della Visita pastorale in atto nel Patriarcato dal 2004. Il Papa sarà dunque nella vicina Croazia il 4 e 5 giugno. Un viaggio, durante il quale il Pontefice sosterà in preghiera sulla tomba del Beato Stepinac. Due settimane dopo, il 19 giugno, la visita pastorale alla diocesi di San Marino-Montefeltro. Nell’annuncio, il vescovo Luigi Negri ha sottolineato che il Pontefice viene “ad incontrare una Chiesa che sta facendo un cammino significativo per recuperare la tradizione di un popolo cristiano” e di una società che vive un momento difficile.

    Ad agosto, l’evento tanto atteso della Gmg di Madrid, la terza di Benedetto XVI dopo Colonia e Sydney. Dal 18 al 21 agosto, il Papa sarà in terra iberica dove confluiranno migliaia di giovani da tutto il mondo. Il tema della Giornata Mondiale della Gioventù del 2011 è “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”. Due i viaggi apostolici di settembre: l’11 ad Ancona per la conclusione del Congresso eucaristico nazionale e, dal 22 al 25, in Germania in particolare a Berlino, Friburgo ed Erfurt. “La visita del Santo Padre – ha affermato il presidente dell’episcopato tedesco, mons. Zollitsch – rappresenterà un momento importante nella vita del nostro Paese e della nostra Chiesa”.

    Ultimo viaggio in Italia del 2011, il 9 ottobre, sarà a Lamezia Terme e alla Certosa di Serra San Bruno. Da questo viaggio, ha detto il vescovo di Lamezia, mons. Cantafora, i fedeli si aspettano un incoraggiamento per affrontare i tanti problemi che attanagliano la terra calabrese. Infine, dal 18 al 20 novembre, il Papa si recherà in Africa, nel Benin. Questo viaggio s’inserisce nelle celebrazioni del Giubileo per i 150 anni dell’evangelizzazione del Paese. Benedetto XVI, durante la visita, consegnerà ai vescovi africani l’Esortazione apostolica frutto del Sinodo speciale per l’Africa, svoltosi in Vaticano nell’ottobre del 2009.

    inizio pagina

    Il Papa offrirà un pranzo ai poveri di Madre Teresa il 26 dicembre e porterà doni ai piccoli ammalati al Gemelli il 5 gennaio

    ◊   Il senso cristiano del Natale è profondamente radicato al valore della carità vissuta: lo dimostrano i due appuntamenti che spiccano nell’agenda papale, tradizionalmente fitta in questo periodo festivo. Domenica 26 dicembre, alle ore 13, Benedetto XVI offrirà nell’Atrio dell’Aula Paolo VI un pranzo alle persone che quotidianamente ricevono assistenza nelle diverse comunità romane delle Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta. Il Papa, che parteciperà al pranzo, onorerà in questo modo il 100.mo anniversario della nascita della Beata.

    Nel pomeriggio di mercoledì 5 Gennaio, vigilia dell’Epifania, Benedetto XVI sarà invece al Policlinico Gemelli, dove alle 17 visiterà e porterà personalmente dei doni ai bambini ricoverati presso i reparti pediatrici e benedirà un Centro per la cura dei bimbi affetti da spina bifida.

    inizio pagina

    Il cardinale Bertone: il malato va amato nel rispetto della sua dignità di persona

    ◊   “L’amore per Cristo porta a riconoscere nel fratello ammalato il volto del Signore”: è quanto sottolineato dal cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, che stamani ha celebrato una Messa per il Centenario della Casa di Cura Villa Giuseppina di Roma. Il porporato ha ricordato la figura della fondatrice Santa Maria Crocifissa di Rosa e in particolare il suo invito “ad amare, come primo dovere, il malato, nel rispetto della sua dignità di persona”.

    La testimonianza della fondatrice, ha affermato il cardinale Bertone, rivela “a partire dal Mistero di Cristo, la visione che bisogna avere dell’ammalato”. Questi, ha detto, “non può essere considerato solo nel suo stato di malattia; prima della mancanza di salute egli porta in sé, in modo indelebile, la dignità di persona”. Ed ha messo in guardia da “chi pensa di definire il mistero dell’uomo a partire da una sola prospettiva, oggi quella materialistica”. In realtà, infatti, così facendo non si “rende un servizio alla comprensione dell’umano”. Quando questo avviene, ha osservato, “assistiamo al nascere di grandi solitudini interiori”. Il cardinale Bertone ha quindi concluso la sua omelia con l’incoraggiamento a non dimenticare che “il corpo ammalato è, per noi, un’invocazione d’aiuto, perché nessuno può cancellare la domanda dell’anima che si interroga sul mistero del proprio dolore”. (A.G.)

    inizio pagina

    La rubrica sul Vaticano II: la "Lumen gentium" e l'autocoscienza della Chiesa

    ◊   Non una lobby internazionale, né un “gruppo di interesse”. La Chiesa è Popolo di Dio, Corpo di Cristo e Tempio dello Spirito Santo. La comprensione che oggi ha di se stessa – e che il Magistero dei Papi da sempre ribadisce e conferma – la Chiesa l’ha maturata ai tempi del Vaticano II. In particolare, fondamentali risultano le affermazioni della Costituzione dogmatica Lumen gentium. Il gesuita, padre Dariusz Kowalczyk, lo spiega nella sesta puntata della sua rubrica dedicata alla riscoperta dei documenti conciliari:

    Spesso si sente: la Chiesa ha fatto qualcosa, non ha fatto qualcosa, dovrebbe far qualcosa. Ma a cosa pensiamo quando diciamo “Chiesa”? Per rispondere a tale domanda non possiamo non riferirci alla costituzione del Concilio Vaticano II Lumen gentium. Il guaio del parlare odierno sulla Chiesa consiste nel fatto che spesso discutono di essa quelli che non la conoscono dall’interno. In conseguenza esprimono piuttosto i propri sentimenti disordinati, e non quella realtà che fa sì che gli uomini e le donne vogliono costituire il corpo che noi chiamiamo “Chiesa”.

    Durante il Concilio risuonava la domanda: Chiesa, che cosa dici di te stessa? In risposta la Chiesa – attraverso il Concilio – si auto-presenta come Popolo di Dio, Corpo di Cristo e Tempio dello Spirito Santo. Dunque, noi siamo la Chiesa non perché ci piace di stare in un’associazione internazionale con il capo a Roma, ma perché la Santissima Trinità vuole avere la comunità concreta basata sui tre elementi: della parola, dei sacramenti, delle opere di carità. E chiunque voglia parlare della Chiesa, non può prescindere da questa auto-comprensione ecclesiale, anche se – come non-credente – non la condivide. Benedetto XVI nel suo ultimo libro afferma che la Chiesa non è “un gruppo d’interesse” e il suo compito non è “creare un prodotto o avere successo nelle vendite”, bensì “mantenere in un profondo rapporto con Dio stesso… una comunità di uomini liberi che attraversa nazioni e culture”.

    Allora, quando diciamo “Chiesa” non dovremmo pensare solo al Papa e ai preti. Il Concilio ha ricuperato la coscienza che tutto il popolo di Dio è chiamato ad essere profetico, sacerdotale e regale, tutti sono chiamati alla santità. Dunque, prima di dire qualcosa sulla Chiesa facciamoci una domanda: Questa Chiesa è migliore o peggiore a causa del nostro modo di esserci?

    inizio pagina

    Oggi su "L'Osservatore Romano"

    ◊   “L’attesa dell’Altro”: in prima pagina, nella traduzione di Fernando Cancelli, una meditazione d’Avvento di Christian de Chergé, priore del monastero cistercense della stretta osservanza Notre-Dame de l’Atlas a Tibhirine, in Algeria, ucciso - insieme a sei confratelli - il 21 maggio 1996.


    In rilievo, nell’informazione internazionale, la Costa d’Avorio e lo spettro di una nuova guerra civile.

    Il Governo Berlusconi ottiene la fiducia del Parlamento.

    Insieme dal ghetto a Treblinka: in cultura, Alain Besancon su ebrei cattolici a Varsavia al tempo della Shoah.

    E il Pomarancio sconfisse Caravaggio: Antonio Paolucci sugli affreschi - completati 400 anni fa - della Sala del Tesoro nella Santa Casa di Loreto.

    La debolezza del gigante: un testo di mons. Cesare Pasini, prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, nel volume “I Padri della Chiesa. Il cristianesimo delle origini e i primi sviluppi della fede a Milano”.

    Un laico tra la Fuci di Montini e il Vaticano II: Raffaele Alessandrini ricorda Vittorino Veronese nel centenario della nascita.

    Nell’informazione vaticana, messa del Papa per le visitandine del monastero Mater Ecclesiae in Vaticano.

    inizio pagina

    Oggi in Primo Piano



    Il dramma dei profughi eritrei nel Sinai. Don Zerai: nessuno si muove per salvarli

    ◊   Gli appelli sono stati lanciati da tutti: dalle organizzazioni umanitarie, ma anche dalle voci più alte, come quella di Benedetto XVI. Eppure, degli eritrei e di tutti gli altri profughi nelle mani dei trafficanti di esseri umani, da giorni ridotti in schiavitù nel Sinai, non se ne parla, nessuno interviene. Giovedì prossimo, l’Europarlamento si mobiliterà con un voto su una risoluzione urgente, nel frattempo però si rischiano altre vite, perché di morti ce ne sono già stati: gli ultimi due uccisi sabato scorso, giovani diaconi della chiesa ortodossa. Don Mussai Zerai, direttore dell’agenzia Habeshia, denuncia, l’immobilismo internazionale, ma soprattutto quello del governo egiziano. Ascoltiamolo, intervistato da Fabio Colagrande:

    R. - Sabato scorso, sono stati uccisi altri due giovanissimi ragazzi, ma non solo: sono stati poi massacrati di botte e dicevano anche che nella serata di sabato i trafficanti hanno portato via tutte le donne per abusarne e far loro subire ogni tipo di violenza. In questo senso, quindi, il cambiamento è in peggio.

    D. - Leggiamo che una parte di questi profughi nelle mani dei predoni si trovano, in questo momento, a Rafah. Dico bene?

    R. - Sì. Rafah è una città con circa 70 mila abitanti. C’è la presenza del governo nel territorio e mi dicono addirittura che c’è anche un carcere proprio vicino al luogo dove sono tenute queste persone. C’è quasi scritto: “Siamo qui” e non si capisce perché qualcuno non vada a soccorrerli, a liberarli.

    D. - Una parte, invece, è stata liberata dai predoni…

    R. - Un altro gruppo di 63 persone è stato liberato vicino a Suez City ed in seguito siamo venuti a sapere che, mentre queste persone continuavano il loro percorso per attraversare il confine con Israele, sono state prese dalla polizia egiziana e, con l’accusa di emigrazione clandestina, sono state incarcerate. Noi ricordiamo che l’Egitto è firmatario della Convenzione di Ginevra e quindi queste persone, in quanto profughi, devono aver il diritto di accedere al sistema di asilo. Potevano essere affidate all’ufficio dell’Unhcr, ma questo non è avvenuto.

    D. - Il parlamento europeo voterà una risoluzione urgente sulla questione, giovedì prossimo…

    R. - Meglio tardi che mai, perché fino ad ora nessuna voce si era levata da parte del parlamento europeo. Questo silenzio pesava. Ora speriamo che ci sia almeno una posizione chiara, anche da parte del parlamento europeo, che spinga l’Egitto ad intervenire.

    D. - Intanto, però, a Tripoli si è aperto il Vertice dei ministri degli Interni dei Paesi rivieraschi del Mediterraneo, denominato “Dialogo 5+5”. Ma il vertice non ha intenzione di interessarsi alla vicenda, a quanto pare…

    R. - E’ proprio questo che ci lascia ancora molto preoccupati, per il semplice fatto che l’Europa sta delegando ai Paesi del Mediterraneo, quasi che essi siano i gendarmi dell’Europa, perché non passino. Quello che però succede in questi Paesi, in che condizioni vengano tenuti i profughi, a nessuno interessa e questo è veramente preoccupante. Si rischia che l’Europa diventi anche complice di una serie di violazioni che avvengono in questi territori. (vv)

    inizio pagina

    I 60 anni dell'Acnur: servono nuovi strumenti per fronteggiare le migrazioni forzate

    ◊   Compie oggi 60 anni l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), fondato il 14 dicembre 1950, con il compito allora di gestire la situazione dei rifugiati nell’Europa del secondo dopoguerra. Il servizio di Roberta Gisotti:

    La prima emergenza già nel ‘56 con l’ondata di rifugiati causata dall’intervento sovietico per sedare la rivoluzione ungherese, poi gli anni ‘60 segnati dalle lotte per l’indipendenza dei Paesi africani, quindi le tante crisi in Asia e in America Latina negli anni ’70 e ‘80 e la fine del comunismo e le guerre nei Balcani in Europa negli anni ’90, per arrivare ai flussi migratori che attraversano l’intero pianeta ai giorni nostri. I fronti aperti per l’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati si sono amplificati per salvare la vita a milioni di persone in fuga da guerre, persecuzioni, instabilità politiche ma anche fame e calamità naturali, come sottolinea l’Alto Commissario Antonio Guterres:

    “Ci sono nuovi motivi per questi spostamenti forzati e la comunità internazionale deve essere in grado di affrontare queste sfide. Penso sia molto importante riconoscere che l’azione dell’Acnur ha rappresentato per molte persone la vita invece che la morte; una casa al posto della miseria totale; la salute al posto di una malattia che può comportare perfino il rischio di morte; la protezione contro le più drammatiche violazioni dei diritti umani. Abbiamo molte ragioni per essere orgogliosi, ma abbiamo ancora più ragioni per essere preoccupati per le sfide che ci troviamo a dover affrontare al momento e nel riconoscere che sfortunatamente l’origine dei conflitti e degli spostamenti non è stata eliminata e che i prossimi anni saranno impegnativi come quelli passati”. (ap)

    L’Alto Commissariato lancia oggi un appello per un maggiore impegno in favore dei rifugiati. Ma cosa si chiede: più soldi a disposizione, più efficienza dell’organizzazione o una revisione degli accordi internazionali in materia. Laura Boldrini, portavoce dell’agenzia dell’Onu:

    R. - Si chiedono tutte e tre le cose. Certamente, però, oggi la comunità internazionale, in qualche modo, deve imparare a relazionarsi anche a nuovi problemi, che sono alla base della fuga. Sessant'anni fa, quando fu istituito l’Alto Commissariato, il quadro era molto più semplice e quindi anche più codificabile. Ci sono, dunque, nuovi scenari, nuovi schemi di movimento forzato delle popolazioni e questi nuovi schemi impongono nuove sfide e nuove riflessioni.

    D. – Allora, c’è forse bisogno di rivedere lo Statuto dell’Alto Commissariato?

    R. – Diciamo che la Convenzione di Ginevra del ’51 è la base, è la pietra miliare del diritto internazionale dei rifugiati e, secondo noi, quella è sempre la Convenzione di riferimento, la quale, magari, può essere completata, alla luce delle evoluzioni che ci sono state e anche delle nuove sfide.

    D. – Ma c’è un dibattito in corso su questo tema?

    R. – Sì, c’è un dibattito in corso anche sulla stessa connotazione dei cosiddetti “eco-rifugiati” o dei rifugiati della crisi economica. Dopo di che, è chiaro che la comunità internazionale deve anche dare delle risposte ai nuovi spostamenti forzati di popolazione, ai nuovi schemi che stanno emergendo negli ultimi anni. (ap)


    inizio pagina

    La morte del diplomatico Usa, Richard Holbrooke, che riportò la pace nei Balcani

    ◊   Un vero gigante della politica estera americana. Barack Obama ha definito così Richard Holbrooke, scomparso a Washington nella notte, a 69 anni, dopo che la settimana scorsa era stato ricoverato per un problema cardiaco. Diplomatico instancabile ed abilissimo, Holbrooke è stato l’autore della difficilissima trattativa che portò poi alla fine della guerra in Bosnia a metà degli anni Novanta. La sua carriera diplomatica iniziò nel 1968, con i negoziati sul Vietnam. Poi una lunga serie di prestigiosi incarichi, fino all’ultimo, lo scorso anno, quando fu nominato inviato speciale in Afghanistan e Pakistan. Per un’analisi sulla figura di Richard Holbrooke, Salvatore Sabatino ha intervistato Paolo Mastrolilli, esperto di Stati Uniti del quotidiano “La Stampa”:

    R. – Era certamente un diplomatico di altri tempi che veniva generalmente paragonato a Nixon. Era stato il protagonista della pace nella ex Jugoslavia: lo ricordiamo per il lavoro straordinario che fece all’epoca, mettendo a rischio la sua vita e riuscendo a portare a Dayton, negli Stati Uniti, tutti i protagonisti di quel terribile conflitto e a metterli d’accordo. Naturalmente, da allora era rimasto un protagonista della vita politica americana ed era stato considerato come un possibile segretario di Stato. Quando i democratici sono tornati al potere con Obama era stato immediatamente ripreso in considerazione per un ruolo fondamentale come quello di inviato in Pakistan e in Afghanistan. E’ stato un gigante della politica estera americana. Aveva una vita molto eccentrica e forse anche le fatiche che ha sopportato durante tutti questi anni di lavoro, alla fine, hanno pesato anche sul suo stato di salute.

    D. – Holbrooke può essere considerato un padre della diplomazia americana e una figura di spicco importantissima. C’è qualcuno, secondo te, che possa prendere il suo posto?

    R. – La diplomazia americana ha molte risorse e certamente ci saranno delle persone preparate in grado di sostituirlo. Lui apparteneva alla scuola dei realisti. Veniva dalla grande tradizione diplomatica democratica - era stato addirittura amico del figlio di Dean Rusk, il segretario di Stato storico di John Kennedy - e pur venendo da questa scuola lui era un pragmatico, un realista, che cercava di trovare sempre la soluzione più logica e appunto pragmatica alle crisi, nonostante avesse questo collegamento ideale con la tradizione democratica della diplomazia. Sarà però certamente difficile trovare una persona con le sue capacità, con la sua determinazione e con la sua volontà di spendersi anche a livello personale, arrivando appunto a rischiare la propria vita per risolvere questioni diplomatiche internazionali.

    D. – L’ultimo ruolo ricoperto da Holbrooke è stato quello di inviato speciale in Pakistan e Afghanistan, un ruolo molto delicato…

    R. – Il fatto che sia stato scelto proprio per occuparsi di quei due Paesi dimostra quanto fosse importante il suo ruolo e quanto fosse abile l’uomo. Lì si trattava in sostanza di avviare la trattativa con le forze all’interno dell’Afghanistan che potessero essere più ragionevoli - compresi i talebani moderati, di cui si è parlato a lungo - e nello stesso tempo convincere il Pakistan a non sostenere più le forze estremiste all’interno dell’Afghanistan. Era una trattativa estremamente delicata sulla quale si basava il successo della strategia di Obama in Afghanistan. Per quanto riguardava la questione bellica, Obama aveva già incrementato le forze militari e inviato il generale Petraeus. Ma dal punto di vista diplomatico aveva bisogno di una persona estremamente abile, capace di riavviare il dialogo e di trovare una soluzione anche politica e civile al conflitto. (bf)

    inizio pagina

    La Medaglia "Giusto fra le nazioni" al gesuita padre Cubbe: salvò tre bambini ebrei dal nazismo

    ◊   Il padre gesuita Raffaele de Ghantuz Cubbe, nato ad Orciano Pisano nel 1904, e meglio conosciuto come padre Cubbe, è il destinatario della medaglia di Giusto fra le nazioni”, oggi consegnata dall’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme al nipote Francesco. L’Istituzione commemora così quanti, pur non essendp ebrei, hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare anche una sola persona dal genocidio nazista. Padre Raffaele nascose tre bambini ebrei nel nobile Collegio di Mondragone presso Frascati, di cui fu rettore tra il 1942 e il 1947. Gabriella Ceraso ha raccolto il ricordo di quell’esperienza nelle parole di Marco Pavoncello, uno di quei tre bambini:

    R. - Padre Cubbe è stata una figura importante, nel senso che sapeva infondere tranquillità a chi gli stava vicino.

    D. - Com’è stata la vostra vita di ragazzi all’interno del Collegio, in quegli anni?

    R. - La vita, lì, è trascorsa serenamente, tranquillamente. Non si avvertiva quello che poteva avvenire al di fuori. Eravamo protetti sotto ogni punto di vista.

    D. - Il ricordo più bello di quei giorni?

    R. - Nel Collegio c’erano cinque camerate, dai piccolissimi ai piccoli: mezzanella, mezzani e grandi. Durante la guerra, invece, c’era una sola camerata e quindi il piccolissimo - che eravamo noi, potevamo avere circa 10 anni - stava insieme al diciottenne e a ragazzi anche più grandi. Evidentemente erano rifugiati come noi, appartenenti anche ad altre nazionalità. Ricordo, ad esempio, un ragazzo di origine albanese. C’era un bel crogiuolo di razze, evidentemente hanno aiutato un po’ tutti.

    D. - Che clima si respirava?

    R. - Il clima era sereno. Si mangiava, si giocava, si studiava, si andava in Chiesa. Bisogna dire una cosa: mai, anche negli anni successivi, c’è stato un tentativo di conversione, una qualche forzatura, come anche mai è avvenuto alcun atto di antisemitismo, né tra i ragazzi né tra i preti. Nessuno ha mai fatto un gesto come invece, purtroppo, se ne sentono tanti in giro.

    D. - Qual è il suo pensiero riguardo questo appuntamento così bello di oggi?

    R. - Il ricordare queste persone, che sono rarissime nel mondo. Ricordarle con tanto onore, come è un onore aver assistito a questa cosa ed averla soprattutto potuta raccontare, perché tanti altri familiari non ce l’hanno fatta. Mio nonno e mia nonna, il 16 ottobre 1943, sono stati portati via e non sono più tornati. (vv)

    inizio pagina

    A Milano, il cardinale Tettamananzi al "Natale degli sportivi", tra ragazzi e grandi campioni

    ◊   Lo sport è un formidabile strumento di integrazione e amicizia, i cori razzisti non devono fare parte dello sport. E' il messaggio lanciato dal cardinale arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, nel suo intervento di ieri al Palasharp milanese, dove ieri si sono radunate almeno ottomila persone per il “Natale dello sportivo”. Il servizio di Fabio Brenna:

    Erano dilettanti e professionisti, assieme ai dirigenti e agli allenatori, ma soprattutto i ragazzi dello sport di base che hanno potuto incontrare il vicepresidente della Federcalcio, Demetrio Albertini, Gianni Rivera e i due atleti paralimpici, Giusi Versace, campionessa italiana dei 100 metri, e Enzo Masiello, vincitore di due medaglie nello sci da fondo alle Olimpiadi paralimpiche di Vancouver. Un momento di festa per rilanciare lo sport in oratorio, che sarà coordinato da un nuovo organismo, la Commissione diocesana per lo sport. Il cardinale Dionigi Tettamanzi ha anche messo in guardia dai troppi rischi che corre oggi il mondo dello sport, troppo spesso offuscato dal business, dal doping, dal denaro e dal razzismo:

    “Penso che il mondo sportivo odierno abbia immensamente bisogno di tornare a questa semplicità e a questa generosità, perché sappiamo che la cultura sportiva, oggi, esalta la vittoria come un assoluto, mentre la vittoria - in ultima analisi - è scommettere che noi siamo capaci e che ce la possiamo fare. Non dobbiamo avere paura se ci troviamo limitati, ma dobbiamo invece - come ci è stato detto ripetutamente questa sera - essere davvero coraggiosi”.

    Della necessità di ricreare nello sport i valori autentici si è detto convinto l’ex campione di calcio, Gianni Rivera:

    “Purtroppo non c’è più la strada che c’era una volta. Bisogna quindi lavorare in un altro modo, ricreando se non proprio la stessa condizione almeno lo stesso spirito. Credo che questo sia importante. Adesso, per quanto riguarda l’ambito calcistico, ci sono le scuole calcio e bisogna guardarle con un po’ di attenzione, stare attenti che non sia soltanto un affare, un business, ma che sia invece un fatto molto più culturale. Vediamo se riusciamo a cambiare qualcosa”.

    I ragazzi di una parrocchia di Castellanza hanno fatto autografare dall’arcivescovo le figurine della loro Polisportiva, che saranno poi vendute in un album: il ricavato alimenterà il Fondo diocesano Famiglia Lavoro, che aiuta le persone colpite dalla crisi. (bf)

    inizio pagina

    Pagine scelte della Radio Vaticana dedicate al Rosario raccolte in un libro da Franca Salerno

    ◊   È stato presentato ieri, nella Sala Barbo presso l’Abazia di San Paolo fuori le Mura, il volume “Il Rosario, itinerario di salvezza. Pagine di fede e poesia”, di Franca Salerno, edito dalla Lateran University Press. Il servizio di Rosario Tronnolone:

    “Penso che la Madre mi porterà a credere nel Figlio”. Questa frase di George Bernard Shaw è posta in una delle prime pagine del libro “Il Rosario, itinerario di salvezza”, in cui Franca Salerno ha raccolto e adattato i testi di due serie di trasmissioni radiofoniche dedicate ai Misteri del Rosario e alle Litanie Lauretane. Una sorta di dittico, come lo ha definito padre Edmund Power, abate di San Paolo fuori le Mura che, con Marco Cardinali, direttore della Lateran University Press, ha presentato il volume:

    “L’immagine tradizionale della Madonna del Rosario raffigura Maria che con un braccio sostiene Gesù Bambino e con l’altro porge la corona a S. Domenico. Questa significativa iconografia mostra che il Rosario è un mezzo donato dalla Vergine per contemplare Gesù. Dunque, recitando questa preghiera, riflettendo su queste immagini, noi possiamo santificarci, o, meglio, essere santificati dal potere di Dio nel Suo Verbo, nella Sua Parola trasmessa a noi mediante Maria Santissima”.

    Franca Salerno spiega così le ragioni che l’hanno spinta alla composizione del volume:

    “Il sentimento che forse inconsciamente ho perseguito è stato quello di vicinanza all’umanità, perché ci sono anche dei concetti e delle frasi abbastanza provocatori nel contesto del libro, come: “Non basta annunciare il Regno di Dio, occorre vivere vicino all’umanità che è quella dei baraccati, dei terremotati, degli schiavi e delle schiave del sesso mercificato.” Posso dire che, forse, il sentimento che più vorrei che l’ascoltatore - attraverso le trasmissioni - e il lettore ricevessero, fosse quello di un conforto, di un piccolo conforto”.

    inizio pagina

    Chiesa e SocietÓ



    Ban Ki-moon: si devono “tutelare anche i diritti degli irregolari”

    ◊   Dieci milioni di migranti in situazione irregolare “sono spesso vittime della violazione di norme fondamentali in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, di garanzia dei diritti della difesa, di sicurezza personale e assistenza sanitaria”. Sono vulnerabili e possono “subire periodi di detenzione prolungati o maltrattamenti, condizioni di schiavitù, stupro o perfino omicidio”: lo ricorda il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, nel suo messaggio in vista della Giornata internazionale dei migranti che si celebrerà il prossimo 18 dicembre. Ban Ki-moon chiede a tutti gli Stati di “ratificare la Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie”. “La fragilità dell’economia mondiale e gli effetti delle crisi multiple si riflettono ancora sulla società. Gli oltre 214 milioni di migranti internazionali nel mondo – scrive Ban Ki-moon nel messaggio ripreso dall'agenzia Sir - ne sono l’emblema. Il fenomeno della migrazione favorisce l’intera comunità se passa attraverso canali ufficiali d’ingresso e in condizioni di sicurezza comune. Tuttavia le forme di migrazione regolare sono ancora in calo. La crescita del tasso di disoccupazione ha provocato l’aumento di forme di discriminazione. Gli Stati stanno mantenendo alta la guarda contro le politiche di polarizzazione. Vi è ancora molto da fare ” - ha concluso - per tutelare i diritti dei migranti”. (A.L.)

    inizio pagina

    Epidemia di colera ad Haiti: preoccupante la situazione nelle zone rurali

    ◊   Ad Haiti la situazione è particolarmente critica nel nord del Paese, dove nelle scorse due settimane si è diffusa l’epidemia di colera. A destare preoccupazione è anche la situazione nelle zone rurali. “Il nostro obiettivo - spiega David Schrumpf, che coordina l’equipe di Medici Senza Frontiere (Msf) che si occupa di estendere le attività nel nord di Haiti – è di fornire alle popolazioni più remote un migliore accesso alle cure mediche”. I casi di colera, intanto, stanno aumentando anche nel sud del Paese. “Nelle aree più colpite di recente – precisa Alan Lefebvre, coordinatore per l’emergenza di Msf - la popolazione è molto spaventata. Le persone – aggiunge – temono che i centri per la cura del colera possano diffondere la malattia nella comunità”. Attualmente più di 4 mila haitiani lavorano insieme con 260 membri dello staff internazionale per rispondere all’epidemia di colera. Msf – ricorda l'agenzia Sir – ha inviato più di 770 mila tonnellate di materiale medico e logistico nel Paese. In particolare due ambulanze di Msf fanno la spola tra le strade della città per raccogliere i feriti e coloro che hanno bisogno di assistenza medica. Msf ha diffuso messaggi radio per chiedere alla popolazione di permettere alle ambulanze di circolare liberamente e informare sulla disponibilità di cure mediche. (A.L.)

    inizio pagina

    Indonesia: cristiani vittime dell’estremismo islamico chiedono protezione al presidente Susilo

    ◊   Con un appello al presidente Susilo Bambang Yodhoyono, i cristiani indonesiani chiedono maggiore sicurezza e protezione da parte dello Stato, dopo i continui episodi di intolleranza religiosa. Domenica scorsa nel villaggio di Rancaekek Wetan (Java Occidentale) la protesta di 200 estremisti islamici ha costretto oltre 100 cristiani della Batak Christian Protestant Church ad abbandonare due case utilizzate come luoghi di preghiera. Il reverendo Hutagalung, responsabile della Batak Christian Protestant Church, afferma: “Noi continueremo a riunirci qualunque siano le conseguenze e vogliamo che il presidente ci garantisca la possibilità di praticare la nostra fede senza minacce e intimidazioni da parte dei gruppi radicali”. Per evitare scontri, la polizia locale ha favorito l’espulsione dei cristiani dalle chiese domestiche. Hendro Pandowo, comandante delle forze dell’ordine dice che la situazione è ora sotto controllo. “Se non avessimo chiesto ai cristiani di andarsene – afferma il poliziotto – ci sarebbero state conseguenze ancora più gravi. Noi cerchiamo di evitare distruzioni e attacchi”. In Indonesia – sottolinea l'agenzia AsiaNews - l’intolleranza religiosa contro i cristiani è un fenomeno in aumento. Anche se la Costituzione concede parità di trattamento a sei religioni di Stato tra cui il protestantesimo, la legge ostacola la costruzione di luoghi di culto per le fedi diverse dall'islam e costringe i cristiani a riunirsi nelle proprie abitazioni. L’incidente avvenuto a Rancaekek Wetan è l'ultimo di una serie di scontri tra protestanti e musulmani avvenuti negli ultimi mesi a Bandung (Java Occidentale) e a Bekasi vicino a Jakarta dove almeno sei chiese sono state attaccate dal 2009. Alcuni pastori protestanti sono stati aggrediti. (A.L.)

    inizio pagina

    Intersos e Acnur insieme per portare aiuto alla popolazione congolese

    ◊   Portare aiuto e monitorare la situazione umanitaria delle regioni dell’Alto Uelé, nella Repubblica Democratica del Congo al confine con il Sudan, dove si trovano oltre 210.000 sfollati. E’ l’obiettivo del progetto lanciato congiuntamente da Intersos, organizzazione umanitaria per l’emergenza, e dall’Acnur, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Gli interventi concordati da Acnur e Intersos riguardano, in particolare, i settori dell’acqua, dell’educazione e dell’agricoltura. A questi primi urgenti aiuti - ricorda l'agenzia Sir - si unisce poi l’attività di monitoraggio dei bisogni umanitari della popolazione congolese duramente colpita negli ultimi anni da sanguinosi scontri provocati da gruppi di ribelli. Tra le persone che hanno più bisogno di aiuto, ci sono donne che hanno subito violenza, bambini costretti all’arruolamento nelle milizie armate, anziani e disabili. (A.L.)

    inizio pagina

    Appello del Consiglio mondiale delle Chiese alla Conferenza Onu sul clima a Cancún

    ◊   «La sfida urgente è quella di proseguire il nostro lavoro, perché l'umanità si trova attualmente sull'orlo di un abisso»: è il forte richiamo che le comunità cristiane - rappresentate nel Consiglio ecumenico delle Chiese - hanno lanciato in occasione della conclusione della sedicesima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, tenutasi a Cancún, in Messico. La riunione dell'Onu, che ha prodotto due documenti di compromesso, ha rinviato a un prossimo incontro internazionale la discussione su un ampio trattato riguardante i mutamenti climatici. «Molto tempo - è scritto nella dichiarazione del Wcc ripresa da L'Osservatore Romano - è passato dalla prima conferenza delle parti sul clima, svoltasi nel 1995, ma i problemi e le sfide sono ancora attuali». La ricerca scientifica, supportata dai modelli climatici e dalle statistiche, oltre che dalla semplice osservazione dei fenomeni da parte delle popolazioni indigene, si sottolinea, «confermano che le condizioni climatiche sono mutate a causa dell'attività umana e che tale cambiamento si rivelerà disastroso per il pianeta, mentre siamo ancora incapaci di adottare gli inevitabili interventi». Ora, è il senso dell'appello rivolto in particolare ai Governi, tutti gli sforzi compiuti vanno sostenuti senza esitazioni, perché è in gioco il futuro stesso del genere umano: «Non possiamo permetterci un altro fallimento da parte dei Governi. Occorre mettere da parte gli interessi, la mancanza di leadership, i rinvii e l'immobilità. È giunto il tempo per stabilire accordi coraggiosi, equi e vincolanti». Nella lettera si sottolinea il forte impegno delle comunità cristiane a favore della tutela del creato e dello sviluppo sostenibile. In particolare, delegazioni del Wcc hanno partecipato fin dal 1995 alle conferenze delle parti sul clima (la Cop 16 a Cancún). In tale contesto, è spiegato, «assieme ad altri organismi e comunità religiose, è sorta la consapevolezza che il cambiamento climatico è anche una questione da affrontare dal punto di vista etico e spirituale». Le varie tradizioni religiose, si conclude, «con i loro valori spirituali possono giocare un ruolo decisivo per il superamento del modello economico dominante, dove prevalgono il consumo senza limiti e l'avidità». (R.P.)

    inizio pagina

    Hong Kong: sulla riforma scolastica la diocesi ottiene il dibattito in tribunale

    ◊   La riforma scolastica, voluta dal governo di Hong Kong, ha subito ieri una nuova battuta d’arresto dopo che la Corte d’Appello finale ha concesso alla diocesi cattolica la possibilità di avanzare un ricorso legale. Il governo del territorio è al centro di una campagna lanciata dalle comunità cristiane, cattolica, anglicana e metodista che si oppongono alla richiesta di cambiare i dirigenti delle scuole private. La diocesi di Hong Kong si era appellata proprio perché vedeva la nuova riforma scolastica contraria alla Basic Law, la costituzione del territorio voluta da Cina e Gran Bretagna. La normativa stabilisce che “per 50 anni non si cambi nulla”. Invece, a parere dei cattolici e di altre personalità cristiane anglicane e metodiste, la nuova riforma tende a cambiare di molto la situazione sociale, togliendo responsabilità ai gestori della scuola e limitando, o eliminando, la loro proposta educativa. La nuova riforma scolastica – ricorda l'agenzia AsiaNews - prevede che in ogni scuola sovvenzionata dal governo, vi sia un nuovo organismo, l’ “incorporate management committee (Imc)”, in cui vi sono rappresentanti eletti dei genitori e degli alunni oltre a figure nominate dal governo. Essi sono gli ultimi responsabili dell’organizzazione della scuola. Le Chiese cristiane temono che in questo modo la proposta educativa venga politicizzata e che il governo prima o poi venga a determinare i contenuti educativi. L’Ordinanza educativa del 2004 dava alle scuole il termine del primo luglio 2009 per creare le nuove commissioni, che hanno la responsabilità legale della gestione delle scuole. Il termine è stato prorogato fino al primo luglio 2012, dopo che soltanto il 20% delle scuole ha creato le commissioni nel termine di legge. L’azione legale della diocesi – che contesta la gestione delle commissioni – è stata rigettata nel 2006. Stessa sorte per l’appello, rifiutato nel febbraio del 2010. Ma ieri la Corte finale, l’ultimo grado di giudizio a Hong Kong, ha accettato di dibattere il caso che – secondo la Chiesa – è di “importanza grande, generale e pubblica”. (A.L.)

    inizio pagina

    Sud Corea: per la Caritas la crisi economica spinge all’avidità e a vivere senza Dio

    ◊   A causa della crisi finanziaria “sono sempre più le persone che non riescono a vivere con dignità la propria vita”. “In questi giorni, a causa dell’avidità e dell’avarizia, non si trova più il giusto tempo per una riflessione interiore sul divino: questa situazione va capovolta, con l’evangelizzazione e la carità”. È quanto si legge nel messaggio di ieri firmato da mons. Francesco Saverio Ahn Myeong-ok, presidente della Commissione episcopale della Caritas, in occasione della 27.ma Domenica dedicata alla carità in Corea del Sud. Nel messaggio, il presule esprime la propria gratitudine a quei fedeli che “vivono in maniera sincera la loro vita, con fede ferma e speranza certa nella salvezza”. “Quei fedeli che lavorano per l’evangelizzazione del mondo grazie all’amore divino”. In questi tempi di crisi finanziaria – aggiunge - “il pericolo è che l’avidità e il desiderio annullino la volontà dell’uomo di cercare Dio”. “E questo rischia di generare una vita senza speranza, senza Dio nel mondo. Se le persone conoscessero il Padre, sceglierebbero senza alcun dubbio di vivere con lui”. Il buon cristiano - scrive ancora mons. Ahn nel messaggio ripreso da Asia News - dovrebbe vivere praticando l’amore evangelico, “un modo per dimostrare di conoscere e amare Dio”. “Dobbiamo essere una madre per chi vive in povertà; dobbiamo essere madre al posto della Chiesa, che a sua volta è nostra madre”. (A.L.)

    inizio pagina

    Vietnam: cattolici e buddisti insieme per aiutare i malati di Aids

    ◊   Sacerdoti cattolici e monaci buddisti hanno fondato nella città di Haiphong, circa 102 chilometri a sud di Hanoi, la “Commissione di carità e umanità” per promuovere insieme un progetto di prevenzione e lotta all’Aids. Il primo episodio di contagio da virus nella città – ricorda Asia News – risale al 1993. Fino ad oggi, sono stati registrati 9.508 casi di persone infette, di cui 3.072 morte e 5.421 all’ultimo stadio della malattia. All’associazione partecipano anche il vescovo dell’arcidiocesi, Joseph Nguyen Van Thien, il direttore della Caritas locale, padre Vu Van Kien, sacerdoti, suore, cattolici laici e buddisti del Chua Ve Pagoda. Il bonzo Thich Tam Chinh ha dichiarato, in particolare, di essere “molto felice di questa collaborazione”. “È la prima volta – aggiunge - che ho relazioni dirette con i miei amici cattolici. Siamo pronti a lavorare insieme per fare qualcosa di utile per le persone”. Le Van Nha, esponente del governo locale, ha poi ringraziato la Chiesa norvegese per aver sostenuto tale progetto, contribuendo ad aiutare le persone e i bambini malati di Aids e le loro famiglie. (A.L.)

    inizio pagina

    Inghilterra e Galles: un sito della Chiesa cattolica contro gli abusi domestici

    ◊   È il sito www.cedar.uk.net la risposta della Chiesa cattolica d’Inghilterra e Galles (Ccew) – la prima del genere – al problema degli abusi domestici. A questo indirizzo sacerdoti, ma anche altre persone in posizione di responsabilità nelle parrocchie, possono trovare numeri di telefono ai quali chiedere aiuto, modelli e risorse per preparare incontri per rendere le parrocchie più consapevoli del problema. Il nuovo sito è stato lanciato ieri, durante una conferenza stampa a Londra, dal vescovo ausiliario di Birmingham, mons. David McGough, da Elizabeth Davies, responsabile del settore famiglia e matrimonio per la conferenza episcopale inglese e da Helen O’Brien, direttrice di Caritas Social Action Network. Il nuovo sito – sottolinea all'agenzia Sir Elizabeth Davies - intende superare “il problema della comunicazione”. Nell’affrontare il tema degli abusi in famiglia, “ci siamo accorti che erano pochissime le diocesi che non avevano gruppi di lavoro o risorsa o linee guida a riguardo. Molto spesso non si sapeva che queste risorse esistevano. In ogni parrocchia ormai c’è una persona che deve garantire che le nuove linee guida sulla protezione dei minori vengano implementate e questa rete potrebbe farsi carico anche del problema degli abusi domestici”. (A.L.)

    inizio pagina

    Terra Santa: pellegrinaggio dei cattolici indiani da Gerusalemme a Betlemme

    ◊   Circa 400 pellegrini cattolici latini di origine indiana sabato scorso si sono recati a Betlemme da Gerusalemme per prepararsi al Natale. I cattolici indiani sono più di duemila in Terra Santa, si legge sul sito www.custodia.org, da un anno il cappellano che si prende cura del loro cammino è padre Jayaseellan Pitchaimuthu, francescano di origine indiana. Si tratta di immigrati in Israele alla ricerca di lavoro, che spesso occupano i posti più umili e che testimoniano, nella fatica e nella semplicità della vita di ogni giorno, il loro essere cristiani anche ai fratelli di altre confessioni. Il percorso del pellegrinaggio è stato quello della Santa Famiglia e dei Magi ed è stato scelto per far rivivere l’esperienza dei pastori che per primi si mossero per andare ad adorare Gesù. Una meditazione al Santo Sepolcro ha dato inizio al pellegrinaggio che si è poi snodato per i vicoli della Città Vecchia fino ad arrivare al Patriarcato Latino, dove mons. William Shomali, vescovo ausiliare di Gerusalemme, ha accolto i pellegrini con un caloroso saluto e ha impartito la sua benedizione. Dopo una breve preghiera alla Porta di Jaffa è iniziata il cammino più lungo, accompagnato da canti e preghiere. Giunto alla Basilica della Natività il gruppo di pellegrini ha preso parte alla processione nella Grotta della Natività con i frati francescani e alla Messa. (T.C.)

    inizio pagina

    Il Messico ha festeggiato domenica Nostra Signora di Guadalupe

    ◊   Migliaia di fedeli hanno assistito domenica scorsa alla messa celebrata dall'arcivescovo di San Antonio, mons. Gustavo Garcia-Siller, nella cattedrale di San Fernando, in occasione della festa di Nostra Signora di Guadalupe. Una devozione profonda - scrive L'Osservatore Romano - che ha origini lontane. Cinque secoli fa, infatti, san Juan Diego è stato il primo credente ad aver incontrato la Vergine Maria apparsa con il titolo di Nostra Signora di Guadalupe. Oggi, milioni di persone continuano a incontrare e ad abbracciare la sua presenza materna, soprattutto in occasione della sua festa, il 12 dicembre. Mons. Gustavo Garcia-Siller ha ricordato anche dei particolari della sua vita familiare, legati alla devozione per la Vergine di Guadalupe. «Quando ero nel ventre di mia madre - ha detto - i miei genitori andarono in pellegrinaggio a Città del Messico. Mi portarono lì e chiesero alla Madonna di farmi diventare un bravo ragazzo e un buon cattolico. Ho fatto numerosi pellegrinaggi alla Madonna». Come molti messicani l'arcivescovo Garcia-Siller ricorda l'immagine della Madonna di Guadalupe come una parte costante della sua vita domestica, strettamente associata con il Rosario quotidiano in famiglia e le preghiere. «La mia fede in Gesù Cristo e nella Chiesa - ha concluso - hanno molto a che fare con la Madonna. La devozione a Nostra Signora di Guadalupe è molto festosa. In mezzo a tante situazioni tristi la Madonna è l'occasione per fare festa perché ci porta speranza». (R.P.)

    inizio pagina

    Francia: la tv cattolica Kto lancia nuova applicazione mobile gratuita su Iphone e Smartphone

    ◊   La tv via satellite della Chiesa francese Kto ha festeggiato ieri i suoi 11 anni di trasmissioni, iniziate il 13 dicembre del 1999. Per l’occasione l’emittente televisiva lancia una nuova applicazione mobile gratuita disponibile su Iphone e Smartphone. L’applicazione – annuncia un comunicato – completa le offerte Internet di Kto con un menu semplice e pratico e un contenuto ricco adattato al nuovo uso. Grazie ad essa è ora possibile guardare il canale in diretta sul proprio cellulare; recitare il rosario in qualsiasi luogo e momento della giornata; visualizzare una selezione di video; seguire tutte le notizie di attualità della Chiesa e della società e vivere tutti gli eventi attraverso i reportage della tv e avere i programmi tv della giornata. Per accedere alla nuova applicazione basta digitare "mobile.ktotv.com". Kto è stata fondata nel 1999 per iniziativa dell’allora arcivescovo di Parigi, cardinale Jean-Marie Lustiger, scomparso nel 2007. Nel suo palinsesto figurano, tra l’altro, celebrazioni liturgiche, preghiere, cronache dei viaggi del Papa e notiziari ecclesiali sulla vita della Chiesa di Francia. La rete trasmette 24 su 24. (L.Z.)

    inizio pagina

    I pensieri di Padre Pio ora anche sugli sms

    ◊   Una raccolta di sms con i pensieri che Padre Pio nel corso della sua vita ha scritto nelle sue lettere o pronunciato. E’ un nuovo servizio - riporta l'agenzia Sir - dal titolo “Buongiorno con Padre Pio” che raggiungerà tutte le mattine attraverso il telefonino e “aprirà il cuore e ci darà la forza ad affrontare la nuova giornata, anche se con spirito di sacrificio, ma con la gioia di vivere”. “In un periodo storico e super tecnologico, labile per valori a cui far riferimento – si legge in un comunicato - come quello che stiamo vivendo, anche se tra mille contraddizioni, le figure carismatiche della fede sono ancore alle quali ci si aggrappa nel silenzio del proprio intimo oppure condividendo le strade che conducono ad essi. Strade che possono essere anche virtuali, frutto di una società multimediale che non può prescindere oramai da ogni aspetto del nostro quotidiano. La tecnologia fa “miracoli” non solo per rispondere ai fabbisogni materiali ma anche alle esigenze della grande riscoperta dei valori legati alla fede e alla spiritualità”. Per attivare il servizio si può inviare, dai telefoni Vodafone un sms gratuito scrivendo Pio on al 48050. (R.P.)

    inizio pagina

    Presentato il “Dizionario delle apparizioni della Vergine Maria”

    ◊   “Quando tacciono i segni della terra si fanno vivi quelli del cielo”: è questo, per padre Stefano De Fiores docente di Mariologia presso la Pontificia Facoltà “Marianum” di Roma, il significato delle apparizioni mariane. Se ne è parlato ieri, a Roma in occasione della presentazione del “Dizionario delle 'apparizioni' della Vergine Maria”, curato dal teologo mons. René Laurentin con Patrick Sbalchiero per le Edizioni Art. L’originale francese del volume è stato pubblicato nel 2007 e ora, dopo un lavoro di aggiornamento e l’inserimento di circa un centinaio di nuove voci, arriva al pubblico italiano con una prefazione del cardinale Roger Etchegaray. “L’importanza delle apparizioni della Vergine – ha sottolineato padre De Fiores all’agenzia Zenit – non sta nel fatto che illuminano o richiamano dati evangelici, ma nel rappresentare un grido di allarme per una comunità cristiana che potrebbe addormentarsi nelle abitudini della vita”. Il dizionario, con oltre 1200 pagine che racchiudono l’annotazione di circa 2400 apparizioni, “colma una lacuna e, grazie alla ricca bibliografia, costituisce un utilissimo punto di partenza per il lavoro di altri studiosi”. “Si tratta di un campo – ha affermato Saverio Gaeta, giornalista e scrittore, che ha moderato la presentazione del Dizionario – in cui è possibile applicare lo stesso rigore con cui si affrontano altri temi di inchiesta applicandolo a fenomeni che coinvolgono la trascendenza”. “L’analisi minuziosa contenuta nel volume – ha sottolineato Gaeta – dimostra che in 2000 anni di storia l’intervento della Madonna nella storia è costante e sempre in conformità con l’annuncio evangelico”. Tutti i santuari “veri”, infatti, “sono cristocentrici, portano a Gesù”. Proprio per questo motivo i santuari mariani sono tanto affollati dai fedeli: “in un periodo in cui è più difficile credere – ha concluso Gaeta – Maria prende ogni uomo per mano, come una mamma, e guida a Gesù”. (A.L.)

    inizio pagina

    24 Ore nel Mondo



    Italia: fiducia sul filo di lana al governo Berlusconi. Proteste violente nelle piazze

    ◊   In Italia, dopo la fiducia al Senato, è arrivata anche quella alla Camera con 314 voti a favoriee 311 contrari. L’esito della votazione decreta dunque la prosecuzione del governo guidato da Silvio Berlusconi, mentre sale la tensione per le strade del centro di Roma, dove cortei antigovernativi si avvicinano ai palazzi della politica. Eugenio Bonanata:

    Il voto è arrivato al termine di una mattinata dominata dalla conta. La partita, infatti, si è giocata sul filo di lana con i deputati incerti, che alla fine hanno deciso di votare 'no' alla doppia sfiducia al governo posta dall’opposizione. In particolare sono stati decisivi i voti dei dissidenti di Futuro e Libertà. Il presidente della Camera Fini, che ha riunito i vertici del partito, non ha rilasciato nessuna dichiarazione. “Tra poco lo farò – ha detto – non c’è alcuna fretta”. Intanto molti deputati del Pdl gli hanno già chiesto in aula di dimettersi. Soddisfatto, invece, il premier Berlusconi che ha affermato: “me lo aspettavo, l’avevo previsto che Futuro e Libertà si sarebbe sfaldata”. Per l’esponente della Lega Maroni quella di oggi è una “prova di forza” che allontana l’ipotesi di elezioni. Vedremo – ha aggiunto – “se Berlusconi riuscirà ad allagare la maggioranza ai moderati”. L’esecutivo ha un vantaggio di soli tre voti. Per Bersani “il campo delle opposizioni si articola ma si allarga anche molto”, mentre il leader della sinistra radicale Vendola parla già di elezioni anticipate e ribadisce che è pronto a presentarsi alle primarie del Pd. Tutto questo mentre per le strade del centro storico di Roma ci sono stati scontri tra polizia e manifestanti antigovernativi. Si tratta soprattutto di studenti ma anche di terremotati aquilani, di membri del sindacato Fiom e di attivisti dei centri sociali. Alcuni tra di loro stanno provando ad entrare proprio a Piazza Montecitorio dove da stamattina sono centinaia di agenti in assetto antisommossa. Almeno un ferito per i tafferugli che ci sono stati all’altezza di Piazza Venezia e di Palazzo Grazioli, con i dimostranti che hanno lanciato bombe carta contro le forze dell’ordine.

    Iran nucleare
    “Non vi saranno cambiamenti” nella politica iraniana sul nucleare ne' nella linea di politicaestera dopo la rimozione del ministro degli Esteri Manuchehr Mottaki, decisa ieri dal presidente Mahmud Ahmadinejad. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri, RaminMehman-Parast. “Se la controparte non cercherà di esercitare pressioni su di noi - ha poi aggiunto il portavoce iraniano - i negoziati seguiranno il loro corso come stabilito”. Nell'ultimo incontro tra l'Iran e il gruppo dei 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) a Ginevra la settimana scorsa, le parti hanno concordato di tornare a vedersi verso la fine di gennaio a Istanbul.

    Medio Oriente
    Gli Stati Uniti sono impegnati nella mediazione per far ripartire il dialogo israelo-palestinese e superare lo scoglio della questione degli insediamenti ebraici nei Territori. Ieri l’inviato speciale della Casa Bianca, George Mitchell, è tornato nella regione, una settimana dopo che Washington ha ammesso la non praticabilità di incontri diretti fra Israele e Anp. Nella serata di ieri Mitchell ha incontrato il premier israeliano Netanyahu, oggi proseguirà la sua missione incontrando i responsabili politici palestinesi, a partire dal presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas). L'obiettivo degli Stati Uniti è di portare israeliani e palestinesi a fare compromessi sulle questioni al centro del contenzioso tra di loro e così spianare la strada a un accordo di pace definitivo.

    Svezia terrorismo
    Quello di Stoccolma è il primo degli attentati di Al Qaeda in Europa. Queste le minacce della rete terroristica dopo l’attentato suicida di Stoccolma messo in atto da un giovane dell’ala irachena del gruppo di Bin Laden. Poco prima dell’azione terroristica, erano giunte alla polizia e alla stampa svedesi una o più mail di minacce. Il Servizio di Chiara Pagano:

    Dopo l’attacco di tre giorni fa di Stoccolma, i militanti di Al Qaeda minacciano nuovi attentati in Europa se i Paesi della Nato non ritireranno le loro truppe all’Afghanistan. Con un messaggio audio rilasciato su internet, Suleman al Ansari, che si definisce “Seguace della Jihad mondiale”, sostiene che quello compiuto in Svezia sia solo il primo di una serie di attacchi che altri attentatori sferreranno nel Vecchio Continente. Il terrorista islamico aveva mandato un avvertimento sempre attraverso internet lo scorso 20 novembre in occasione del vertice della Nato di Lisbona. E anche per questo motivo arriva la stretta di You Tube sui video che incitano al terrorismo. Intanto si fa luce sulle dinamiche e gli obiettivi dell’attentato. Il procuratore capo incaricato dell’inchiesta, Tomas Lindstrand, ha ipotizzato che l’attentatore puntasse a colpire la stazione ferroviaria della capitale svedese o un magazzino abbastanza frequentato. Pertanto se non ci fosse stata l’esplosione anticipata, il terrorista avrebbe potuto compiere una strage. Il Paese è sotto shock e anche la polizia ha confermato legami del kamikaze con la jihad. Il premier svedese Fredrik Reinfeldt ha chiarito: “E’ presto per dire se è stato un gesto isolato o se ci sono complici. Ci sono ancora domande che non hanno ancora una risposta”.

    Stati Uniti riforme
    Nuove difficoltà per il presidente degli Stati Uniti, Obama, nella gestione del pacchetto delle riforme, resa più difficile dalla maggioranza conquistata recentemente alla Camera dai repubblicani. Ieri il Senato, a maggioranza democratica, ha votato favorevolmente alla proroga del taglio delle tasse anche per i redditi più abbienti, proprio in base ad un accordo tra presidente e repubblicani. Stop indiretto, invece, sulla riforma sanitaria, fortemente voluta dal capo della Casa Bianca e varata lo scorso marzo. Un giudice federale della Virginia, infatti, ha impugnato la normativa per incostituzionalità. Come sarà il futuro dei rapporti tra presidente e repubblicani alla luce di quest’episodio? Giancarlo La Vella lo ha chiesto a Nico Perrone, docente di Storia americana presso l’Università di Bari:

    R. – Vedo il futuro difficile, ma non disperato, perché l’uomo è politicamente molto abile e l’abilità maggiore la mostrerà quando si entrerà veramente nel clima elettorale; ora siamo ancora lontani. La mia previsione è che i repubblicani induriscano la posizione, perché anche i repubblicani sono ormai in gioco per il futuro, sono in gioco per la campagna elettorale e quindi vogliono essere agguerriti. Non credo ci possa essere un armistizio.

    D. – Obama deve fare i conti anche con la popolarità, a livello di opinione pubblica: un dato che sale e scende in base a quello che dicono i sondaggi...

    R. – La popolarità, secondo me, è a buoni livelli, ma questo non significa gran che, perché la grande capacità di Obama, come ha dimostrato nella prima campagna elettorale, è appunto quella di organizzare il consenso, quando si va verso il voto. Quindi, io sarei molto prudente ad avanzare giudizi oggi. Quando l’aria si riscalderà veramente – e ci vuole ancora un po’ di tempo – allora vedremo di nuovo Obama agire, perché quello è il suo terreno, il suo campo.

    D. – Dalla parte di Obama ci potrebbero poi essere i successi in campo internazionale, per esempio nella mediazione per la soluzione della crisi mediorientale...

    R. – Anche quello lì è un terreno molto difficile; è una mediazione assai problematica, nella quale non viene assolutamente aiutato da Israele, però è una mediazione nella quale si sta impegnando molto; e, comunque, è una mediazione che dà un ruolo importante all’America, qualunque sarà il risultato. E’ importante il recupero del ruolo, e questo è un successo di Obama.(ap)

    Egitto navi
    Si è conclusa positivamente la vicenda del Jolly Amaranto, il mercantile italiano con a bordo 21 membri d’equipaggio, rimasta in balia delle onde per tre giorni al largo di Alessandria d'Egitto a causa di un’avaria al motore. Nella notte l’equipaggio è stato tratto in salvo dopo che la nave era stata trainata fino al porto di Alessandria, all’ingresso del quale si è arenata urtando i fondali.

    Pakistan
    Violenze in Pakistan. Almeno tre persone sono state uccise in un attacco armato a un mausoleo di Peshawar della setta sufi. Secondo fonti locali, vittime sono i custodi del luogo sacro già in passato preso di mira dagli integralisti islamici ostili alle altre sette dell'Islam. Sempre oggi su un altro scenario, c’è stato un attacco americano nel Waziristan del Nord giorni. Un aereo spia telecomandato ha lanciato due missili aria-terra contro un veicolo in movimento, a bordo del quale si trovavano quattro miliziani integralisti. Tutti sono rimasti uccisi sul colpo e il loro mezzo è andato distrutto.

    Kosovo
    In Kosovo, la Commissione Elettorale ha decretato la vittoria nelle legislative del premier Thaci con il 33,5% dei consensi, 10 punti in più della Lega democratica del Kosovo, formazione del sindaco di Pristina Mustafa, alla quale è andato il 23,6%. A sorpresa il movimento nazionalista di Kurti ha raggiunto la soglia del 12%: una percentuale che mette in difficoltà il premier Thaci nella formazione del nuovo esecutivo. Intanto gli osservatori europei, pur promuovendo il voto, hanno chiesto chiarezza dopo le denunce di brogli elettorali.

    Coree
    La Corea del Sud sospetta fortemente che Pyongyang disponga di impianti segreti per l'arricchimento dell'uranio, oltre a quello nella centrale atomica di Yongbyon, la cui esistenza è stata ammessa dalle autorità nordcoreane. Secondo un diffuso quotidiano di Seul, tanto il Sud quanto gli stessi Stati Uniti sarebbero a conoscenza del fatto che il Nord avrebbe da tre a quattro altri impianti di arricchimento.

    Wikileaks
    Nuova udienza oggi a Londra per Julian Assange. Il fondatore di Wikileaks accusato di stupro in Svezia tornerà a chiedere al giudice del tribunale di Westminster, attraverso i suoi avvocati, la libertà su cauzione, dopo che gli era stata negata la scorsa settimana, al momento dell'arresto. Ma anche se gli venisse concessa la libertà su cauzione, non è detto che possa uscire dal carcere immediatamente, perchè la procura potrebbe ricorrere a sua volta. Intanto governo britannico si prepara a un cyberattacco legato al caso Assange: le misure di protezione dei servizi online del governo sono state rafforzate, scrive il quotidiano Independent, con un particolare attenzione ai siti che forniscono informazioni fiscali o permettono di riscuotere assegni di assistenza pubblica. (Panoramica internazionale a cura di Marco Guerra)

    Bollettino del Radiogiornale della Radio Vaticana Anno LIV no. 348

    E' possibile ricevere gratuitamente, via posta elettronica, l'edizione quotidiana del Bollettino del Radiogiornale. La richiesta può essere effettuata sulla home page del sito www.radiovaticana.va/italiano.

    inizio pagina