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Sommario del 30/05/2009

Il Papa e la Santa Sede

  • Benedetto XVI ai bambini dell'Infanzia missionaria: non mi aspettavo di diventare Papa, ma il Signore mi aiuta
  • Benedetto XVI si recherà nella Repubblica Ceca dal 26 al 28 settembre. Il presidente Klaus: "porterà un messaggio chiaro per tutti"
  • Altre udienze
  • Il Papa conclude il mese mariano alla Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani
  • Prega, lavora e leggi! L'editoriale di padre Lombardi per Octava Dies
  • Oggi su "L'Osservatore Romano"
  • Oggi in Primo Piano

  • Le truppe inglesi terminano la loro missione in Iraq
  • Domani colletta Cei per il fondo in aiuto alle famiglie in difficoltà
  • Il cardinale Vallini: la Chiesa di Roma è una Chiesa viva
  • Si chiude con un bilancio positivo l'Agorà dei giovani
  • Il commento di don Massimo Serretti al Vangelo della solennità di Pentecoste
  • Chiesa e SocietÓ

  • ll Messico rinnova la consacrazione allo Spirito Santo
  • Giornata della Vita in Corea del Sud
  • Elezioni europee: l'Azione Cattolica esorta a votare
  • Capitolo generale dei Frati Minori: conclusa la prima settimana di lavori
  • Parigi: incontro dei giovani liberi professionisti per la Solennità di Pentecoste
  • Pentecoste a Lecce: “Notte di luce” con momenti di preghiera, veglia, concerti e dibattiti
  • A San Benedetto del Tronto veglia di Pentecoste in piazza
  • È ancora emergenza dopo il passaggio del ciclone Aila in India e Bangladesh
  • La Croce delle Gmg nei luoghi abruzzesi colpiti dal terremoto
  • 24 Ore nel Mondo

  • Pakistan: l'esercito avanza nelle roccaforti dei talebani. Oltre 3 milioni i profughi
  • Il Papa e la Santa Sede



    Benedetto XVI ai bambini dell'Infanzia missionaria: non mi aspettavo di diventare Papa, ma il Signore mi aiuta

    ◊   Grande entusiasmo, stamani, in Aula Paolo VI per la Festa “Ragazzi, Missionari come Paolo”: 7 mila Bambini dell’Opera per l’Infanzia Missionaria provenienti da tutto il mondo si sono riuniti in Vaticano per incontrare Benedetto XVI e per riflettere sulla figura di San Paolo. Con loro il Papa ha parlato della sua infanzia in Germania e dell’importanza della preghiera e della condivisione. Né ha mancato di confidare i suoi sentimenti al momento dell’elezione a Pontefice. L’indirizzo d’omaggio al Papa è stato rivolto dal cardinale Ivan Dias, prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli. Il servizio di Alessandro Gisotti:

    Canti

    Canti festosi, cori gospel, sventolio di drappi colorati e, ancora, testimonianze e video sulla vita di Gesù e l’Apostolo delle Genti hanno preceduto il momento clou della mattinata in Aula Paolo VI: il colloquio tra il Santo Padre e tre bambini dell’Opera per l’Infanzia Missionaria. Papa Benedetto ha risposto a braccio alle domande dei ragazzi e non ha mancato di soddisfare la curiosità di uno dei piccoli fedeli:

     
    D. - Avresti mai pensato di diventare Papa?
     
    R. - A dire la verità non avrei mai pensato di diventare Papa perché, come ho già detto, sono stato un ragazzo abbastanza ingenuo in un piccolo paese lontano dai centri, nella provincia dimenticata. Eravamo felici di essere in questa provincia e non pensare ad altre cose (…) Devo dire che ho ancora difficoltà a capire come il Signore abbia potuto pensare a me, destinare me per questo Ministero, ma lo accetto dalle Sue mani anche se è una cosa sorprendente e che mi sembra molto oltre le mie forze, ma il Signore mi aiuta.
     
    Rispondendo ad un’altra domanda, il Papa ha ricordato la sua infanzia serena in un piccolo paese bavarese di 400 abitanti. Tra bambini, ha affermato, ci si aiutava e si viveva in uno spirito di comunione, rinvigorito dalla comune fede cattolica. Abbiamo imparato insieme il catechismo, ha detto, ci siamo preparati a ricevere la Prima Comunione e quello è stato un giorno splendido. Tuttavia, ha riconosciuto, non mancavano litigi. Un ricordo che ha dato lo spunto al Pontefice di offrire una riflessione valida per tutti:

     
    “Qualche volta nella vita umana sembra inevitabile litigare, ma è importante l’arte di riconciliarsi, il perdono, ricominciare di nuovo e non lasciare amarezza nell’anima”.
     
    Ma come un bambino può aiutare il Papa ad annunciare il Vangelo? A questo interrogativo, Benedetto XVI ha risposto incoraggiando i ragazzi innanzitutto a pregare, perché con la preghiera, ha detto, apriamo il nostro cuore all’azione di Gesù. Pregare, ha ribadito, è una cosa molto importante che può cambiare il mondo perché rende presente la forza di Dio. Quindi, ha offerto dei consigli pratici su come corredare i momenti importanti della giornata con la preghiera:
     
    “E’ importante cominciare il giorno con una preghiera e finire il giorno con una piccola preghiera, ricordare i genitori con la preghiera prima del pranzo, della cena e alla comune celebrazione della domenica. Una domenica senza la Messa, la grande preghiera comune della Chiesa, non è una vera domenica, manca proprio il cuore della domenica, e così anche la luce per la settimana”.
     
    Pregare ma anche ascoltare e condividere. Il Papa ha evidenziato quanto sia importante fin da piccoli vivere la solidarietà nei confronti dei più bisognosi, come pure di chi non ci risulta particolarmente simpatico:

     
    “Se vediamo un altro che forse ha bisogno, è meno dotato, bisogna aiutarlo e così rendere presente l’amore di Dio senza grandi parole (…) e così divenire insieme una famiglia dove uno ha rispetto dell’altro, sopportare l’altro nella sua alterità, accettare anche gli antipatici, non lasciare che uno sia marginalizzato, ma aiutarlo a integrarsi nella comunità”.
     
    Dopo le parole del Papa, la festa dei giovani è continuata con canti gioiosi. Un entusiasmo che oggi pomeriggio si trasferirà nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Qui i giovani pellegrini e parteciperanno alla Messa nel corso della quale rinnoveranno le promesse del Battesimo e il loro impegno missionario nei confronti dei loro coetanei.

    (Canti)

     
    E ascoltiamo ora le voci dei bambini presenti in Aula Paolo VI: le ha raccolte Virginia Volpe:

    D. – Quanti anni hai e da dove vieni?

     
    R. – Ho 11 anni e vengo da Termoli.

     
    D. – Chi è San Paolo per te?

     
    R. – San Paolo, per me, è come un amico, una persona su cui posso contare e che ha dato se stesso per tutti noi.

     
    D. – Perché sei qui oggi?

     
    R. – Prima di tutto perché possiamo trascorrere un po’ più di tempo insieme, per conoscere persone di altri Paesi e per vedere il Papa.

     
    D. – Da dove vieni e quanti anni hai?

     
    R. – Dall’Abruzzo e ho 14 anni.

     
    D. - Chi è, nel tuo cuore, San Paolo?

     
    R. – E’ una grande persona che ha cercato di portare l’amore in tutto il mondo.

     
    R. – Vengo da Nuoro, dalla Sardegna, ed ho 11 anni.

     
    D. – Perché sei qui oggi?

     
    R. – Perché oggi è la vigilia della Pentecoste e siamo venuti per il Papa.

     
    D. – E nel tuo cuore, chi è Gesù?

     
    R. – E’ un amico, un fratello.

     
    R. – Ho 14 anni e vengo da Venosa, in provincia di Potenza.

     
    D. – Come mai hai fatto così tanta strada per essere qui oggi?

     
    R. – Perché noi, la scorsa estate, abbiamo fatto un campo scuola già in onore di San Paolo, e quindi volevamo ripercorrere il suo cammino.

     
    D. – Chi è San Paolo per te?

     
    R. – E’ una figura molto importante.

     
    D. – E Gesù?

     
    R. – E’ ancora di più: è tutto!

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    Benedetto XVI si recherà nella Repubblica Ceca dal 26 al 28 settembre. Il presidente Klaus: "porterà un messaggio chiaro per tutti"

    ◊   La Sala Stampa vaticana ha annunciato che Benedetto XVI, accogliendo gli inviti del capo dello Stato e della Conferenza Episcopale Ceca, compirà un viaggio apostolico nella Repubblica Ceca dal 26 al 28 settembre di quest’anno, recandosi a Praga, Brno e Stará Boleslav. Sara il 13.mo viaggio internazionale di Benedetto XVI. Il Paese riceve così un Papa dopo 12 anni: Giovanni Paolo II compì infatti la sua terza visita apostolica in questa terra nel 1997 dopo i viaggi del '90 e del '95.

    Proprio oggi il Papa ha ricevuto il presidente della Repubblica Ceca Václav Klaus, il quale ha successivamente incontrato il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, accompagnato da mons. Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati.

    “Nel corso dei cordiali colloqui – informa la Sala Stampa vaticana - ci si è soffermati sulla situazione del Paese, affrontando in particolare alcune questioni legate alle relazioni con la Chiesa Cattolica, come pure sul futuro dell’Europa, tenendo presente l’importanza del suo patrimonio culturale, spirituale e cristiano". Il presidente Klaus ha espresso vivo compiacimento per la visita che il Papa compirà nel prossimo mese di settembre nella Repubblica Ceca. Ascoltiamo il presidente Klaus al microfono di padre Milan Glaser, responsabile del programma ceco della Radio Vaticana:

    (Parole in ceco)
    “Già nel mio primo incontro con il Papa Benedetto XVI, durante la Messa d’inizio Pontificato, sono stato molto colpito di quanto il Papa conosca il nostro Paese. Oggi sono stato di nuovo sorpreso positivamente per come il Papa segue la situazione nel nostro Paese. Il nostro colloquio non è stato solo uno scambio di gentilezze, ma abbiamo parlato in modo molto concreto. Per quanto riguarda la preparazione della visita del Papa devo dire che è già in fase avanzata. Siamo contenti che il Papa venga da noi perché porterà un messaggio chiaro per tutti”.

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    Altre udienze

    ◊   Il Santo Padre riceverà questo pomeriggio il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione per i Vescovi.

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    Il Papa conclude il mese mariano alla Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani

    ◊   Domani la Chiesa celebra la solennità di Pentecoste: il Papa presiederà la Messa nella Basilica Vaticana alle 9.30 e alle 12.00 guiderà il Regina Caeli. Quest'anno la Pentecoste coincide col 31 maggio, memoria della Visitazione di Maria: perciò si svolgerà questa sera la conclusione del mese mariano. Nei Giardini Vaticani ci sarà una processione accompagnata dalla recita del Santo Rosario. Il percorso dei fedeli si svilupperà dalla Chiesa di Santo Stefano degli Abissini alla Grotta di Lourdes, dove il cardinale Angelo Comastri, Vicario generale per la Città del Vaticano, guiderà la Liturgia della Parola. Quindi, Benedetto XVI rivolgerà il suo saluto ai presenti ed impartirà la sua Benedizione. La Radio Vaticana seguirà l'evento a partire dalle 20.00. Ma come è nata la devozione mariana del mese di Maggio? Isabella Piro lo ha chiesto al padre monfortano Stefano De Fiores:

    R. – La devozione del mese mariano, del mese di maggio, è sorta nel ‘700 per opera di tre gesuiti che hanno operato nel nord, nel centro e nel sud d’Italia. Il più famoso è certamente Alfonso Muzzarelli, ed hanno approfittato del ciclo della primavera, quando la natura era in fiore, per convocare tutti i fedeli ad onorare la madre del Signore, che è il fiore dell’umanità.

     
    D. – Per la donna di oggi, Maria quale modello rappresenta?

     
    R. – La donna di oggi s’ispira a Maria, ma, secondo la figura biblica e non secondo alcuni clichés tradizionali che l’hanno presentata come donna passiva e remissiva. Paolo VI, nella “Marialis Cultus” reagisce contro questa presentazione, invitando ad andare al Vangelo, dove si vede che Maria, invece, è una donna attiva e responsabile, che prende decisioni e che proclama il “Magnificat” secondo i criteri di una sapienza divina e non di una sapienza umana.

     
    D. – “Il Santo Rosario non è una pratica del passato o una preghiera meccanica”, ricorda spesso il Papa; che valore ha allora, oggi, questa preghiera mariana?

     
    R. – Il Rosario dev’essere considerato come un modo per metabolizzare, nella nostra vita, ciò che noi celebriamo nella liturgia e che noi annunciamo nella Scrittura, cioè i fatti salvifici per la vita di Cristo – e a cui Maria è stata intimamente unita – vengono meditati e quindi interiorizzati da parte dei fedeli. Come? Il mezzo migliore che abbiamo, fino a questo momento, è proprio quello del Rosario, perché ricorriamo a Maria il cui cuore era veramente – come diceva il santo curato D’Ars– scrigno che conteneva i misteri di Dio. Difatti, Luca ci presenta Maria come Colei che medita nel suo cuore i fatti e le parole riguardanti Gesù.

     
    D. – Pratica stretta del Rosario è, appunto, lo sgranamento della coroncina; ecco, che valore simbolico ha questo strumento?

     
    R. – La ripetizione non è da considerare come un qualcosa di estraneo alla spiritualità, perché fa parte della religione, perché è il solo mezzo che noi abbiamo per interiorizzare. Non basta dire una volta, una cosa bisogna ripeterla; questa è, diciamo, una prima spiegazione del fatto che noi ripetiamo. L’altra spiegazione viene dal fatto che, quando si ama, si ricorre spesso alle stesse parole; “ti amo” si ripete continuamente, per cui il Rosario è visto come un dialogo tra amici. Del resto, anche Gesù, nel Giardino degli Ulivi, ha detto tre volte la stessa preghiera al Padre, perché era sotto l’influsso di un sentimento molto profondo.

     
    D. – I giovani di oggi comprendono l’importanza del Rosario, come aiutarli a capire veramente il valore di questa preghiera?

     
    R. – Bisogna vincere alcuni condizionamenti, perché il Rosario è visto, in genere, come preghiera per vecchiette, per gente che non ha magari niente da fare, e che fa come una specie di cantilena. No, il Rosario non è questo; senza la meditazione dei misteri, il Rosario è come un corpo senza anima. Quando il Rosario è trasformato in un’autentica preghiera ed in un’autentica espressione di spiritualità, perché c’è l’enunciazione biblica, ci sono i momenti di silenzio, c’è il canto – anche del Gloria al Padre, come ci viene raccomandato da Giovanni Paolo II -, allora diventa veramente una preghiera dignitosa, e credo che i giovani, una volta conosciuta e sperimentata, non la lasceranno più.

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    Prega, lavora e leggi! L'editoriale di padre Lombardi per Octava Dies

    ◊   “La cultura europea è stata la ricerca di Dio e la disponibilità al suo ascolto. E questo vale anche nel nostro tempo”: così Benedetto XVI domenica scorsa nella sua visita a Montecassino. Preghiera, lavoro e cultura: su questa triplice dimensione dell’opera benedettina l’Europa ha costruito se stessa. Ascoltiamo in proposito l’editoriale di padre Federico Lombardi per Octava Dies, il settimanale informativo del Centro Televisivo Vaticano:

    "Ora et labora et lege": "Prega, lavora e leggi". Con questo motto domenica 24 maggio il Papa ha riassunto efficacemente e riproposto il messaggio di San Benedetto nella sua perenne attualità. La preghiera anzitutto: primato di Dio e di Gesù Cristo nella vita personale e comunitaria. Poi il lavoro: la fatica quotidiana da umanizzare e spiritualizzare scoprendo e rispettando il valore e l'ordine della creazione. Infine la lettura, cioè la cultura e l'educazione.

     
    A dire il vero, tutti avevamo in mente da sempre l'"ora et labora", non tutti avevamo così presente il terzo elemento: "et lege", cioè "leggi, studia". Non è un caso che sia proprio Papa Benedetto a farcelo notare, un Papa in cui la sintesi fra preghiera, servizio e cultura si presenta non solo come messaggio, ma prima ancora come testimonianza personale.

     
    Già nel grande discorso al mondo della cultura a Parigi il Papa aveva messo in luce come la "ricerca di Dio" fosse forza originaria della crescita della cultura europea nelle sue varie dimensioni. A Montecassino ha ripreso il discorso e - parlando dell'Archivio e della Biblioteca dell'Abbazia - ha detto che "raccolgono innumerevoli testimonianze dell'impegno di uomini e donne che hanno meditato e ricercato come migliorare la vita spirituale e materiale dell'uomo". Anche per questo dopo millecinquecento anni e quattro distruzioni Montecassino continua ad avere qualcosa di molto importante da dirci. "Leggi, studia". Non basta navigare e cliccare e fare zapping, o copia e incolla senza fine. Se no, non resterà nulla, né per te, né per gli altri.

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    Oggi su "L'Osservatore Romano"

    ◊   Un ingenuo ragazzo di provincia divenuto inaspettatamente Papa: l'incontro di Benedetto XVI con i bambini dell'Opera per l'Infanzia Missionaria.

    Lo Spirito che ha reso teologi i pescatori: in prima pagina, Manuel Nin sulla Pentecoste nella tradizione bizantina.

    Hamas boccia la strategia politica di Abu Mazen: in rilievo, nell'informazione internazionale, il Vicino Oriente.

    Francesco Citterich sul massacro nascosto nello Sri Lanka.

    In cultura, un articolo di Marcello Filotei sulla "Harmoniemesse" di Haydn, eseguita dall'orchestra da camera di Colonia per la Messa di Pentecoste celebrata domani da Benedetto XVI.

    Dodici ore con Fedor: su una singolare messa in scena de "I demoni" di Dostoevskij un articolo di Silvia Guidi, e un commento di Raffaele Alessandrini sulla visione del mondo del grande scrittore russo.

    Ferdinando Cancelli sul dialogo tra medico e paziente in caso di gravi malattie.

    Pio XII tifava Bartali, ma vinse il calvinista Koblet: un breve estratto dal libro di Daniele Marchesini "L'Italia del Giro d'Italia"; anche nel 1950, come domani, l'ultima tappa a Roma.

    La santità? Una battaglia che non risparmia colpi: Sandra Isetta su Martino di Tours, il monaco soldato.

    L'urgenza educativa, la Chiesa in prima linea: nell'informazione religiosa, un articolo sull'assemblea generale della Conferenza episcopale italiana.

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    Oggi in Primo Piano



    Le truppe inglesi terminano la loro missione in Iraq

    ◊   A fine giugno le forze di sicurezza irachene saranno completamente responsabili di quanto avviene nelle principali città del Paese. Un’assunzione di responsabilità da parte dell’esercito iracheno che in molti non ritengono tuttavia pronto ad affrontare la situazione. Da domani inoltre anche il contingente britannico terminerà ufficialmente, dopo sei anni, le proprie operazioni militari in Iraq. A preoccupare maggiormente gli analisti è stato l’intensificarsi degli attacchi dei terroristi negli ultimi giorni. Fonti del Pentagono riferiscono comunque che l’attività della guerriglia si è ridimensionata. Sulla situazione irachena Stefano Leszczynski ha intervistato Fuad Allam, giornalista esperto di Paesi arabi per il quotidiano 'La Repubblica':

    R. – Possiamo dire che comunque la violenza è diminuita in questo ultimo anno o anno e mezzo. E' migliorata l’economia in funzione della sicurezza. E’ certo che c’è un rischio che questa violenza diventi endemica. Ma credo che sia un Paese che abbia riconquistato una sorta di autonomia nei confronti del controllo territoriale.

     
    D. – La fine delle operazioni da parte del contingente britannico non dovrebbe provocare un grosso squilibrio al punto in cui siamo arrivati oggi?

     
    R. – A mio avviso no, anche perché sono aumentate le truppe irachene. Credo che comunque capiremo se questa partenza delle truppe britanniche prima e americane poi si tradurranno in una relativa calma. Comunque, statisticamente, dai dati che abbiamo la violenza è diminuita in quest’ultimo anno e mezzo. Non bisogna dimenticare che il conflitto si sta spostando in una zona molto più pericolosa, verso Pakistan e Afghanistan.

     
    D. – Se sul fronte della sicurezza la situazione è un po’ più tranquilla, sul versante politico sembra ancora molto complessa. Quale sarà la direzione che prenderà in futuro lo Stato iracheno?

     
    R. – Il problema di ogni Stato federale è basato su questo: il federalismo funziona quando esiste una identità nazionale relativamente forte. E’ evidente che lì si è assistito alla costruzione di un nuovo Iraq attraverso una forma di neocomunitarismo, perché poi il Paese è stato diviso in funzione dell'appartenenza etnica e religiosa. Un equilibrio politico va trovato.

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    Domani colletta Cei per il fondo in aiuto alle famiglie in difficoltà

    ◊   Una Colletta nazionale in tutte le parrocchie: la promuove per domani, domenica 31 maggio, la Conferenza episcopale italiana per dare il via alla costituzione del Prestito della Speranza, fondo straordinario di garanzia di 30 milioni di euro con cui la Chiesa italiana vuole sostenere le famiglie che, a causa della crisi, sono più in difficoltà. Istituito d’intesa con l’Associazione Bancaria Italiana, il fondo sarà operativo a partire dal prossimo primo settembre. Oltre alle offerte che verranno raccolte nelle chiese, è possibile contribuire anche con versamenti su conto corrente postale o bancario. Ma quale è il significato particolare della Colletta di domani? Adriana Masotti lo ha chiesto a mons. Giampietro Fasani, economo della CEI:

    R. – La colletta è un modo tipicamente cristiano, ecclesiale, per condividere con i fratelli le difficoltà. Credo anche nel profondo compito educativo della colletta stessa, per chi vive in una situazione di disagio e quindi sente che tutti i fratelli gli sono accanto, ma anche per ricordare a chi non è toccato dalla crisi che la solidarietà è una dimensione tipicamente ecclesiale.

     
    D. – Come partecipare in concreto a questa colletta e poi quali altre modalità ci saranno per contribuire al fondo?

     
    R. – Noi speriamo che tutte le Chiese italiane siano attente a questo invito che la Chiesa ha fatto, perché nelle varie chiese sia fatta la colletta. Ma poi c’è anche la possibilità di farlo attraverso il conto corrente bancario e il conto corrente postale.

     
    D. – L’obiettivo del fondo è sostenere le famiglie. Ma non sarà la diocesi o la parrocchia a versare alle famiglie direttamente dei soldi, che invece verranno dati in forma di prestito mensile dalle banche che hanno aderito all’iniziativa. Quindi, stiamo parlando di un prestito. Perchè non si è pensato invece ad una donazione?

     
    R. – Il problema è stato studiato e visto sotto molte angolature. Noi crediamo che con un fondo di 30 milioni di euro la donazione ci porterà ad aiutare qualche persona. Con la tecnica del prestito, con un fondo di 30 milioni di euro riusciamo ad utilizzare 180 milioni che le banche mettono a disposizione delle famiglie colpite dalla crisi.

     
    D. – E’ previsto che la restituzione del prestito avverrà nel momento in cui la famiglia che l’ha ottenuto potrà godere di nuovo di un reddito certo. Si presuppone perciò che la crisi attuale sia superabile in tempi abbastanza brevi. Non è un pensiero troppo ottimistico, una speranza troppo ottimistica?

     
    R. – Speriamo che non sia ottimistica. Le proiezioni ci danno che questa crisi finanziaria è in fase di conclusione. Speriamo che la crisi economica segua la crisi finanziaria e che vada verso una risoluzione. Il problema rimane sicuramente molto aperto, perché fine della crisi vuol dire che terminano le casse integrazione, che non ce ne saranno di aggiunte. Vuol dire meno licenziamenti o anche che i cassa integrati potranno tornare a lavoro, che alcuni licenziati potranno essere riassunti? Noi speriamo che ci possa essere un’effettiva ripresa del lavoro.

     
    D. – Mons. Fasani la Chiesa italiana che cosa vuol dire agli uomini e alle donne di oggi con l’iniziativa del fondo?

     
    R. – La Chiesa vuol dire che è vicina, sa ascoltare, sa essere presente nei momenti belli, nei momenti duri e che è un sostegno perchè sa farsi carico dei fratelli che sono nel bisogno. Credo che questo sia il messaggio più bello di questo tentativo di vicinanza che la Chiesa offre ai propri fratelli.

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    Il cardinale Vallini: la Chiesa di Roma è una Chiesa viva

    ◊   Si è concluso ieri nella Basilica di San Giovanni in Laterano il Convegno ecclesiale della diocesi di Roma che si è svolto sul tema "Appartenenza ecclesiale e corresponsabilità pastorale". L'evento era stato inaugurato da Benedetto XVI martedì scorso: il Papa aveva invitato in particolare i laici ad essere, più che collaboratori, corresponsabili dell'agire pastorale. Poi l'esortazione a tutta la Chiesa di Roma a rinnovare la sua missionarietà. Ieri sera il cardinale vicario Agostino Vallini, ha tenuto una relazione conclusiva del Convegno. Ascoltiamo il porporato al microfono di Marina Tomarro:

    R. - Il Convegno è nato dal desiderio di un po’ tutta la Chiesa di Roma di fare una verifica per cogliere innanzitutto gli obiettivi raggiunti in questi dieci anni. Sono temi molto importanti: quello della famiglia, dei giovani, il tema della speranza, l’emergenza educativa. Volevamo proprio soffermarci su questo cammino, raccogliendo la parte positiva e, grazie a Dio, è venuto fuori che c’è tanto bene: il Signore opera, agisce, anche con la cooperazione degli uomini. Poi aveva anche lo scopo, però, di mettere a punto, un po’ meglio, questo aspetto: il nostro sentirci Chiesa, quindi il nostro operare, cooperare alla missione della Chiesa. Qui, il lavoro che si è svolto, prima nelle parrocchie e poi nelle prefetture, è stato un lavoro molto fruttuoso, che apre una verifica su cinque ambiti: il posto dell’Eucaristia nella vita delle parrocchie la domenica; la pastorale della famiglia; l’iniziazione cristiana; la pastorale dei giovani; ed infine, la testimonianza della carità. Quindi, da settembre, dopo la pausa estiva, cominceremo a lavorare intorno a questi ambiti e mi pare che lo spirito giusto sia maturato perché, grazie a Dio, la Chiesa di Roma è una Chiesa viva.

     
    D. – Eminenza, il Santo Padre, nel suo discorso di apertura al Convegno, ha invitato i laici a passare da collaboratori a corresponsabili dell’essere e dell’agire della Chiesa. Cosa vuol dire?

     
    R. – Non si tratta soltanto di offrire una qualche collaborazione ma sentirsi Chiesa in ragione del Battesimo, della vita di fede, e dunque sentirsi responsabili o corresponsabili del cammino della Chiesa, sia dall’interno della comunità parrocchiale o di altre comunità di ambiente, ma sia, soprattutto, nelle realtà degli ambienti dove i laici, in particolare, vivono ed operano: la famiglia, il lavoro, il tempo libero, la politica. Lì, il cristiano, è la Chiesa nel mondo, e deve andarci con una vita cristiana solida, matura, ma con la forza della testimonianza e la coscienza della responsabilità.

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    Si chiude con un bilancio positivo l'Agorà dei giovani

    ◊   Chiusura, oggi e domani, del triennio dell’Agorà dei giovani promosso dalla Cei. L’iniziativa avviata dal Papa a Loreto nel 2007, è stata pensata per rilanciare la pastorale giovanile in Italia. Nel corso di questo fine settimana sono vari gli eventi in programma nelle singole diocesi: concerti, momenti di festa e spettacolo, preghiera, liturgie penitenziali e adorazioni eucaristiche. Per un bilancio sull’Agorà Paolo Ondarza ha sentito don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile della Conferenza Episcopale Italiana.

    R. – Sono stati tre anni molto belli, molto vivaci. Effettivamente, i gruppi giovanili delle associazioni in varie forme sono scesi un po’ nell’Agorà, si sono resi visibili, hanno collaborato tra loro e hanno annunciato il Vangelo con modalità nuove, grazie alla presenza del Santo Padre, che a Loreto nel 2007 e poi a Sydney, ha incoraggiato molto questo cammino.

     
    D. – Benedetto XVI chiedeva ai giovani di andare controcorrente, di essere critici verso modelli di vita improntati all’arroganza, preferire le vie alternative improntate all’amore vero...

     
    R. – Mi ha colpito molto che abbia chiesto ai giovani non tanto di essere semplicemente un po’ più bravi, ma di essere i costruttori di una nuova era, di un nuovo modo di vivere. Questo desiderio di una nuova età più evangelica, mi sembra che abiti nel cuore dei giovani, ma non solo, anche di tanti adulti.

     
    D. – Un invito a un nuovo modo di vivere, basato sulle relazioni con il prossimo, sul rapporto con il Vangelo, un nuovo stile di vita, ma anche un nuovo rapporto con il Creato...

     
    R. – Certo, è vero. Aveva parlato proprio appunto così di un nuovo rapporto con il Creato, con la natura, che è un dono che Dio ha fatto a tutti: non essere egoisti, nell’utilizzare i beni naturali e la natura solo per pochi, ma essere rispettosi del bene di tutti.

     
    D. – Don Nicolò, si tirano le somme di questi tre anni. Da lunedì cosa succede per i giovani italiani?

     
    R. – La speranza è che si continui con questo stile estroverso, aperto, semplice, soprattutto nelle comunità parrocchiali, dove la vita ordinaria si svolge. In particolare, qui in Italia, come ci ha detto l’assemblea dei vescovi italiani che si è appena conclusa, siamo tutti in attesa di progettare insieme, giovani e adulti, un decennio legato alle grandi tematiche dell’educazione.

     
    D. – Ed è importante che i giovani, ma non solo, anche gli educatori, percepiscano questo senso dell’emergenza educativa?

     
    R. – L’emergenza dell’educazione mi sembra sia sentita un po’ da tutti, non soltanto nel mondo cattolico. C’è molta sensibilità. Speriamo di riuscire davvero a lavorare insieme, perchè l’educazione ha bisogno – come ha detto il Santo Padre – di grandi alleanze educative. Tutti siamo responsabili, non soltanto alcuni tecnici, alcuni specialisti.

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    Il commento di don Massimo Serretti al Vangelo della solennità di Pentecoste

    ◊   Nella solennità di Pentecoste la liturgia ci propone il passo del Vangelo in cui Gesù annuncia ai suoi discepoli la venuta dello Spirito Santo:
     
    "Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio”.

    Su questa solennità ascoltiamo il commento del teologo, don Massimo Serretti, docente di Cristologia all'Università Lateranense:

    Quest’anno, la solennità di Pentecoste, sigilla il mese mariano. Attraverso Maria, viene a noi il Figlio ed il Figlio si rende presente in Maria per opera dello Spirito Santo. E’ in Maria che il Padre inizia il nuovo capitolo della storia della salvezza, inviando il Figlio nel concepimento, dallo Spirito Santo. In questo modo, si istituisce un legame singolare tra lo Spirito creatore e Maria. Ma ritroviamo Maria anche nella Pentecoste, quando lo Spirito è mandato alla Chiesa ed è mandato dal Figlio che è ormai presso il Padre. Il primo invio dello Spirito alla Vergine di Nazareth era in vista del secondo alla Chiesa intera, nel Cenacolo di Gerusalemme. Ora, è la Chiesa intera che nello Spirito concepisce Cristo, perché tutti gli uomini possono vederlo nascere in sé e diventare figli di Dio, figli nel Figlio. Lo Spirito, infatti, è cristocentrico: "Egli mi renderà testimonianza, Egli mi glorificherà; Egli mi guiderà, non parlerà da sé": Veni Sancte Spiritus, Veni per Mariam.

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    Chiesa e SocietÓ



    ll Messico rinnova la consacrazione allo Spirito Santo

    ◊   I vescovi del Messico hanno invitato tutti i fedeli a prepararsi in vista del rinnovamento della Consacrazione del Paese allo Spirito Santo, il cui atto principale è stato celebrato lunedì 20 aprile nel corso della loro Assemblea Plenaria. “Con un secondo passo - ha dichiarato mons. Carlos Aguiar Retes, presidente della Conferenza dell’episcopato messicano - ci disponiamo a rinnovare domani, nella domenica di Pentecoste, questa consacrazione in ognuna delle diocesi e arcidiocesi”. Facendo proprie le parole del Documento di Aparecida, mons. Carlos Aguiar Retes ha anche auspicato un autentico rinnovamento alla luce del Vangelo: “Desideriamo che nella nostra Patria, nel nostro Continente e nel mondo intero, sperimentiamo la grazia di una nuova Pentecoste che ci liberi dalla fatica, dalla delusione, dall’accomodamento all’ambiente; una venuta dello Spirito che rinnovi la nostra gioia e la nostra speranza”. “Consacrare la nostra Patria allo Spirito Santo non è un solo una pia devozione, ma significa prendere coscienza che Dio ci ha scelti per Lui, per il suo servizio, per dare frutti di santità”. Questo “suppone una sincera conversione”. “La Consacrazione allo Spirito Santo - si legge ancora nel testo ripreso dall’agenzia Fides - richiede che ci presentiamo con umiltà davanti a Dio, riconoscendo che abbiamo bisogno di essere salvati, insistendo in una preghiera piena di fiducia e disposti a ratificare la nostra consegna con azioni, mediante le quali, la vita di Dio diventi presente in noi e nelle circostanze che viviamo”. (A.L.)

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    Giornata della Vita in Corea del Sud

    ◊   “Noi siamo i protagonisti della cultura della vita”: è il titolo del Messaggio diffuso in Corea del Sud dalla Commissione episcopale per la Bioetica in occasione della 15.ma Giornata della Vita che si celebrerà nel Paese asiatico domani,giorno di Pentecoste. La Commissione, presieduta da mons. Gabriel Chang Bong-hun, esorta tutti i fedeli ad assumersi le proprie responsabilità nel vivere, testimoniare e diffondere la “cultura della vita”. “Molti di noi – si legge nel testo – nella situazione in cui viviamo, dove prevale la ‘cultura della morte’, devono riconoscere l’urgenza di recuperare una consapevolezza del rapporto con Dio e la necessità di discernere i valori autentici”. Il documento esprime, inoltre, seria preoccupazione per la crisi che il valore della vita attraversa nella società di oggi, dove persone e mezzi violano la vita umana, soprattutto nel campo della bioetica, nell’indifferenza generale. Il messaggio ricorda che la vita umana non è mai un mezzo ma sempre un fine e che dunque non può e non deve essere strumentalizzata. Nessuno può arrogarsi il diritto di porre fine a una vita e nessuna autorità può legittimamente autorizzare o avallare questo diritto. “Noi crediamo nel Signore della vita, risorto dalla morte nella gloria: per questo – si legge nel documento ripreso dall’agenzia Fides - viviamo nella speranza certa che la vita vincerà sulla morte. Dio, che ama la vita e che ce la dona con generosità, è dalla parte della vita e dunque bontà, gioia e autentico progresso sono dalla parte della vita”. Il messaggio esorta tutti i fedeli a essere “guardiani della vita”e ricorda a tutti il ruolo e la responsabilità di essere “protagonisti della cultura della vita”. (A.L.)

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    Elezioni europee: l'Azione Cattolica esorta a votare

    ◊   Le elezioni europee possono segnare un’occasione favorevole per far risuonare la voce dei cittadini e costruire un’Europa “più democratica”. La partecipazione alla consultazione, fissata in Italia il 6 e il 7 giugno, è di importanza fondamentale. E’ quanto si legge nel comunicato dell’Azione Cattolica Italiana che esorta tutti i cittadini a votare per il rinnovo del Parlamento europeo. Nel documento, appoggiato dalla Commissione degli Episcopati della Comunità Europea e intitolato “A casa propria”, l’Azione Cattolica sottolinea che la Chiesa ha sostenuto “fin dall’inizio il progetto d’integrazione europea”. “Tutti i cristiani hanno non solamente il diritto ma anche la responsabilità d’impegnarsi attivamente in questo progetto”. Ricordando che pace, democrazia e sviluppo hanno sempre orientato il cammino europeo, l’Azione Cattolica sottolinea come l’Unione Europea non sia solo un “mercato unico”: i legami tra i Paesi membri ruotano attorno a crescenti relazioni politiche e si fondano sui principi di solidarietà, sussidiarietà e “unità nella diversità”. Ma in questa comune trama che avvicina popoli e Stati non mancano punti deboli. Secondo l’Azione Cattolica occorrerebbero alcuni rafforzamenti “sul piano istituzionale, ulteriori collaborazioni in ambito economico e sociale nonché maggiori risultati concreti per quanto attiene la sicurezza, la protezione dei consumatori, il sostegno alle regioni meno sviluppate, la lotta ai cambiamenti climatici”. La “casa comune” deve ancora dimostrare, in particolare, di reggere alle tante sfide poste dalla “globalizzazione” dei mercati, “dalle novità in campo demografico, dalla necessità di più coraggiose forme di cooperazione allo sviluppo con le regioni povere del mondo”. L’Unione Europea deve infine riscoprire la propria identità, deve aprirsi al mondo. Come ha più volte affermato Benedetto XVI “deve valorizzare la propria storia, “contraddistinta dall’influsso vivificante del Vangelo”, impegnandosi a “promuovere la solidarietà e la pace nel mondo”. (A cura di Amedeo Lomonaco)

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    Capitolo generale dei Frati Minori: conclusa la prima settimana di lavori

    ◊   Nella mattinata di oggi si è conclusa la prima settimana di lavori al 187.mo Capitolo generale dei Frati Minori, in corso a Santa Maria degli Angeli di Assisi, dal 24 maggio scorso. Al centro di questi giorni la relazione del Ministro generale padre José Rodriguez Carballo, intitolata: “Con autenticità e aperti al futuro. Frati minori missionari nel mondo, con il cuore rivolto al Signore”. Molti i temi trattati nelle sessioni plenarie e nei 10 gruppi linguistici. Tra questi emerge quello della Missione. L’Ordine – ha più volte ribadito padre Carballo – esiste per la missione, per questo i frati devono avere uno sguardo aperto sul mondo, capace di cogliere le esigenze degli uomini e delle donne di oggi, per rispondere con generosità, creatività e audacia. È dalla contemplazione del Cristo che si abbassa verso l’uomo, che nasce la minorità, quell’atteggiamento cioè che spinge i frati a porsi poveri tra i poveri, per far risplendere sul volto di ciascuno la propria dignità e l’immagine di Dio. La formazione, il dialogo interreligioso e interculturale, sono stati gli altri temi su cui i 152 delegati si sono confrontati. Padre Carballo, al termine della sua relazione ha espresso il suo desiderio per il futuro della famiglia francescana: “sogno una vita francescana più contemplativa, piena di stupore ed entusiasmo per Gesù Cristo che abbia il coraggio di andare alla periferia, alle frontiere, verso i chiostri inumani, in un mondo di gente abbandonata lungo la strada, ferita, violentata, insicura, per annunciare il volto misericordioso di Dio, la fraternità, la riconciliazione, la pace e la solidarietà”. La prossima settimana sarà quasi interamente dedicata alla scelta del nuovo Ministro (fissata per il 4 giugno) e del nuovo governo dell’Ordine.

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    Parigi: incontro dei giovani liberi professionisti per la Solennità di Pentecoste

    ◊   “Se lo Spirito è la nostra vita, agiamo allora secondo lo Spirito”: sarà questo versetto della Lettera ai Galati di San Paolo (Ga 5, 25) il tema dell’incontro “Pentecoste 2009”, in programma a Parigi da oggi al primo giugno e dedicato a tutti i giovani liberi professionisti francesi. Una ‘tre giorni’ di preghiere, riflessioni e dibattiti, organizzata dal “Coordinamento dei giovani liberi professionisti”, nato nel 1997 in seguito alla Giornata mondiale della gioventù svoltasi nella capitale francese. Questa associazione ha il compito di collegare tra loro i diversi gruppi di lavoratori autonomi del Paese, compresi quelli che operano nelle parrocchie e nelle diocesi. L’incontro di quest’anno è il secondo a livello nazionale e vedrà la partecipazione non solo di giovani cattolici, ma anche di ortodossi e protestanti. In programma, diversi spunti di riflessione: il rapporto tra etica e finanza, la povertà, la sofferenza, la bioetica, l’evangelizzazione. Si tratta di tematiche emerse da un sondaggio realizzato tra i giovani lavoratori autonomi francesi, per conoscere il loro rapporto con la Chiesa, il loro stile di vita, le loro considerazioni sulla responsabilità sociale di impresa, sul denaro, sull’etica e sull’essere cristiani nel mondo del lavoro. (I.P.)

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    Pentecoste a Lecce: “Notte di luce” con momenti di preghiera, veglia, concerti e dibattiti

    ◊   Migliaia di giovani incontreranno a Lecce i loro coetanei nei luoghi “cult” della movida della città pugliese. Lo scopo dell’iniziativa, che avrà inizio alle 22.00, è di proporre una notte bianca fatta di impegno e di riflessione sui valori cristiani, per offrire la “Luce che nasce da una Bellezza”. Una serie di appuntamenti animerà le piazze e le strade del centro storico. Momenti di preghiera, concerti, giochi e dibattiti avranno inizio dopo la grande Veglia diocesana di pentecoste, con il “mandato ai giovani” dell’arcivescovo di Lecce, mons. Cosmo Francesco Ruppi. La serata si concluderà con la preghiera di Compieta dei giovani e dei volontari. “Notte di Luce” è un raggio chiaro nel cuore della notte leccese, qualche tocco di colore e una carica di energia che vuole brillare per le piazze, le strade, le chiese, i luoghi d’Arte del Centro Storico della nostra città. Luce che nasce da una Bellezza che coloro che incontreremo in questi eventi vogliono condividere con noi. Una notte leccese giovane per vivere l’agorà: la piazza in cui ci si incontra per conoscersi davvero e scoprire la novità di realtà profonde.  “Notte di Luce” è un evento ideato e realizzato dalla Pastorale Giovanile della Chiesa di Lecce, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Lecce.  Per avere maggiori informazioni si può consultare il sito www.nottediluce.com (A.L.)

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    A San Benedetto del Tronto veglia di Pentecoste in piazza

    ◊   La veglia di Pentecoste a San Benedetto del Tronto sarà l’occasione per tutte le comunità parrocchiali, i religiosi, i movimenti e i gruppi ecclesiali, i docenti di religione per avanzare proposte e offrire un contribuito sulla vita sociale, familiare ed economica. La veglia, in piazza Matteotti, sarà animata da canti dei cori parrocchiali e dalle danze di un gruppo di giovani. Il vescovo di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, mons. Gervasio Gestori, incontrerà le varie comunità della diocesi. Durante la veglia, seguendo l’indicazione della Conferenza episcopale italiana, verranno raccolte delle offerte per sostenere il fondo diocesano destinato alle famiglie in difficoltà economica. Un maxischermo proietterà immagini delle piazze e delle facciate delle chiese delle località della diocesi. La festa di Pentecoste, che cade 50 giorni dopo la Pasqua, ricorda la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli e su Maria. Come sottolineano mons. Romualdo Scarponi, vicario generale del vescovo, e don Claudio Marchetti, delegato per la pastorale diocesana “la veglia ha tre obiettivi: la comunione di tutto il popolo della Chiesa, la testimonianza e la missionarietà. È per questo che ci ritroviamo all’aperto, in piazza: il Sinodo diocesano tradizionalmente è riservato agli ‘addetti ai lavori’, ma noi abbiamo voluto portarlo tra la gente. Si tratta della prima veglia di preghiera all’aperto della nostra diocesi”. (A.L.)

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    È ancora emergenza dopo il passaggio del ciclone Aila in India e Bangladesh

    ◊   Sale a 117 il numero accertato delle vittime del ciclone Aila che si è abbattuto nei giorni scorsi sulle coste dello Stato indiano del West Bengala. A esse vanno aggiunti i 178 morti del Bangladesh e un numero non ancora definito di sfollati. In India il ciclone ha costretto circa 500mila persone ad abbandonare le proprie case. Il dipartimento per le emergenze del West Bengala afferma che oltre 130mila hanno trovato rifugio nei campi allestiti dal governo. Gli aiuti arrivano via aerea o con le barche, gli unici mezzi utili per accedere alle zone colpite. In Bangladesh si parla di oltre 170mila sfollati e più di 17mila feriti. Molti stanno tornando nelle loro case anche se le aree dei 12 distretti costieri su cui Aila si è abbattuto sono ancora in pieno stato di emergenza, rende noto l'agenzia AsiaNews. Le autorità della capitale Dhaka stanno cercando di prevenire il diffondersi di epidemie di tifo e diarrea dopo che in alcune zone, come il distretto di Satkhira, si sono già verificate alcune morti. Gli aiuti faticano ad arrivare a causa dell’interruzione delle vie di comunicazione. Mancano cibo e medicine e per rispondere all’emergenza il governo ha stanziato 4,6 milioni di dollari e 19mila tonnellate di riso da destinare alla popolazione colpita. (V.V.)

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    La Croce delle Gmg nei luoghi abruzzesi colpiti dal terremoto

    ◊   La Croce delle Giornate Mondiali della Gioventù lascia il Centro San Lorenzo, dove è custodita, per visitare i luoghi abruzzesi colpiti dal sisma; a promuovere l’iniziativa è il Pontificio Consiglio per i Laici, coadiuvato dalla Fondazione Giovanni Paolo II e dal Servizio nazionale della Cei per la pastorale giovanile. Oggi e il primo giugno la Croce sarà portata nelle diverse tendopoli dell’Aquila e dintorni, a cominciare da quella in Piazza d’Armi. L'arcivescovo dell’Aquila, mons. Giuseppe Molinari, amministrerà il Sacramento della Confermazione. Il 2 giugno la croce delle Gmg sosterà al Santuario di san Gabriele dell’Addolorata, dove è previsto un grande raduno della gioventù abruzzese sul tema “Ingaggiati da Cristo”, a conclusione del triennio dell’Agorà dei giovani italiani. (M.V.)

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    24 Ore nel Mondo



    Pakistan: l'esercito avanza nelle roccaforti dei talebani. Oltre 3 milioni i profughi

    ◊   Nel Pakistan nord-orientale, prosegue l’offensiva finale dell’esercito contro i ribelli talebani. Le truppe governative hanno conquistato la quasi totalità di Mingora e avanzano in molti villaggi della valle dello Swat. Intanto, si aggrava l’emergenza dei profughi in fuga dai combattimenti che, secondo fonti locali, avrebbero superato quota tre milioni. Il servizio di Marco Guerra:

     
    Le forze di sicurezza pakistane hanno ripreso il controllo di Mingora, capoluogo della valle dello Swat, piccole sacche di resistenza si registrano solo in periferia. L’annuncio è stato dato poche ore fa da un portavoce dell’esercito che ha confermato anche la liberazione dai talebani della città di Peochar e del villaggio di Bahrain. I combattimenti tra esercito e talebani sono ormai sparsi in tutta la valle e diversi testimoni riferiscono di raid con elicotteri e truppe dell’esercito su alcune roccaforti dei miliziani integralisti. Il bilancio delle vittime delle ultime 24 ore è di 28 talebani uccisi e 5 soldati morti. Tuttavia, l’esercito non è ancora riuscito a mettere le mani sul capo della ribellione talebana nella valle dello Swat, Maulana Fazlullah, sul quale il governo di Islamabad ha alzato la taglia a 500 mila euro. Ma a preoccupare veramente le autorità pakistane è la situazione dei profughi interni. Oggi, il governo della provincia della frontiera del nord-ovest ha stimato che almeno 3,4 milioni di persone hanno abbandonato le loro case dall’inizio del conflitto.

     
    Afghanistan
    Non si ferma la violenza in Afghanistan. La autorità di Kabul e quelle americane hanno annunciato ieri la morte di 53 ribelli nella provincia meridionale di Zaboul. Gli scontri sono costati la vita anche a 11 soldati e civili afghani. Stamani il governatore della provincia settentrionale afghana di Kunduz, Mohammad Omar, è rimasto lievemente ferito in un attentato dinamitardo.

    Iran
    Gli Stati Uniti hanno, fermamente, condannato l’attentato compiuto giovedì nella moschea sciita iraniana di Zahedan, respingendo ogni accusa di partecipazione alla strage che ha provocato la morte di 25 persone e il ferimento di altre 125. “Condanniamo questo atto terroristico nei termini più duri”, ha detto ieri il portavoce del Dipartimento di Stato, Ian Kelly, “noi non sosteniamo alcuna forma di terrorismo in Iran”. Intanto, sono stati messi a morte pubblicamente, stamani, vicino al luogo dell’attentato tre uomini condannati per il coinvolgimento nell’attacco. Dopo l’esecuzione, altre due persone sono state arrestate nell’ambito delle indagini. Lo ha riferito la televisione di Stato, senza fornire ulteriori dettagli.

    Corea del Nord
    Gli Stati Uniti non resteranno inattivi di fronte alla minaccia nucleare nordcoreana. Così, il monito del segretario di Stato americano, Hillary Clinton, che ha parlato alla conferenza internazionale sulla sicurezza, a Singapore, a poche ore dal nuovo test missilistico di Pyongyang. La linea della fermezza sembra confermata dall’arrivo a Okinawa, in Giappone, del primo di 12 nuovi caccia F22 statunitensi. Intanto, secondo l’agenzia sudcoreana Yonhap, la Corea del Nord starebbe preparando un test missilistico di lunga gittata capace di raggiungere le isole Hawaii e l’Alaska.

    Birmania: Aung San Suu Kyi, udienza rinviata al 5 giugno
    Rinviata al prossimo 5 giugno l’udienza finale del processo alla leader dell’opposizione birmana, Aung San Suu Kyi. Preoccupazione, intanto, è stata espressa dai sostenitori del Premio Nobel per la Pace per lo stato di salute della 63.enne, che ha trascorso 13 degli ultimi 19 anni in varie forme di detenzione. Dalla comunità internazionale continuano ad arrivare appelli per sua liberazione, fra cui si segnala quello del ministro della Difesa americano Robert Gates. Ricordiamo che Aung San Suu Kyi è accusata di aver violato le regole sugli arresti domiciliari.

    Germania: Magna si aggiudica l’acquisizione di Opel
    La casa automobilistica Opel sarà acquisita dal gruppo austro-canadese Magna. L’annuncio è stato dato questa notte dal governo di Berlino. Tramonta, dunque, il tentativo di Fiat, che si concentra ora sul suo obiettivo prioritario, l’acquisto dell’americana Chrysler. Per il ministro delle Finanze tedesco, l'accordo si articola in 3 punti: memorandum d'intesa con Magna, amministrazione fiduciaria, prestito ponte pubblico di 1,5 miliardi di euro. Magna sarà inoltre garante di un'ignizione di liquidità fra i 500 e 700 milioni e di euro.

    Italia: G8 ministri Interni e Giustizia
    Il governo italiano ha proposto la sospensione del Trattato di Schengen, con il ripristino dei controlli alle frontiere dal 18 giugno al 15 luglio, in vista del G8 dell'Aquila. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso della conferenza stampa a conclusione della seconda ed ultima giornata del vertice dei ministri del G8 della Giustizia e dell'Interno che si è tenuto a Roma. Le sessioni odierne dei lavori hanno affrontato i delicati temi della lotta al terrorismo e delle sicurezza urbana, mentre ieri sono stati affrontati i temi legati al contrasto dei traffici delle grandi organizzazioni criminali. Intanto, per le vie della capitale italiana, oggi pomeriggio sfilerà il corteo dei "No global". Le autorità temono vari blitz di protesta che si sono registrati già nel corso della mattinata.

    Usa, Obama a difesa del cyberspazio
    Per proteggere l’economia americana il presidente degli Stati Uniti Barack Obama nominerà a breve un esperto per la sicurezza digitale. Avrà il compito di coordinare dalla Casa Bianca la controffensiva contro gli hackers planetari. Tra le priorità immediate dell’amministrazione Obama vi è dunque la difesa del cyberspazio. Gli attacchi alle reti digitali sono ''una delle minacce più serie alla sicurezza nazionale americana'', ha detto Obama, in un discorso alla Casa Bianca nel quale ha rivelato tra l'altro che i network militari e della sicurezza statunitensi “sono costantemente sotto attacco”. Il "coordinatore per la cybersicurezza" farà parte dello staff ristretto del presidente e sarà un membro non solo del Consiglio per la sicurezza nazionale, ma anche del Consiglio nazionale per l'economia, il gruppo di esperti della Casa Bianca a cui fanno capo le maggiori iniziative economiche. Il presidente ha garantito che i nuovi passi sul fronte della sicurezza online non prevedono alcuna intrusione nella privacy o violazione della libertà delle imprese.

    Venezuela: la stampa nel mirino di Chavez
    Si rivolge ai media nazionali l’attenzione del presidente del Venezuela Hugo Chavez, che ha sollecitato le autorità locali ad assumere delle iniziative in proposito. In particolare nei confronti di una emittente televisiva, ostile al presidente nazionale. Sulla vicenda, è stata espressa “preoccupazione” dall’organizzazione “Reporter senza frontiere” e dal “Comitato per la protezione dei giornalisti” per l’attività d’informazione svolta nel Paese da giornali e tv. Sul fronte politico, intanto, si registra l’invito rivolto da Chavez ad un confronto con alcuni intellettuali suoi oppositori, che hanno accettato l'appello del presidente. Il gruppo di scrittori anti-Chavez ha però posto due condizioni per partecipare all'incontro: che sia presente lo stesso Chavez e che il dibattito avvenga in condizioni eque. ''Vi aspetto, venite al dibattito, sarete rispettati'', ha assicurato il leader venezuelano, precisando che ''nessun tema rimarrà fuori dalla discussione, che sarà trasmessa dal vivo, senza alcun tipo di ostacolo e in un ambiente di intellettuali''.

    Nuova Influenza: altri due morti in Messico, tre contagi in Svizzera
    Sono saliti a 99 decessi i morti provocati dalla nuova influenza A H1N1, nota come “febbre suina”. Le ultime due vittime si sono registrate nel Messico. Il ministero della Sanità del Paese centroamericano ha confermato comunque che il livello di allerta resta in fase ''discendente''. Tre nuovi casi si segnalano poi in Svizzera e uno in Gran Bretagna, nel prestigioso college di Eton che è stato chiuso a scopo precauzionale per una settimana. Alla data del 29 maggio, secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della Sanità le infezioni sono state 15.510 in 53 Paesi. (Panoramica internazionale a cura di Marco Guerra e Anna Villani)

     
    Bollettino del Radiogiornale della Radio Vaticana Anno LIII no. 150

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