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Sommario del 31/05/2009

Il Papa e la Santa Sede

  • Benedetto XVI nella solennità di Pentecoste: lo Spirito Santo scaccia la paura. Al Regina Caeli aggiunge: la Chiesa è un corpo vivo, la cui vitalità è frutto dello Spirito
  • Maria e lo Spirito Santo nel discorso del Papa ieri al termine del Rosario nei Giardini Vaticani
  • Oggi in Primo Piano

  • Ancora scontri in Pakistan fra esercito e talebani. Decine le vittime nelle ultime ore
  • Messaggio dei bambini ai politici che parteciperanno a luglio al G8
  • Oggi la Giornata mondiale senza tabacco
  • Si aggrava l'emergenza educativa: le famiglie trascorrono sempre meno tempo con i figli
  • Diverse iniziative di Oftal Milano per i suoi primi 50 anni al servizio dei malati
  • Chiesa e SocietÓ

  • Nelle chiese italiane oggi la “Colletta nazionale”, per sostenere le famiglie colpite dalla crisi
  • La Caritas Giappone istituisce uno speciale fondo di solidarietà per le famiglie senza lavoro
  • Anno Paolino: in India si evangelizza anche con il teatro
  • Al via i lavori per la preparazione del Congresso Missionario Guatemalteco
  • In Messico giornalisti obiettivo dei narcotrafficanti
  • Terra Santa: una biblioteca mobile per i palestinesi in attesa ai check point israeliani
  • A Betlemme un convegno sul ruolo della famiglia nell’educazione dei bambini
  • A luglio, nella Repubblica Democratica del Congo un congresso sul rapporto tra media e bambini
  • Nelle Isole Salomone seminario della Chiesa sui mass-media
  • Famiglie italiane e produttori di videogiochi si incontrano al Fiuggi Family Festival
  • E' nata la “Rete Italiana Donne di Fede"
  • 24 Ore nel Mondo

  • Sparatoria in Cisgiordania: uccisi sei estremisti del movimento di Hamas
  • Il Papa e la Santa Sede



    Benedetto XVI nella solennità di Pentecoste: lo Spirito Santo scaccia la paura. Al Regina Caeli aggiunge: la Chiesa è un corpo vivo, la cui vitalità è frutto dello Spirito

    ◊   La Chiesa è oggi in festa per la solennità di Pentecoste. Benedetto XVI ha presieduto stamani la Santa Messa nella Basilica Vaticana per celebrare la discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli Apostoli nel Cenacolo. Cinquanta giorni dopo la Pasqua si realizza quanto Gesù aveva promesso ai discepoli: il battesimo nello Spirito Santo e l’effusione di una potenza dall’alto per avere la forza di annunciare il Vangelo a tutte le nazioni. Con la Pentecoste si compie il progetto di Dio di dar vita ad un popolo nuovo e nasce la Chiesa. Nell’omelia il Santo Padre si è soffermato sulle immagini con cui viene rappresentato lo Spirito Santo. Al Regina Caeli ha aggiunto che lo Spirito Santo è l'anima della Chiesa. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

    (Musica)

     
    Riferendosi al racconto della Pentecoste negli Atti degli Apostoli, Benedetto XVI ricorda che lo Spirito Santo è rappresentato dalle immagini della tempesta e del fuoco. La tempesta è descritta come “vento impetuoso”. Questa metafora – osserva il Santo Padre - “fa pensare all’aria, che distingue il nostro pianeta dagli altri astri e ci permette di vivere”. L’aria e lo Spirito Santo – aggiunge il Papa - sono entrambi indispensabili per la vita:

     
    “Quello che l’aria è per la vita biologica, lo è lo Spirito Santo per la vita spirituale; e come esiste un inquinamento atmosferico, che avvelena l’ambiente e gli esseri viventi, così esiste un inquinamento del cuore e dello spirito, che mortifica ed avvelena l’esistenza spirituale”.

     
    Al parallelismo tra aria e Spirito Santo il Papa accosta poi un’altra similitudine: “Allo stesso modo in cui non bisogna assuefarsi ai veleni dell’aria - e per questo l'impegno ecologico rappresenta oggi una priorità - altrettanto si dovrebbe fare per ciò che corrompe lo Spirito”. La metafora del vento impetuoso di Pentecoste – aggiunge Benedetto XVI - fa pensare a quanto invece sia prezioso respirare aria pulita, sia con i polmoni, quella fisica, sia con il cuore, quella spirituale, “l’aria salubre dello spirito che è l’amore”.

     
    “Sembra invece che a tanti prodotti inquinanti la mente e il cuore che circolano nelle nostre società - ad esempio immagini che spettacolarizzano il piacere, la violenza o il disprezzo per l’uomo e la donna - a questo sembra che ci si abitui senza difficoltà. Anche questo è libertà, si dice, senza riconoscere che tutto ciò inquina, intossica l’animo soprattutto delle nuove generazioni, e finisce poi per condizionarne la stessa libertà”.

     
    Il Pontefice si sofferma poi sul fuoco, l’altra immagine dello Spirito Santo che troviamo negli Atti degli Apostoli:

     
    “Il vero fuoco, lo Spirito Santo, è stato portato sulla terra da Cristo. Egli non lo ha strappato agli dèi, come fece Prometeo, secondo il mito greco, ma si è fatto mediatore del ‘dono di Dio’ ottenendolo per noi con il più grande atto d’amore della storia: la sua morte in croce”.

     
    Dio vuole continuare a donare questo “fuoco” ad ogni generazione umana ed essendo Spirito “soffia dove vuole”. La via che Dio ha scelto per “gettare il fuoco sulla terra” – spiega il Papa - è “Gesù, il suo Figlio Unigenito incarnato, morto e risorto”. Ma l’uomo oggi “sembra affermare se stesso come dio”. Vuole trasformare il mondo “escludendo, mettendo da parte o addirittura rifiutando il Creatore dell’universo”:

     
    “L’uomo non vuole più essere immagine di Dio, ma di se stesso; si dichiara autonomo, libero, adulto. Evidentemente tale atteggiamento rivela un rapporto non autentico con Dio, conseguenza di una falsa immagine che di Lui si è costruita, come il figlio prodigo della parabola evangelica che crede di realizzare se stesso allontanandosi dalla casa del padre”.
     
    Questo allontanamento non si traduce solo in una deriva spirituale ma anche in un pericolo per l’intera umanità:
     
    “Nelle mani di un uomo così, il ‘fuoco’ e le sue enormi potenzialità diventano pericolosi: possono ritorcersi contro la vita e l’umanità stessa, come dimostra purtroppo la storia. A perenne monito rimangono le tragedie di Hiroshima e Nagasaki, dove l’energia atomica, utilizzata per scopi bellici, ha finito per seminare morte in proporzioni inaudite”.

     
    Ricevere il dono dello Spirito significa comprendere il significato del vivere in comunità alla luce della Scrittura. Nel racconto che descrive la Pentecoste si sottolinea che i discepoli “si trovavano tutti insieme nello stesso luogo”. Questo luogo – spiega il Santo Padre – è il Cenacolo dove “Gesù aveva fatto coi i suoi apostoli l’Ultima Cena, dove era apparso loro risorto”.
     
    “Gli Atti degli Apostoli tuttavia, più che insistere sul luogo fisico, intendono rimarcare l’atteggiamento interiore dei discepoli: ‘Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera’ (At 1,14). Dunque, la concordia dei discepoli è la condizione perché venga lo Spirito Santo; e presupposto della concordia è la preghiera”.

     
    Questo presupposto – aggiunge il Papa – vale anche per la Chiesa di oggi:
     
    “Se vogliamo che la Pentecoste non si riduca ad un semplice rito o ad una pur suggestiva commemorazione, ma sia evento attuale di salvezza, dobbiamo predisporci in religiosa attesa del dono di Dio mediante l’umile e silenzioso ascolto della sua Parola. Perché la Pentecoste si rinnovi nel nostro tempo, bisogna forse – senza nulla togliere alla libertà di Dio – che la Chiesa sia meno ‘affannata’ per le attività e più dedita alla preghiera”.

     
    Lo Spirito Santo vince la paura. I discepoli – ricorda Benedetto XVI - si erano rifugiati nel Cenacolo dopo l’arresto del loro Maestro e “vi erano rimasti segregati per timore di subire la sua stessa sorte”. A Pentecoste, quando lo Spirito Santo si posò su di loro, quegli uomini “uscirono fuori senza timore e incominciarono ad annunciare a tutti la buona notizia di Cristo crocifisso e risorto”. Non avevano alcun timore – sottolinea il Santo Padre - perché si sentivano nelle mani del più forte:

     
    “Sì, cari fratelli e sorelle, lo Spirito di Dio, dove entra, scaccia la paura; ci fa conoscere e sentire che siamo nelle mani di una Onnipotenza d’amore: qualunque cosa accada, il suo amore infinito non ci abbandona”.

     
    Non si può aver timore – afferma il Papa - se ci si affida a questo amore infinito:

     
    “Lo dimostra la testimonianza dei martiri, il coraggio dei confessori della fede, l’intrepido slancio dei missionari, la franchezza dei predicatori, l’esempio di tutti i santi, alcuni persino adolescenti e bambini. Lo dimostra l’esistenza stessa della Chiesa che, malgrado i limiti e le colpe degli uomini, continua ad attraversare l’oceano della storia, sospinta dal soffio di Dio e animata dal suo fuoco purificatore”.
     
    Al Regina Caeli Benedetto XVI sottolinea poi come lo Spirito Santo, “disceso sulla Chiesa nascente”, l'ha resa missionaria, inviandola ad annunciare a tutti i popoli la vittoria dell'amore divino sul peccato”. Lo Spirito Santo è l’anima della Chiesa. Senza di Lui - si chiede il Papa - a che cosa si ridurrebbe la Chiesa?

     
    “Sarebbe certamente un grande movimento storico, una complessa e solida istituzione sociale, forse una sorta di agenzia umanitaria. Ed in verità è così che la ritengono quanti la considerano al di fuori di un’ottica di fede. In realtà, però, nella sua vera natura e anche nella sua più autentica presenza storica, la Chiesa è incessantemente plasmata e guidata dallo Spirito del suo Signore. E’ un corpo vivo, la cui vitalità è appunto frutto dell’invisibile Spirito divino”.
     
    Ricordando che quest'anno la solennità di Pentecoste cade nell'ultimo giorno del mese di maggio, in cui abitualmente si celebra la festa mariana della Visitazione, il Pontefice fa notare che la giovane Maria è “icona stupenda della Chiesa nella perenne giovinezza dello Spirito, della Chiesa missionaria del Verbo incarnato”. Dopo il Regina Caeli, il pensiero del Santo Padre è andato infine ai giovani dell'Abruzzo che in questi giorni si stanno raccogliendo numerosi intorno alla Croce delle Giornate Mondiali della Gioventù, portata in pellegrinaggio nella loro regione da un gruppo di volontari.

     
    "In comunione con i giovani di quella terra duramente colpita dal terremoto, chiediamo a Cristo morto e risorto di effondere su di loro il suo Spirito di consolazione e di speranza".

     
    (Musica)

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    Maria e lo Spirito Santo nel discorso del Papa ieri al termine del Rosario nei Giardini Vaticani

    ◊   L’importanza della Pentecoste è stata ribadita dal Papa anche ieri sera, al termine del Santo Rosario che si è svolto nei Giardini Vaticani, in chiusura del mese mariano di maggio. Nelle sue parole, Benedetto XVI ha sottolineato lo stretto rapporto tra Maria e lo Spirito Santo, invitando tutti i fedeli a seguirne docilmente le ispirazioni. Il servizio di Isabella Piro:

    (canto: “Mira il tuo popolo”)

     
    È un cielo che mozza il fiato e rafforza la preghiera quello che si stende su Roma e i Giardini Vaticani quando inizia la recita del Santo Rosario. Un cielo così bello e profondo che rende grazie al suo Creatore. Tanti i fedeli presenti, ognuno con una fiaccola alzata in onore di Maria e con la preghiera pronta, nel cuore e sulle labbra. A passo lento, percorrono la strada in salita che va dalla Chiesa di Santo Stefano degli Abissini alla Grotta di Lourdes. Lì, ad attenderli, c’è Benedetto XVI. “La grande festa di Pentecoste – dice il Papa – ci invita a meditare sul rapporto tra lo Spirito Santo e Maria, un rapporto strettissimo, privilegiato, indissolubile”, perché “la fede di Maria ‘attira’ il dono dello Spirito Santo”:

    "L’intera vicenda della nascita di Gesù e della sua prima infanzia è guidata in maniera quasi palpabile dallo Spirito Santo, anche se non viene sempre nominato. Il cuore di Maria, in perfetta consonanza con il Figlio divino, è tempio dello Spirito di verità, dove ogni parola e ogni avvenimento vengono custoditi nella fede, nella speranza e nella carità (cfr Lc 2,19.51)".

    Nel cuore immacolato della Madre, continua il Papa, Gesù ha sempre trovato “un “focolare” acceso di preghiera e di costante attenzione alla voce dello Spirito”, segno di una “singolare sintonia tra Madre e Figlio nel cercare la volontà di Dio”. Poi, il Santo Padre si sofferma sugli ultimi istanti della vita di Gesù, quando, sul Calvario, lascia a Maria l’effusione del suo Spirito e il “grido silenzioso del suo Sangue”, versato per la salvezza del mondo:

    "Maria sapeva da dove veniva quel sangue: si era formato in lei per opera dello Spirito Santo, e sapeva che quella stessa “potenza” creatrice avrebbe risuscitato Gesù, come Egli aveva promesso".

    In questo modo, continua Benedetto XVI, la fede di Maria finisce per essere un punto di riferimento per i discepoli e per tutti i credenti:

    "Nella Pentecoste, la Vergine Madre appare nuovamente come Sposa dello Spirito, per una maternità universale nei confronti di tutti coloro che sono generati da Dio per la fede in Cristo. Ecco perché Maria è per tutte le generazioni immagine e modello della Chiesa, che insieme allo Spirito cammina nel tempo invocando il ritorno glorioso di Cristo: “Vieni, Signore Gesù” (cfr Ap 22,17.20)".

    Di qui, l’invito finale del Papa ad imitare la Madre di Gesù:

    "Cari amici, alla scuola di Maria, impariamo anche noi a riconoscere la presenza dello Spirito Santo nella nostra vita, ad ascoltare le sue ispirazioni e a seguirle docilmente. Egli ci fa crescere secondo la pienezza di Cristo, secondo quei frutti buoni che l’apostolo Paolo elenca nella Lettera ai Galati: “Amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22)".

    (canto:” È l’ora che pia”)

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    Oggi in Primo Piano



    Ancora scontri in Pakistan fra esercito e talebani. Decine le vittime nelle ultime ore

    ◊   Proseguono i combattimenti fra l’esercito pakistano e i talebani nelle aree tribali del Paese. Almeno 40 ribelli e 4 soldati sono morti durante un attacco ad un campo paramilitare nella regione del Sud-Waziristan, al confine con l’Afghanistan. Il governo di Islamabad, che ieri ha ripreso il controllo di Mingora, la principale città della valle dello Swat, ha fatto sapere che servono altri due-tre giorni per abbattere definitivamente le sacche di resistenza nell’area. E dopo l’ondata di attentati scatenati dai talebani, c’è preoccupazione nella comunità internazionale per la stabilità nel Paese asiatico, importante punto di riferimento in Asia per le potenze occidentali. Ma quali sono gli obiettivi dei talebani in Pakistan? Giancarlo La Vella lo ha chiesto a Daniela Bredi, docente di Storia e Istituzioni dell’Islam, all’Università La Sapienza di Roma:

    R. – Gli obiettivi dei ribelli sono di prendere il potere nel Paese. Questo è stato nel loro intento fin dagli inizi. Solo chi pensava di manovrarli, non si è reso conto di quale fosse il loro reale obiettivo a lungo termine: ovvero instaurare uno Stato islamico nel Pakistan secondo la loro ideologia.

     
    D. – C'è l’intenzione dei talebani di guardare oltre il confine pakistano?

     
    R. – In Afghanistan e in Cachemire sicuramente sì, ma ad ovest, verso l’Iran, credo di no, perché la situazione è troppo diversa. Il Balucistan è una regione in cui i talebani, ma anche Al Qaeda hanno basi d’appoggio. In Iran non è esportabile l’islam radicale di stampo sunnita wahabita.

     
    D. – A proposito di Al Qaeda, qual è l’interesse della rete internazionale ad operare in questo territorio?

     
    R. - I legami tra i talebani e Al Qaeda sono sempre esistiti, fin da quando sono nati i talebani, fin da quando esiste Al Qaeda. Ricordiamoci che la responsabilità della nascita di Al Qaeda e dei talebani ricade in buona parte sulle spalle dell’esercito pakistano. I pakistani sono sempre stati ossessionati dalla sicurezza e, per la grande paura di trovarsi tra un nemico afghano e un nemico indiano, hanno sempre cercato di avere in Afghanistan un governo amico, possibilmente asservito. E così nacque il progetto dello Stato dei mujaheddin, che poi non andò bene. Con lo stesso obiettivo nacque il movimento dei talebani.

     
    D. – La comunità internazionale può intervenire in qualche modo in questa situazione?

     
    R. – La comunità internazionale può fare delle pressioni; così come faceva delle pressioni su Musharraf, può fare lo stesso con il presidente Zardari e con i vertici dell’esercito pakistano. Questo perché il potere reale in Pakistan è detenuto solamente dall’esercito. Di solito sono gli Stati che possiedono gli eserciti, qui invece è l’esercito che letteralmente possiede lo Stato. Quindi, non c’è una grossa differenza tra i tempi di Musharraf e oggi. Semplicemente bisogna vedere che cosa gli alleati occidentali decidono di fare. Adesso, però, bisogna vedere se la situazione è recuperabile. E’ molto, molto peggiorata e non a caso l’attentato di Lahore è avvenuto così vicino alla sede dei servizi segreti militari. Un classico avvertimento per dire: “voi ci avete protetto fino a ieri e ora ci fate la guerra? State attenti perché siamo decisi a tutto”.

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    Messaggio dei bambini ai politici che parteciperanno a luglio al G8

    ◊   Oltre 350 bambini delle scuole elementari italiane hanno scritto un messaggio per i leader politici che si ritroveranno a luglio in Italia per il G8. Nei giorni scorsi, presso l’ambasciata britannica a Roma, è avvenuta la premiazione dei 16 bambini finalisti del concorso “Piccoli autori di grandi pensieri”, promosso dalla Tavola della Pace e dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani con il sostegno dall'Ambasciata Britannica in Italia e dalla Campagna del Millennio delle Nazioni Unite. Stefano Leszczynski ha chiesto a Marta Guglielmetti, coordinatrice della Campagna Onu per l’Italia, quali sono i contenuti principali dell’iniziativa:

    R. – Quello che è stato veramente bello leggere nelle loro lettere è come sia possibile che delle persone così importanti - come lo sono gli otto ministri degli otto Paesi più ricchi della terra - abbiano fatto delle promesse e non le mantengano. Si tratta poi di promesse che hanno un impatto sui più poveri della terra, su persone e su bambini come loro ma che non hanno nulla per vivere.

     
    D. – Le questioni espresse in varie maniere, sono poi, tutto sommato, quelle che si ritrovano anche negli obiettivi del millennio?

     
    R. – Noi sappiamo che gli obiettivi possono essere raggiunti, la povertà estrema può essere eliminata. Bisogna muoversi, la via è già segnata, ci sono gli obiettivi che indicano cosa bisogna fare. Ci sono delle responsabilità condivise, come è già anche ben definito chi dovrà fare cosa, quindi quali governi dovranno agire e quali obiettivi si dovranno raggiungere. E’ proprio una questione di volontà politica.

     
    D. – E’ stato detto spesso che l’Africa avrà un posto privilegiato tra le attenzioni ed i temi trattati al G8. Tuttavia, a fianco a questi temi, ci sono quelli della sicurezza, dell’immigrazione…

     
    R. – I problemi dell’immigrazione sono strettamente legati anche ai problemi di sviluppo nei Paesi da cui queste persone poi fuggono; ci sono condizioni in cui non riescono a vivere, non hanno un futuro, non hanno possibilità di trovare un lavoro e di far crescere le loro famiglie.

    A lodare l’iniziativa che ha coinvolto i bambini che si sono rivolti ai grandi della terra è stato anche il presidente della repubblica italiana Giorgio Napolitano, che ha inviato un messaggio ai ragazzi denunciando i mali che attanagliano il mondo contemporaneo spesso nell’indifferenza generale. Stefano Leszczynski ha raccolto il commento di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace:

    R. – Povertà, miseria: questi sono i nomi del dramma in cui sono costretti a vivere, oggi, più di 3 miliardi di persone sulla terra. Ed i bambini hanno scritto ai grandi, ancora una volta, chiedendo loro di aprire gli occhi e le orecchie e di fare i conti con quelle che sono le responsabilità che hanno. Si tratta di essere realisti e di fare i conti con le drammatiche conseguenze di questo enorme problema, di questa grande tragedia.

     
    D. – Una miseria che è stata provocata anche da uno sfruttamento delle risorse dei Paesi più deboli da parte di quelli più forti, e alla quale oggi si tenta di porre rimedio, per così dire, manifestando la volontà di investire in questi Paesi per risollevare le loro economie…

     
    R. – Io sono molto preoccupato perché penso che molto spesso dietro a questa idea di novità, ci siano in realtà nuovi piani di sfruttamento di un Continente, di popoli, di territori che abbiamo già depredato. Non possiamo più continuare per questa strada; ieri, anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha detto che dobbiamo cambiare radicalmente il nostro modo di guardare all’Africa. Noi sappiamo che l’Africa è il Continente che più subisce il dramma della povertà. Dobbiamo cambiare il nostro modo di guardare a questi popoli, a questa realtà, rispettando le loro ricchezze culturali ancor prima che naturali ed economiche.

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    Oggi la Giornata mondiale senza tabacco

    ◊   Ogni sei secondi si muore di malattie legate al fumo ed entro il 2030 i decessi potrebbero arrivare a toccare la soglia degli 8 milioni all’anno. E’ quanto denuncia l’Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione dell’odierna Giornata mondiale senza tabacco sul tema: “Avvertenze sanitarie sul tabacco”. Nelle maggiori città italiane la Lega Italiana lotta ai tumori (Lilt), distribuirà una guida sui danni del fumo e su come smettere di fumare. Eliana Astorri ha intervistato il dott. Giacomo Mangiaracina, direttore scientifico area tabagismo della Lilt:

    R. – Si calcola che nel 2008 almeno mezzo milione di fumatori abbiano ulteriormente smesso di fumare. La cifra si riduce dai 12 milioni ad 11 milioni e mezzo di fumatori in Italia. L’80 per cento dei ragazzi fa la prova del fumo però uno su quattro rimane dipendente e, in alcuni contesti, anche un ragazzo su tre.

     
    D. – Le avvertenze sui rischi del fumo rappresentano davvero un deterrente?

     
    R. – Lo hanno rappresentato all’inizio, fino a quando c’era una reazione che noi definivamo “efficace” perché quanto meno costringeva ad un’azione, sia pure quella di coprire il pacchetto del fumatore. Oggi, invece sembra che non faccia più questa presa ed ecco perché, in questa Giornata mondiale senza tabacco, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, esorta le nazioni ad adottare le immagini perché la scritta ci dice solo che fa male. L’immagine ce lo fa anche vedere.

     
    D. – Come si fa ad aiutare un fumatore a smettere?

     
    R. – Oggi abbiamo i centri istituzionali per smettere di fumare. Sono circa 300 distribuiti sul territorio nazionale. Alcuni fanno capo agli ospedali, altri sono quelli della Lega italiana per la lotta contro i tumori. Fra l’altro, si accede con un numero verde attraverso cui si può essere seguiti anche telefonicamente; il numero è: 800 99 88 77. Ormai l’era dei metodi è finita, esiste la terapia e la prevenzione del tabagismo fatta con criteri scientifici e con operatori specializzati.

     
    D. - E’ importante una Giornata mondiale senza il tabacco? Cosa ci si aspetta?

     
    R. – Noi ci aspettiamo che i media ne parlino. Voglio indicare due elementi: quando si fuma il tabacco si fumano, per esempio, anche i pesticidi che vengono impiegati, a volte in modo scriteriato e con pochi controlli, nelle piantagioni di tabacco. Un altro aspetto è che il tabacco è radioattivo. E’ una pianta che impoverisce il terreno, che ha bisogno di essere fortemente nutrita; si danno fertilizzanti fosfatici che sono radioattivi, per una certa parte, e questa radioattività passa nel tabacco. Nel momento in cui si accende la sigaretta e la temperatura va ad 800 gradi centigradi, il polonio-210 passa nella fase gassosa. Viene inalato e si va a depositare nei polmoni. In altre parole, possiamo dire che i polmoni dei fumatori sono radioattivi.

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    Si aggrava l'emergenza educativa: le famiglie trascorrono sempre meno tempo con i figli

    ◊   Nell’attuale società le famiglie trascorrono meno tempo con i figli compromettendo anche la corretta trasmissione di valori e principi. Come ha ricordato Benedetto XVI nella lettera scritta nel 2008 in occasione della Giornata della scuola cattolica della diocesi di Roma, è forte sia tra i genitori sia tra gli educatori “la tentazione di rinunciare, e ancor prima il rischio di non comprendere nemmeno quale sia… la missione ad essi affidata”. Sui fattori che hanno portato all’attuale emergenza educativa si soffermano al microfono di Federico Piana la responsabile dell’Osservatorio media del Movimento italiano genitori (Moige), Elisabetta Scala, e il responsabile della pastorale familiare della diocesi di Verona, Piero Delle Vedove:

    R. – Sicuramente le cose sono profondamente cambiate da quando la donna lavora. La gestione familiare è molto diversa. E' chiaro che bisogna ripensare a delle modalità diverse di fare famiglia, di stare con i propri figli, perché, sinceramente non crediamo al discorso della qualità rispetto alla quantità. Per educare bene i figli ci vogliono entrambe le cose, qualità e quantità. Sicuramente siamo in un’epoca in cui è ora che ci sia più partecipazione da parte dei papà di quanto non c’era prima. Questo potrebbe anche essere un dato positivo, perché prima si delegava l’apporto dell’educazione totalmente alla mamma, che era a casa. La mamma quindi si occupava di tutto ed il papà era un po’ ai margini, interveniva in alcune situazioni, sempre importanti dal punto di vista dell’autorità ma forse meno dal punto di vista della quantità. Adesso è chiaro che i genitori devono concordare bene insieme i tempi, magari alternandosi in modo da poter passare del tempo in più con i figli, sia la mamma che il papà. Nello stesso tempo si deve pensare anche a dei tempi per tutta la famiglia. Questo è importantissimo perché anche la famiglia in quanto tale, tutta intera, deve avere i propri spazi.

     
    D. – Piero Delle Vedove, secondo lei si può aiutare la famiglia a riscoprire anche il valore dell’educazione?

     
    R. – Si fanno fare ai nostri figli tante cose per tenerli occupati, più che per educarli. Poi, una volta, la scuola era un ambiente sicuro anche dal punto di vista educativo. Si delegava molto. Tutte queste situazioni richiamano alla responsabilità dei genitori, con un’azione condivisa tra padre e madre. Occorre essere preparati, formati e partecipare alla vita della società, all’interno della Chiesa, all’interno della parrocchia, all’interno dei gruppi, in modo da avere sempre una certa motivazione a svolgere il ruolo di genitore in prima persona.

     
    D. – Elisabetta Scala, secondo lei i genitori sono formati e qualcuno si impegna a formarli?

     
    R. – Io penso che sia questo il punto critico: credo che ci siano genitori che abbiano più buona volontà di quanto non si possa credere. I genitori non sono tutti disattenti volontariamente però, forse, non hanno la consapevolezza di questa loro disattenzione e di questa loro mancanza di capacità educativa. Quindi, ci vuole sicuramente qualcuno che li aiuti. Prima la cosa funzionava in automatico, con la famiglia patriarcale ed anche i criteri educativi si trasmettevano dai genitori e se non c’erano i genitori erano i nonni o c’era la zia in casa. I bambini grandi aiutavano a crescere anche i loro fratellini più piccoli, quindi imparavano già in casa tutte queste cose. Adesso questa continuità purtroppo non c’è più. Le famiglie sono molto isolate rispetto alle famiglie di origine e c’è molta distanza da quando loro sono stati bambini a quando diventano genitori. Quindi diventa molto importante che ci siano agenzie educative pronte a formarli. Noi, come associazione di genitori, siamo nati proprio per questo, perché ci siamo resi conto che ci sono dei vuoti da questo punto di vista. Così come ci si forma a livello professionale per assolvere al meglio la propria professione altrettanto tempo si deve dedicare alla formazione come genitore. Quindi si devono trovare i mezzi per essere informati, trovare agenzie educative che formino per questo compito. (Montaggio a cura di Maria Brigini)

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    Diverse iniziative di Oftal Milano per i suoi primi 50 anni al servizio dei malati

    ◊   Il 30 agosto di 50 anni fa il cardinale Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI, riconosceva ufficialmente la sezione milanese dell’Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes (Oftal). Le iniziative commemorative, iniziate domenica scorso, prevedono nel corso dell’anno diversi incontri per analizzare la sofferenza e la disabilità nella società di oggi. Proprio l’impegno a servizio dei malati e degli ultimi ha caratterizzato in questi 50 anni il lavoro dell’associazione, rimasta sempre ben ancorata alla propria missione. E’ quanto sottolinea al microfono di Paolo Scarpa il presidente di Oftal Milano, Giorgio Caprino:

    R. – I principi cui si riferisce Oftal Milano sono quelli di non essere solo una semplice organizzazione che trasporta gli ammalati a Lourdes, un’associazione che organizza pellegrinaggi. Oftal è un’organizzazione che pone particolare attenzione alle varie povertà, una volta di ordine solo ed esclusivamente economico-finanziario. Oggi, invece, le povertà comprendono anche situazioni estremamente personali. Un altro aspetto peculiare del nostro patrimonio è legato alla formazione religiosa e professionale del personale. Questi sono i punti fondamentali che l’Oftal ambrosiana vuole continuare a seguire.

     
    D. – Quali iniziative sono in programma per celebrare questo importante anniversario dell’associazione?

     
    R. – La prima iniziativa è in programma il prossimo 6 giugno. Ci sarà un grande convegno all’Università Cattolica di Milano, organizzato dai medici dell’Aassociazione Oftal, in collaborazione con l’associazione medici cattolici. Si prenderà in esame l’accompagnamento, l’assistenza delle persone che purtroppo sono arrivate nella fase terminale della loro vita. Un altro incontro è in programma il 15 novembre, sempre all’Università Cattolica di Milano, alla presenza di mons. Giovanni Giudici, vescovo di Pavia.

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    Chiesa e SocietÓ



    Nelle chiese italiane oggi la “Colletta nazionale”, per sostenere le famiglie colpite dalla crisi

    ◊   Viene raccolta oggi in tutte le chiese italiane la “Colletta nazionale” indetta dai vescovi della Cei per dare avvio al “Fondo di garanzia per le famiglie in difficoltà”, un’iniziativa a dimensione nazionale promossa con la collaborazione dell’Associazione Bancaria Italiana, tesa a sostenere le famiglie particolarmente provate dalla crisi economica in atto nel Paese. A beneficiare del “Prestito della Speranza” saranno famiglie monoreddito che abbiano perso l’unica entrata, con tre figli a carico oppure segnate da situazioni di grave malattia o disabilità. Obiettivo del “Fondo” è dunque quello di aiutare le famiglie ad attraversare la crisi senza soccombere alle avversità, attraverso un contributo massimo di cinquecento euro mensili per un anno, per un totale di seimila euro. Il contributo potrà essere prorogato per un secondo anno e per lo stesso importo, se permane la situazione di necessità iniziale. La restituzione avverrà quando ce ne saranno le condizioni, in ogni caso non prima di uno o due anni, ed avrà la durata massima di cinque anni. Il “Fondo”, che per rispondere ai suoi obiettivi richiede un investimento di trenta milioni di euro, potrà essere implementato con libere offerte, elargizioni e contributi da parte di fondazioni, aziende ed altre entità. (V.V.)

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    La Caritas Giappone istituisce uno speciale fondo di solidarietà per le famiglie senza lavoro

    ◊   Uno speciale fondo di solidarietà destinato a sostenere alle famiglie senza lavoro. È l’iniziativa promossa dalla Caritas Giappone per fare fronte all’emergenza disoccupazione che ha compiuto in pochi mesi un grande balzo in avanti nel Paese del Sol Levante. La campagna – riferisce l’agenzia Fides - si intitola “Contributi di emergenza per salvare delle vite” e fa seguito a un appello lanciato dalla Commissione episcopale per gli Affari Sociali. Il fondo, che ha già raggiunto la quota di 3,2 milioni di yen, è utilizzato per sostenere le famiglie nelle loro spese quotidiane (come il costo di affitto di una casa, le tasse scolastiche, etc) o per spese straordinarie (come quelle mediche). Molti si rivolgono al fondo alla scadenza dell’assegno di disoccupazione che, per un periodo limitato, costituisce un ammortizzatore sociale per le famiglie in difficoltà. La Caritas Giappone ha anche creato un ufficio di collocamento per aiutare i disoccupati a trovare un nuovo lavoro svolgendo un’opera di mediazione o, in alcuni casi, di garanzia. Secondo stime ufficiali, il numero dei senza lavoro in Giappone è salito al record di 670.000 unità rispetto all'anno precedente, attestandosi a quota record di 3,3 milioni. La disoccupazione porta con sé gravi conseguenze sul piano sociale e psicologico, minando le basi stesse della società giapponese. Per questo anche la Chiesa nipponica si è mobilitata per fronteggiare quella che nel Paese viene ritenuta una priorità dal punto di vista politico, sociale ed economico. (L.Z.)

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    Anno Paolino: in India si evangelizza anche con il teatro

    ◊   Evangelizzare tramite il più antico mezzo di comunicazione di massa, il teatro, che ha in sé una fortissima carica simbolica. Con questo spirito le Figlie di San Paolo sul territorio indiano hanno lanciato, a conclusione dell’Anno Paolino, che termina il 29 giugno prossimo, una interessante iniziativa realizzata a Vasai e poi a Mumbai, nello stato Maharashtra. Le religiose, animate da autentico spirito missionario, hanno scritto un componimento teatrale in Marathi, la lingua di quello Stato dal titolo: “Conversione di San Paolo”. Con l’aiuto di laici cattolici e artisti hanno poi organizzato la rappresentazione teatrale, registrando un grande successo di pubblico, presso cristiani e non cristiani. L’iniziativa, oltre a far conoscere la figura e l’azione di San Paolo, si è rivelata un utile strumento di promozione vocazionale e di evangelizzazione, suscitando l’interesse di molte persone che hanno chiesto di poter approfondire la conoscenza dell’Apostolo. L’Anno di San Paolo, riferisce l'agenzia Fides, è stato per la comunità cattolica indiana un momento di incontro e di missione, in cui i fedeli cattolici hanno cercato di portare il Vangelo a quanti non hanno ancora ricevuto l’annuncio cristiano, prendendo esempio dal coraggio dell’Apostolo delle genti. Fra le iniziative diffuse su tutto il territorio nazionale, ha avuto un’eco particolare la pubblicazione di una nuova versione della Sacra Bibbia, preparata grazie al contributo di numerosi esperti e teologi indiani. Il volume contiene commenti, note e riferimenti che affondano le radici nella tradizione culturale e religiosa dell’India, così da rendere più agevole e familiare la lettura ai fedeli indiani. (V.V.)

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    Al via i lavori per la preparazione del Congresso Missionario Guatemalteco

    ◊   La Commissione per le Missioni del Vicariato Apostolico di Izabal si sta attivando per promuovere la celebrazione del Congresso Missionario Guatemalteco (Comgua III). Lo ha dichiarato all’Agenzia Fides mons. Gabriel Peñate Rodríguez, vicario Apostolico di Izabal. L’iniziativa avrà luogo dal 13 al 15 novembre ed avrà come slogan: “Con Gesù passiamo all’altra sponda”. Sono parole nelle quali, afferma Mons. Rodríguez, “vediamo un appello alla missione”. Il tema del Congresso è “Camminiamo con Maria, discepoli e missionari”. L’obiettivo generale è di fortificare e ampliare l’azione missionaria di tutti i battezzati in Guatemala. “Questo è un territorio di missione - aggiunge mons. Rodríguez - una Chiesa particolare in crescita. Ma adesso desideriamo anche noi collaborare alla missione della Chiesa Universale. Per questo, le tredici parrocchie del Vicariato si stanno già preparando per questo evento missionario. Allo stesso tempo, anche le Commissioni per le Missioni delle diocesi stanno collaborando, tanto che al Congresso attendiamo la partecipazione di tutti i vescovi della Conferenza Episcopale del Guatemala”. (V.V.)

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    In Messico giornalisti obiettivo dei narcotrafficanti

    ◊   I giornalisti messicani, in particolare i cronisti di nera dei giornali locali nel nord del Paese, sono entrati nel mirino dei narcotrafficanti, al pari delle forze militari e di polizia impegnate contro la produzione e la diffusione degli stupefacenti. Negli ultimi giorni – riferisce l’Osservatore Romano - cartelli e striscioni con esplicite minacce sono stati esposti nelle strade di Torreón, la capitale dello Stato messicano di Coahuilla. "Attenti giornalisti e militari, el Chaco è qui", si leggeva in uno degli striscioni intimidatori. Gli autori,non fanno mistero della loro appartenenza:  el Chaco è infatti il soprannome di Joaquín Guzmán,  il  capo  del  cartello  di  narcotrafficanti di Sinaloa, una delle maggiori organizzazioni criminali del settore. Oltre alla minaccia, questi cartelli esposti proprio in questi giorni assumono in qualche modo anche un tono di rivendicazione, dopo il rapimento di un giornalista del quotidiano "La Opinión", che questa settimana è stato trovato morto proprio nella zona in cui sono apparsi i cartelli e gli striscioni. Su un altro fronte, intanto, la criminalità organizzata messicana sembra aver messo in atto un nuovo sotterfugio. Secondo una denuncia fatta dal "Wall Street Journal", i narcotrafficanti negli ultimi tempi sono riusciti a introdurre la cocaina e altre droghe destinate al mercato statunitense degli stupefacenti proprio nei container diretti negli Stati Uniti e che hanno ottenuto il via libera delle misure di sicurezza delle autorità di Washington. I governi dei due Paesi hanno di recente rafforzato gli accordi bilaterali in materia di lotta al traffico degli stupefacenti, con un massiccio aumento degli aiuti statunitensi al Messico. (A.L.)

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    Terra Santa: una biblioteca mobile per i palestinesi in attesa ai check point israeliani

    ◊   Una biblioteca mobile per i giovani palestinesi di Hebron che attendono ai check point israeliani. L’iniziativa è dell’associazione "Library on Wheels" e della Caritas internationalis, che in questo modo intendono fronteggiare la radicalizzazione dei giovani palestinesi. La Cisgiordania è parte dei territori palestinesi ed è occupata da Israele. In seguito agli accordi di Oslo nel 1994 può godere di una certa autonomia in un numero limitato di settori. La realizzazione di centinaia di piccoli insediamenti israeliani in questa area complica ancora di più la situazione. Al fine di preservare la propria sicurezza, Israele ha eretto un muro di separazione. Numerosi check point - ricorda l’agenzia Sir - riducono i passaggi e rallentano l'economia locale. Ai giovani in attesa ai check point la biblioteca mobile offre così libri e opuscoli in prestito nei quali viene messo l’accento sulla pace, sullo studio dei conflitti, sulla resistenza non-violenta. Con questo progetto la Caritas spera di sensibilizzare almeno 1.500 giovani palestinesi ogni anno. (A.L.)

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    A Betlemme un convegno sul ruolo della famiglia nell’educazione dei bambini

    ◊   “Lavorare con la famiglia e non per la famiglia”. È questo il titolo del seminario internazionale che la fondazione Avsi organizza a Betlemme il 5 e 6 giugno, presso l’Istituto Effetà, nell’ambito del progetto “Educazione e formazione come risposta alla situazione di emergenza della popolazione che vive nei territori palestinesi”, finanziato dal programma di cooperazione italiano Aid 8941 che Avsi sta realizzando con Ats, associazione non profit della Custodia di Terra Santa. Rivolto ad educatori, insegnanti e assistenti sociali, l’incontro, al quale partecipano cinque scuole di Gerusalemme, Betlemme, Gerico e i partner di Avsi in Palestina, “vuole sottolineare - spiegano i promotori al Sir - il ruolo della famiglia per l’educazione dei bambini”. “In una terra lacerata dalla guerra - sottolinea da Gerusalemme Alberto Repossi, rappresentante Avsi in Terra Santa - aiutare l'educazione delle nuove generazioni significa favorire il dialogo per la pace. Molte famiglie sono stremate dai continui spostamenti e difficoltà per ottenere i rinnovi per i permessi di lavoro. Senza un aiuto concreto i loro figli invece di studiare sarebbero mandati a lavorare”. Qui nelle nostre scuole - aggiunge padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa - cerchiamo di trasmettere ai nostri alunni anche valori che favoriscono la convivenza. (V.V.)

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    A luglio, nella Repubblica Democratica del Congo un congresso sul rapporto tra media e bambini

    ◊   “I rapporti tra i mass media e i bambini” sarà il tema del Congresso nazionale di Signis (Associazione mondiale dei comunicatori cattolici), sezione della Repubblica democratica del Congo, che si svolgerà il prossimo luglio nel Paese africano. Sono una trentina i partecipanti attesi all’evento, provenienti da sei province ecclesiastiche del Paese. I preparativi del Congresso sono già stati avviati: nel corso dell’Assemblea generale dei giorni scorsi, il professor Lino Pungi, presidente uscente di Signis/Repubblica Democratica del Congo e prossimo ad assumere l’incarico di coordinatore regionale di Signis in Africa, ha fatto il punto della situazione, riflettendo anche sui temi del Convegno internazionale, che avrà luogo, invece, ad ottobre in Thailandia. Il professor Pungi ha inoltre lanciato un appello ai comunicatori cattolici, affinché operino una scelta giudiziosa dei nuovi membri del comitato per avviare un programma destinato a promuovere il settore sociale di Signis e, soprattutto, a diffondere i valori evangelici nei media. (I.P.)

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    Nelle Isole Salomone seminario della Chiesa sui mass-media

    ◊   Su quali valori deve basarsi un codice etico per i mass media? Quali sono le fonti a cui ispirarsi per rendere un buon servizio al pubblico? A questi interrogativi ha cercato di rispondere un recente seminario di formazione organizzato dalla Chiesa delle Isole Salomone, destinato ai giovani di cinque scuole dell’arcipelago. Fra gli organizzatori e gli insegnanti del seminario, riferisce l’agenzia Fides, vi erano il salesiano padre Ambrose Pereira, direttore dell’Ufficio Comunicazione della Conferenza Episcopale, sacerdoti, suore e laici esperti di comunicazione. Gli studenti coinvolti hanno approfondito il codice etico che i mass-media sono tenuti a rispettare nel loro servizio al pubblico e il codice deontologico proprio del lavoro del comunicatore e del giornalista. Il seminario ha insistito sui valori di verità, giustizia, libertà, rispetto dell’altro, carità, indicando il cristianesimo come “prezioso deposito” di tutti questi valori, che pongono al di sopra di tutto la persona e la sua inalienabile dignità. Il percorso di formazione sui mass-media costituisce ormai un punto fermo della Pastorale giovanile della Chiesa nelle Isole Salomone: i seminari stanno riscuotendo crescente successo presso i giovani, attratti dalle tecnologie e dai mezzi di comunicazione. La finalità ultima è quella di insegnare ai giovani come la comunicazione mediatica oggi costituisca un canale privilegiato per la diffusione del Vangelo e per realizzare la missione della Chiesa, date le sue potenzialità di raggiungere contestualmente migliaia di destinatari. (V.V.)

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    Famiglie italiane e produttori di videogiochi si incontrano al Fiuggi Family Festival

    ◊   Seconda edizione per il Fiuggi Family Festival, diretto da Andrea Piersanti e in programma dal 25 al primo agosto. Un evento dedicato al rapporto tra la famiglia italiana e i videogiochi, durante il quale i rappresentanti delle più significative aziende di videogiochi - fra cui Microsoft, Sony, Nintendo, Activision, Ubisoft - spiegheranno le loro proposte alle associazioni familiari. Momento centrale del festival, rende noto il Sir, sarà il convegno incentrato sul tema: “Lo spazio famiglia nei videogiochi. Proposte di intrattenimento e valutazioni educative”, che avrà luogo il 29 luglio, con il patrocinio di Aesvi, associazione di categoria che annovera i maggiori produttori di software e di hardware videoludico operanti in Italia. Inoltre, Roberto Genovesi, rappresentante per il ministero dello Sviluppo economico-Comunicazioni presso il Pegi Advisor Board (il primo sistema europeo di classificazione in base all’età per i videogiochi) illustrerà la nuova strategia europea di valutazione dei videogiochi. Il convegno, moderato dal giornalista Giuseppe Romano, si propone come prima tappa di una piattaforma permanente tra aziende e famiglie sulle proposte di intrattenimento interattivo e le connesse valutazioni educative. (V.V.)

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    E' nata la “Rete Italiana Donne di Fede"

    ◊   Una “casa condivisa” di donne provenienti dalle principali tradizioni religiose presenti in Italia. E' così che gli organizzatori presentano la “rete italiana donne di fede”, nata il 20 maggio scorso, presso la sede nazionale di Religions for Peace Italia, la “Rete Italiana Donne di Fede” (Italian Network Women of Faith). Aperta a tutte le donne, la rete mira a “dare il proprio contributo specifico per la costruzione della pace impegnandosi a favorire nel nostro Paese l’integrazione fondata sul rispetto dei diritti umani, con particolare attenzione a quelli delle donne e dei bambini. Si vuole anche stimolare un rinnovamento dei linguaggi e del vissuto religioso nel nostro tempo dando spazio alla sensibilità femminile più incline all’accoglienza ed alla valorizzazione delle diverse presenze”. Tra i vari impegni della neonata rete c'è quello di “vigilare su quelle situazioni nelle quali i diritti delle donne e dell’infanzia vengono disattesi o violati e prendere iniziative idonee per reagire”. Allo stesso modo - riferisce l’agenzia Zenit - si vuole “favorire l’integrazione nel pluralismo e nella pari dignità in questa fase di rapida trasformazione in senso multietnico che anche la società italiana sta attraversando”. Con le reti analoghe presenti in altri Paesi avverrà con questa nuova iniziativa “uno scambio sistematico di esperienze e di proposte nell’ambito dello 'European network of women of faith'”. (A.V.)

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    24 Ore nel Mondo



    Sparatoria in Cisgiordania: uccisi sei estremisti del movimento di Hamas

    ◊   Scontro a fuoco fra attivisti di Hamas e le forze di sicurezza fedeli all’Autorità nazionale palestinese a Qalqilya in Cisgiordania. Almeno sei le vittime fra i militanti del movimento integralista islamico, durante il blitz teso a catturare proprio alcuni membri del delle Brigate Ezzedine al Qassam. Duro lo scambio di accuse fra le due fazioni. Hamas si è scagliata contro il presidente dell’Anp, Mahmud Abbas, imputandolo di collusione con le forze israeliane. Fatah ha replicato che si opporrà per evitare che in Cisgiordania si ripeta quanto accaduto nella Striscia di Gaza, da due anni è sotto il controllo di Hamas.

    Afghanistan: uccisi 12 talebani
    La guerriglia talebana è sempre nel mirino dell’esercito regolare e delle forze americane anche in Afghanistan. Almeno 12 combattenti hanno perso la vita in un raid avvenuto nel distretto di Khafi Safed vicino a Bala Buluk. Facevano parte di un gruppo che stava preparando un attacco nella provincia di Farah.

    Reazioni all'accordo tra General Motors e Magna
    L’amministrazione americana ha accolto favorevolmente l’accordo fra General Motors e Magna per la vendita di Opel parlando di “un passo positivo per l’industria dell’auto” che ha evitato il fallimento di una società importante per l’economia degli Stati Uniti. La Casa Bianca ha confermato che il presidente Obama ha avuto un colloquio “costruttivo” con Berlino, che ha favorito il raggiungimento dell’intesa. Per la cancelliera tedesca Angela Merkel si tratta di una soluzione che consentirà di salvaguardare l’occupazione in Germania. Sul versante italiano l’esecutivo ha rifiutato l’accusa – avanzata da opposizione e sindacati - di non aver sostenuto adeguatamente Fiat nella trattativa. “Il capitolo tedesco è chiuso”, ha detto il presidente della Casa torinese Luca Cordero di Montezemolo, precisando che adesso l’obiettivo è quello di completare la partita con Chrysler.

    Cina: esplosione in miniera
    Almeno una trentina di morti in Cina per un’esplosione di gas avvenuta in una miniera di carbone nella zona sud-ovest del Paese. 131 in tutto gli operai al lavoro durante lo scoppio. 86 sono riusciti a mettersi in salvo, una ventina invece quelli ancora intrappolati. Le operazioni di soccorso sono ostacolate dai pericolosi livelli di gas ancora presenti nella miniera.

    Sry Lanka rifiuta inchiesta internazionale
    Lo Sry Lanka ha rifiutato di aprire un’indagine indipendente sulla violazione dei diritti dell’uomo in seguito all’alto numero di vittime civili nelle ultime settimane di guerra civile nel Paese, come chiesto dall’Organizzazione Amnesty International. L’esecutivo di Colombo ha assicurato che presto sarà in grado di fornire un bilancio certo, escludendo però che ci siano state 20 mila vittime come riportato dal quotidiano britannico Times sulla base di dati confidenziali delle Nazioni Unite.

    Russia-Giappone: misure dure contro Corea del Nord
    Sempre più insistenti le voci del lancio prova di un missile a lunga gittata da parte della Corea del Nord. Russia e Giappone chiederanno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU una “dura risposta” ai test nucleari di Pyongyang, che rappresentano una “minaccia alla sicurezza Internazionale”. Tokio non aprirà le ostilità nei confronti della Corea del Nord, ma è pronto a difendersi. Anche gli Stati Uniti hanno garantito più volte il proprio appoggio all’alleato asiatico.

    Myanmar-Aung San Suu Kyi
    Il processo contro la leader dell’opposizione birmana Aung San Suu Kyi rappresenta un affare interno del Paese nel quale le altre Nazioni non devono intromettersi. E’ la posizione del regime birmano che ha ribadito la legittimità del procedimento giudiziario in atto. Anche il ministro della Difesa statunitense, Robert Gates, ha chiesto la liberazione del premio Nobel per la Pace, accusata di aver violato gli arresti domiciliari ospitando di nascosto un cittadino americano.

    Elezioni-Ossezia
    Urne aperte in Ossezia del Sud per le elezioni parlamentari, le prime dalla fine della guerra con la Georgia e il riconoscimento dell’indipendenza da parte della Russia. La commissione elettorale centrale ha fatto sapere che la tornata è valida avendo già votato il 50 per cento più uno degli aventi diritto, così come previsto dalla legge. Un centinaio gli osservatori internazionali a vigilare sulle operazioni di voto che coinvolgono 52 mila elettori chiamati ad eleggere 34 nuovi deputati appartenenti a 4 diversi partiti. La chiusura dei seggi è prevista per stasera. I primi risultati definitivi sono attesi verso la mezzanotte.

    Iran bomba aereo
    In Iran scoperta e disinnescata una bomba rudimentale a bordo di un aereo diretto a Teheran e proveniente da Ahwaz, nella stessa zona dove due giorni fa ci sono stati 25 morti per l’esplosione verificatasi all’interno di una moschea. Proprio ieri tre uomini, ritenuti implicati nella vicenda, sono stati impiccati pubblicamente.

    In Israele esercitazione collettiva
    Al via oggi in Israele una vasta esercitazione collettiva per testare la capacità di reazione a potenti attacchi nemici e a disastri naturali. L'operazione - senza precedenti nel Paese – coinvolge militari, mezzi di soccorso e civili per i prossimi 5 giorni. I media parlano di una sorta di prova generale di fronte allo spettro di una probabile guerra con l’Iran, ma il ministro della Difesa Barak ha detto che si tratta solo di un’esercitazione “di routine”.


    Bollettino del Radiogiornale della Radio Vaticana Anno LIII no. 151

     
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